Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Super basic, super simple: la vellutata di asparagi e porri aromatizzata allo zafferano

Cuoci, frulli e servi, niente più! 


Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

 

Non che abbia smesso di cucinare in questo periodo, chiaramente, nè tanto meno ho interrotto lo stile di vita sano a base di palestra e alimentazione clean e controllata, semplicemente ho cucinato ricette pluricollaudate o molto basiche, e quando capitava di provare cose un po’ più interessanti banalmente non avevo il tempo materiale per scattare delle fotografie degne di essere pubblicate!

Ora però che siamo tornati alla normalità possiamo tornare anche a fotografare, quindi ecco la prima ricetta da donna non più nubile che vi propongo! Una cosa semplicissima, banale in pratica, però cavoli è sorprendentemente deliziosa e sana: una vellutata di asparagi e porro con quel quid in più dato dallo zafferano! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

L’idea non è propriamente mia, anzi non lo è del tutto! Stavo cercando ispirazioni per i pasti della settimana su Pinterest e ho trovato queste foto  e mi sono detta: la voglio! Detto fatto! Ho solo modificato leggermente la ricetta, omettendo le patate, usando latticini (perchè il latte di cocco che avevo era purtroppo andato a male!) e cambiando metodo di cottura per “alleggerirla” di grassi.

 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Mi è capitato diverse volte che qualche lettore si spaventasse degli ingredienti strani che trovava nelle ricette e, pur desiderando provare a cimentarsi, veniva scoraggiato da sumac, vitafiber o olio di cocco, ebbene questa ricetta è per voi amici! Niente paura, niente ingredienti strani, cuoci e frulla! Enjoy

Ho deciso di cuocere al forno il porro per estrapolarne il sapore caramellizzandone leggermente gli zuccheri, attenzione però a non esagerare! Deve rimanere colorato e tenero non scuro e secco! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Questa tra l’altro è una ricetta molto versatile perchè (oltre a essere già GF) è facilmente rendibile vegana e senza latticini! Con queste dosi ne vengono tre bei piattoni da servire come primo settimanale abbinato  a un secondo proteico, oppure quattro piatti un po’ meno pieni, ottimi come entrè in una serata nel weekend tra amici!

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano
Serves 3
Ingredients
  1. 2 porri
  2. 1 mazzo di asparagi
  3. 100 ml di latte
  4. 1 cucchiaio di fecola di patate
  5. zafferano qb
  6. olio evo
  7. timo secco o fresco
  8. brodo vegetale
Per guarnire (facoltativo)
  1. olio evo
  2. scaglie di parmigiano
  3. yogurt bianco
  4. pesto o basilico
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Instructions
  1. Accendete il forno a 150°
  2. Pulite i porri e tagliateli a tocchetti, disponeteli su una teglia con carta da forno.
  3. Spruzzateli con olio, sale, pepe e timo e infornateli per 20/25 min o finchè non risultano teneri
  4. Pulite gli asparagi e tagliateli a pezzetti tenendo da parte due terzi delle punte.
  5. Mettete a cuocere in un tegame coperti di brodo vegetale, a fuoco medio per 15 min.
  6. Fate cuocere le punte degli asparagi spennellate di olio e condite con sale e pepe fino a che siano croccanti e dorate (circa 10 min a 180°)
  7. Fate sciogliere lo zafferano in mezzo bicchiere di acqua calda.
  8. Aggiungete i porri agli asparagi nel tegame, unite lo zafferano e il latte, aggiungendo se necessario del brodo.
  9. Setacciate un cucchiaio di fecola nel brodo e fate cuocere per 5 minuti
  10. Frullate con un frullatore a immersione o in un frullatore a vaso fino a ottenere una crema dalla consistenza vellutata
  11. Regolate la consistenza a seconda dei vostri gusti: se la volete più liquida aggiungete brodo o latte, se la volete più compatta lasciatela sul fuoco per qualche ulteriore minuto
  12. Impiattate con un filo d'olio, una cucchiaiata di yogurt, le punte di asparago arrostite e qualche scaglia di parmigiano
Notes
  1. Per renderla veg e senza latticini usate latte vegetale (meglio se di cocco) e yogurt di cocco, omettete le scaglie di parmigiano.
  2. Per renderla paleo utilizzate il suggerimento sopra e sostituite la fecola con una patata che farete cuocere insieme agli asparagi, a tocchetti.
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Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Qualche idea per creare dei parfait ideali per una  colazione  colorata e alternativa


Devo fare outing: adoro le cose a strati.  Lasagne? Io sono in prima fila. Millefoglie e tiramisù? Contate su di me!  Sformati? La mia passione. E i parfait non fanno eccezione. Cosa sono i parfait? Il termine di origine francese indica molto semplicemente un dessert a base di mousse, spuma o semifreddo, insomma un dolce al cucchiaio leggero, da gustare fresco. Così come lo intendo io qui invece (e così come lo intende instagram come hashtag!) i parfait sono delle coppe o bicchieri in cui vengono disposti a strati e a vista dei composti a base di yogurt, frutta, chia, granola e altre delizie dolci da colazione.  

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!


In questo senso i parfait non richiedono vere e proprie ricette bensì accostamento di sapori e colori diverse, magari anche consistenze, il tutto coronato da un topping interessante che rende la colazione completa. Per questo non ho mai pubblicato ricette al riguardo, ma ho pensato che sarebbe stato interessante lanciare qualche idea, super adattabile e scambiabile! 

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Cosa possiamo mettere nei nostri parfait? Ecco qualche idea

  • smoothie: di mango, o kiwi o frutti rossi, o anche nanaicecream magari nella bella stagione!
  • frutta intera o a fettine: a scopo decorativo tra gli strati o come topping
  • yogurt: greco o non, di soia, di mandorla, con vaniglia, caffè, cacao o ogni altra aggiunta di cui avete voglia
  • chia pudding: preparati a base di latte (anche veg) lasciati riposare con adeguata dose di semi di chia per ottenere un composto semiliquido. Attenzione! Vanno aromatizzati perchè di per sè la chia sa di… niente!
  • topping vari: polline, frutta secca, nibs di cioccolato, cacao, chips di cocco
  • elementi solidi: come cereali soffiati (amaranto, avena, farro etc) o granola direttamente! 
  • porridge: ai vari gusti fatto precedentemente raffreddare per non rovinare gli altri strati
Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Un ingrediente particolare che ho usato in queste mie due proposte di parfait sono le arctic berries powders. Si tratta di polveri costituite essenzialmente da frutti rossi selvatici provenienti dalla scandinavia essiccati e tritati, li potete acquistare su Arctic Berries Powder, spediscono anche in Italia in maniera efficiente e veloce (tenete conto comunque due settimane perchè l’azienda confeziona in UK) e io ho utilizzato una promo per avere la spedizione gratuita. Consiglio il loro set di prova comprendente i 4 tipi di berries di base.   Sono raw, paleo, gluten free, vegan e dairy free chiaramente; altrettanto chiaramente NON sono biologici perchè sono selvatici dunque impossibili da certificare. Perchè acquistarli? Ovviamente perchè sono bellissime! A parte questo (particolare essenziale) io li ho comprati perchè negli smoothie o nei porridge o pancake mi piace aggiungere frutti rossi, purtroppo attualmente sono fuori stagione e in ogni caso anche in stagione trovare (a un prezzo ragionevole) la versione selvatica è piuttosto difficile, senza contare che il mirtillo rosso è pressochè inesistente in Italia, quindi lo trovo un ottimo modo per avere un “burst” di antiossidanti, colore e sapore, a un ottimo rapporto qualità prezzo

DISCLAIMER: i prodotti descritti sono stati da me acquistati, non ho ricevuto alcun compenso per questo articolo e quanto descritto rappresenta unicamente la mia opinione personale. 

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Ed ecco le mie proposte di parfait! 

Parfait di porridge alla zucca e tè matcha
Serves 1
Ingredients
  1. 100 gr di mirtilli surgelati
  2. 20/40 gr di fiocchi d'avena integrali
  3. 50/120 gr di zucca già pulita e cotta al vapore
  4. 50/120 ml di latte di mandorla non zuccherato
  5. mix di pumpkin spice
  6. 5/20 gr di whey alla vaniglia o neutre
  7. 50/120 gr di yogurt bianco non zuccherato sky o greco
  8. un cucchiaino di tè matcha
  9. dolcificante a piacere (miele, zucchero, stevia, tic etc)
  10. un cucchiaino di polline
  11. succo di limone
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Primo strato
  1. Oreparate la composta di mirtilli facendo bollire i mirtilli in un cucchiaio di succo di limone e un goccio d'acqua finchè non raggiungono una consistenza simile alla marmellata morbida
Secondo strato
  1. Fate cuocere i fiocchi di avena in un pentolino con acqua a sufficienza da coprirli e un pizzico di sale, mantenete a fuoco medio fino a che l'acqua non si sia completamente assorbita e i fiocchi siano cotti
  2. Frullate la zucca con il latte di mandorle, le spezie e il dolcificante scelto, aggiungete le whey e mescolate per eliminare i grumi
  3. A fine cottura aggiungete la miscela di latte zucca e proteine e proseguite la cottura fino ad avere ottenuto la consistenza desiderata, simil cremosa.
Terzo strato
  1. Mescolate lo yogurt con il tè matcha eventualmente aggiungendo il dolcificante scelto, come d'abitudine
  2. Assemblare
  3. Aggiungete i vari composti in sequenza e completate con una spolverata di polline
Notes
  1. Per rendere il parfait gluten free: sostituite i fiocchi d'avena con fiocchi di grano saraceno o di riso.
  2. Per rendere il parfait vegan o dairy free: sostituite lo yogurt con yogurt di mandorla o di cocco.
  3. Le preoteine nel porridge sono omettibili.
  4. Il latte di mandorla può essere sostituito con latte di mucca, o di nocciola, o di soia o di cocco.
  5. Il mix di pumpking spice è composto in parti variabili da: cannella, chiodi di garofano, zenzero essiccato, noce moscata e pimento.
  6. Come avrete notato le quantità sono "variabili" perchè sta a voi adattarle in base alle vostre esigenze, potete spaziare senza problema tra le quanità indicate e il parfait verrà comunque bene!
  7. I valori nutrizionali sotto si riferiscono a 25 gr di avena, 100 gr di zucca, 70 gr di latte, 10 gr di whey e 70 gr di yogurt 0%.
Calories
267 cal
Fat
4 g
Protein
24 g
Carbs
32 g
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Parfait "viola"
Serves 1
Ingredients
  1. 20/40 gr di fiocchi d'avena
  2. 50/100 ml di latte di mandorla non zuccherato
  3. 5/20 gr di whey alla vaniglia o neutre
  4. 100 ml di latte parzialmente scremato
  5. 10 gr di semi di chia
  6. 1 cucchiaino di Arctic Berries Powder al Mirtillo
  7. 1 cucchiaino di Arctic Berries Powder al Mirtillo rosso
  8. semi di una bacca di vaniglia
  9. 50/100 gr di yogurt bianco greco o skyr
  10. dolcificante a piacere (miele, zucchero, stevia, tic etc)
  11. nocciole tritate
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Primo strato
  1. Fate cuocere i fiocchi di avena in un pentolino con acqua a sufficienza da coprirli e un pizzico di sale, mantenete a fuoco medio fino a che l'acqua non si sia completamente assorbita e i fiocchi siano cotti
  2. Mescolate il latte con le arctic berries al mirtillo, eventuale dolcificante e le whey.
  3. A fine cottura aggiungete la miscela di latte e proteine e proseguite la cottura fino ad avere ottenuto la consistenza desiderata, simil cremosa.
Secondo strato
  1. Mescolate lo yogurt con i semi di un baccello di vaniglia e dolcificate a piacere
Terzo strato (da fare la notte prima)
  1. Mescolate la chia con il latte scremato e le arctic berries al mirtillo rosso, eventuale dolcificante e lasciate riposare per tutta la notte in frigo in un contenitore ermetico
Assemblate
  1. Aggiungete come topping nocciole tritate o chips di cocco
Notes
  1. Le whey sono omettibili
  2. Per rendere vegan il tutto usate latte di mandorle anche per il chia pudding e usare yogurt di cocco al posto di quello normale
  3. Come sempre le quantità sono adattabili alle vostre necessità, i valori nutrizionali sotto si riferiscono a 25 gr di fiocchi d'avena, 100 ml di latte, 10 gr di whey, 70 gr di yogurt
Calories
306 cal
Fat
7 g
Protein
26 g
Carbs
28 g
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 Volete altre idee? Cercate l’hashtag su instagram e vi si aprirà un mondo!

MANGIO.quindi.SONO

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

La filosofia dietro un’insalata mista

Insalata di topinambur e cavolo rosso, riso integrale & uva nera

(by The Green Kitchen)

Una volta ho visto una puntata di un programma televisivo con Jamie Oliver in cui iniziava a preparare un’insalata tagliando due pomodori e aprendo una busta di lattughino o qualcosa di simile, poi metteva tutto in una ciotola e diceva con serietà: “Ecco un’insalata!” Poi scoppiava a ridere e diceva che chiaramente quello che c’era nel piatto non poteva definirsi un’insalata e che era il motivo per cui milioni di britannici affermano di odiare le insalate. Mi è rimasto in mente perchè questa filosofia, sulla base della quale si sviluppava poi il tema della puntata con ricette di insalate miste goduriose e super saporite, è anche la MIA filosofia di insalata. Cioè piatto unico, assemblato con cura, con ingredienti scelti per sapore, consistenza e colore, non necessariamente uniti a crudo, con condimenti speciali, ricchi di sapore e poveri di “schifezze”.  Questo genere di approccio si ritrova in moltissimi progetti (blog, libri, trasmissioni televisive ma anche ristoranti e bistrot!) all’estero, sia nel Nord Europa, sia in alcune zone un po’ hipster degli USA, sia in Nuova Zelanda e Australia.  Ora si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e a questo tengo particolarmente perchè è proprio il mio modo di pensare: trasformare un piatto da dieta, triste, e poco appetibile nell’immaginario comune, in una vera sorpresa! Ma arriviamo all’insalata di topinambur e cavolo rosso.

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Quando ho visto che The Green Kitchen, il primo libro di ricette scritto dalla fantastica coppia di The Green Kitchen Stories era stato tradotto in italiano, ho capito che doeveva aessere mio. E’ un libro molto bello e molto alla “nordica” nel gusto e nell’impostazione; consiglio sicuramente la lettura (anche se non concordo con tutto quello che viene scritto nella parte introduttiva), e soprattutto la visione delle bellissime foto.  Proprio in questo libro la filosofia di Jamie riguardo alle insalate trova diverse dimostrazioni pratiche, ma quella che mi ha più colpito di ricetta è stata proprio questa insalata di topinambur e cavolo rosso; nella versione originaria per la verità il titolo è “Insalata di riso selvaggio, topinambur & uva” purtroppo però dopo aver avuto un shock alla vista del costo al chilo del riso selvaggio mi sono sentita costretta a optare per il riso integrale, meno esotico ma altrettanto saziante e salubre! 

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Ho poi aggiunto le uova di quaglia per avere una quota proteica e, ammettiamolo, per mere questioni estetiche. Chiaramente le normali uova di gallina possibilmente cresciute all’aperto faranno lo stesso al caso vostro. Volendo anche delle lenticchie ci starebbero bene!

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rossov

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Come potete vedere dai valori nutrizionali questa insalata di topinambur e cavolo rosso è da considerarsi un piatto unico (se usate le dosi che ho indicato), ricca di carboidrati complessi e di grassi (anche se buoni) e relativamente povera di proteine. E’ questo il problema che ho quasi sempre con le ricette vegane o vegetariane: per aggiungere proteine si va sempre ad aggiungere anche grassi e/o carboidrati e per le mie necessità alimentari attuali non è sempre una buona scelta. Ma non è un problema sicuramente insormontabile per me che sono onnivora! Quando voglio godermi un pasto veggie come questo, semplicemente progetto l’altro pasto della giornata in maniera tale che sia leggermente scarico di grassi e carbo e più “forte” in proteine. Altra possibilità è invece usare l’insalata come “side” ossia contorno a un secondo proteico, adeguando chiaramente le quantità. Un’ottima idea ad esempio in una serata tra amici, che prevede più portate sul tavolo! 

NB il tag vegano si riferisce chiaramente alla versione priva di uova! 

 

Insalata di topinambur e cavolo rosso
Serves 2
Ingredients
  1. 100 gr di riso integrale (selvaggio o non)
  2. 300 gr di topinambur
  3. 200 gr di cavolo rosso
  4. 200 gr di uva nera
  5. 10 uova di quaglia
  6. spinaci novelli freschi
  7. granella di mandorle per guarnire (opzionale)
  8. timo/erba cipollina freschi o essiccati
Per il condimento
  1. senape di digione
  2. olio evo
  3. tamari
  4. succo e scorza di limone
  5. pepe macinato fresco
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Instructions
  1. Lavate accuratamente il topinambur strofinandolo con un guanto apposta per levare lo strato esterno della buccia (o sbucciatelo) e tagliatelo a rondelle
  2. Disponete le fette di topinambur su una teglia da forno, aggiungete timo, sale, pepe e un filo d'olio e mettetelo in forno a 200° per circa 30 min o finchè non risulta morbido
  3. Fate bollire il riso in abbondante acqua salata secondo le indicazioni di cottura sulla confezione fino ad averlo al dente.
  4. Lavate gli spinaci novelli e asciugateli, tagliate finemente il cavolo rosso, lavate l'uva e tagliate i chicchi a metà per il lungo.
  5. Cuocete le uova di quaglia per qualche minuto in acqua bollente
  6. Preparate il condimento emulsionando la senape con l'olio, il tamari e il limone. Aggiustate di sale e pepe.
  7. Unite le varie componenti dell'insalata nel piatto di portata e condite con la salsa ottenuta
Calories
555 cal
Fat
17 g
Protein
16 g
Carbs
86 g
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 MANGIOquindiSONO

Guida all’uso di MyFitnessPal

Dovete/volete monitorare macro e calorie? Usate MyFitnessPal

Ecco la mia guida completa all’App e i trucchi che ho imparato negli anni


DISCLAIMER: questa è una guida PRATICA all’app, basata sulla mia mera esperienza, non voglio affermare sia necessario usare MyFitnessPal, nè che sia necessario usarlo come propongo io, semplicemente è una guida per capire come e cosa farci se si decide di usarlo.

Partiamo dalla basi. Cos’è MyFitnessPal? E’ una app gratuita che permette di tracciare il proprio introito calorico e i macro giornalieri, oltre che tenere sotto controllo l’attività fisica svolta.  E’ disponibile iOS e Android e Windows Phone; ne esistono altre simili, come LifeSum mi pare, ma io uso MyFitnessPal da praticamente 3 anni, quindi vi beccate questa e non altre. Notizia super per chi non ha uno smartphone: esiste anche sul web! Come sito, basta cercarlo. Alcune cose sono leggermente diverse (ad esempio non si può chiaramente scansionare il codice a barre) ma si lascia usare comodamente. 

GETTING STARTED

L’app vi chiede di iscrivervi, potete farlo tramite facebook o una mail con un nickname a vostra scelta. Se siete timorosi per la vostra privacy niente paura potete settare il vostro profilo completamente nascosto o permettere ai vostri amici (che comunque dovrete aggiungere voi, non vi compariranno in automatico e anche le richieste di amicizia vanno sempre accettate prima) di vedere nel newsfeed solo alcune cose, come se avete perso peso (ma non se l’avete guadagnato!) o se avete completato i vostri obiettivi giornalieri. Devo dire che io uso molto poco la parte “social” di MyFitnessPal quindi nel dettaglio non so molto oltre.

Dovrete inserire alcuni parametri, come peso e sesso, perchè l’app calcoli il vostro fabbisogno e i vostri obiettivi. Ecco qui è dove la maggior parte delle persone abbandona l’app.  Perchè le calorie calcolate sono molto “standard” potrebbero essere tantissime o pochissime per voi, ma è normale: è un app non è un nutrizionista. Ma c’è il trucco, se voi sapete già quante calorie dovreste assumere per dimagrire o per mantenere il peso, o anche per mettere massa (ed è buona norma saperlo), potete andare semplicemente in “Altro”, “Obiettivi” e “Obiettivi sulle calorie e i Macro” cambiare il target calorico. 

Sempre in quel contesto potrete sistemare le % dei macro impostate; di default mi pare siano 50/30/20 ma voi potete impostarle come meglio preferite. ATTENZIONE: se acquistate la versione Premium potrete anche impostare i gr di macro specifici, altrimenti solo le % ma poco male perchè facendo qualche prova con le % potrete ottenere i gr  che preferite.  Sempre nella versione free non è possibile impostare macro diversi per lunedì martedì mercoledì etc (che sarebbe fondamentale ad esempio se fate una carb cycling), funzione esclusiva della versione Premium. 

Sempre all’iscrizione vi viene richiesto un target di attività fisica, solitamente sotto forma di durata in minuti della singola sessione e numero di sessione a settimana, anche questo è personalizzabile successivamente andando in “Altro” e “Obiettivi” e “Obiettivi di Fitness”

(NB se utilizzate la versione web dovete andare su “My Home” e “Goals”) 

Guida all'uso di MyFitnessPal

Guida all’uso di MyFitnessPal

IL DIARIO GIORNALIERO

Bene ora che è tutto pronto… mangiate! E inserite nell’app TUTTO quello che mangiate. Qui diventa un filo impegnativo all’inizio perchè quando si inserisce una voce come per dire “Zucchine” compariranno moltissimi match di risultati, quale scegliere?  Qui ho alcuni suggerimenti:

  1. Usate le voci INRAN. Sono quelle ufficiali dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione,  quindi andate sul sicuro. In più come mi è stato fatto notare da Noemi di Le fit Chef, hanno il vantaggio di non calcolare la fibra nei carboidrati, come da modalità “all’italiana” al contrario invece se cercate in inglese le fibre verranno calcolate nei macro come carboidrati e sballeranno un po’ il tutto.
  2. Usate le voci certificate, ossia con la spunta verde accanto
  3. Cercate in inglese. Ok è paradossale rispetto alla voce di cui sopra, ma può essere utile se siete fuori e avete mangiato 1 pesca, o 2 fichi o cose così perchè in italiano potete trovare solo valori per 100 gr (e non sempre sappiamo quanto pesa 1 pesca e 2 fichi) mentre in inglese avete i valori per “1 medium peach” o “1 small peach” e così via. E’ approssimativo, ma si può fare.
  4. Quando cercate un alimento per la prima volta fate attenzione a inserire la voce corretta, controllate calorie, macro etc, magari cercandolo su internet, perchè poi le volte successive che mangerete lo stesso alimento vi verrà presentata quella voce in evidenza e non dovrete nuovamente cercare tra mille voci simili. Se sbagliate la prima volta, sbaglierete tutte quelle successive.
  5. Se utilizzate qualcosa di confezionato… sorpresa! Potete scansionare il codice a barre con il telefono! C’è l’icona codice a barre  in alto a destra (nella versione corrente, può essere che più avanti la spostino) ci cliccate sopra, e bum avete il vostro prodotto. Easy peasy.
Guida all'uso di MyFitnessPal

Guida all’uso di MyFitnessPal

Per quanto riguarda la quantità, non ricordo le impostazioni di default però solitamente potete trovare “dimensioni della porzione” e scegliere 100 gr, 1 gr etc (opppure 1 cup, 1/2 cup etc se è americano) e sotto avete invece numero delle porzioni  “1” “1,5” etc. Potete switchare i decimali in frazioni, e quindi avere “1” o “3/2”,  sta a voi. Qui sembra complicato ma in effetti non lo è affatto, basta selezionare 100 gr per gli alimenti grossi (bresaola, pasta etc) e 1 gr per quelli piccoli (olio, mandorle, cacao etc) e mettere i multipli o sottomultipli. Davvero più difficile spiegarlo che farlo. 

CONTROLLARE I MACRO (solo per versione mobile) 

Guida all'uso di MyFitnessPal

Guida all’uso di MyFitnessPal

A fine pagina del diario c’è un tasto “Nutrizione” che apre una schermata relativa a un riassunto dei dati inseriti. Potrete vedere il grafico a torta dei vostri macro cliccando su “Macronutrienti” quindi carbo, proteine, grassi e a colpo d’occhio sapere se siete sulla giusta strada. Oppure cliccando su “Nutrienti” avrete i valori in grammi, non solo dei tre macro ma anche di micronutrienti, fibra, zuccheri etc. Infine Cliccando su “Calorie” un grafico arancione vi mostrerà come avrete distribuito nei vari pasti le vostre calorie. 

Tutto ciò è estremamente utile per valutare cosa aggiungere come spuntino finale o simili, ma ancora più utile è la funzione settimanale, cliccando infatti su “Oggi” e selezionando “Visualizzazione settimana” potrete vedere tutti i grafici e i parametri di cui sopra, ma relativi all’intera settimana! Perfetto per tenere d’occhio le cose! 

PER GLI APPASSIONATI DI CUCINA

La cosa che più mi piace di MyFitnessPal è la possibilità di inserire ricette. Cioè ogni volta che sperimento una ricetta che so che riutilizzerò, creo una ricetta, inserendo tutti gli ingredienti e le dosi, inserendo il numero di porzioni previste per il totale e… ecco la tabella nutrizionale dei miei waffle! Pronta all’uso. E ogni volta che li rifaccio devo solo cercare il nome della ricetta così come l’ho salvata, i macro e le calorie verranno inserite automaticamente.  

E se invece la ricetta la prendete dal web e non la create voi?? Nella versione web dell’app si può inserire l’url della ricetta e magicamente MyFitnessPal cercherà un match per ogni ingrediente! Funzione utile, ma tutti gli ingredienti vanno poi revisionati a mano perchè ogni tanto l’app fa errori terrificanti e il risultato è abnorme, quindi controllare, però soprattutto se usate ricette da siti inglesi con cup etc è fenomenale. 

E L’ATTIVITA’ FISICA?

L’app distingue all’inserimento di un allenamento, in “cardio” e “funzionale”. Attenzione perchè se scegliete funzionale l’inserimento sarà in base a serie e reps, non in base al tempo, e non genererà un dispendio calorico. Questo non perchè il funzionale non faccia bruciare calorie, ma perchè l’app è fatta così. E’ importante notare poi che anche quando andate a inserire le attività cardio, il consumo calorico è comunque approssimativo e non necessariamente veritiero. 

Vi do il mio personalissimo consiglio riguardo l’attività fisica: inseritela sempre come cardio,  inserendo magari “ginnastica da casa” se state seguendo un programma misto di home workout, e usatelo al mero scopo di tenere traccia delle volte che vi allenate, non guardate molto alle calorie che bruciate invece. 

Guida all'uso di MyFitnessPal

Guida all’uso di MyFitnessPal

Altra questione è se siete dotate di activity tracker che stimano le calorie bruciate (che ricordo sono comunque indicative non precise), in quel caso potete connettere il bracciale all’app, o associare l’app del bracciale a MyFitnessPal in modo che venga inserito in automatico. Potrete inoltre impostare automaticamente la sincronizzazione di diverse app compatibili, oppure importare i dati registrati dal vostro Appple Watch.

ATTENZIONE: nel momento in cui inserite l’attività fisica, il vostro target calorico cambia perchè vengono sommate le calorie che avete bruciato. Collateralmente a ciò anche i macro target in gr aumentano. Questo perchè l’app di default è impostata per dirvi di “rimangiarvi” le calorie bruciate. Se acquistate la versione premium potete disattivare questa opzione, altrimenti ciccia. Il mio consiglio è di NON rimangiarvi le calorie bruciate, sempre perchè sono un numero molto aleatorio, piuttosto invece stabilite quante calorie assumere giornalmente anche basandovi sul vostro livello di attività e inserite direttamente quelle come target. In tale senso può essere utile inserire l’attività fisica la sera, dopo aver consumato i pasti e aver controllato di aver già centrato gli obiettivi. 

FOLLOW UP (monitorare il progresso)

Guida all'uso di MyFitnessPal

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Per capire come vanno le cose potrete inserire periodicamente dei parametri di controllo, di default ci sono peso e girovita mi pare, ma potete facilmente aggiungere anche la % di body fat se fate periodicamente delle bioimpedenziometrie, il girofianchi e il giro coscia. 

Nel tempo tutti questi valori andranno a formare una serie di grafici cartesiani visionabili nella sezione “Progressi”. Nella versione web inoltre è possibile visionare come sono andate le cose nel diario alimentare negli ultimi mesi cioè quante calorie avete mangiato, quante sessioni di allenamento avete fatto etc, dovete cliccare su “Report” e poi scegliere il parametro che vi interessa. 

TRUCCHETTI ULTERIORI

  • Se mangiate tutti i giorni la stessa colazione potete  cliccare sui “…” sulla sinistra rispetto a “Aggiungi alimento” e fare “Copia da data”. Oppure potete cliccare su “Aggiungi alimento” poi “Pasti” poi “Colazione di ieri”. Ci sono molti altri trucchetti e vie rapide di questo tipo, che permettono a chi fa un’alimentazione molto simile tutti i giorni di non dover riscrivere tutto ogni volta.
  • Se non trovare l’alimento che cercate potete inserirlo manualmente voi stessi. Questo chiaramente vale più che altro per gli alimenti confezionati.
  • Potete scegliere anche “Inserimento rapido calorie” se sapete già quante calorie avete mangiato e non vi interessa mettere i macro corretti. Io lo uso quando faccio un pasto sgarro, inserisco un numero di calorie molto alto e via, così so che quel giorno ho sgarrato, non importa alla fine di quanto, lo uso solo per vedere la frequenza degli sgarri. 

RISCHI E DIFETTI DI MYFITNESSPAL

Veniamo ai problemi:

  1. I valori inseriti sono inseriti dagli utenti, se sono sbagliati vi sballeranno tutto: fatevi furbi, controllate più volte soprattutto all’inizio
  2. L’approccio di MyFitnessPal è in stile IIFYM (if it fits your macro, più info qui) che è un approccio utile, ma incompleto perchè non vi insegna a mangiare bene, e soprattutto per l’IIFYM un gr di carbo è sempre un gr di carbo indipendentemente dalla fonte mentre è chiaro che esistono altri fattori in gioco (indice glicemico, tipologia di carboidrato etc). Secondo me dovete PRIMA imparare a mangiare bene e sano, POI usare MyFitnessPal, altrimenti il rischio è abolire la verdura e la frutta, mangiare molte cose confezionate, insomma avere un’alimentazione eccessivamente sporca. 
  3. Io SCONSIGLIO FORTEMENTE di usare quest’app a persone che hanno un atteggiamento con tendenze ossessive nei confronti del cibo, perchè effettivamente il fatto di dover controllare tutto e inserire tutto può essere controproducente in un’ottica di rieducazione alimentare. L’app è uno strumento, siete voi che decidete come usarlo, ma se vi crea ansia lasciate perdere. 

VANTAGGI di MYFITNESSPAL

  1. Invece la consiglio soprattutto a chi mangia sano, è attento alla sua alimentazione ma non riesce a raggiungere i suoi obiettivi, siano essi di dimagrire o di mettere massa. Perchè alla fin fine oltre a mangiare sano conta anche e soprattutto QUANTO si mangia, e spesso il problema è che si mangia in realtà molte più calorie o molte meno calorie di quanto si pensi. Con l’app invece si registra tutto e ci si rende bene conto. In questo senso può essere utile usarla anche solo per un paio di settimana per farsi la mano con la quantità e adeguare ai propri obiettivi, e poi proseguire a occhio senza app.
  2. Se già mangiate pulito ma sentite la vostra dieta un po’ “stretta” e avete voglia ogni tanto di qualcosa di non troppo sano, ma avete paura che vi rovini l’alimentazione, può essere utile usare questa app per poter inserire saltuariamente un alimento “sporco” nel piano giornaliero bilanciando gli altri macro. Insomma per avere un’alimentazione “80% clean 20% dirty” senza stare a impazzire
  3.  Se amate cucinare e state seguendo da mesi o anni un regime di un nutrizionista molto “standard” e volete cambiare un po’, per creare ricette che siano perfettamente inseribili nella vostra alimentazione senza snaturare i consigli del nutrizionista 

VERSIONE PREMIUM

Io ho la versione basic, free, ma esiste una versione premium che costa 49.99 all’anno (o 9.99 al mese).  Questi sono i vantaggi: 

  • permette di variare i target di macro e calorie nei vari giorni della settimana
  • permette di impostare i macro anche per i singoli pasti non solo per l’intera giornata
  • permette di impostare i target dei macro in gr e non solo in percentuale
  • è adv free

Esistono anche altri upgrade nella versione premium, che però sono di minore rilevanza. A mio personalissimo parere la versione premium non è necessaria all’uso dell’app, cioè l’app in versione free è già completa e ben utilizzabile, sebbene io non escluda di fare l’upgrade a un certo punto. Sicuramente se siete agli inizi anche la versione basic funziona benissimo e non vi creerà problemi.


In ultima nota aggiungo che se siete seguiti da un nutrizionista, dietista o specialista dell’alimentazione e volete provare quest’app parlatene prima con lui/lei perchè in alcuni casi può essere controproducente, e in ogni caso essere seguiti di persona è sempre meglio che utilizzare app prestabilite.

DISCLAIMER 2: io uso l’app su iOS, quindi le funzioni descritte sono relative a quella versione e alla versione Web, su altri sistemi operativi le cose potrebbero funzionare diversamente. 

DISCLAIMER 3: questo post è Ads Free, nel senso che non sono (purtroppo) stata pagata o ricompensata da MyFitnessPal per scriverlo.

Tutte le immagini sono prese dall’apple Store o da questo sito

 

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro tarda estiva

Insalata di pasta di farro con sgombro e verdure grigliate: l’estate  (che è finita) in un barattolo

Abbinamenti easy per un piatto freddo pret a porter 


Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Pubblico questa ricetta con un ritardo francamente imbarazzante, lo ammetto. Era un’idea che avevo avuto ormai mi sa a fine luglio (sigh), riuscita talmente bene che ho pensato di fare uno shooting speciale per condividerla. Poi si sono susseguiti una serie di impegni tali per cui le foto sono rimaste non editate nella macchina fotografica fino a poco fa. E ora la pubblico diciamo proprio in extremis dato che l‘autunno è già iniziato, e dalle mie parti ormai l’aria si è rinfrescata ed è diventata già piacevolmente frizzantina. Poi insomma così è già pronta per l’anno prossimo, no?

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Dicevamo ecco shooting speciale per questa insalata di pasta di farro, perchè dovete sapere che, pur ritenendomi io una persona estremamente fortunata nell’avere una cucina bellissima, grande, moderna e accessoriata, sono anche colpita dall’onta di abitare in campagna in appartamento (cioè un controsenso) e dunque dal non avere alcun tipo di giardino. Che d’estate non è proprio il massimo. 

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Per fortuna ho invece una buona amica che abita in una cascina ristrutturata dotata, da due anni a questa parte, non solo di un vasto giardino ma anche di una piscina! Giardino + piscina + estate = picnic! Così mi sono fatta invitare da lei per un pomeriggio all’aperto, promettendole in cambio un lauto pasto, ed ecco questi meravigliosi scatti di questa insalata di pasta di farro. (Se volete essere anche voi ospiti nella sua meravigliosa cascina sappiate che parte di essa è di recente diventata un bellissimo agriturismo con diversi appartamenti, potete trovare maggiori informazioni qui: Agriturismo Corte Speranza)

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Questo è uno di quei piatti easy peasy, quei piatti cioè che non richiedono (come mio solito) ingredienti strani da reperire in covi del KGB, ma ingredienti semplici, di stagione, uno di quei piatti in cui la differenza sta nell’idea degli abbinamenti, nata per caso e poi: “Ma dai, cavoli è venuta deliziosa!!”. Quindi per una volta non avete nessuna scusa per non provarla! 

Questa insalata di pasta di farro  è un inno all’estate (ormai finita) e alla semplicità della cucina italiana; può essere servita tranquillamente a una cena tra amici come piatto principale, nessuno lo schiferà come “dietetico”, oppure essere un perfetto pasto bilanciato durante la settimana, anche come schiscetta al lavoro. E se come me prevedete un pic nic in montagna o in piscina, potrete tranquillamente impacchettarlo “in a jar” e vi farà fare un figurone!

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Due parole sulla scelta della proteina: lo sgombro è un pesce azzurro dotato di straordinarie caratteristiche nutrizionali perchè altamente proteico ma anche ricco di omega 3, magnesio, fosforo e vitamian D. Sempre meglio fresco e intero, da cuocere al forno, ma quando non si può o non si ha voglia anche i filetti già pronti possono fare al caso vostro, in alcuni banchi pesce di alcuni supermercati si possono trovare al naturale, appena cotti, o altrimenti anche la scelta in barattolo non è da escludere. In quest’ultimo caso sceglietelo in filetti interi e non sminuzzati e conservati in olio d’oliva possibilmente extravergine e di qualità.  Mi preme sottolineare inoltre come scegliere sgombro in barattolo, sebbene non sia certo come consumare pesce fresco, rappresenta un’opzione senza dubbio preferibile al tonno in scatola, suo cugino nelle tavole italiane per praticità. Essendo infatti un pesce di taglia notevolmente più piccola lo sgombro contiene meno metalli pesanti, inoltre viene più frequentemente pescato nei nostri mari e ha un costo decisamente inferiore in pescheria rispetto al tonno. 


 

Insalata di pasta di farro
Ingredients
  1. peperoni rossi e gialli
  2. zucchine
  3. sgombro cotto al vapore (o sott'olio d'oliva)
  4. olive taggiasche
  5. pasta corta di farro integrale
  6. tanto basilico
  7. una manciatina di pinoli
  8. olio evo
  9. sale
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Instructions
  1. Lavate i peperoni e infilateli ancora interi ma punzecchiati in forno in una teglia capiente, tenendoli a 180° finchè non saranno belli arrostiti, con la pelle che si stacca e la polpa morbida ma consistente
  2. Una volta cotti metteteli in un sacchetto di carta come quelli dei fruttivendoli e lasciateli raffreddare
  3. Una volta raffreddati privateli della pelle che verrà ora via facilmente e tagliateli a listarelle
  4. Tagliate le zucchine in fette sottili, salatele leggermente e lasciatele scolare dell'acqua residua, procedete poi a grigliarle normalmente
  5. Lavate e lasciate asciugare un bel po' di foglie di basilico poi mettele nel mortaio e lavoratele con un paio di cucchiaio d'olio evo, sale e pinoli fino a ottenere un pesto leggero
  6. Cuocete la pasta di farro in abbondante acqua leggermente salata, tenendola al dente
  7. Condite la pasta con il pesto, unite le verdure, le olive e infine lo sgombro scolato e fatto a pezzetti
  8. Lasciate raffreddare e servite con eventualmente un ulteriore filo d'olio
Notes
  1. Ho volutamente evitato di inserire le dosi perchè in una ricetta simile sono "a piacere", il che vuol dire anche che dipende da quanta pasta e proteine mangiate solitamente (e se sono previsti anche antipasti o altri piatti nel caso si tratti di una cena tra amici).
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 MANGIOquindiSONO

Torta di fichi senza zucchero

Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Un’idea per colazione, il dolce non dolce.

La torta di fichi senza zucchero (o quasi!), con farina di grano saraceno e mandorle!


Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Riguardo la questione della stagionalità io sono sempre molto confusa. Se si guardano le tabelle su internet al riguardo la confusione aumenta notevolmente perchè ognuno ha la sua da dire, e se è vero che le fragole a gennaio sicuramente no, è anche vero che su altri ortaggi la stagionalità è un po’ più controversa. Anche perchè come dico sempre ha senso pretendere che nella pianura padana troviamo a aprile gli stessi ortaggi che sono di stagione in Sicilia? Chiaramente no.  Altra cosa che influisce un sacco sulla stagionalità è l’annata in corso: quest’anno ad esempio al nord ha piovuto moltissimo fino a tardo maggio con conseguente rovinarsi di molti raccolti e slittare in avanti di alcune colture. E li hai voglia a dire che a fine maggio sono di stagione le ciliegie, se il contatino ti dice che non sono pronte, non sono pronte. 

Cioè nella mia testa ho bene in mente che gli asparagi sono in primavera, le angurie in estate e i funghi in autunno. Ma. Perchè c’è sempre un ma, lo sapevate che esistono ortaggi e frutti con due stagionalità, come il cavolfiore, che è tipicamente invernale ma esiste in variante primaverile? Ecco io no.  

Stessa cosa per i fichi. Perchè nella casa in montagna della mia infanzia c’era tra gli altri un albero di fichi e io ricordo distintamente che li mangiavamo in settembre (o forse tardo agosto). Quindi per me banalmente fichi = autunno. Stop, finita li.  E ecco a me i fichi piacciono parecchio, tipo mozzarella di bufala, prosciutto crudo, fico e aceto balsamico? Top antipasto per cene tra amici. Quindi io ci provo sempre, lo cerco sempre anche se magari è un po’ presto, tipo siamo a metà agosto. Immaginate la mia sorpresa quando mi sento rispondere che eh sarebbe un po’ tardi per i fichi! Ma come?? Tardi? Ma se ci sono 40 gradi? Ebbene sì tardi. Perchè, come mi sono fatta spiegare, esistono i fichi ed esistono i fioroni, che sono i frutti dello stesso albero (mi pare di aver capito) ma a stagionalità diversa, i fichi sono più scuri, zuccherini e sciroppati e maturano in autunno, mentre invece i fioroni sono più idratati, meno concentrati diciamo, e maturano in questo periodo, tra fine giugno e inizio luglio.  La natura è saggia e a stagione con clima diverso corrisponde frutto con proprietà sensate in quel senso. 

Torta di fichi senza zucchero

Torta di fichi senza zucchero

Tutto ciò per dirvi che questa magnifica torta di fichi senza zucchero l’ho provata sia con i fichi autunnali sia con i fioroni e viene decisamente meglio con quelli autunnali (perchè appunto più dolci) ma non è male nemmeno con i fichi di adesso, e poi comunque noi ci portiamo avanti con la stagione e la pubblichiamo, che poi ci penso io a ricordarvi la ricetta a tempo debito. 

La cosa uber fantastica dei fichi è che con la loro dolcezza e il loro sapore caramelloso, sono perfetti per dolcificare gli impasti, quindi l’idea di usarli in una torta di fichi senza zucchero, dal profumo classico ma dagli ingredienti “nuovi”, perfetta per la colazione, ce l’avevo già da un po’. L’avevo provata anche quest’autunno, ma non avevo fotografato il processo, ecco perchè so già che viene meglio con i fichi autunnali!

Come vedete le farine scelte sono farine un po’ alternative, non a caso, il grano saraceno da’ quel quid di croccantezza in più, mentre le mandorle con la loro dolcezza contribuisce a creare il sapore di questa torta di fichi senza zucchero. O quasi. Il quasi è d’obbligo per la presenza di quei 35 gr di miele, necessari per far montare adeguatamente le uova. Non sono sicura si possano omettere, magari trovando un adeguato sostituto, se provate fatemi sapere come viene! 

Potete mixare abbastanza le farine che preferite, e tentare varianti diverse, magari omettendo le whey se non le avete, o aumentando la farina di mandorle! 

Fatela provare ai vostri bimbi, secondo me è una torta adattissima alla colazione o alla merenda!


GALLERY

Torta di fichi senza zucchero (quasi)
Serves 9
Ingredienti secchi
  1. 55 gr di farina di grano saraceno
  2. 55 gr di farina d'avena integrale
  3. 75 gr di farina di mandorle
  4. 60 gr di whey alla vaniglia o neutre
  5. 1 pizzico di sale
  6. mezzo cucchiaino di lievito
  7. mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
Ingredienti Umidi
  1. 3 uova
  2. 150 gr di yogurt greco 0%
  3. 150 gr di applesauce
  4. 35 gr di miele
  5. succo e scorza di 1 limone
  6. un cucchiaio di brandy o rum
  7. essenza di vaniglia
  8. 10 fichi
  9. lamelle di mandorle per decorare
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Instructions
  1. Accendere il forno a 180°
  2. Montare le uova con il miele a lungo no ad ottenere un composto arioso e montato, quasi a nastro, spumoso, come per il pan di spagna
  3. Unire gli ingredienti secchi e mescolare
  4. Unire i rimanenti ingredienti umidi e mescolare
  5. Unire gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolare
  6. Unire le uova montate con delicatezza per non smontale
  7. Aggiungere i fichi tagliati a pezzi lasciandone qualcuno per la copertura
  8. Versate l'impasto in una tortiera con carta da forno, decorate con fichi a fette e mandorle a lamelle
  9. Infornate per 35/40 min
  10. Lasciate raffreddare e gustate!
Notes
  1. Se usate farina di mandorle GF può essere considerato un dolce gluten free
  2. Viene sia con i fioroni estivi che con i fichi autunnali, ma con questi ultimi viene meglio Potete omettere le whey e sostituirle con un mix delle altre farine
  3. Il miele non può essere omesso perchè serve a far montare adeguatamente le uova
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MANGIO.quindi.SONO
 

(Finta) pizza low carb di zucchine!

Pizza low carb e high protein, ricca di fibra

Come soddisfare la voglia di pizza (anche se finta) il mercoledì sera.

Finta pizza low carb di zucchine

Finta pizza low carb di zucchine

Qualche settimana fa ho pubblicato su instagram e facebook la foto di una pizza low carb e high protein, seguendo la ricetta che una mia amica, Ilenia Lencioni, ha messo insieme prendendo spunto da tante diverse ricette presenti su internet (grazie grazie grazie Ilenia!!). Devo dire che mentre la preparavo non ero del tutto convinta venisse, tant’è che mi ero un po’ agitata perchè ormai era tardi per pensare a un piano B e la fame tanta, e invece sorpresa! Venuta benissimo! Qui noi l’abbiamo super apprezzata tanto da averla già rifatta un paio di volte con topping  diversi, quindi mi è sembrato il caso di condividerla qui sul sito nel dettaglio! 

Qui il trick della pizza low carb è sicuramente la crosta o base, questa è fatta con zucchine albumi e quark! Il risultato è una pizza consistente, tanto da poter essere tagliata a fette, ma non abbastanza da essere presa in mano e mangiata a morsi, temo. La base, signori e signore, ha 199 kcal con 22 gr di carbs, ben 24 gr di pro e solo 1 gr di fat! Valori ulteriormente diminuibili se si usa un quark low fat che però in Italia è difficile da trovare. Non male! 

Finta pizza low carb di zucchine

Finta pizza low carb di zucchine

Chiaramente i topping sono a vostra scelta, anche in base a quante proteine e grassi volete/dovete assumere quel giorno.   Oltre alle combinazioni proposte oggi, entrambe buonissime, ho provato anche prosciutto cotto, pomodorini gialli e mozzarella, ottima anche lei! 

Recap sul low carb: non suggerisco di seguire una dieta low carb e non demonizzo i carboidrati, ma mi piacciono le sfide e comunque può capitare di dover fare delle scelte low carb in un’ottica di carb ciclyng, o anche solo perchè la sera prevediamo la sagra della polenta. Potete tranquillamente prerararla anche se non siete in low carb, mi pare ovvio, magari come trick per far mangiare ai vostri figli le odiate verdure. Aggiungo anche che non è una pizza NO carb, ma una pizza low carb, c’è differenza chiaramente. 

Recap sulle finte pizze: non venitemi a commentare che la pizza vera è un’altra cosa, che è molto più buona, che la pizza non si tocca etc etc. Perchè… è verissimo! La pizza vera è un’altra cosa, sicuramente più accattivante e questa è una storpiatura, infatti l’ho chiamata “finta pizza”. Con me sulla pizza sfondate una porta aperta, perchè l’adoro: la pizza del sabato sera è sacra per me! Però ecco spesso me ne viene voglia per dire il mercoledì sera e i macro che seguo nella mia alimentazione attualmente magari non mi permettono voli pindarici con tanta farina e condimenti tradizionali, quindi, anzichè rinunciare del tutto, finta pizza sia! 


GALLERY

(Finta) pizza low carb di zucchine
Per la base
  1. 50 gr di farina integrale
  2. 200 gr di albumi
  3. 2 cucchiai colmi di quark
  4. 3 zucchine
  5. mezzo cucchiaino di lievito istantaneo
  6. aromi (aglio in polvere e erba cipollina per me)
Per Il Condimento
  1. bresaola parmigiano avocado
  2. basilico
  3. limone
  4. quark
  5. salmone affumicato capperi
  6. cipolla rossa aneto
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Instructions
  1. Grattuggiate le zucchine, salatele e fatele passare in padella per cuocerle e fare perdere loro l'acqua
  2. Montate a neve gli albumi
  3. Unite il quark con le zucchine e la farina, il lievito e le spezie mescolate accuratamente
  4. Con delicatezza unite l'albume cercando di smontarlo il meno possibile
  5. Stendete il composto diviso in due su due teglie ricoperte di carta da forno spruzzata d'olio
  6. Infornate a 180° per 25/30 min
  7. Sfornate la base e aggiungete il toppin che preferite, su una ho messo salmone, quark, capperi, aneto e cipolla rossa, sull'altra bresaola, avocado, parmigiano, limone e basilico
  8. Aggiungete un lo d'olio e infornate nuovamente per qualche minuto no a cottura del topping
  9. Enjoy!
Notes
  1. Il quark è un latticino molto magro tipico della Germania e dei paesi del nord, molto versatil, lo trovate al Lidl a meno di 1 euro a confezione
  2. Gli albumi possono essere comprati in brick nella maggior parte dei supermercati, ricordate di consumare il contenuto del brick entro pochi giorni dall'apertura
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MANGIO.quindi.SONO

FMD: ma anche no!

FMD (dieta del supermetabolismo)? Bocciata!

Cosa ne penso della FMD (dieta del supermetabolismo) dopo averla provata.

Spoiler: volevo intitolare questo post “Come una dieta possa farvi perdere la voglia di vivere” ma ho scelto una linea di condotta più soft (non ci crede nessuno, lo so) 

(Premessa: ho meditato a lungo se postare o meno questo post perchè sarà alquanto controverso, ma alla fine sentivo la necessità di renderlo pubblico, pur dopo mille ripensamenti e modifiche. Preparatevi perchè è un post lungo, complesso e un po’ da scassamaroni.)

FDM il libro

INTRODUZIONE

Io sono come San Tommaso: se non vedo, non credo. O meglio se non provo non critico. 

Sui social e su internet avevo letto un sacco di pareri entusiasti sulla dieta del supermetabolismo (Fast Metabolism Diet d’ora in poi FMD) ideata da Haley Pomroy una nutrizionista americana, ma rimanevo un po’ perplessa, perchè mi sembrava un po’ troppo strano per essere vero così come era venduta la cosa: mangio un sacco per 1 mese e il mio metabolismo rinasce completamente. Ora, non fraintendetemi, è chiaro che per riattivare il metabolismo mangiare di più, più sano, è la strategia vincente, ma solo un mese? Mi pareva piuttosto bizzarro.

Così mi sono detta, proviamoci! Diamo una chance di rinascita al mio metabolismo (che per altro in teoria non è mai stato ucciso dal momento che  ho SEMPRE fame, ma tant’è). Ho letto il libro, ho studiato bene tutto quanto (a lungo), ho stilato un menù e mi sono buttata: 28 giorni di FMD, avventura nella quale si è cimentato con me anche il mio (santo) compagno di vita.

Ebbene, io non so come dirvelo, ma: anche no. 

Questa dieta parte da presupposti nobili, alcuni intelligenti e interessanti, altri ehm molto meno, ma nella sostanza dei fatti è una dieta orribile, difficile da capire, ingegnosa da mettere in atto, durissima da seguire, completamente rigida (“Sono solo 28 giorni dai, come non resisti per 28 giorni?” primo seme della colpevolizzazione del cibo non permesso instillata, taaac). E soprattutto è basata su delle bugie. 

Se non volete il pippone mentale completo saltate direttamente all’ultimo paragrafo: RISULTATI

LA DIETA

Ma prima partiamo dalle basi: in cosa consiste la FMD?

Cosa non si può mai mangiare per i 28 giorni di dieta: latticini, grano, mais, soia, caffeina (nemmeno il tè), alcol, nitriti e nitrati, zucchero (in tutte le forme, anche fruttosio, anche dolcificante, anche miele, sola eccezione stevia e xilitolo di betulla)

Come funziona la dieta: si alternano 3 fasi chiamate F1, F2, F3, da ripetere ogni settimana

F1 lunedì – martedì: very low fat / normo-low protein / high (?) carb (si mangiano: frutta, verdura, carboidati amidacei, alcune proteine, zero grassi)

F2 mercoledì – giovedì: very low fat / normo protein / very low carb (si mangiano: alcune verdure, alcune proteine, nient’altro)

F3 venerdì – sabato – domenica: high fat / normo protein / normo-low carb (si mangiano: grassi sani, proteine anche grasse, alcuni carboidrati amidacei, alcuni frutti, verdura)

Se si devono perdere meno di 10 chili si devono seguire le dosi “standard” proposte nelle ricette, se invece i chili da perdere sono di più di deve aggiungere mezza dose a ogni porzione, noi abbiamo seguito le dosi standard.

Detto ciò ci sono un sacco di altre regole e regoline, per cui questa è un’introduzione sommaria per farvi capire di cosa si parla, se siete interessati dovete leggere il libro. 

In ogni fase solo alcuni cereali/frutti/verdure/proteine sono permessi, in alcuni casi con un senso  – ad esempio in F2 ci sta che patate dolci e zucca non siano permesse come verdure – in altri veramente senza alcun senso logico – in F3 si può mangiare l’orzo ma non il farro, perchè??- in un’alternanza folle che rende difficilissimo barcamenarsi (e davvero facilissimo sbagliare)

COSA ABBIAMO MANGIATO

In F1 (1000-1300 kcal in dosi standard) un sacco di carboidrati, è vero, ma comunque in quantità non abbondanti e nemmeno lontanamente sufficienti a vivere decentemente, perchè una cup di pasta di farro sono 60/65 gr, che a parer mio non è che siano quantità tali da rendere questa fase “ricca di carboidrati”, lo è solo in %, ma solo perchè non si mangia per niente grassi e le proteine sono molto limitate.  Si mangia frutta spesso, ma in quantità molto limitate: “un frutto” alle 10, dopo una colazione misera, quando il mio stomaco avrebbe richiesto 2 banane e 2 etti di bresaola mi è sembrato quasi una presa in giro. Piccolo dettaglio: la pasta completamente scondita è una delle cose più orribili che si possa costringere le persone a mangiare.  In generale per me è stata una fase faticosa, molto più di quello che mi volevano far credere, il corpo sentiva moltissimo la mancanza di grassi e per due giorni avevo in bocca una sensazione sgradevole, di lingua allappata, e un sapore strano che non riesco a spiegarmi.

Cibi che sono riuscita a trangugiare senza desiderare la morte: piadina di farro homemade con verdura arrostita senz’olio e pollo speziato / pasta di farro con finto ragù di manzo magro e peperoni

In F2 (circa 800 kcal in dosi standard!!!!!) : poche proteine, verdure illimitate ma di solo pochissimi tipi. Il tutto scondito. Non molto divertente. Non lasciatevi illudere tra l’altro, molti paragonano questa fare alla Dukan, in fase di crociera, cosa fondamentalmente errata perchè nella Dukan le porzioni di proteine sono illimitate e i latticini magri non sono presente (NB anche i latticini magri contengono carboidrati! Il lattosio è uno zucchero! Non lo sapevate? Ora lo sapete) e è permesso quel tot di crusca d’avena che rende la colazione un momento che non richiede un esorcista. Qui invece la cosa è diversa: le proteine (magre) che potete mangiare sono comunque in quantità MOLTO limitate e dal momento che è l’unica cosa che di fatto potete ingerire come fonte di calorie e energia il risultato è una fame PERENNE.  Questa fase è una tortura, una vera tortura, sopratutto se, come addirittura la Pomroy suggerisce, fate una sessione di allenamento funzionale nel mentre: il corpo risulta come affamato di energie. Non è una questione di palatabilità dei cibi (su cui per due giorni si soprassiede senza problemi) è che se hai un basale di 1600 (io!) e un fabbisogno di 2200, mangiare 800 kcal vuol dire letteralmente morire di fame.

Cibi che ho scelto per riuscire ad arrivare al pasto successivo senza uccidere bambini per strada per rubare loro la merenda, e contemporaneamente non avere urti di vomito ai pasti per il sapore orrendo: colazione con burger di pollo macinato e asparagi (ebbene sì, è l’unica opzione commestibile per colazione che ho trovato) / involtini di salmone affumicato e asparagi al forno / peperoni ripieni di macinato magro di maiale / carne essiccata come spuntino

in F3 (16oo /2000 kcal  in dosi standard): finalmente sono reintrodotti i grassi, ed è un sollievo perchè il corpo a questo punto li brama. Chiaramente non si parla di burro e panna, ma solo grassi buoni, devo dire in quantità perplimenti, perchè non capisco come una porzione di grassi possa equivalere a 3 cucchiai di olio (30 gr di grassi per 267 kcal) oppure a 1/3 di cup di hummus (6 gr di grassi per 131 kcal), rimarrà uno dei misteri tramandati ai posteri come la verità sul sacro Graahl. Per di più non bisogna confondere questa fase come una F1 a cui aggiungere i grassi, perchè è una fase moderatamente low carb, e la porzione di carboidrati che si può assumere è veramente ridicola, una cosa tipo 35 gr di orzo o riso selvatico, che praticamente si perdono nella pentola. Globalmente parlando però si tratta di una fase in cui l’alimentazione risulta accettabile: sono gli unici tre giorni in cui non ho avuto fame 24/24 e l’umore era leggermente migliore rispetto all’appiattimento delle altre fasi.  Da sottolineare come la colazione di questa fase sia l’UNICO pasto in 7 giorni di ciclo di dieta, che comprende tutti i componenti di un normale pasto (carboidrati amidacei, proteine, grassi, frutta, verdura), non a caso è il pasto più saziante di tutta la dieta (cioè l’unico, pasto saziante). Finalmente il cibo riacquista sapore in questa fase (coro di angeli)

Combinazioni di pasti che mi hanno fatto sentire un essere umano normale e mi hanno ridato speranza e fiducia nel mondo, come colazioni: pancake di avena e cocco con lamponi e salsa di mandorle / brownies di zucchine / torta carote avena e mandorle / brownies di fagioli neri; come spuntini: hummus con carote / budino al cioccolato di latte di cocco; come pasti principali: salmone al forno con verdure e patate dolci arrostite / tacos con piadina di quinoa e orzo ripiena di guacamole, pomodorini e pollo speziato / zoodles con gamberi e pesto d’avocado /  insalata di gamberetti in salsa cocktail homemade / quinoa con pollo speziato verdure miste e maionese homemade. 

FMD le regole

FMD le regole

I RISULTATI

Io ho perso circa 3 chili in un mese, il mio compagno (che partiva da una base molto migliore della mia) 3 chili e mezzo. In termini di centimetri non ho avuto alcun cambiamento rilevante, le misure sono rimaste stabili tranne che per la circonferenza della coscia (- 2 cm) e del braccio (-1 cm).

Lui non è rimasto affatto contento del risultato perchè era lampante che gran parte di quei chili non erano grasso che veniva smaltito, ma massa muscolare che veniva persa per via dello scarso apporto di calorie e proteine rispetto al suo fabbisogno.  

Tra l’altro, piccola curiosità,  il caso ha voluto che proprio alla fine del mese di FDM io avessi programmato la mia prima bioimpedenziometria. Ho poi confrontato i risultati ottenuti in questa circostanza con quelli di una bia di controllo, fatta esattamente un mese dopo, un mese in cui ho seguito un’alimentazione molto controllata in termini di macronutrienti e calorie, ma molto più ricca ed equilibrata (circa 1800/2000 kcal con adeguati carboidrati e grassi), proseguendo l’allenamento intenso che stavo facendo. In un mese ho guadagnato 2 chili circa di massa magra. Cosa, nel caso non lo sappiate, pressochè fenomenale per una donna, ed è dovuta al fatto che la maledetta FMD mi aveva letteralmente prosciugato le riserve di glicogeno muscolare senza ripristinarle: una volta ripreso a mangiare carboidrati in dosi umane il muscolo è come rinato e ha ripreso a sintetizzare glicogeno. Yay! (quindi in realtà già 2 kg di quei 3 chili persi erano acqua e glicogeno, NON grasso)

Comunque, abbiamo inoltre concordato io e il mio compagno, confrontandoci reciprocamente, che anche se quei chili fossero stati di grasso reale (assolutamente non realistico) non saremmo rimasti comunque soddisfatti perchè questa dieta richiede un impegno altissimo, uno sforzo davvero infinito a livello psicologico, emotivo e fisico. Riflettendoci abbiamo convenuto che il “costo” di questa dieta non sarebbe valso pressochè nessun risultato anche se miracoloso.

Sì perchè, al contrario di quello che si legge in tutte le testimonianze sulla fantomatica dieta del supermetabolismo, io non mi sono affatto sentita piena di energie. Non mi sono affatto sentita bene. Mi sentivo stanca, provata, in costante difficoltà, gonfissima spesso (incredibile ma vero!), sentivo in pratica che il mio corpo non stava dietro alle richieste. La mia pelle non è migliorata. I miei capelli nemmeno (neanche le occhiaie croniche, ma nemmeno ci speravo). Ma soprattutto a livello emotivo è stata un’esperienza devastante, perchè questo genere di alimentazione rende apatici e anedonici, mimando quasi un episodio depressivo: non avevamo voglia di fare niente se non dormire,  il tempo di recupero in allenamento era maggiore del normale, il tono dell’umore era notevolmente calato. Nell’ultima fase (suppongo anche per la frustrazione e l’esaurimento della pazienza e forza di volontà) seguire le prescrizioni della Pomroy ha iniziato a diventare per me talmente pesante a livello mentale da scatenare un’ansia assolutamente non giustificata, che è quasi sfociata in attacchi di panico. Nemmeno se fossi diamgrita 20 chili di massa grassa in un mese accetterei di farmi tornare gli attacchi di panico in cambio, poco ma sicuro. Vivere così non è vita.  

CRITICHE

Ho letto da diverse parti che la cosa più innovativa della FDM è che permette di perdere peso, in ordine:

  1. senza provare fame
  2. senza dover pesare gli alimenti
  3. senza fatica
  4. insegnandoti a mangiare sano

Beh: ma col cavolo! 

  1. Senza provare fame? Beh certo se prima eravate abituati a mangiare 600 kcal perchè seguivate la dieta del minestrone effettivamente qui mangerete di più.
  2. Qui mi sembra di essere veramente presa per i fondelli: è vero che non si deve pesare con la bilancia gli alimenti, ma è anche vero che tutto tutto tutto (tranne le verdure) va misurato in termini volumetrici tramite le famose cup americane. Il risultato è che è estremamente macchinoso avere una porzione (perchè ad esempio la pasta va misurata COTTA, ditemi voi il senso e la scomodità!) ma in più vi lega all’ossessione delle misure esattamente come quando pesate. Se vi fate imbrogliare su questo punto onestamente non so cosa altro dirvi. 
  3. Sarò io stupida, ma è in assoluto la dieta più difficile che abbia mai mai fatto, anche il mio compagno è arrivato a un passo dalla follia (e lui ha seguito anche una simil dieta chetogenica per un breve periodo e sotto stretto controllo, in cui a colazione si mangiava il pollo e non toccava carboidrati per 3 giorni, ecco) 
  4. Onestamente non capisco cosa ci sia di sano nel mangiare l’orzo il venerdì ma non il farro. Ecco forse l’unica cosa è che insegna a mangiare cereali alternativi (orzo, quinoa, farro etc) e ti obbliga a mangiare frutta e verdura, ma voglio dire ci voleva davvero la FMD per imparare che frutta e verdura sono importanti? Davvero? 

Poi ci sono alcuni MACROSCOPICI difetti che non poso fare a meno di commentare (e che mi chiedo come siano sfuggiti invece ai fan accaniti).

Il primo tra tutti è che la FMD  è “preconfezionata” nelle dosi, nel senso che le dosi dei cibo variano solo se si deve perdere meno o più di 10 chili. L’autrice afferma che “più si pesa più si ha bisogno di energie per andare avanti”, cosa verissima ma che non c’entra niente con la regola dei 10 chili.

Facciamo un esempio pratico: prendiamo una donna, 165 cm di altezza, 58 chili, che vuole arrivare a pesarne 50 (meno di 10 chili da perdere), poi prendiamo un uomo, 185 cm di altezza, che pesa 90 kg e vuole arrivarne a pesare 82 (stessi chili da perdere della donna, meno di 10): entrambi mangeranno secondo la FMD lo stesso quantitativo di cibo, quando mi pare LAMPANTE che il fabbisogno di carboidrati, proteine e grassi di un uomo di 80/90 kg sia lontanissimo da quello di una donna di 50/60!

A tutti coloro che affermano, candidamente, che nella FMD si mangia UN SACCO e si dimagrisce, voglio fare notare una serie di numeri.

Facendo la media tra tutte le fasi ho assunto una media di 1316 kcal/die. Ecco soffermiamoci su questi dati. Perchè sono terribili. Vi diranno che una dieta da 1200 kcal è più che ottima per una donna per perdere peso, cioè ad esempio lo dice il mio (ex) medico di base, specializzato in nutrizione (ne approfitto per fare i saluti a casa: ciao dottoressa, mi raccomando neh, continua così, ad affamare i tuoi pazienti facendogli perdere massa muscolare e voglia di vivere, che va benissimo eh). Quindi voglio dire, state pensando che 1300 kcal siano anche troppe volendo. Io ho un metabolismo basale di 1600 kcal circa, questo significa che il mio corpo a 1300 kcal non se la cava granchè, non ha energia a sufficienza per farmi studiare, lavorare, cucinare, occuparmi della spesa, allenarmi, fissare il vuoto, insomma vivere. Io non dico che non sia possibile stare a 1300 kcal per qualche giorno, dico che non è la strategia vincente per dimagrire (o bho che ne so VIVERE).

Ed ecco perchè boccio questa dieta in maniera così categorica. Non perchè ho perso relativamente poco peso (rispetto agli sforzi) o perchè sia difficile da seguire (anche) ma perchè non c’è MODO al mondo che mangiare 1300 kcal, seppure a cicli, faccia alzare il metabolismo. No way. Su un sito ho letto una riflessione al riguardo, in risposta alle perplessità di chi stava perdendo poco/niente di peso, in pratica dicevano che questa dieta non ha lo scopo di farti perdere peso, ma di innalzare il tuo metabolismo, dargli uno sprint, e che la perdita di peso è solo un ben accetto benefit aggiuntivo, d’altra parte – dicevano – la maggior parte delle diete che attivano il metabolismo non prevedono la perdita di peso contemporanea. Ok, questo è verissimo: per innalzare il termostato del nostro corpo si deve aumentare il carburante che gli si da (kcal, soprattutto sotto forma di carboidrati, più dettagli qui), ma al contempo dargli anche gli stimoli a lavorare correttamente (allenamento) e nel farlo di solito non si dimagrisce e talvolta si aumenta di peso e/o di massa grassa (quelle che vengono a volta definite “fasi di massa”). Piccolo dettaglio, in massa, o comunque per alzare il metabolismo, non si mangiano 1300 kcal. Ma proprio no, se ne mangiano molte di più, dipende da ciascuno ma possiamo dire sopra le 2000

Quando poi ho letto che “almeno in questa dieta non si soffre la fame come nelle altre” sono rimasta letteramente di stucco. Non si soffre la fame??? A mangiare 1100 kcal il lunedì e 800 il giovedì?? Ma siete fuori di testa? Se io mangiando 1100 kcal al giorno non avessi fame lo prenderei come un sintomo estremamente negativo, mi preoccuperei che qualcosa nel mio corpo non funzioni a dovere, perchè l’inappetenza e l’anoressia (come sintomo e non malattia) sono segnali importanti di patologie anche gravi.  Io vi avviso, se mangiate 1100 kcal e non avete fame, un problema da qualche parte c’è. 

Poi parliamo degli sgarri. In questa dieta non sono concessi. Mai. E per mai intendo MAI. Non potrete bervi un caffè nemmeno se fosse il giorno del vostro compleanno, pena la morte suprema.  E come ripeto sempre, una dieta che non permette di sgarrare di tanto in tanto non è compatibile con la vita, perchè colpevolizza lo sgarro, colpevolizza te che stai sgarrando, colpevolizza il cibo che stai mangiando, e tutto ciò instrada verso un atteggiamento estremamente ossessivo nei confronti del cibo. E tutto ciò non è SOLO PER UN MESE, perchè il mese va ripetuto (senza sgarri) fino al raggiungimento del peso ottimale, e considerando la perdita di peso del primo mese e ipotizzando un rallentamento fisiologico in quelli successivi, si sarebbe prospettato di andare avanti diversi mesi senza sgarrare mai, e considerando che io aspiro a un corpo sano e performante e non a quello di una bikini competitor internazionale, direi anche no.

Vorrei inoltre spendere una parola sulla questione caffè. La Pomroy parla in maniera sicuramente non convincente delle motivazioni per cui vale la pena di astenersi dalla caffeina durante la FMD, sopratutto considerando che il caffè assunto in piccole dosi ha anche effetti benefici sull’organismo. Ho trovato inquietante il fatto che parli di “disintossicarsi dalle sostanza nocive“, concetto che non ha il benchè minimo senso logico (sul perchè non dovremmo seguire diete detox potete leggere qui). Cioè parla del caffè come se fosse cocaina e, sebbene i prezzi  del caffè negli Starbucks mi indurrebbero a darle ragione, è veramente una cosa per me inconcepibile. 

Il mal di testa PERENNE ed estremamente fastidioso che abbiamo avvertito durante la FMD viene ascritto al periodo di disassuefazione dalle temibili e pericolosissime sostanza illegali e dopanti proibite nella dieta (caffeina in primis), quando invece è lampante che è dovuto alla scarsità di nutrienti della dieta e alla fame. Poi è chiaro che se smetti di bere caffè diventi rincretinito del tutto all’inizio: se prima dormivi 6 ore bevendoti 3 caffè e ora ne dormi altrettante ma senza caffè non è l’effetto di disintossicazione che ti fa avere mal di testa, è il sonno! 

Corollario di tutto ciò: finito questo mese di FMD (che è stato il settembre 2015) ho ripreso a mangiare in modo estremamente sano e controllato ma più umano, proseguendo con i miei allenamenti in palestra, e posso dire con assoluta certezza che il mio metabolismo non ha subito un miracolo nel mentre. Avevo fame prima e ho fame adesso, non dimagrivo prima non dimagrisco adesso. 

Cioè non mi sembrava ci fosse il bisogno di specificarlo, ma non si sa mai. 

Chiaramente idem il mio compagno (che però  successivamente a settembre con la corretta alimentazione e non “sottoalimentazione” ha messo su una discreta massa muscolare aggiuntiva)

Ciò che mi lascia poi estremamente perplessa di questa dieta è la fervente convinzione di chi la segue della sua veridicità; ci sono gruppi su fb, community, che sembrano quasi credenti religiosi estremisti. Con un atteggiamento che è preoccupane, lo dico del tutto onestamente. Per farvi capire ho letto una ragazza che chiedeva se un tè roibos potesse essere concesso, essendo privo di caffeina, e postava l’immagine degli ingredienti. Le è stato risposto di no, perchè conteneva in fondo agli ingredienti “olio essenziale di cardamomo” e un’altra cosa simile. Cioè capite? Una goccia di olio essenziale (volatile, serve solo per il sapore/odore) in che ne so 5 litri di tè, era uno sgarro. Follia. 

L’unica cosa interessante di questa dieta è il concetto di ciclizzare i carboidrati, concetto relativamente “nuovo” nella nutrizione ma che sembra essere una strada percorribile. In particolare è interessante l’idea di alternare giorni con carboidrati alti ma bassi grassi, a giorni con alti grassi ma carboidrati bassi, perchè di fatto è il connubio grassi/carbo che porta il corpo a ingrassare (se non sapete perchè leggete questo articolo di Project Invictus e vi si apre un mondo). Il concetto è giusto insomma, ma l’applicazione sbagliata: non è infatti pensabile e possibile che la ciclizzazione dei carboidrati avvenga su dosi “standard” (e, aggiungo, così scarse) anzi tutto il gioco deve essere fatto sulla base delle esigenze individuali, anche perchè in un pasto di 200 kcal il corpo nemmeno si accorge se ci sono grassi e carbo insieme! 

COROLLARIO

Per chi NON è adatta questa dieta

  1. Per chi esce da un periodo di anoressia o ortoressia, o in generale sa di avere la tendenza a sviluppare un rapporto ossessivo nei confronti del cibo
  2. Per chi si allena tanto, tante ore, e con carichi non indifferenti, o macinando molti chilometri, perchè non avrebbe energia a sufficienza per essere performante
  3. Per chi mangia sano già da tempo e vorrebbe dare un burst al proprio metabolismo: non funziona in questo senso e la privazione di alcuni alimenti diventa insensata
  4. Per chi non ha mai fatto una dieta in vita sua, ha un’alimentazione completamente casuale e sballata ma ha paura dei cambiamenti drastici perchè sente di poter fallire

Per chi POTREBBE essere utile questa dieta (ma comunque non ve la consiglio: potete vivere meglio, con altre scelte alimentari ottenendo lo stesso risultato anzi migliore)

  1. Per chi (donne soprattutto) ha vissuto a 1000 kcal per anni senza dimagrire, e sente di non potere/riuscire/volere a mangiare di più, come periodo di transizione verso un’alimentazione più abbondante e sensata
  2. Per chi non ha mai fatto una dieta in vita sua, ha un’alimentazione completamente casuale e sballata ma ha anche una fortissima forza di volontà e imput al cambiamento drastico perchè ritiene sia più adatto a lui/lei un approccio drastico (sempre però in vista di passare a una dieta più equilibrata in futuro)
  3. Per chi è pazzo 

Direi che ho finito. E’ stato eterno (e catartico, ormai in casa la Pomroy la nominiamo soltanto sotto forma di insulti) ma spero utile a chi vuole approcciarsi alla dieta e ha letto solo gli entusiastici pareri in giro per la rete, a mio parere è importante avere entrambi i lati della medaglia sotto gli occhi.

Io in ogni caso la sconsiglio in maniera categorica a chiunque: mangiate sano, allenatevi, controllate le porzioni ma mangiate in quantitativi adeguati alle vostre esigenze, concedetevi qualche sgarro di tanto in tanto e vivrete bene. E bevete caffè (se vi piace). 


 

MANGIO.quindi.SONO

#Day7 : 5 a Day Challenge

#Day7 #5aDayChallenge: la sfida è finita!

E siamo giunti alla fine! Proprio in tempo per San Valentino! Per essere chiari: ai fini della sfida potete festeggiare  San Valentino con il vostro sgarro preferito, mangiando tutto quel che vi pare, cioccolatini, cena romantica fuori con vino fritti e mascarpone, purchè oggi abbiate mangiato 5 porzioni di frutta e verdura siete IN!  E se vi manca ancora una porzione correte a mangiarvi una mela o un paio di carote così siete a posto! 

Noi non siamo soliti festeggiare, quindi non avevamo nessun programma particolare. 

#Day7

La giornata è iniziata con una colazione ritardataria a base di parfait di frutta: 1° strato mango fresco + banana congelata, 2° strato chia pudding (2 cucchiai di semi di chia + 1 tazza scarsa di latte di mandorle + vaniglia, in frigo tutta notte), 3° strato fragole 4°strato banana congelata + spinaci crudi + 1 cucchiaio di tè verde matcha + 1 kiwi. Direi che abbiamo superato abbondantemente due porzioni di frutta così!

A pranzo eravamo a casa dei genitori del mio compagno ma ero molto tranquilla perchè so che a casa loro la verdura non manca mai infatti il menù prevedeva risotto alla zucca, tagliata di manzo alla brace con insalata e finocchi cotti.

Come spuntino una cioccolata calda fatta in casa (ebbene sì, si può fare senza preparati a partire da ingredienti veri, incredibile!) 

#Day7

Per cena ci siamo dedicati al l solito (triste) minestrone di legumi e verdure, così concludiamo il #day7 senza grossi problemi!

Quindi #day7 della #5aDayChallenge:

2 di frutta: mega parfait

3 di verdura: zucca + finocchi + minestrone 

1 jolly: legumi

Per il parfait mi sono ispirata (anzi ho quasi copiato) questo qui su instagram.

E siamo tranquillamente a 6! Vi lascio il tempo per commentare sotto il post di facebook fino a martedì mattina, poi posterò un post riassuntivo con l’esperienza e le vincitrici della sfida!

E voi? Avete concluso anche voi? Siete riuscite a seguirmi e avete conquistato i vostri 5aDay tutti i giorni? 

MANGIO.quindi.SONO

#Day6 : 5 a Day Challenge

#Day6 #5aDayChallenge: siamo quasi alla fine!

Eccoci al #day6! Oggi abbiamo fatto una colazione super pigra con i pancake ai mirtilli di Jamie Oliver farciti di yogurt greco e marmellata di mirtilli senza zucchero.  Una spremuta ci sarebbe stata bene ma avrete notato che pur essendo di stagione gli agrumi non compaiono molto nella mia dieta, questo purtroppo perchè in qualsiesi forma io li mangi, abbinati ad altro o da soli, mi uccidono letteralmente lo stomaco, quindi cerco di evitare. 

#Day6

#Day6

A pranzo ci siamo tenuti leggeri in vista della cena fuori quindi vellutata di carciofi e patate (fatta con gli avanzi surgelati delle foglie esterne e dei gambi dell’insalata di lunedì: gran furbata ve lo dico) e burger di pollo amorevolmente macinati e composti sotto i miei occhi da uno dei miei due macellai di fiducia. 

Niente spuntini veri e propri ma mi sono mangiata un paio di kiwi volanti per completare la seconda razione di frutta.

#Day6

#Day6

A cena siamo invitati fuori da amici, ma previdentemente mi sono informata (e confrontata) sul menù con la nostra ospite quindi vado tranquilla. Lei è diventata una cuoca super healthy e ormai so fare di tutto, ma mi sono comunque offerta di portare come stuzzichini un hummus al guacamole con un mucchio di verdure crude e craker di avena da intingere, poi sul menù abbiamo verdure ripiene di riso integrale e mi pare di aver capito pollo alle mele/prugne e latte di cocco.  Come dolce porterò io una bella torta di carote e mandorle (senza burro, senza farina, senza lievito!). 

Quindi oggi abbiamo fatto un vero e proprio en plein #5aDay #5aDayChallenge #Day6

3,5 di verdure: vellutata di carciofi + verdure crude miste + peperoni + carote nella torta 

2 di frutta: mirtilli – kiwi

2 jolly: guacamole hummus + mandorle nella torta 

7,5 totale! E pure con un pasto sgarro di mezzo! Come vedete è semplicissimo mangiare frutta e verdura anche quando si è invitati a cena, basta avere amici intelligenti e offrirsi di portare qualche stuzzichino alternativo! 

Voi invece cosa prevedete di mangiare stasera? 

La ricetta dei pancake è questa, ma io ho fatto mezza dose.

La torta di carote è quella dell’araba felice, io ho però usato olio evo, zucchero di canna (perchè avevo finito quello normale) diminuito di dose, a 110 gr.

MANGIO.quindi.SONO