Dip di carciofi e crackers di quinoa

Dip di carciofi con crackers di quinoa [HEALHTY EASTER]

HEALTHY EASTER | Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa e semi, uno stuzzichino perfetto | Vegani, senza glutine, senza latticini!

Ed eccoci subito alla seconda tappa della rubrica Healthy Easter con un antipasto che può fungere anche da aperitivo.  Vi preannuncio che – ad eccezione degli hot cross bun che ho pubblicato qui la settimana scorsa – tutte i prossimi post taggati Healthy Easter non sono solo sani, ricchi di verdura e fibre e senza zucchero, ma anche senza lattosio e senza glutine! Quindi se avete invitato amici o parenti intolleranti prendete carta e penna (o preparatevi al “salva su pinterest”!) perchè questo semplicissimo dip di carciofi – in cui intingere dei croccanti crackers di quinoa e semini misti – fa per loro 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Io ve lo dico questi crackers di quinoa sono una rivelazione. Mi sono ispirata a tante ricette varie trovate su internet per comporre un impasto che venisse come lo volevo io, ossia: supercroccante. C’è un motivo specifico. Una mia amica, di cui ho parlato già altre volte, soffre di una malattia rara del connettivo, nello specifico del tessuto adiposo, chiamata lipedema. E’ una patologia difficile da diagnosticare perchè molti medici non la conoscono e altrettanto difficile da curare perchè in realtà non c’è terapia, bisogna mettere in atto una serie di strategie, massaggi, bendaggi, attività fisica mirata e dieta specifica. E questa dieta esclude il glutine, che peggiora l’infiammazione alla base della patologia. Tutto questo per dire che la mia amica, costretta a una dieta senza glutine (ma senza nemmeno tutti i surrogati per celiaci di crackers, pizze etc, che non sono adatti spesso a chi soffre di lipedema) qualche giorno fa mi ha detto: mi manca un sacco il croccante.

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Sì perchè agli impasti è il glutine che conferisce croccantezza e solitamente, il cibo senza glutine, soprattutto se casalingo e in versione sana (quindi povero di amidi, senza zuccheto etc) manca spesso di quel “crunchy” che tanto ci piace. Quindi ho pensato di cercare di creare una ricetta lipedema friendly che però ricordasse il croccante del glutine. Detto fatto: crackers di quinoa presenti all’appello! Semplicissimi non presentano nessuna difficoltà particolare, l’unico difetto: diventano una droga! 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Per il dip di carciofi invece mi sono un po’ ispirata a questa ricetta di Naturalmente Buono,  l’avevo vista tempo fa e ho pensato… chissà se si può fare anche con i carciofi freschi! Ebbene sì! Ho usato meno cannellini e più carciofi per avere una versione più leggera ma altrettanto godibile,  tant’è che in realtà questo dip di carciofi potrebbe essere un’alternativa fantastica all’hummus quando si sta cercando di risparmiare un po’ di carboidrati! Lo za’atar che ho aggiunto è un mix di spezie mediorientale meraviglioso a base di timo, sesamo e sale, a cui spesso si aggiungono altre quali maggiorana e origano, sumac e santoreggia. Io ho trovato un mix già fatto non ricordo dove, ma potete facilmente farvelo in casa, è utilissimo per dare un tocco in più a tantissimi piatti

Dip ai carciofi con crackers di quinoa
Per i crackers
  1. 70 gr di quinoa tricolore
  2. 50 gr di quinoa rossa
  3. 30 gr di miglio in chicchi
  4. 320 ml di acqua
  5. 30 gr di semi di zucca
  6. 30 gr di semi di sesamo
  7. 10 gr di semi di chia
  8. 20 gr di farina di ceci
  9. 2 cucchiai di olio evo
  10. Paprika affumicata o piccante (o altre spezie a piacere)
  11. Sale
Per il dip ai carciofi
  1. 3 carciofi belli ciccioni
  2. 120 gr di cannellini già cotti
  3. una manciata di foglie di basilico
  4. qualche ramo di timo fresco
  5. un cucchiaio pieno di zaatar
  6. un paio di cucchiaiate di pinoli
  7. un paio di cucchiaiate di tapenade di olive
  8. uno spicchio d'aglio
  9. la scorza e il succo di mezzo limone
  10. due cucchiai di olio evo
  11. sale e pepe
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Per i Crakers
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Unite le due quinoa e il miglio in un pentolino, sciacquate accuratamente i chicchi sotto acqua corrente, scolateli e aggiungete 230 ml di acqua bollente o brodo.
  3. Fate cuocere per circa 15 min o fino a che non sia assorbito il liquido e i chicchi non saranno cotti
  4. Nel frattempo unite i vari semi e fateli tostare qualche minuto in padella.
  5. Frullate metà dei cereali cotti per assorbimento insieme all'olio e poi unite tutti gli ingredienti insieme in una ciotola eccetto il sale.
  6. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, non deve essere nè liquido nè troppo duro, ovviamente non sarà impastabile
  7. Stendete il composto su un foglio di carta da forno, poi aggiungete sopra un altro foglio e con un mattarello appiattitelo il più possibile fino a ottenere lo spessore di massimo un paio di millimetri.
  8. Togliete il foglio superiore di carta da forno e con una rotella per pizza o un coltello incidete dei tagli con la forma che preferite.
  9. Cospargete di sale in superficie (meglio se sale grosso macinato fresco)
  10. Infornate per 20 minuti o fino a doratura.
Per il dip di carciofi
  1. Pulite i carciofi e tagliateli in quarti poi bolliteli in acqua bollente e succo di limone finchè i rebbi della forchetta non li attraversi facilmente
  2. Una volta cotti scolateli e tamponateli
  3. Nel frullatore frullate i carciofi da soli poi toglieteli e teneteli da parte
  4. Aggiungete tutto il resto degli ingredienti nel frullatore vuoto anche se sporco e frullate nuovamente, poi aggiungete nuovamente i carciofi
  5. (Io ho fatto così perchè il mio frullatore non era in grado di frullare uniformemente tutto quanto, se il vostro è migliore del mio frullate pure tutto insieme)
  6. Conservate in un contenitore ermetico
Notes
  1. Più i crackers saranno sottili più saranno croccanti.
  2. Perchè il dip sia veramente gf controllate che nel vostro za'atar non vi sia grano, nel caso omettetelo
  3. Perchè il dip sia veramente vegano controllate che nella tapenade non vi siano acciughe, come spesso accade, in quel caso sostituite con olive nere kalamata o taggiasche.
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Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

 

Hot cross bun alla carota

Hot Cross Bun alla carota | Panini dolci di Pasqua [Healthy Easter]

HEALTHY EASTER i panini dolci di Pasqua, in versione sana con un ingrediente segreto: hot cross bun alla carota! 


Carote per gli hot cross bun | Carrots for hot cross buns

Carote per gli hot cross bun | Carrots for hot cross buns

Settimana scorsa niente ricetta sul blog in preparazione di una serie di ricette in vista della Pasqua! Questi hot cross bun alla carota sono il primo post di questa serie che rimarrà in archivio sotto il tag “Healthy Easter”, brace yourself!

Hot cross Bun alle carote appena sfonati

Hot cross Bun alle carote appena sfornati

Sì lo so, magari voi direte, che barba almeno a pasqua voglio mangiarmi fritti, tortelli e dolci! E io vi dico… avete ragione! Però ho pensato che magari sarebbe stato interessante avere qualche ricetta alleggerita adatta al clima pasquale, per un pranzo pre-pasquale con amiche intolleranti o sempre a dieta, o anche solo per gustarsi i sapori della primavera appena iniziata!

Hot cross bun alla carota

Hot cross bun alla carota

Partiamo da questi hot cross bun alla carota allora! Ebbene sì ho rivisitato i classici hot cross bun tipici del venerdì santo anglosassone in chiave sana, e – come mio solito – ci ho aggiunto del mio con un ingrediente super segreto: la carota! Non si sente e non si vede! Per l’idea mi sono ispirata a questa ricetta, ma poi per il procedimento ho fatto praticamente nello stesso modo in cui avevo fatto i bun per burger (qui) ispirati a quelli di Paoletta di Anice e Cannella (Paoletta santa subito, e santa subito anche la mia amica Ilenia, a cui chiedo sempre aiuto le rare volte che panifico: spero tu sia fiera di me!). 

Hot cross bun alla carota

Hot cross bun alla carota

Era la prima volta che mi cimentavo negli hot cross bun, non sono così difficili come pensavo, e soprattutto ho sempre presupposto che quella deliziosa croce scintillante fosse il risultato di un impasto a base di grassi e zucchero in abbondanza… niente di più sbagliato! Solo acqua e farina! Incredibile ma vero! 

Questi panini sono particolarmente buoni appena sfornati o comunque mangiati in giornata, nei giorni successivi diventano un po’ duri e pesanti, nel caso però riscaldateli un po’ al forno e torneranno godibili anche la mattina dopo! Provate anche a tagliarli a metà e tostarli per poi cospargerli di un burro di montagna di qualità o una marmellata senza zucchero, vi scioglierete! Sono perfetti per una colazione lenta come quelle che piacciono a me, senza guardare l’orologio, che ormai è da considerarsi un lusso purtroppo!

Per le pieghe del secondo tipo che ho citato nel procedimento leggete qui.

Invece per come formare i panini, ognuno ha la sua tecnica, io uso una versione semplificata di questa.

Hot cross bun alla carota

Hot cross bun alla carota

Hot Cross Bun alla carota
Serves 18
Ingredients
  1. 250 gr di farina integrale
  2. 350 gr di farina manitoba
  3. 300 ml di latte intero o vegetale
  4. 1 cucchiaino di malto d'orzo
  5. 8 gr di lievito di birra
  6. 50 gr di zucchero di cocco
  7. 50 gr di applesauce
  8. 2 cucchiai di olio evo
  9. 2 cucchiai di olio di cocco
  10. 1 uovo
  11. 2 carote
  12. scorza di 1 arancia
  13. vaniglia
  14. 5 gr di sale
  15. Per la glassa
  16. 100 gr di farina 00
  17. 65 gr di acqua
  18. 1 uovo
  19. latte
  20. sciroppo d'acero
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Instructions
  1. Riscaldate il latte fino a renderlo tiepido, scioglietevi dentro il malto e il lievito e lasciate riposare 10 minuti
  2. Ammollate l'uvetta in acqua calda
  3. Setacciate le farine e unitevi il sale e lo zucchero
  4. Tritate finemente le carote pelate in un mixer poi strizzatele bene per togliere l'acqua in eccesso
  5. Unite l'applesauce, l'uovo sbattuto, la vaniglia, la scorza d'arancia e i grassi in una ciotola
  6. Riprendete le farine e versatevi dentro il latte poco a poco impastando con un cucchiaio
  7. Finito con il latte unite anche il composto a base di uova e grassi e iniziate a impastare
  8. Unite anche le carote tritate e regolate di farina se necessario, l'impasto eve essere morbido ma non appiccicoso, facilmente impastabile
  9. Impastate a mano per circa 10 minuti energicamente
  10. Se avete un'impastatrice vi odio, ma usate quella.
  11. Verso la fine unite le uvette scolate e asciugate il meglio possibile e date un'ultima impastata
  12. Formate con l'impasto una palla e mettetela in una bacinella leggermente unta, coprite con un canovaccio inumidito
  13. Lasciate lievitare in un luogo caldo e umido per circa 2 h o fino al raddoppio.
  14. Riprendete l'impasto e fate le pieghe del secondo tipo (vedi testo sopra)
  15. Lasciatelo riposare per 10 min appoggiato sul piano di lavoro e coperto.
  16. Riprendete l'impasto e formate circa 18/20 pezzi di 70 gr l'uno, lavorateli per ottenere dei panini e disponeteli ben distanti su una placca ricoperta di carta da forno.
  17. Lasciate lievitare per circa 30 min.
  18. Nel frattempo preparate l'impasto per le croci: unite la farina e l'acqua con una frusta fino a ottenere un composto colloso ma malleabile (vedi testo sopra) e trasferitelo in una sac a poche usa e getta
  19. Trascorsi i 30 min riprendete i bun, forate la sac a poche e con delicatezza formate delle croci di glassa sopra ogni panino
  20. Accendete il forno a 190° e lasciate lievitare altri 30 min.
  21. Infornate poi per 10 minuti i panini
  22. Trascorsi i 10 minuti spennellateli due volte con l'uovo sbattuto assieme al latte e infornate per altri 10 minuti.
  23. Sfornate e lasciate raffreddare per 5 minuti
  24. Date l'ultima glassatura spennellando i panini con lo sciroppo d'acero allungato con l'acqua.
  25. Servite tiepidi così o riscaldati o tostati con burro di montagna di qualità o marmellata.
Notes
  1. Io l'uvetta l'ho unita prima della lievitazione, dicono di fare diversamente, a voi la scelta.
  2. Fare le croci è il passo più difficile perchè l'impasto è appiccicoso, vi consiglio di far scendere la glassa e bloccarla con un dito a un'estremo poi "tirarla" con la sac a poche premendo e tagliandola all'altro estremo con un paio di forbici. Non disperate, mano mano le croci verranno meglio!
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Hot Cross Bun alla carota | I tipici panini di Pasqua con un ingrediente segreto

Hot Cross Bun alla carota | I tipici panini di Pasqua con un ingrediente segreto

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Chiariamo subito che non sono qui per decantare le lodi di una dieta low carb. Affatto. La quantità ideale di carboidrati che ognuno di noi dovrebbe assumere è una questione personale, soggettiva, e deve essere valutata insieme a un professionista dell’alimentazione, sia esso dietista o nutrizionista.  Indipendentemente da ciò, tuttavia, uno degli approcci dietistici più in voga negli ultimi anni è quello del “carb cycling” che consiste nel distribuire i carboidrati in maniera non uniforme, durante la giornata o durante la settimana. Al contrario di molte mode nel campo alimentare, in questo caso si tratta di una pratica che basa su solide motivazioni biochimiche: non sono nè i carboidrati nè i grassi a far ingrassare, ma la combinazione tra essi. (Non sapete di cosa sto parlando? Male! Andate a leggere questo articolo di Project Invictus, o ancora meglio leggetevi il loro libro!). Motivo per cui sia l’approccio “low fat” sia l’approccio “low carb” possono essere ritenuti validi purchè altamente personalizzati. Ovviamente sono scelte personali o comunque da compiere con il proprio dietista, non è certo obbligatorio seguire una carb cycling! Io ultimamente sto provando un approccio simile ma semplificato, cioè concentrare i carboidrati in uno dei due pasti principali, e spostando gran parte dei grassi nell’altro, nel quale invece i carboidrati amidacei siano limitati, rimanendo ovviamente abbondanti le verdure.

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Ed ecco che nei pasti a carboidrati ridotti capita a proposito questo couscous di cavolfiore, cioè fatto di cavolfiore tritatoche io qui ho condito con ingredienti tipici mediterranei, ma che voi potete condire diversamente, facilissimo e velocissimo da fare,  che si presta perfettamente a essere un jolly per pasti o eventuali giorni low carb. 

Che il cavolfiore fosse un alleato geniale per la low carb ormai lo sappiamo già tutti, pinterest è invaso da varie idee, e già io vi avevo proposto la mia finta pizza di cavolfiore (ricetta qui) che è stata un vero e proprio successo, quindi vi consiglio strenuamente di dare una chance a questo couscous di cavolfiore, non ve ne pentirete! 

Ovviamente vedete anche voi che non si può pensarlo come piatto unico, mancando la quota proteica necessaria (soprattutto in un pasto low carb), più che altro è un contorno stuzzicante per un secondo di carne – ci vedrei bene degli spiedini di pollo alla marocchina magari, o del pesce, per rimanere nel mediterraneo! – o un primo saziante che “inganni” l’occhio. Ma, perchè no, potete servirlo anche come antipasto a buffet insieme ad altre pietanze più carboidratiche. 

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

In molte ricette online si trovano istruzioni per conservare il couscous di cavolfiore cotto in contenitori ermetici in frigo per diversi giorni, mi permetto invece di sconsigliare questa opzione, perchè perde moltissimo in sapore e consistenza, piuttosto invece conservatelo fino a 24 h tritato e non cotto e cuocetelo al momento.

Io ho provato due cotture diverse, sia saltato in padella sia al vapore, entrambe più che valide; il couscous di cavolfiore che vedete in foto è stato saltato in padella perchè visivamente più accattivante, ma le prossime volte sicuramente lo farò nell’altra versione perchè più digeribile e leggera!  

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

 

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)
Serves 2
Ingredients
  1. una testa grande di cavolfiore
  2. una manciata di olive taggiasche
  3. mezza cipolla rossa di Tropea
  4. una manciata di foglie di basilico
  5. una manciata di pomodorini essiccati
  6. mandorle a lamelle
  7. limone
  8. sale pepe e olio evo
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Instructions
  1. Pulite il cavolfiore e tagliate le cime.
  2. Frullate poche cime di cavolfiore alla volta in un tritatutto usando la funzione pulse o comunque azionando per pochi secondi ad alta velocità e poi facendo una pausa, fino a ottenere un cavolfiore ben tritato ma non a purea
  3. Scaldate due cucchiai d'olio in una tegame largo insieme a uno spicchio d'aglio
  4. Aggiungete il cous cous di cavolfiore, salate e pepate, cuocete per 3 minuti, togliete dal fuoco
  5. Tagliate olive, basilico, cipolla e pomodorini e aggiungeteli al couscous di cavolfiore
  6. Tostate le lamelle di mandorle per un minuto e aggiungetele
  7. Completate con una spruzzata di limone (facoltativo)
Notes
  1. Cottura alternativa: al vapore per 3 minuti, scolandolo poi e condendolo successivamente
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Couscous di cavolfiore: un’idea low carb, vegan, paleo, senza glutine nè latticini, facile e veloce

 

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Questi deliziosi quadrotti di cheesecake senza zucchero alla zucca sono rimasti nella macchina fotografica – cioè le foto, ovvio, il cheesecake ce lo siamo pappato – per diverse settimane.  Negli ultimi tempi avevo postato diverse ricette di dolci e non volevo che la mia home fosse sovraffollata di ricette di dessert, quindi volevo aspettare a pubblicarla. Non so se ci avete fatto caso ma sia nel blog che su instagram tendo a postare molte più ricette salate che dolci e non è un caso; penso infatti che i dolci – anche se sani come in questo caso o in molti altri casi – debbano avere un ruolo marginale in una dieta (intesa come modalità di alimentarsi, genericamente) perchè questa possa essere considerata sana.

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Se ci pensiamo, non c’è nessun bisogno biologico per cui dovremmo mangiare dolci: lo zucchero non è un alimento essenziale nell’alimentazione, tant’è che la raccomandazione dell’OMS riguarda le dosi massime e non necessarie (come invece per altri nutrienti come vitamine, fibra etc), che corrisponderebbero al 5/10% del totale calorico della giornata. Essenzialmente circa 25/50 gr di zucchero al giorno: davvero pochissimi! 

Questo significa che non c’è nessuna ragione biologica per mangiare dolci a colazione, o a merenda. Se non ovviamente una certa gratificazione psicologica, che non va nè negata nè colpevolizzata a mio parere, perchè siamo biologicamente predisposti a desiderare cibi ricchi di zuccheri e grassi quali sono i dolci (ripeto anche se sani). Noi non mangiamo solo per alimentarci ma anche per questioni culturali, sociali e tanti altri motivi, e chi mi conosce sa quanto io rivendichi la legittimità del ruolo “non biologico” del cibo nella vita.  Questo quindi non per dire che non bisogna mai mangiare dolci, ma che anche per quelli sani il concetto di portion control e di frequenza è fondamentale. 

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Ad esempio avete mai provato a fare colazione salata? Io la trovo deliziosa, c’è tanta scelta, sazia di più e si “risparmia” zucchero. Due uova soft boiled su pane di segale tostato? La mia colazione preferita. Sì, lo so  che un pain au chocolat è più buono, non lo nego e non lo negherò mai, ma si tratta di scelte. Ed ecco perchè qui sul blog come sul mio profilo instagram trovate spesso più ricette salate che dolci: nella mia alimentazione il dolce copre il 15% massimo.  Ripeto è una scelta personale, ma basata sulle motivazioni di cui sopra.

Questo non vuol dire che io non prepari dolci! Anzi adoro infornare torte e biscotti! Ed ecco che questi quadrotti di cheesecake senza zucchero alla zucca sono un’idea perfetta per divertirsi a infornare dolci senza eccedere nello zucchero, perchè utilizzano vitafiber e xilitolo.  Cosa sono? Sicuramente ne abbiamo già parlato ma se non avete idee ecco un sunto: sono alternative allo zucchero a kcal ridotte e impatto glicemico praticamente nullo. Lo xilitolo viene estratto dalla betulla mentre il vitafiber è un una fibra solubile prebiotica, la particolarità è che il primo conferisce il sapore dello zucchero alle ricette, il secondo invece la consistenza, ecco perchè spesso vengono usati in coppia! Io in questa cheesecake alla zucca ho deciso di usare lo xilitolo per il ripieno, perchè non serviva a dare consistenza, e il vitafiber nella crosta per aumentare la “croccantezza”

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

 

Come potete vedere dai valori ne è venuta fuori una cheesecake senza zucchero decisamente ad apporto calorico contenuto, moderatamente iperproteica, con un quantitativo di grassi contenuto perchè la crosta ricca di grassi buoni è bilanciata dai latticini low fat della farcia (ma sentitevi liberi di usare anche i full fat!). Possiamo considerarla low carb parzialmente, l’idea iniziale era di non usare l’avena nella crosta per renderla veramente low carb, ma la consistenza così non mi convinceva. Sicuramente però le dosi per la crosta possono essere ridotte (proporzionalmente, è ovvio) perchè come vedete dalle foto è venuta una base fin troppo spessa!

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

la zucca è un po’ fuori stagione, me ne rendo conto, ma io abito nel mantovano qui la zucca la trovo buona da settembre a aprile in pratica! Ero indecisa se postare la ricetta ora o aspettare il prossimo autunno, ho chiesto nelle instagram stories cosa ne pensassero i miei follower (a proposito mi seguite? Qui) e i sì hanno vinto a gran voce!

L’idea della cheesecake a strati l’ho presa da questa ricetta, ma poi ho usato ingredienti diversissimi.

Se invece non avete voglia di impelagarvi con xilitolo e altri ingredienti strani vi consiglio di provare l’altra mia cheesecake, questa, in cui utilizzare miele o sciroppo d’acero, magari aspettando un mesetto e facendola con le fragole! 

Cheesecake alla zucca senza zucchero
Serves 16
Per la base
  1. 2 cucchiai di semi di chia
  2. 50 gr di noci pecan o normali
  3. 50 gr di mandorle
  4. 30 gr di farina di cocco
  5. 40 gr di vitafiber
  6. 60 gr di fiocchi avena
  7. 30 ml di acqua
  8. 30 ml di olio di cocco
  9. mix di spezie per pumpkin pie o per speculus (o cannella)
Per il ripieno
  1. 3 uova
  2. 500 gr di quark 0% grassi
  3. 200 gr di skyr 0% grassi
  4. 25 gr di whey alla vaniglia o neutre
  5. 15 gr di amido di riso
  6. 80 gr di xilitolo
  7. 1 cucchiaino di lievito per dolci
  8. 200 gr di purea zucca già cotta e frullata
Per decorare
  1. cioccolato fondente
  2. olio di cocco
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Instructions
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Riscaldate 30 ml di acqua con 40 gr di vitafiber in un pentolino a fondo spesso, portate a bollore con fiamma bassa, mescolando con un utensile di legno o plastica, lasciate bollire per 1 minuto e lasciate raffreddare altri 2 min
  3. In un mixer inserite tutti gli altri ingredienti tranne l'olio di cocco e frullate fino a ottenere una specie di farina a grana grossa, poi aggiungete l'olio di cocco e lo sciroppo di vitafiber e frullate nuovamente
  4. Preparate una teglia per torte quadrata o rotonda, meglio se di quelle che si apre con una cerniera, bagnatela leggermente e rivestitela di carta da forno (l'acqua aiuterà la carta ad aderire)
  5. Rovesciate il composto sul fondo della teglia e con l'aiuto di un cucchiaio cercate di distribuire il più uniformemente possibile, schiacciando bene
  6. Infornate solo la crosta per circa 10 minuti
Nel frattempo preparate il ripieno
  1. Mettete in una ciotola tutti gli ingredienti tranne la zucca e mescolatecon una frusta fino a ottenere un composto omegeneo (potete usare tranquillamente anche un mixer)
  2. A poco meno della metà del composto aggiungete la purea di zucca e mescolate
  3. Trascorsi i 10 min di cottura della crosta tiratela fuori e lasciatela raffreddare 10 minuti
  4. Rovesciate con delicatezza la metà di ripieno "bianca" e livellate
  5. Rovesciate poi con moooolta delicatezza l'altra metà del ripieno, alla zucca: usate un cucchiaio per disporre delle cucchiaiate uniformi, poi livellate il più possibile
  6. Fate sciogliere il cioccolato con un cucchiaino di olio di cocco al microonde a bassa potenza o a bagno maria
  7. Con un cucchiaio prelevate del cioccolato e lasciatelo cadere sulla torta muovendo la mano avanti e indietro fino a creare delle righe più o meno parallele
  8. Utilizzando uno stuzzicadente disegnate altre linee perpendicolari ai fili di cioccolato, alternando il verso dello stuzzicadente (una riga dall'alto verso il basso, quella accanto dal basso verso l'altro e così via)
  9. Infornate per circa 45/50 min a 170° coprendo eventualmente con della stagnola se dovesse colorirsi troppo la parte superiore.
  10. Spegnete il forno e lasciate raffreddare la cheesecake con il coperchio del forno aperto di qualche cm
  11. Tirate fuori la cheesecake e lasciatela riposare in frigo per almeno 2 o 3 ore
Notes
  1. Nel calcolo delle calorie non c'è il cioccolato del topping perchè non l'ho pesato.
Calories
145 cal
Fat
7 g
Protein
10 g
Carbs
10 g
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Cheesecake senza zucchero alla zucca

Cheesecake senza zucchero alla zucca

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Ebbene sì, due ricette su pasta di seguito. Eh, capita. Giuro che non mangio solo quella! A parte gli scherzi, solitamente pubblico meno post sulla pasta e più su insalate e altro perchè penso sia più difficile rendere gustoso il pollo o la quinoa, rispetto alla pasta, che, diciamocelo, se è di qualità è buona anche solo con un sughetto al pomodoro fresco e basilico! Però ho pensato di pubblicare questa rivisitazione della classicissima pasta con le sarde, arricchita con la verza di stagione, per parlare non tanto della pasta quanto del condimento.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

 

Quindi basta parlare di carboidrati e parliamo di grassi, nello specifico dei grassi del pesce azzurro. Pesce azzurro che qui sul blog è un po’ trascurato perchè ho un marito che al riguardo ha dei gusti da principino, non mangia pesce con le lische, non mangia pesce azzurro, insomma va a finire che me lo mangio quando sono da sola e se cucino solo per me spesso faccio cose molto basiche come pesce e broccoli al vapore (che a me piacciono un sacco!). Ma ho pensato si dovesse rimediare, perchè voglio assolutamente inserire più pesce azzurro sia qui sul blog che nella mia dieta.

Che il pesce azzurro faccia bene alla salute e in particolar modo a quella cardiovascolare, penso lo sappiano ormai tutti. Vorrei spendere due parole sul perchè però questa pasta con le sarde sia positiva per nostra salute.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Il termine pesce azzurro mette in crisi un sacco di persone perchè è un termine che indica semplicemente la colorazione tendenzialmente azzurra, con striature argentee e/o verdastre del ventre del pesce, insomma una definizione più da pescatori che da chef o nutrizionisti! Altre caratteristiche sono la forma allungata del corpo del pesce, l’alimentazione basata su altri organismi animali,  l’ecosostenibilità della pesca (dettaglio su cui non mi soffermo perchè non sono particolarmente esperta, ma su cui ci sarebbe molto da dire, trovate qui molti dettagli) ma soprattutto due caratteristiche  che a noi interessano molto: l’alto contenuto di omega 3 e le piccole dimensioni.

Le dimensioni ridotte delle varie speci di pesce azzurro significano che sulla nostra tavola arriveranno meno metalli pesanti, perchè purtroppo uno dei problemi dei pesci di grossa taglia (e in primis del mio amato tonno) è proprio che nelle loro carni, e soprattutto nel loro grasso, si concentra il mercurio, sotto forma di metilmercurio per la precisione, un composto organico neurotossico. Indendiamoci non è certo quel singolo pasto a base di tonno che vi mangiate quando andate a cena al giapponese che vi ucciderà, è più una questione di dose e di accumulo.  Io non ho escluso assolutamente il tonno e i pesci di grossa taglia dalla mia alimentazione (qui la poke bowl di sushi ahi ad esempio), ma negli anni ho cercato di distribuire i pasti in maniera tale da alternali a altri fonti proteiche tra cui ad esempio il pesce azzurro.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

La seconda importante questione riguarda appunto il contenuto di grassi di tipo omega. Gli omega 6 e 3 sono dei derivati rispettivamente da due acidi grassi polinsaturi l’acido linoleico LA (18:2) e l’acido alfa linoleico o ALA (18:3), che sono acidi grassi definiti “essenziali”  perchè sono molecole che il nostro corpo non è in grado di crearsi da solo, dobbiamo necessariamente ingerirli con la dieta. Non voglio annoiarvi con question idi biochimica delle quali nemmeno io sono particolarmente esperta, ma da queste righe è già chiarissimo quanto l’apporto di omega 3 e 6 sia fondamentale per la salute.

Quello di cui ci si dimentica spesso invece è che quello che conta non è tanto il quantitativo di omega 3 e 6 assunti, quanto il rapporto tra essi. Sì perchè gli omega 3 e gli omega 6 non sono uguali: grossomodo possiamo dire che tutti gli omega 3 hanno funzione antinfiammatoria e di abbassamento dei trigliceridi ematici, mentre alcuni omega 6  hanno al contrario funzione proinfiammatoria (quelli contenuti nei grassi vegetali industriali), e altri proteggono nei confronti dell’ipercolesterolemia (quelli contenuti nella frutta secca e in alcuni cereali in chicco integrali).  Il problema è che la nostra alimentazione è fortemente sbilanciata (per questioni anche culturali e di disponibilità) nei confronti degli omega 6, dunque il rapporto omega 3 : omega 6 nella popolazione occidentale si stima essere mediamente 10:1, a fronte di un ipotetico ottimale di 4:1!!

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Per questo assumere omega 3 è sempre una buona scelta soprattutto in persone che debbano seguire una dieta antinfiammatoria (per patologie autoimmuni, diabete, aterosclerosi, lipedema, problemi di fertilità etc), non a caso uno dei (pochi) integratori alimentari che ha senso assumere sono proprio le pastiglie di omega 3. 

Riassumendo: i grassi omega sono uber fighi per il nostro organismo, ma nell’assunzione degli omega 6 dobbiamo preoccuparci di assumere maggiormente quelli “buoni” (ma senza esagerare! anche un eccesso di grassi polinsaturi è negativo per il nostro organismo!) e in ogni caso cerchiamo di assumere una maggior quantità di omega 3 tramite appunto il pesce azzurro, di piccola taglia, e pescato. E questo ci riporta alla mia proposta di pasta con le sarde! Tanto lo so che lo spiegone interessa meno e siete più interessati alla ricetta, per cui eccola qui! 

Se non siete pratici con il pesce e il pesce azzurro nello specifico e la pulizia dei pesci vi mette timore, vi consiglio di andare dal vostro pescivendolo di fiducia e farvi preparare le sarde già sfilettate in modo che dovrete solo cuocere. La mia pescivendola mi ha giurato e spergiurato che pulire le sarde è facilissimo e velocissimo, ma io non le ho creduto e quindi le ho ordinate già pulite! 

Pasta con le sarde e verza
Serves 2
Ingredients
  1. 120/150 gr di linquine o altro formatolungo integrale
  2. 300 gr di filetti di sarde o altro pesce azzurro simile
  3. mezza verza grande o una piccola (meglio la varietà di verona, più tenera)
  4. una manciata di pinoli
  5. una manciata di uvetta
  6. aneto fresco o finocchietto
  7. due o tre scalogni
  8. pepe rosa
  9. limone
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Instructions
  1. Tagliate a listarelle la verza e sbollentatela per 2 o 3 minuti per ammorbidirla, trasferitela con un mestolo forato in una bacinella piena d'acqua e ghiaccio per bloccare la cottura, poi scolate la verza e fatela asciugare su carta assorbente
  2. Fate rinvenire l'uvetta per 5 min in acqua calda
  3. Fate scaldare l'acqua per la pasta
  4. In un tegame possibilmente antiaderente fate tostare per qualche minuto i pinoli, poi toglieteli e teneteli da parte
  5. Nello stesso tegame mettete mezzo bicchiere d'acqua un filo d'olio evo, lo scalogno tritato e l'uvetta, fate cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua non sia quasi completamente evaporata, aggiungete i pinoli nuovamente
  6. Aggiungete i filetti di sarda con delicatezza, facendoli cuocere prima da un lato per un paio di minuti e poi, sempre con delicatezza girandoli, altri due minuti dall'altro.
  7. Aggiungete la verza e fate insaporire
  8. Nell'acqua della pasta sbollentate il finocchietto o aneto poi tritatelo finemente e aggiungetelo al sugo
  9. Cuocete la pasta nell'acqua salata fino a ottenerla al dente poi con una pinza trasferitela nel tegame del sugo e fatela saltare per qualche secondo
  10. Completate con poco pepe rosa e una spruzzata di limone
  11. Servite caldo
Notes
  1. Non esagerate col pepe rosa (come ho fatto io), tende a coprire gli altri sapori!
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Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza rivisitata in chiave alleggerita

 

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi vegetariana

Pasta al forno con funghi e sugo aromatico

Come essere felici a dieta: preparandosi un piatto che non sembra affatto da dieta 

Questa pasta al forno è un piccolo miracolo. Non mi piace usare la parola “light” perchè è ormai priva di significato dal tanto l’hanno bistrattata, ma concedetemi questa licenza poetica quando dico che questo piatto è la versione light di uno dei piatti più amati in Italia, da adulti e bambini. La Pasta Al Forno. 

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico – vegetariana

Bene, grazie a questa ricetta potrete togliervi lo sfizio. Sì, lo so che non è come quella ripiena di salsiccia e ragù che vi prepara la nonna di domenica, con mozzarella e besciamella, ma appunto questa la mangiate di mercoledì sera, mica di domenica! Sì perchè sostituendo la mozzarella con ricotta, il ragù di carne con ragù veg di funghi e dosando bene pasta e condimento, possiamo gustarci una pasta al forno meravigliosa senza sgarrare!

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico – vegetariana

Alla fine io penso che uno dei problemi principali dell’aderenza a una dieta (quella che in termini medici viene definita compliance del paziente) è che spesso tale dieta è monotona e manca di molti dei piatti preferiti di chi si sforza a perdere peso. Questo vuol dire che sul breve periodo, se la motivazione a dimagrire è sufficiente, il paziente seguirà il piano alimentare adeguatamente e (verosimilmente) vedrà la bilancia scendere; ma più si va avanti, più aderire a regole ferree nell’alimentazione privandosi della gratificazione del cibo – perchè il cibo è ANCHE gratificazione, mangiare non nutre solo il corpo ma anche l’anima e la mente – porta anche il più motivato degli esseri umani allo sfinimento e si arriverà a un punto in cui  se la dieta è troppo rigida, il paziente smetterà di seguirla.

Per questo ritengo che piatti del genere siano d’aiuto, perchè non si vive solo di petto di pollo alla piastra e broccoli al vapore con riso basmati, ogni tanto serve anche un comfort food fatto di pasta al forno! 

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico – vegetariana

Sicuramente è un piatto meno digeribile rispetto al suddetto petto di pollo e basmati, ma altrettanto sicuramente è più sano dei tanti burger vegetali che vedo impazzare in giro, fatti di grassi idrogenati, farine strane, zuccheri (?!?) e proteine non pervenute. Alla fine è sempre una questione di scelte, e ricordatevi che non conta solo quello che mangiate ma anche quanto spesso lo mangiate. Nemmeno la carbonara  è deleteria se mangiata fatta come dio comanda una volta ogni tanto.  

E soprattutto è importante come il cibo vi fa sentire.  A me cucinare questa pasta al forno fa sentire a casa. Mi fa sentire che sto compiendo un gesto d’amore per la mia famiglia, perchè so che quando torna a casa mio marito e sente in cucina l’odore delle erbe aromatiche del sugo e il calore del forno, non vedrà l’ora di mettersi a tavola per mangiare insieme. Quindi sì, per me conta anche come il cibo ci va sentire.

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico – vegetariana

Anche perchè il sughetto di questa pasta al forno è una rivisitazione (parecchio alleggerita) di un sugo che mia madre preparava spesso quando vivevo ancora dai miei, spesso quando eravamo in vacanza in montagna, e lei spediva me e i miei fratelli a prendere in prestito qualche foglia dall’enorme cespuglio (o meglio albero) di rosmarino e salvia dei vicini. Certo lei usava parecchio olio e la panna, ma alla fine quello che più mi viene in mente ripensando a quel sugo è l’odore delle erbe aromatiche mentre scaldavano nel pentolino, e quell’odore l’ho ritrovato anche in questa versione più sana. 

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico - vegetariana

Pasta al forno ai funghi e sugo aromatico – vegetariana

Pasta al forno ai funghi vegetariana
Per il sugo
  1. 1 cipolla dorata o 3 scalogni piccoli
  2. 3 cucchiaini di olio evo
  3. erbe aromatiche miste fresche (timo, rosmarino, salvia, maggiorana, origano etc)
  4. un barattolo di polpa di pomodoro fatta in casa o di ottima qualità
  5. 200 gr di ricotta light
  6. 100 ml di latte parzialmente scremato
Per il "ragù"
  1. 600 gr di funghi portobello o champignon
  2. 100 ml di latte parzialmente scremato
  3. 10 gr di fecola di patate
  4. aglio essiccato
  5. timo fresco o essiccato
  6. noce moscata
  7. sale e pepe
Per la pasta
  1. 200 gr di conchiglioni giganti o formato simile
  2. 20 gr di parmigiano grattuggiato finemente
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Preparate il "ragù"
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Affettate i funghi puliti per il lungo, in pezzi non troppo sottili, fino a ottenere delle listarelle
  3. Disponete le fette di funghi su una placca da forno rivestita di carta oleata e conditeli con sale e pepe macinati freschi, timo fresco, l'aglio e un pizzico di noce moscata, spruzzateli leggermente di olio e infornateli per circa 20 min/30 min
  4. Verso fine cottura aumentate a 220° e fate cuocere per circa 5/10 minuti
  5. Tritate i funghi a coltello fino a ottenere dei pezzi non troppo piccoli o uniformi
  6. Trasferite i funghi con i loro liquidi in un tegame, aggiungete la fecola setacciata e il latte e cuocete a fuoco medio fino a che il composto non si addensi leggermente (ci vorranno pochi minuti)
Preparate il sugo
  1. In una pentola antiaderente mettete tre cucchiai abbondanti di erbe aromatiche miste tritate finemente e una cipolla tritata, aggiungete tre cucchiaini d'olio e mezzo bicchiere d'acqua
  2. Accendete a fuoco vivace fino a bollire e continuate a far sobbollire il "soffritto" fino a che l'acqua non sia quasi del tutto evaporata, salate e aggiungete la polpa di pomodoro
  3. Finite di cuocere il sugo a fuoco medio
  4. A fine cottura aggiungete la ricotta e il latte e mescolate per amalgamare il composto
  5. Dovrete ottenere un sugo molto morbido e piuttosto liquido, se dovesse risultare troppo denso aggiungete acqua
Assemblate
  1. Accendete nuovamente il forno a 220° con grill
  2. Cuocete le conchiglie in abbondante acqua salata, tenendole uno o due minuti indietro di cottura
  3. Cospargete il fondo di una pirofila di ceramica con il sugo
  4. Farcite ogni conchiglia con una cucchiaiata di ragù di funghi e disponetele sul letto di sugo al pomodoro
  5. Infornate per circa 10 minuti, poi cospargete di parmigiano, date una spruzzata di olio evo e infornate nuovamente per 5 minuti
  6. Servite caldo
Notes
  1. Il sugo e il ragù possono essere preparati il giorno prima
  2. Anche la pirofila completa può essere preparata con diverse ore di anticipo e tenuta in frigo fino al momento di gratinarla
  3. Io per condire quello che inforno uso un'oliera spray che mi permette di cospargere uniformemente con una quantità di olio misto ad acqua infinitesimale (20 spruzzi corrispondono a 5 gr di olio circa) e sulla base di questo ho calcolato i macro
  4. Ovviamente potete adeguare la quantità di pasta (e dunque i macro) alle vostre necessità dietetiche
Calories
500 cal
Fat
16 g
Protein
65 g
Carbs
24 g
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Red Velvet Brownies di San Valentino

Red velvet brownies di San Valentino

Questi red velvet brownies, con tanto di strato di cheesecake avrebbero dovuto (nella mia testa) venire fuori viola/rosa. E invece sono venuti di un rosso un po’… sparato. Ci credereste che non c’è un goccio di colorante, artificiale o non? Io no, se non sapessi l’ingrediente segreto di questa ricetta: la barbabietola! Ebbene si, rapa is back! 

Io ho un rapporto un po’ conflittuale con la barbabietola, spesso non mi piace granchè, trovo abbia sempre un retrogusto terroso, eppure ha così tanti benefici per l’organismo che avevo già più volte provato con successo a usarla in vari piatti, come un’altra torta al cioccolato, che trovate qui, o un’insalata versione calda, qui, o ancora più recentemente per marinare un delizioso salmone, qui. Questa volta lo scopo non era tanto incorporare fibra e vitamine (effetti comunque sempre grandevoli e ricercati nelle mie ricette) quanto propriamente colorare i miei red velvet brownies.

Red Velvet Brownies di San Valentino

Sì perchè alla fine i betaciani della barbabietola rossa sono le sostanze più usate per colorare non solo nell’industria alimentare ma anche in quella cosmetica.  Quindi ho pensato, perchè non usarli per rendere “sana” la famigerata red velvet? Ormai la red velvet è una torta molto conosciuta, anche al di fuori dal mondo anglosassone: una torta a base di una sorta di pan di spagna dal colore rosso intenso, farcito con una crema al formaggio spalmabile (e burro, ovviamente, e zucchero, ovviamente). Si dice che in origine il colore rosso dell’impasto fosse dovuto alla reazione che subiva il cacao non processato, ricco di antiocianine, a contatto con gli ingredienti acidi presenti nell’impasto (latticello e aceto di mele).  Ecco io a questa storia non ci credo molto. Cioè il cacao non diventa rosso nemmeno a metterci dentro tutta la bottiglia di aceto, amici miei. Motivo per il quale ora le red velvet di tutto il mondo sono semplicemente colorate con colorante alimentare.  Quindi ho pensato di cercare di ricreare lo stesso impasto usando appunto la barbabietola.

Red Velvet Brownies di San Valentino

Red Velvet Brownies di San Valentino

Il trucco è riuscito a metà, perchè l’impasto dei brownies è venuto comunque molto scuro e non rosso, ma il cheesecake era di un bel viola/rosa fosforescente prima di cuocere! Non ho idea di cosa sia successo in cottura, sicuramente c’entra la presenza di acidi a contatto con il colorante naturalmente presente nella barbabietola, che sottoposto a calore hanno combinato qualcosa di strano.

Il punto è, che questi red velvet brownies cheesecake sono deliziosi, anche se di un colore che non era quello che avevo pensato originalmente, e poi avevo pensato il dolce come proposta di San Valentino no? E il rosso è il colore dell’amore, lo sanno tutti! 

Red Velvet Brownies di San Valentino

Red Velvet Brownies di San Valentino

Quindi, ho pensato di condividerli lo stesso, perchè davvero il sapore e la consistenza mi hanno conquistato: morbidi e scioglievoli! E sapete qual è la migliore notizia? Hanno 125 kcal l’uno! Ebbene sì. E solo 4 gr di grassi! Vi ho convinti? No? Beh provateli e ve ne innamorerete perchè è il genere di dolce  (magari arricchito con un po’ di cioccolato a scaglie sopra) che potete tranquillamente offrire a chi non è a dieta e non si interessa di cucina sana: i red velvet brownies verranno divorati, parola mia.

Per la base dei brownies ho utilizzato (con qualche modifica) questa ricetta super semplice, e mi ha stupito notevolmente, pochi ingredienti, resa perfetta. Sicuramente tornerà su questi schermi anche senza lo strato superiore di cheesecake! Purtroppo non è sugar free perchè contiene sciroppo d’acero (anche se in quantità comunque contenute), la prossima volta farò un tentativo con qualche altro tipo di sostituto dello zucchero! 

Red Velvet Brownies di San Valentino

Red Velvet Brownies di San Valentino

 

Red velvet Brownies di San Valentino
Serves 16
Per il "colorante"
  1. circa 2 barbabietole medie o 1 molto grossa, crude
  2. 1 cucchiaio di aceto di mele
Per la parte brownies
  1. 2 uova
  2. 80 gr di sciroppo d'acero
  3. 30 gr di cacao amaro
  4. 100 gr di applesauce
  5. 30 gr di burro di cocco sciolto
  6. 85 gr di farina integrale d'avena
  7. 40 gr di amido di riso o mais
  8. un cucchiaino di estratto di vaniglia o i semi di mezzo baccello
  9. un pizzico di sale
  10. un cucchiaino di bicarbonato
  11. un cucchiaino di lievito per dolci
Per lo strato cheesecake
  1. 120 gr di ricotta
  2. 120 gr di quark (io 0% grassi ma anche full fat va bene)
  3. 60 gr di sciroppo d'acero
  4. 1 uovo
  5. 20 gr di amido di riso o di mais
  6. 1 cucchiaino di lievito
  7. Mezzo cucchiaino di bicarbonato
Facoltativo
  1. Gocce o pezzetti di cioccolato fondente
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Preparate la barbabietola
  1. Pelatela e affettatela a fette sottili, disponete le fette in un solo strato su una teglia ricoperta di carta da forno e infornatela a 120° per circa 1 h e mezza
  2. Pesate 100 gr di fettine di barbabietola cotta e frullatela insieme a un cucchiaio di aceto di mela
Per i brownies
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Mescolate in una ciotola lo sciroppo d'acero insieme al cacao, poi aggiungete l'applesauce, l'olio di cocco, le due uova, la vaniglia e metà della purea di barbabietola
  3. In un'altra ciotola setacciate la farina, l'amido, aggiungete poi il sale il lievito e il bicarbonato e mescolate
  4. Unite i due composti mescolando uniformemente
  5. Rivestite uno stampo quadrato di 20 cm circa di lato con della carta da forno leggermente bagnata e accartocciata e strizzata
  6. Versatevi dentro l'impasto livellandolo con una spatola
  7. Per la parte cheesecake
  8. In un mixer frullate insieme tutti gli ingredienti insieme alla seconda metà della purea di barbabietola
  9. Trasferite il composto a cucchiaiate sul composto dei brownies nella teglia, facendo molta attenzione e con delicatezza, cercando di distribuirlo con cucchiaite uniforme perchè una volta distribuito non potrete livellarlo molto
  10. Decorate con pezzetti di cioccolato
  11. Infornate per circa 45 min
  12. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare e servire
Notes
  1. Probabilmente vi avanzeranno delle fettine di barbabietola, che potete congelare per altri usi
  2. Ovviamente viene lo stesso anche senza barbabietola, serve solo a dare colore e fibra
  3. No, la barbabietola non si sente
  4. Si conserva a temperatura ambiente per massimo 24h, in virtù degli ingredienti umidi usati, ma sicuramente chiuso in un contenitore ermetico in frigorifero dura qualche giorno
  5. Se usate farina di avena certificata GF la ricetta è adatta agli intolleranti al glutine
Calories
125 cal
Fat
4 g
Protein
4 g
Carbs
18 g
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Pin: Red Velvet Brownies

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Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Oggi un post diverso dal solito perchè è una collaborazione, con la mia amica Marta di Marta’s Plants, un coloratissimo blog di cucina vegana, andate a dare un’occhiata! 

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Abbiamo cucinato insieme un piatto rivisitato della cucina asiatica, in particolare cinese, i Gua Bao, soffici panini cotti al vapore e ripieni di una farcitura super colorata e saporita. Lei ne ha fatto una versione vegana, io invece vi propongo i bao in versione onnivora ripieni di carne sfilacciata, cotta nella slow cooker fino a essere così tenera da sfaldarsi. La ricetta originale dei bao prevederebbe il maiale, ma, in un’ottica di alleggerimento diciamo, io ho usato il petto di pollo e devo dire che è stata una piacevole scoperta!

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Per la ricetta dei bao e delle verdure al suo interno andate sul blog di Marta, qui

Bao ripieni di pollo sfilacciato
Serves 8
Ingredients
  1. 8 bao
  2. bok choy stufati
  3. cavolo e carota all'agro
  4. germogli
  5. arachidi
  6. coriandolo
Per il pollo
  1. 1 petto di pollo intero senza pelle
  2. 2 cucchiaini di 5 spezie cinesi
  3. 2 cucchiaini di zucchero di cocco o integrale
  4. 4 cucchai di salsa di soia
  5. 4 cuccchiai d'acqua
  6. 2 cucchiai di salsa sriracha
  7. 1 cucchiaio di aceto di riso
  8. uno spicchio d'aglio tritato
  9. circa 2 cm di radice di zenzero grattuggiato
  10. 1 cipolla
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Preparate la carne il giorno prima
  1. Mettete insieme tutti gli ingredienti della marinata e unitevi la cipolla tritata
  2. Disponete il petto di pollo sul fondo della slow cooker
  3. Versatevi sopra uniformemente la marinata
  4. Accendete su "high" e cuocete per circa 4/5 ore (dipende dallo spessore del petto di pollo che usate)
  5. Una volta che il petto di pollo sarà cotto risulterà tenero tanto che si sfilaccerà facilmente, a questo punto estraetelo dalla slow cooker, sfilacciatelo con due forchette e tanta delicatezza, poi rimettetelo nella slow cooker con ancora tutti i liquidi e la marinata al suo interno
  6. cuocete su low per un'altra ora, ora e mezza finchè il pollo non assorba tutti i sapori.
Per i bao
  1. Farcite i bao con i vari alimenti e servite caldo!
Notes
  1. Il mix di 5 spezie cinesi è praticamente impossibile da reperire in italia, è invece facilissimo prepararsi il proprio mix di spezie personali: unite parti uguali di chiodi di garofano, anice stellato, semi di finocchietto, pepe di sichuan e cannella in un mortaio e pestate fino a ottenere un mix uniforme!
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Caesar salad invernale

Caesar Salad invernale

Questa Caesar salad non è senza glutine, non è senza latticini, non è low carb, non è vegana e nemmeno vegetariana. Eppure è esattamente l’incarnazione del mio concetto di cibo sano.  Cibo cucinato in casa, ricco di sostanze nutritive, stagionale, con ingredienti di alta qualità provenienti da produttori e distributori di fiducia. E’ l’esempio pratico di cosa penso si dovrebbe mangiare per avere una dieta sana e varia. 

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Ma partiamo dall’inizio, cos’è la Caesar Salad? Sono sicura che chi tra i miei lettori viaggia all’estero o comunque è pratico di cucina statiunitense ha subito un’immagine in mente: un’insalata sciapa con petto di pollo rinsecchito, litri di salsa ipercalorica e ipersalata, verdure insapori e ammollite, e pezzi di formaggio che di parmigiano hanno solo il nome. Anche McDonald penso ne abbia una versione in menù, e praticamente è il piatto che potete trovare in qualsiasi diner o tavola calda alla buona, accanto agli hamburgers.

La Caesar salad deve il suo nome a colui che si reputa essere l’inventore, tale chef Cesare Cardini, italiano degli inizi del 900, trasferitosi negli Stati Uniti e poi in Messico. Pare che sia un piatto inventato in occasione della festa del 4 luglio, ma per le origini geografiche del cuoco la connotazione italiana di questa insalata è dura a morire, anche nelle versioni che di italiano hanno poco o nulla.  

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Ed è dura a morire anche la convinzione che un’insalata sia sana (o addirittura “dietetica” nel senso di adatta a un regime ipocalorico) solo perchè si chiama insalata. Spoiler: non è così. Non è così perchè spesso le insalate dei vari ristoranti o bar sono costituite da verdura scadente, proteine di scarsa qualità (e in scarsa quantità) e salse super grasse e super salate. Anche per la caesar salad è spesso lo stesso discorso: crostini fritti, salsa a base di maionese, formaggio spesso di quarta categoria. Ma non deve per forza essere così!

Ecco perchè ho voluto pubblicare questa versione di Caesar salad, che non solo se ben pensato è un piatto estremamente equilibrato, ma ricco di alimenti dall’alto valore biologico e di qualità.

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Petto di pollo del mio macellaio di fiducia, da allevamento locale, carciofi del mio spacciatore di verdure preferito, freschissimi, cavolo cappuccio, perchè è inverno ed è di stagione (e anche perchè la lattuga romana non la trovo nemmeno in estate figurati a gennaio!), crostini di pane super integrale ai semini, sempre comprato al mercato, infine olio buono fatto dal suocero in una salsina basic con lo yogurt al posto della maionese. Ecco questa per me è l’anatomia di un piatto di qualità. 

Semplice, di stagione, saziante, equilibrato.

La cottura del pollo al forno allungo un pochino la preparazione, vi metto nelle note opzioni più fast, sappiate però che con questa cottura otterrete un pollo stratosferico (e lo dico io che odio il pollo!) dorato fuori e succoso dentro.

Ultima nota: non skippate la salsa, che io vi vedo già pronti, non fatelo perchè è quello che ti svolta il piatto, provate e mi crederete! L’idea di base è presa da qui

 

Caesar Salad
Serves 4
Ingredients
  1. 500/600 gr di petto di pollo intero, non tagliato a fettine
  2. spezie per condire il pollo (io ho usato un mix "lemon & herbs)
  3. succo di limone
  4. cavolo cappuccio (o lattuga romana)
  5. 4 carciofi
  6. 240 gr di pane integrale
Per il dressing
  1. 200 gr di yogurt greco 0 fat (o normale)
  2. 3 cucchiaini d'olio
  3. 30 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
  4. 4 acciughe sott'olio sgocciolate
  5. il succo di mezzo limone
  6. qualche goccia di salsa Worchester
  7. un cucchiaino di senape di digione
  8. sale e pepe
  9. un pizzico di aglio in polvere
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Instructions
  1. Unite tutti gli ingredienti della salsa in un mixer e frullate fino ad avere tutto bene amalgamato, poi aggiungete acqua fino a ottenere una consistenza adatta a una salsa da insalata
  2. Condite i petti di pollo con le spezie, del sale e il succo di limone, spruzzateli d'olio leggermente e infornate a 210° per circa 45 min, girandoli a metà cottura, fino a che non siano dorati
  3. Nel frattempo pulite i carciofi e cuoceteli al vapore pre 7 minuti, poi fateli grigliare su una griglia ben calda.
  4. Lasciate raffreddare i petti di pollo e tagliateli a fette non troppo sottili
  5. Pulite e tagliate il cavolo cappuccio a striscioline
  6. Tagliate il pane a dadini e fatelo tostare in forno con il grill acceso per qualche minuto
  7. Assemblate i vari ingredienti nel piatto!
Notes
  1. Se non avete tempo di fate il petto al forno potete utilizzare fettine di petto da fare alla griglia, oppure usare il petto di pollo di un pollo arrosto, togliendo la pelle.
  2. Il petto di pollo e la salsa possono essere preparati in anticipo e tenuti in frigo
  3. Il calcolo della calorie e dei macro è fatto con 150 gr di pollo a testa
  4. Adattate le dosi di pollo e di pane alle vostre necessità!
Calories
450 cal
Fat
9 g
Protein
53 g
Carbs
40 g
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Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Torta ai mandarini

Torta ai mandarini senza glutine

Non sono una grandissima amante degli agrumi come frutti, non mangerei mai due arance per merenda per capirci, pena un’acidità di stomaco a livelli estremi, ma trovo siano estremamente versatili in cucina: il limone regala una svolta a qualsiesi salsa per la marinatura, il lime è quel tocco in più su un piatto in stile un po’ tex mex e la scorza d’arancia trasforma un’anonima torta. Per non parlare degli agrumi meno conosciuti, come i kumquat, che si sono rivelati un fantastico topping per il porridge arancia/cioccolato che ho postato su instagram qualche tempo fa (non mi seguite ancora? Ecco il mio profilo); o ancora il keffir lime che insieme al lemon grass è stata la migliore scoperta del mio recente viaggio in Indonesia. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

E i mandarini? L’avete mai provata voi una torta ai mandarini bolliti?  Io avevo letto qualcosa tempo fa ma poi mi ero completamente dimenticata di provare, ma dovevo rimediare, perchè insomma, è un’idea geniale! Ovviamente in questo caso è fondamentale che i mandarini non siano stati trattati con pesticidi, non è necessario che siano biologiche, purchè siano “puliti”, dal momento che andremo a mangiare il frutto intero senza sbucciarlo.

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Questa torta ai mandarini senza glutine è anche priva di lattosio, non sono stati usati oli o burri, anche vista la già abbondante presenza di mandorle, e gli ingredienti sono pochissimi e tutti semplicissimi! E’ un po’ una fusione tra due ricette diverse in inglese, questa – da cui ho preso l’idea di bollire i mandarini e usare farina di mandorle – e quest’altra – da cui invece ho tratto ispirazione per la glassa e l’uso della farina per polenta, tanto cara alla tradizione nord italica. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Penso si possa tranquillamente fare in versione arancia, con le medesime modalità! 

Torta ai mandarini senza glutine
Serves 8
Ingredients
  1. 3 o 4 mandarini senza conservanti e pesticidi
  2. 2 uova
  3. 120 gr di miele
  4. 150 gr di farina di mais integrale per polenta
  5. 120 gr di farina di mandorle o nocciole (per me un misto)
  6. 1 cucchiaino di acqua di rose alimentare (facoltativo)
  7. 1 cucchiaino di lievito per dolci
  8. 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Per la glassa (facoltativa)
  1. miele cristallizzato
  2. succo di mandarino
  3. 1 cucchiaino di acqua di rose
  4. pistacchi e scorza di mandarino
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Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Portate a bollore un tegame pieno d'acqua, poi immergetevi i mandarini e fateli bollire per 15 min
  3. Scolateli lasciateli raffreddare quanto basta per maneggiarli, tagliatli in quattro e togliete eventuali semi, poi metteteli in un mixer e tritateli con ancora la buccia fino a ottenere una purea uniforme
  4. In una ciotola capiente iniziate a montare le uova aggiungendo il miele a filo, continuate a montare per una decina di minuti fino ad avere un composto spumoso
  5. Aggiungete 300 gr di purea di mandarino, poi le farine a cucchiaiate mescolando con una spatola dal basso all'alto tra una cucchiaiata e l'altra, cercando di smontare il meno possibile.
  6. Aggiungete l'acqua di rose, il lievito e il bicarbonato
  7. Versate l'impasto in uno stampo in silicone da 20 cm (oppure in una teglia tonda ricoperta di carta da forno bagnata e strizzata) e infornate per circa 40/50 min (fate la prova stecchino)
  8. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare prima di capovolgere lo stampo e staccarlo
  9. Preparate la glassa unendo gli ingredienti e fatela colare sulla torta raffreddata
Notes
  1. Penso venga benissimo anche con l'arancia, stesso procedimento
  2. L'acqua di rose è opzionale, se la usate non abusatene altrimenti la vostra torta saprà di... profumo!
  3. Non riducete il miele, serve a dare consistenza alla torta
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La prossima foto, usata anche su instagram, è ispirata dallo stile delle foto della meravigliosa Monique di Miel e Ricotta, se siete appassionati di food photography DOVETE seguirla assolutamente (anche qui)

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

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