Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Preparatevi, perchè questa ricetta sarà la ricetta jolly delle feste con gli amici per i prossimi anni: il gravlax di salmone, ossia il salmone marinato a secco, senza fumo, fatto in casa, con l’aggiunta della barbabietola! Che cos’è il gravlax? Il gravlax è la risposta svedese al nostro salmone affumicato, cioè un filetto di salmone che verrà messo a riposare sotto strati di aromi sale e zucchero, fino a perdere tutti i suoi succhi e diventare una sorta di affettato. Viene solitamente servito con crostini, capperi, panna acida, senape e chi più ne ha più ne metta.

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Ecco l’idea geniale però sta nell’aggiunta, alla marinatura a secco del gravlax, della barbabietola fresca! Geniale perchè regala un colorito a mio parere meraviglioso, quasi non sembra fatto con ingredienti sani e naturali! Ovviamente l’idea non è mia (ci mancherebbe), in rete gira da un po’, non so di chi sia originariamente ma mi sento di linkare due ricette di gravlax di due chef super conosciuti: questa di Jamie Oliver, che è quella da cui ho tratto ispirazione io, e questo video del celeberrimo Gordon Ramsay, utile se volete capire al volo il procedimento (in realtà banale). 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

 

Metto le mani avanti: molti (lo so) si metteranno le mani tra i capelli quando leggeranno le tempistiche della ricetta. Sì ci vuole una settimana. Ma è tutta scena! Solo riposo in freezer o frigorifero! Di lavoro effettivo ci saranno si e no 20 minuti e tutte operazioni semplicissime. In realtà gran parte del tempo è dovuto alla necessità di abbattere il salmone prima di marinarlo, per scongiurare il rischio di aniskasis. Cosa sia l’aniskasis ormai penso lo sappiano tutti (no? Qui i dettagli, in sostanza è un parassita intestinale piuttosto brutto che si annida in alcuni pesci se consumati crudi), è diventato piuttosto conosciuto perchè legato al consumo di sushi, ma purtroppo non si limita alla cucina giapponese: anche il crudo “all’italiana” può nascondere insidie. Ma sapete cos’è il bello della microbiologia? Se la conosci non ne hai paura. Il rischio di aniskasis diventa nullo (perchè le larve muoiono) se il pesce è sottoposto a cottura o se viene “abbattuto” ossia congelato a ALMENO -20° per ALMENO 24h. I ristoratori e le pescherie abbattono il pesce in speciali macchinari adatti, ma se non trovate nessuno che ve lo venda abbattuto, potete provvedere in casa congelandolo per ALMENO 96 ore. Questo se avete il freezer che funziona bene e la temperatura è costante e molto bassa (io l’ho tenuto per 5 giorni nel freezer impostato a -19°, tanto per). Se avete dubbi evitate. Se trovate il salmone già abbattuto invece vi basterà preparare la marinata, dimenticarlo in frigo per 24/48 e via avrete il vostro gravlax! 

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Gravlax di salmone alla barbabietola

Il vantaggio del salmone marinato a secco rispetto a quello affumicato è che risulta una preparazione più salubre perchè, come molti sanno, l’affumicatura non è esattamente il metodo più sano di preparare un ingrediente, dal momento che nel fumo (anche di legno) si producono alcune sostanze cancerogene, gli idrocarburi aromatici policilici. Inoltre per allungare la conservazione degli alimenti, a livello industriale vengono spesso aggiunti additivi come nitriti o nitrati anch’essi dannosi per la salute. Se siete degli amanti delle scamorza affumicata e dello speck vi rassicuro dicendo che oggi giorno la produzione di alimenti affumicati prevede dei metodi atti a ridurre al minimo la formazione di queste molecole, e in ogni caso tutto dipende dalla dose e dalla frequenza con cui consumate alimenti affumicati. Un tempo l’affumicatura svolgeva un ruolo fondamentale nella conservazione degli alimenti, insieme alla salatura, mentre ora è solo uno sfizio, una chicca per ottenere esaltare le qualità organolettiche di alcuni prodotti specifici. Insomma mangiamo affumicato perchè è buono non perchè altrimenti non sappiamo come conservare per l’inverno la renna che abbiamo appena cacciato (per fortuna). Il risultato da un punto di vista epidemiologico è una drastica riduzione del numero dei casi di tumori allo stomaco (a fronte ahimè invece di un aumento di quelli al colon, ma questa è un’altra storia e alla fine è anche per questo che noi ci mangiamo tutte le nostre belle verdure e fonti di calorie vegetali!). Questo non è per spaventarvi,  assolutamente, ma penso che una corretta informazione sia essenziale per decidere autonomamente riguardo la propria alimentazione: salmone affumicato sì (preferibilmente selvaggio) ma con parsimonia! Ecco quindi che il gravlax di salmone, che non prevede affumicatura, può essere una valida alternativa per gli amanti del genere come me! (E il salmone ottenuto potete usarlo in molteplici ricette che prevedono il salmone affumicato, come questa pasta)

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Gravlax di salmone alla barbabietola
Per "l'affumicatura"
  1. un filetto di salmone da mezzo chilo (vedi dettagli in note)
  2. una barbabietola di medie dimensioni o una e mezza se piccola
  3. 30 ml di gin
  4. un mazzetto di aneto
  5. qualche bacca di ginepro
  6. la scorza di un'arancia e di un limone naturali
  7. un pezzetto da due o tre cm di radice di kren o rafano (facoltativa)
  8. 50 gr di sale integrale marino (misto fino e grosso)
  9. 40 gr di zucchero muscovado
  10. Aggiunte a scelta: semi di finocchio, semi di coriandolo, dragoncello
Per servire
  1. Pane di segale
  2. yogurt greco o quark
  3. capperi
  4. cipolla rossa
  5. finocchio
  6. cetriolo
  7. ravanelli
  8. limone
  9. more
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Una settimana prima
  1. Date una sciacquata al salmone, asciugatelo e mettetelo in una busta di plastica a chiusura ermetica e lasciatelo in freezer almeno per 96 ore (controllate però che il vostro freezer funzioni correttamente!)
Tre giorni prima
  1. Scongelate poi il filetto di salmone per 12/24 in frigorifero
Due giorni prima
  1. Preparate la marinata grattuggiando la barbabietola e unendo i semi di ginepro tritati, il kren grattuggiato e le scorze, l'aneto tritato a coltello, il gin, il sale e lo zucchero
  2. Preparate una pirofila o qualcosa di simile di dimensioni adatte a contenere il salmone e foderatela di pellicola per alimenti spargete un sottile strato di marinata, appoggiatevi il salmone, poi ricopritelo uniformemente con il resto della marinata
  3. Chiudete il pacchettino ripiegando la pellicola sopra il filetto, appoggiatevi sopra un peso per schiacciarlo e rimettete in frigorifero per 36/48 ore
Al momento di servire
  1. Sciogliete il pacchetto di salmone e togliete la marinata, eventualmente date una sciacquata e asciugate con cura il filetto
  2. Iniziate ad affettarlo con un coltello affilato a partire dalla parte della testa (il lato più spesso) facendo delle fettine sottili e facendo scivolare il coltello sulla pelle per sollevarle
  3. Tostate il pane di segale, affettate e preparate tutti gli altri ingredienti
  4. Allestite un'insalata o un tagliere con i vari elementi e sorprendete i vostri ospiti
Notes
  1. Il filetto di salmone deve essere non troppo sottile (meglio la parte centrale del pesce o verso la testa, la parte della coda è troppo fibrosa) senza spine e con la pelle ancora attaccata, e deve essere disteso, cioè non devono essere tranci; la cosa migliore è farselo preparare dal pescivendolo
  2. Se trovate il salmone selvaggio ancora meglio!
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Biscotti zenzero e thaina

Biscotti allo zenzero e tahina

A Natale si fanno i biscotti. Non si transige. Non esiste dieta che tenga, non esiste intolleranza che possa intromettersi tra me e il forno. Possibilmente biscotti alla cannella o biscotti allo zenzero, perchè si sa, fanno subito Natale! Intendiamoci, faccio anche (e molto volentieri) biscotti di pasta frolla classica, o al cioccolato, insomma biscotti “normali”, ma ormai lo sapete, mi piacciono le sfide e trovare ricette più sane dei classici natalizi è ovviamente uno dei miei hobby preferiti (lo so, mi diverto con poco!).

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

Due anni fa avevo proposto questi biscotti, in versione clean e in versione “dirty” (con il cioccolato bianco che è uno dei miei dirty pleasure!), quest’anno invece ho voluto provare una ricetta di biscotti allo zenzero, anzi tre volte allo zenzero perchè contengono zenzero fresco, in polvere e essiccato. Mi sono ispirata, fortemente, a questa ricetta che avevo visto anni fa su un altro sito; l’originale è vegana ma io ho deciso di aggiungere un uovo per cui rimangono senza latticini perchè come fonte di grasso al posto del burro c’è… la tahina! Non l’avevo mai usata nei dolci e devo dire è stata una sorpresa! Ha dato un sapore e una consistenza davvero particolare a questi biscotti allo zenzero, penso farò altri esperimenti con la pasta di sesamo nel prossimo futuro.  La cosa bella? Sono senza glutine ma non si sente! Ho usato farina di grano saraceno come diceva la ricetta originale, ma penso potrebbe essere sostituita anche con altre farine o un mix. Come risultato ho ottenuto dei biscotti allo zenzero croccanti fuori e morbidi dentro (finalmente!

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

La melassa è indispensabile alla riuscita perchè è la caratteristica principale dei biscottini natalizi in stile pan pepato, non omettetela! La potete trovare facilmente (così come la tahina) nei negozi biologici, ma ormai anche in molti supermercati ben forniti. 

Non siete amanti dello zenzero? (Nemmeno io lo ero fino a poco tempo fa ma ehm a forza di qualche moscow mule mi sa che mi sono abituata!) Nessun problema, potete usare del cacao e della scorza di arancia nell’impasto e arancia candita come decorazione, oppure provateli alla cannella! Insomma usate la ricetta come base e sperimentate vari gusti e fatemi sapere! 

Biscotti allo zenzero e tahina
Serves 20
Ingredients
  1. 130 gr di farina di grano saraceno
  2. 1 uovo
  3. 30 gr di melassa di zucchero di canna
  4. 15 gr di zucchero di cocco
  5. 25 ml di sciroppo d'acero
  6. 55 gr di tahina (preferibilmente chiara)
  7. 30 gr di olio di cocco
  8. mezzo cucchiaino di lievito
  9. mezzo cucchiaino di bicarbonato
  10. un pizzico di sale
  11. una punta di cucchiaino di spezie per pumpkin pie (o mix di spezie per panpepato)
  12. uno o due cucchiaini di zenzero in polvere
  13. 2 o 3 cm di radice di zenzero fresca
  14. qualche pezzetto di zenzero disidratato (non candito possibilmente)
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Instructions
  1. Mescolate tutti gli ingredienti secchi ad eccezione dello zenzero candito
  2. Aggiungete tutti gli ingredienti umidi e mescolare con una spatola fino a ottenere un composto uniforme.
  3. Fate riposare in frigo per almeno 2 ore
  4. Accendete il forno a 180°
  5. Con un cucchiaino prelevate 18/20 gr di composto e rotolatelo tra le mani fino a formare una pallina, continuate fino a esaurimento dell'impasto
  6. Disponete le palline ben distanziate su una placca ricoperta di carta fa forno
  7. Guarnite ogni pallina con uno o due pezzettini di zenzero
  8. Infornate per 10/12 minuti (quando sfornate vi sembreranno indietro di cottura, è normale si induriscono mentre raffreddano)
  9. Servite
Notes
  1. Possono essere personalizzati per fare biscottini al cioccolato e arancia, cannella etc
  2. Conservate i biscotti per un paio di giorni in una scatola di latta
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Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Questi cinnamon roll possiamo considerarli una sorta di miracolo di Natale. La mia totale avversione per la panificazione penso sia nota ormai a tutti. Anzi, più che avversione, potremmo semplicemente dire incapacità.  Quando la gente mi parla di quanto sia bello fare il pane in casa con la pasta madre io roteo gli occhi al cielo. Intendiamoci, non è perchè pensi che il pane in casa non sia incredibilmente più buono e sano di quello comprato al supermercato, perchè lo penso, è che semplicemente per me… non ne vale la pena. Noi mangiamo davvero pochissimo pane, non lo compriamo praticamente mai, ad eccezione del pane di segale ogni tanto, per non parlare dei lievitati in genere, che in casa mia entrano davvero poco.  Questo significa che se mi dovessi occupare della pasta madre (che va continuamente rinfrescata, e va costantemente usata) mi ritroverei ad avere chili e chili di pane che non potremmo mangiarci. E nessuno a cui darlo. Mettersi a panificare per fare una pagnotta ogni due mesi significa metterci due anni prima di ottenere un risultato discreto.  Decisamente una curva di apprendimento troppo lunga.  A onor del vero però, c’è da dire che ho il vago sospetto che se avessi un’impastatrice (e non dovessi quindi impastare a mano NDR) la mia avversione per la panificazione subirebbe una significativa diminuzione… Ma non abbiamo per ora lo spazio per tenerla in casa quindi se anche dovessi convincere Babbo Natale a regalarmene una non riuscirei a farci granchè! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Però. Però ultimamente c’è stata un’inversione di rotta devo dire! Intendiamoci non mi metterò mai a sfornare pagnotte su pagnotte ma da quando ho scoperto la ricetta dei panini per hambuger (qui)  li ho rifatti con soddisfazione diverse volte e ci ho preso gusto. Mi sta addirittura venendo voglia di provare a fare la pizza in casa! Scandalo! 

Tutto questo per dire che ho fatto un lievitato. E’ venuto bene. Infatti ha nevicato il giorno dopo! Un mio sogno nascosto da anni era riuscire a fare i cinnamon bun in versione sana e dietetica. Cosa sono i cinnamon bun? Sono la versione anglosassone e natalizia di quella che da queste parti è la torta di rose; un impasto lievitato dolce, simile al pan brioche,  farcito di burro e zucchero (e cannella nel caso dei cinnamon bun), arrotolato e tagliato a rondelle. In USA viene servito con la classica glassa traboccante sopra.  E’ un dolce piuttosto consistente perchè contiene – tra impasto, ripieno e glassa – dosi di burro notevoli, e mi sono sempre chiesta se fosse possibile alleggerirlo. Mi sono imbattuta poi in questa ricetta e ho avuto la fulminazione: applesauce! Chiaramente! Ecco con cosa sostituire il burro per avere dei cinnamon roll light!  Si può fare! Per l’impasto però volevo usare l’uovo perchè non mi interessava di avere una ricetta vegana, quindi mi sono ispirata a quest’altra ricetta, il risultato è stato decisamente al di sopra delle aspettative! Nonostante la drastica riduzione di burro (e la mia incapacità a impastare) sono venuti soffici e leggeri, morbidissimi! La riduzione dello zucchero si sente, ma non è necessariamente un aspetto negativo: anzichè un dessert peccaminoso i cinnamon roll sono diventati una perfetta colazione sana, low sugar, con carboidrati integrali, dallo spirito natalizio ma dalle calorie contenute. Quindi a mio parere perfetta per iniziare queste giornate prenatalize entrando nel mood ma senza cedere alle lusinghe del buonissimo (ma impegnativo) panettone! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Per convincervi vi dico che questi cinnamon roll, paragonati a quelli di Starbucks hanno quasi la metà delle calorie! 250 contro contro 420! Senza contare che hanno la metà dei grassi (e senza dubbio più salutari!) e solo 4,7 gr di zuccheri (contro l’assurda cifra di 32gr in quelli originali!). Per di più a parità di proteine. Insomma per me s0no un epic win nutrizionale! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Non hanno la bellissima e golosissima glassa che siamo abituati a vedere, è vero. Trovare una ricetta di glassa senza zucchero (e possibilmente senza 2 etti di burro) è pressochè impossibile… anzi se avete link da suggerirmi sono ben accetti! Ne avevo trovata una vegan, gluten free e “LOW SUGAR”, o almeno così reclamava il titolo ma ehi, poi negli ingredienti c’erano 2 tazze di zucchero a velo. Proprio low sugar, sì sì.  Ho fatto un tentativo inventandomi una ricetta utilizzando lo xilitolo ma necessita dei miglioramenti, quindi per quella dovrete aimè aspettare! Intanto godetevi questi cinnamon roll e magari preparateli per le prossime colazioni! 

Se non capite come usare il filo interdentale per tagliare le fette (è più facile farlo che spiegarlo!) andate a guardare questo video

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa
Serves 9
Per l'impasto
  1. 170 ml di latte di mandorle senza zucchero fatto scaldare
  2. 5 gr di malto d'orzo in polvere
  3. 5 gr di lievito di birra istantaneo
  4. 160 gr di farina integrale (per me Almaverde Bio)
  5. 140 gr di farina di farro (per me Molino Rossetto)
  6. 140 gr di farina di forza W300 (per me Molino Rossetto)
  7. 1 uovo grande
  8. 20 gr di zucchero di cocco
  9. 10 gr di olio di cocco
  10. 1 gr di sale marino integrale
  11. 45 gr di applesauce
  12. 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  13. la scorza di mezza arancia grattuggiata
Per il ripieno
  1. 130 gr di applesauce
  2. 30 gr di zucchero di cocco
  3. 30 gr di olio di cocco liquido
  4. due cucchiaini di cannella rasi
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Instructions
  1. Setacciate le farine insieme al sale
  2. Sciogliete nel latte intiepidito il malto e il lievito
  3. Aggiungete l'uovo, lo zucchero, l'olio, la vaniglia e l'applesauce e sbattete con una forchetta
  4. Versate il composto sopra le farine poco a poco incominciando a impastare con un cucchiaio
  5. Regolate eventualmente di liquidi o di farina e incominciate a impastare come il pane o la pizza per almeno 10 minuti, fino a ottenere un impasto liscio e morbido
  6. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa un'ora e mezza o fino al raddoppio
  7. Nel frattempo preparate il ripieno mescolando tutti gli ingredienti
  8. Riprendete l'impasto e stendetelo con un mattarello in un rettangolo alto circa mezzo cm utilizzando un foglio di carta da forno come base e uno sopra eventualmente per aiutarvi se l'impasto dovesse essere troppo appiccicoso
  9. Spalmate il ripieno sull'impasto nella maniera più uniforme possibile, poi arrotolate con cautela a partire dal lato più lungo aiutandovi con la carta da forno
  10. Utilizzando un pezzo di filo interdentale pulito e non aromatizzato tagliate il rotolo in 9 fette: fate passare il filo interdentale sotto il rotolo e poi stringete incrociando i due lati di filo sopra il rotolo (link al video esplicativo nel testo sopra)
  11. Spennellate di burro di cocco (o utilizzate uno spray antiaderente) una teglia di vetro o ceramica e adagiatevi sopra le fette di rotolo, avendo cura di posizionare le due estremità con il taglio rivolto verso l'alto.
  12. Lasciate lievitare una seconda volta coperto da un canovaccio per circa 30/40 min in un luogo caldo
  13. Nel frattempo preriscaldate il forno a 180°
  14. Spennellate i roll con del latte e infornate per 20 min o fino a doratura
  15. Servite tiepidi
Notes
  1. Se avete l'impastatrice (vi odio e vi invidio molto) potete mettere tutti gli ingredienti liquidi nello stesso ordine in cui li ho descritti nella macchina e poi aggiungere la farina direttamente.
  2. Se la stanza in cui lavorate è molto fredda potreste avere dei problemi con la lievitazione, in quel caso provate a mettere l'impasto vicino a un calorifero
  3. Con queste dosi vengono leggermente dolcini, ma se avete un gusto del dolce molto forte dovrete aumentare lo zucchero
  4. Se dovessero avanzare conservateli in un contenitore ermetico fino a qualche giorno, se prima di mangiarli li riscaldate in forno saranno ancora perfetti!
Calories
250 cal
Fat
7 g
Protein
8 g
Carbs
40 g
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Cinnamon roll senza sensi di colpa

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pere e ricotta affumicata

E’ passato un bel po’ di tempo dall’ultimo post! Siamo stati in Luna di Miele, a Bali e in Thailandia ed è stato un viaggio… impegnativo! Avevo una mezzo idea di programmare dei post da far pubblicare qui sul blog in mia assenza, ma è andata diversamente. Per farmi perdonare però vi ho preparato questa insalata di cavoletti di Bruxelles, che potremmo considerare un jolly per questo inverno che sta per iniziare.

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

I cavoletti di Bruxelles sono una verdura rinomatamente “antipatica”, antipatica perchè a un sacco di persone piacciono poco, forse per il gusto deciso, o per la forma un po’ strana… Decisamente non rientro nel gruppo! Adoro questi piccoli alberelli tondi e sodi (come tutte le crucifere per altro, l’ho già detto che amo l’inverno??) tant’è che per caso questa insalata di cavoletti di Bruxelles è ben la seconda ricetta di seguito che li contiene (qui trovate la mia pasta ai 5 cavoli). Trovo che siano una verdura estremamente saziante, versatile, facile da cucinare e perfetta per i contorni delle feste. Non a caso era uno dei contorni scelti per la mia proposta di cena di Natale nel lontano 2013 per Estetica e Donna (qui la ricetta, e qui il resto della cena) 

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Questa è una di quelle ricette che provi perchè gli ingredienti ti ispirano, però ti sembra un po’ banale e tristolina, e invece appena assaggi la combinazione di sapori… ti innamori! Non scherzo, nella sua semplicità i vari aromi si bilanciano perfettamente: il sapido della ricotta controbilancia il dolce della pera, e il croccante delle noci pecan si sposa divinamente con i cavoletti, provare per credere! 

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Dicevamo che questa insalata di cavoletti di Bruxelles con pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata è un jolly perchè potete prepararla come contorno a un secondo principesco per Natale o per la cena del Veglione (ad esempio i miei suoceri a Natale fanno spesso l’anatra all’arancia… non vedrei male un’insalata di cavoletti di Bruxelles abbinata!) ma funge anche da delizioso e sano pasto infrasettimanale, magari con patate arrostite o pane fresco integrale a completare i macronutrienti! Ma se devo essere onesta la vedrei bene anche come schiscetta dentro due fette di pane! 

 

Insalata di cavoletti di Bruxelles
Serves 4
Ingredients
  1. 600 gr di cavoletti di Bruxelles
  2. 1 pera soda (tipo Decana o simile)
  3. 100/150 gr di ricotta di capra salata affumicata
  4. 60 gr di noci pecan
Per il condimento
  1. 2 cucchiai d'olio evo
  2. 1 cucchiaio di senape di digione
  3. 2 cucchiai di miele
  4. timo essiccato o fresco
  5. sale e pepe macinati freschi
  6. il succo di mezzo limone
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Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 200°
  2. Miscelate gli ingredienti per formare la salsa, emulsionando bene.
  3. Pulite i cavoletti di Bruxelles e tagliateli longitudinalmente a fette non troppo sottili, cuoceteli a vapore (nel cestello, nell'apparecchio apposito o nel microonde) per 4 o 5 min, in modo che risultino ancora croccanti
  4. Disponete i cavoletti su una teglia ricoperta da carta da forno, aggiungete le noci tritate grossolanamente e condite con metà del condimento
  5. Infornate per 10 min o finchè non risultano croccanti
  6. Nel frattempo tagliate e fattine le pere, spennellatele con il condimento e grigliatele su una teglia antiaderente.
  7. Affettate la ricotta a fette sottili o grattuggiatela
  8. Unite i vari ingredienti e servite caldo o tiepido
Notes
  1. Se siete di fretta saltate il passaggio della grigliatura della pera: sapori e consistenze cambiano ma verrà ugualmente deliziosa!
  2. Se non trovate le noci pecan utilizzate noci normali o nocciole piemontesi
  3. Io la ricotta di capra affumicata la trovo dal mio spacciatore abituale di formaggi che usa il latte delle sue capre, al mercato contadino, se non la trovate potete usare una ricotta vaccina salata e affumicata o non affumicata o una scamorza
  4. Adeguate il sale nel condimento alla sapidità del vostro formaggio
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Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo (anzi 5!)

Spaghetti col cavolo alla quinta: con cavolo nero, cavolfiore, broccoli, cavolo viola e cavoletti di bruxelles! 

Per chi ama le crucifere! Senza latticini e con opzione vegana! 


La questione cavolo in questa casa è sempre una questione complessa. Da una parte ci sono io, che vivrei di broccoli (una delle pochissime verdure che mi piace anche al vapore scondita!) cavolfiore (tipo una pizza di cavolfiore come si fa a rifiutarla?) e cavoletti di Bruxelles. Dall’altra c’è il mio neomarito che li detesta in maniera feroce, anche il solo odore, anzi è una specie di cane da tartufo per i broccoli: l’altro giorno ha fiutato un broccolo CRUDO in una busta di carta CHIUSA di cui mi ero dimenticata completamente.  Quindi, rispettando io le idiosincrasia di ognuno, mi mangio i broccoli quando lui non c’è! Come in questi spaghetti col cavolo! 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Questi spaghetti col cavolo nascono da questa ricetta, l’avevo salvata da tempo su pinterest ma quando mi ero decisa a provarla era ormai passata la stagione dei cavoli quindi… eccoci qui! Inizialmente non pensavo di metterla sul blog, perchè insomma sono banali spaghetti col cavolo, quasi quasi degli spaghetti del cavolo! Poi però il suddetto hater delle brassinacee ha detto che la foto era così bella e invitante che gli faceva gola nonostante sapesse il malefico contenuto del condimento, quindi ho detto, perchè no? 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Quindi questi spaghetti col cavolo sono una ricetta basica, semplice, veloce, ma veramente deliziosa e saziante. Io ho aggiunto le lenticchie verdi (altra cosa che adoro) in modo da avere un piatto completo e bilanciato: vi ricordo in fatti che da un punto di vista del profilo amminocidico (cioè il tipo di “mattoni” delle proteine contenuto nell’alimento) i legumi sono carenti di amminoacidi solforati (metionina e cisteina) di cui invece sono ricchi i cereali, e questi ultimi sono invece privi di triptofano e lisina, presenti nei legumi. Quindi, come spesso si consiglia, associare cereali e legumi nello stesso pasto garantisce un apporto di proteine completo dal punto di vista della qualità. Attenzione però alla quantità: per ottenere una quota proteica ragionevole di proteine da legumi e cereali, si assume una discreta quantità di carboidrati (eh sì, i legumi hanno più carboidrati che proteine!) quindi valutate bene nel resto della giornata come giocarvi gli altri pasti in maniera tale da andare incontro alle vostre esigenze! 

Ma bando alle ciancie: ecco la ricetta! Non eliminate il limone che da davvero quel tocco in più! 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo (anzi 5!)
Serves 4
Ingredients
  1. 200 gr cavolfiore bianco o colorato
  2. 200 gr broccoli verdi
  3. 150 gr cavolo cappuccio viola
  4. 150 gr cavolo nero
  5. 200 gr cavoletti di bruxelles
  6. 200 gr di lenticchie verdi
  7. 350 gr di spaghetti agli spinaci
  8. 4 o 5 acciughe (opzionali)
  9. uno spicchio d'aglio schiacciato
  10. un cipollotto di Tropea
  11. olio evo
  12. un paio di peperoncini freschi non troppo piccanti
  13. la scorza di un limone tagliata a julienne o raspata
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Instructions
  1. Fate semplicemente stufare tutti i vari cavoli in un tegame con poco brodo vegetale fino a che non siano teneri ma non del tutto cotti
  2. Fate bollire le lenticchie in acqua leggermente salata per circa 20 min o finchè non siano cotte ma al dente
  3. Riscaldate poco olio evo in una padella antiaderente con il peperoncino, il cipollotto tagliato fine, l'aglio e le acciughe
  4. Una volta imbiondito aggiungete le lenticchi e i cinque cavoli e fate insaporire finendo la cottura, aggiungendo poco a acqua se necessario
  5. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e buttatela nella padella a saltare
  6. Servite caldo con la scorza di limone.
Notes
  1. Qualità e quantità dei cavoli è discrezionale! Sbizzarritevi con cavolo riccio, cavolo cappuccio, verza, quello che trovate e volete voi!
  2. Chiaramente il tag vegano si riferisce all'opzione senza acciughe
  3. Se volete ci starebbe bene anche qualche pinolo tostato
  4. Se volete un gusto più deciso di limone potete spremere sopra al piatto di pasta un po' di succo di limone!
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Zuppa di zucca Thai Style

Zuppa di zucca Thai stye

Una zuppa di zucca (anzi vellutata) dal sapore thai: con cocco e curry! 

Un primo piatto adatto a tutti: paleo, vegan, celiaci! 


Ormai le zuppe o vellutate di zucca imperversano un po’ dapperttutto, d’altra parte è la settimana dell’anno in cui immagino i motori di ricerca registrino i record nelle ricerche correlate alla zucca! A Mangio Quindi Sono mancava ancora all’appello una zuppa di zucca, nonostante questa ricetta faccia un po’ parte della lista dei piatti che ogni tanto ripropongo in casa, quindi ho pensato fosse l’occasione appropriata per condividerla! Ricorda un po’ come concetto la zuppa di fagioli neri e patate dolci che potete trovare qui 

Ricetta uber semplice, richiede pochi ingredienti e poca attenzione nella preparazione, le dosi che ho messo sono spannometriche potete tranquillamente modificarle senza che la riuscita della ricetta ne risenta. Ci sono due ingredienti “ostici” ossia il latte di cocco e la pasta di curry, ma ormai si trovano ovunque, io li ho presi in un supermercato normalissimo nella sezione etnica, ma potete trovarli a prezzo inferiore in qualsiasi minimarket asiatico delle grandi città.

Zuppa di zucca Thai Style

Zuppa di zucca Thai Style

Intendiamoci, non ho inventato niente! Pinterest è pieno di vellutate di zucca piccantine in stile asiatico, ma ho pensato che magari qualcuno non la conoscesse ancora! E’ una ricetta perfetta per i giorni log carb high fat per chi segue una dieta ciclizzata, con l’aggiunta di una fonte proteica e un’insalata come secondo magari, ma con qualche crostino può diventare un pasto completo per chiunque!  Anche perchè è senza latticini, senza glutine e vegana quindi davvero potete servirla a qualsiasi ospite! 

Gli anacardi caramellati come topping sono veramente il tocco che fa la differenza, anche se, quando ho visto il “bacon” di mandorle di Naturalmente buono, me ne sono innamorata e la prossima volta la proverò sicuramente con quello! 

Zuppa di zucca Thai Style

Zuppa di zucca Thai Style

 

Zuppa di zucca thai style
Serves 2
Ingredients
  1. 600 gr circa di zucca ancora con la buccia
  2. 1 cipolla rossa
  3. un cucchiaio di pasta di curry giallo o rosso (regolate la dose in base al vostro gusto piccante)
  4. 2 foglie di keffir lime (omettibile)
  5. 1 lattina di latte di cocco full fat
  6. Brodo vegetale
  7. una manciata di anacardi
  8. un cucchiaio di zucchero di cocco
  9. un lime
  10. paprika affumicata
  11. sale e pepe
  12. coriandolo e peperoncino per decorare
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Instructions
  1. Pulite e lavate la buccia della zucca e tagliatela a fette grossolane togliendo i semi
  2. Disponetela su una teglia da forno e cospargetela di paprika e sale
  3. Infornatela a 180° per 40 min o finchè non risulta tenera
  4. Nel frattempo in un tegame mettete un cucchiaio bello pieno della parte solida del latte di cocco (quella che rimane nella parte superiore della lattina) il keffir lime e il curry e iniziate a scaldare
  5. Quando inizia a sciogliersi e sfrigolare aggiungete la ciupolla rossa tagliata a fettine sottilissime
  6. Fate rosolare a fuoco medio fino a portare a cottura la cipolla.
  7. Una volta cotta la zucca togliete la polpa con un cucchiaio e aggiungetela alla padella con la cipolla, fate insaporirel aggiungete due tazze di brodo vegetale e 120 ml di latte di cocco (la parte liquida) e spegnete il fuoco.
  8. Frullate il tutto fino a ottenere una crema liscia, spremetevi poi dentro mezzo lime.
  9. Scaldate un padellino antiaderente e aggiungete gli anacardi conditi con la paprika, un filo d'olio e lo zucchero di cocco
  10. Fate caramellare il tutto (ci vorranno pochi minuti) e spegnete.
  11. Impiattate la zuppa e decorate con coriandolo, peperoncino a fettine e gli anacardi caramellati, quindi servite ben caldo
Notes
  1. Ho comprato nel tempo diverse marche di latte di cocco, e ogni volta mi trovavo con consistenza diverse: in alcuni casi (come quello descritto) una volta aperta la lattina c'è una parte superiore più ricca, densa e grassa, e sotto la parte liquida, in altre occasioni invece è tutto uniformemente liquido, regolatevi voi in base a come trovate il latte di cocco, nel caso potete usare un cucchiaio di burro di cocco per soffriggere inizialmente, al posto della parte solida del latte.
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Miso Ramen col trucco!

Miso Ramen col trucco!

Miso ramen: il trucco per gustarsi il comfort food giapponese in casa propria


DISCLAIMER: Questo ramen è una ricetta LUNGA e con TANTI ingredienti. Non è difficile, anzi, il procedimento è a prova di stupido, vi servirà però tanta pazienza per trovare tutti gli ingredienti e dosarli. Ma ne varrà la pena.

Nel caso non si fosse notato, adoro la cucina orientale. Ma si era notato sicuramente visto che tra le mie ricette in versione sana o alleggerita troviamo i gyoza, i sushirrito, la poke bowl,  i soba  e addirittura il tataki di manzo! Mancava all’appello il ramen, che abbiamo assaggiato per la prima volta in un posticino minuscolo a New York City (un giorno mi sa che ne parlerò meglio qui sul blog!) e ci è subito entrato nel cuore. Ora, il ramen, al contrario della poke bowl, è una di quei piatti lunghi da preparare, complessi, ricchi di ingredienti, è un po’ come farsi i cappelletti in casa insomma, ogni famiglia ha la sua ricetta, il brodo fatto in un certo modo etc.

Quindi se vivessimo a Milano o a NYC appunto, sinceramente niente mi renderebbe più entusiasta di uscire una sera a mangiarmi una ciotola bollente e saporita di ramen sapientemente preparato da un giapponese. Ma  viviamo nella pianura padana, dove la salsa di soia è già considerata qualcosa di troppo esotico, quindi di posti che preparano il ramen non c’è manco il sentore. Quindi prepararselo a casa è l’unica opzione per poterselo godere, solo che appunto la ricetta originale è veramente complessa quindi finora non mi ero mai cimentata (cucinare e cuocere un brodo per 48 non rientra esattamente nella lista di cose che preferisco fare il venerdì sera). Poi (per caso) ho trovato questa ricetta. Rivelazione. Il trucco per fare un brodo di ramen denso e ricco SENZA metterci due giorni. Dovevo provarci!

Io ho semplificato ulteriormente la ricetta del link perchè banalmente alcuni ingredienti non sapevo nemmeno cosa fossero e come si traducessero in italiano figurati dove trovarli. Ho anche omesso la sezione dell’olio piccante perchè non volevo aggiungere olio fritto al mio pranzo, ecco tutto. NON omettete invece l’ovettino marinato che è veramente una di quelle libidini purissime che vorrete mangiare più spesso possibile! 

Sembra difficile tutto quanto ma in realtà sono solo TANTI ingredienti, vanno solo frullati e cotti, ce la potete fare! Poi la cosa geniale è che il condimento al miso,  può essere fatto in abbondanza, conservato in frigo, e poi avete fatto metà del lavoro per ottenere un ottimo ramen le successive volte, in meno di mezzora! Potrebbe essere possibile anche congelarlo ma io non ho provato, se lo fate avvisatemi! 

Miso Ramen col trucco!

Miso Ramen col trucco!

Ma quindi qual’è il trucco per il brodo del ramen? Il latte di soia. Ebbene sì. Un ingrediente insostituibile (no, non potete usare un altro latte vegetale, nè quello vaccino, se non potete berlo non potete fare questa ricetta), apparentemente insensato, ma che fa la differenza! 

L’unico problema che mi sono posta è stato il dashi. Il dashi è la base per il brodo in giappone, diciamo una sorta di brodo granulare qui da noi, o meglio il dashi è anche fatto in casa secondo metodo tradizionale giapponese (come il nostro brodo appunto) ma qui lo si trova solo in disgustose bustine liofilizzate piene di non si sa bene cosa. Io eviterei. Per ovviare al problema ho pensato di andare a capire quali fossero gli ingredienti del brodo dashi tradizionale: alga kombu, funghi shitake e katsuobushi. Ora, la kombu e gli shitake si trovano abbastanza facilmente ma il katsuo – una particolare specie di tonno di piccole dimensioni, essiccato e grattuggiato in fiocchi che prendono il nome di katsobushi – non l’ho mai visto da nessuna parte. Poi però mi è venuto in mente che anche noi italiani abbiamo una cosa piuttosto simile, sapida, marina, vagamente affumicata, grattuggiata da una parte di pesce essiccato: la bottarga! Ok, decisamente anticonvenzionale, mi rendo conto che qualche giapponese sta piangendo nel sapere che ho usato la bottarga nel ramen, ma ehi… efficace! Quindi al posto del dashi ho aggiunto bottarga, alghe e funghi! 

Io ho usato questi topping che vedete in foto e in ricetta, ma nulla vi vieta, a partire dallo stesso brodo, di cambiare topping e ingredienti!

Opzione per vegetariani: omettete la bottarga, usate brodo vegetale, sostituite il maiale con del tofu compatto sbriciolato e avrete il vostro ramen vegetariano! 

 

Condimento al miso
Serves 1
Prep Time
10 min
Cook Time
5 min
Total Time
15 min
Prep Time
10 min
Cook Time
5 min
Total Time
15 min
Ingredients
  1. 120 gr di miso di riso (o di soia) in pasta, io ne ho usato uno biologico
  2. 30 gr di salsa sriracha o 15 gr di pasta di peperoncino
  3. 2 spicchi d'aglio
  4. 20 gr di radice di zenzero fresca spellata
  5. 1/2 cipolla rossa
  6. 40 ml di mirin
  7. 20 gr di pasta di soia (o 50 ml di salsa di soia low sodium)
  8. 1 cucchiaio di olio
  9. 4 funghi shitake
  10. 1 cucchiaio di bottarga di muggine
  11. 20 gr di tahine
  12. 10/15 gr di alga wakame o kombu essiccata
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Instructions
  1. Ammollate i funghi e l'alga in acqua bollente per 5 min
  2. Unite tutti gli ingredienti in un mixer potente e frullate fino a ottenere una pasta uniforme
  3. Cuocete la pasta ottenuta per 5 min in un tegamino
  4. Lasciate raffreddare e mettete in un vasetto a chiusura ermetica
  5. Conservate in frigorifero
Notes
  1. Miso, sriracha, pasta di soia, shitake, tahine e alghe essiccate si trovano ormai facilmente nei negozi etnici ben forniti. Io in particolare ho comprato tutto al Kathay shop, tranne il miso biologico che avevo preso alla Conad.
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Uova marinate nella soia
Ingredients
  1. 4 uova codice 0 dimensione L
  2. 4 cucchiai d'acqua
  3. 1 cucchiaino di zucchero integrale
  4. 1 cucchiaio di aceto di riso
  5. 1 cucchiaio di mirin
  6. mezza tazza di salsa di soia low sodium
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Instructions
  1. Portate a bollore un tegamino pieno d'acqua sufficientemente largo
  2. Abbassate la fiamma e immergete le uova con attenzione e cautela
  3. Settate il timer su 6 minuti e 30 secondi
  4. Nel frattempo unite gli ingredienti della marinata e scaltateli leggermente per far sciogliere lo zucchero.
  5. Cotte le uova immergetele in una bacinella con acqua fredda e ghiaccio, aspettate siano sufficientemente fredde e sbucciatele dal guscio
  6. Immergetele nella marinata e lasciatele riposare per circa 4 ore girandole di tanto in tanto.
Notes
  1. Io uso un contenitore ermetico per alimenti per marinarle con facilità ma anche un recipiente diverso funziona bene
  2. Possono essere preparate in anticipo e conservate per un paio di giorni in frido, fuori dalla marinata ma in un contenitore ermetico
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Miso Ramen
Serves 2
Prep Time
10 min
Cook Time
20 min
Prep Time
10 min
Cook Time
20 min
Ingredients
  1. 200 gr di macinato magro di maiale
  2. 1 scalogno
  3. 1 cucchiaio di olio
  4. qualche fettina di zucca tagliata sottile e con ancora la buccia
  5. 2 bok choy (o coste o spinacini)
  6. 10 gr di alga wakame o kombu
  7. 2 o 3 funghi shitake
  8. 450 ml di brodo di manzo o pollo
  9. 200 ml di latte di soia non zuccherato
  10. 3 cucchiai pieni di condimento al miso
  11. 2 uova marinate nella soia
  12. 120 gr di noodle per ramen o soba
  13. un cipollotto tagliato fine
  14. mezzo peperoncino tagliato sottilissimo (facoltativo)
  15. semi di sesamo per decorare
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Instructions
  1. Accendete il forno a 200° con grill
  2. Ammollate i funghi e l'alga in acqua bollente per 5 minuti
  3. In un tegame riscaldate l'olio con lo scalogno tritato, fate poi rosolare il maiale macinato
  4. Aggiungete un cucchiaio di condimento al miso e lasciate insaporire
  5. Aggiungete il brodo, il latte di soia, i funghi e l'alga, portate a bollore e abbassate il fuoco cuocendo per altri 5 min
  6. Aggiungete il resto del condimento di miso setacciandolo in un setaccio non eccessivamente fine (gran parte della pasta rimarrà nel setaccio, insistete con una spatola e poi buttate via il residuo)
  7. Disponete le fettine di zucca su una placca foderata con carta da forno, aggiungete sale e pepe, un filo d'olio e infornate per 10 min finchè non risulta croccante, girando a metà cottura
  8. Portate a bollore un tegame d'acqua.
  9. Scottate i bok choy per 30 secondi nell'acqua bollente poi trasferiteli in una ciotola con acqua e ghiaccio per fermare la cottura.
  10. Cuocete i noodle nell'acqua bollente seguendo i tempi di cottura sulla confezione
  11. Mettete un mestolo di brodo sul fondo della ciotola, poi disponetevi sopra i noodle e il maiale prelevato dal brodo con un mestolo forato.
  12. Aggiungete un'altra mestolata abbondante di brodo
  13. Completate le uova tagliate, il cipollotto, il bok choy, la zucca e il peperoncino
  14. Cospargete di semi di sesamo e gustate bollente servendo il ramen con bacchette e cucchiaio
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Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Volevo fare dei veggie burger da un sacco. Penso fossero nella mia lista di ricette da provare da almeno due anni!  O meglio, i burger vegetariani, cioè la polpetta fatta di verdure e legumi per capirci, li ho fatti già diverse volte, rientrano ampiamente nelle ricette super collaudate in casa, spesso ne ho una scorta in freezer. Però volevo fare dei veggie burger completamente “from scratch” cioè facendo anche il panino io e, come ormai tutti sanno, non sono ehm molto brava a panificare. Il fatto di non avere poi un’impastatrice e dover impastare a mano diciamo che non facilita. Ma finalmente mi sono decisa e sono venuti fuori questi veggie burger di lenticchie! 

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Tutto è merito anche della mia amica Ilenia  – che , al contrario di me, in quanto a panificazione è una pro! – che qualche tempo fa mi ha suggerito questa ricetta di bun per burger, della mitica Paoletta. Avevo ospiti a cena e volevo fare una burger night quindi mi sono gettata: pane fatto in casa, buger (questa volta erano di manzo del mio macellaio) fatti da me, salse homemade e tanti ingredienti vari in modo che ognuno potesse assemblarsi il proprio burger: beh è stato un successone! E dopo questa prova, mi sono un po’ tranquillizzata riguardo la possibilità di farsi i burger bun in casa, non è così infattibile come avevo il timore fosse, insomma ok ci si mette un po’ ma niente di drammatico! Vengono morbidissimi e perfetti per i burger, fidatevi!

Il tempo di provare i veggie burger era decisamente arrivato!

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Quindi ecco qui una ricetta completamente fatta in casa, dal pane alla salsa! Come toppings ho scelto l’avocado (ovviamente)  l’uovo con il tuorlo morbido che ha sempre un suo perchè, e delle meravigliose cipolle rosse sottaceto fatte in pochi minuti grazie alla ricetta della mia amica Marta che trovate qui, andate a sbirciare nel suo blog super veg! 

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Ok io lo so che molti quando leggeranno quanto è lunga la ricetta di questi veggie burger si prenderanno malissimo: non disperate! E’ vero è lunga ma tutto può essere fatto in anticipo in dosi multiple (ecco perchè le dosi sono per 8 burger) e congelato o conservato in frigo! Lavorate una volta sola e avrete veggie burger pronti da assemblare per altre due! Il pane è più buono se consumato il giorno stesso ma si può congelare! Idem per i burger, congelabili sia da cotti che da crudi. Le cipolle si possono preparare la sera prima, ci vogliono pochi minuti e poi devono solo riposare, poi le potete conservare in frigo fino a una settimana. Stessa cosa per la salsa!

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

 

Alcune precisazioni riguardo i panini: per fare le “pieghe” la spiegazione scritta mi rendo conto sia incomprensibile quindi andate direttamente a vedere qui come si fa.  Per formare i panini, sotto suggerimnento di Ilenia, ho usato una tecnica simile a questa (simile nel senso che ho tentato di fare del mio meglio e in qualche modo è venuto fuori un discreto panino!)

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

 

Bando alle ciance ecco la ricetta dei veggie burger

Panini per hamburger semintegrali allo zafferano
Serves 8
Ingredients
  1. 250 gr di farina manitoba
  2. 250 gr di farina 00 integrale (per me molino rossetto)
  3. 300 ml di latte intero tiepido
  4. 8 gr di lievito di birra fresco
  5. 5 gr di malto (o miele)
  6. 0,20 gr di zafferano di ottima qualità
  7. 30 gr di burro morbido ma non sciolto
  8. 20 gr di zucchero
  9. 10 gr di sale
Per decorare
  1. 1 uovo sbattuto allungato con un cucchiaio o due di latte
  2. semi di zucca
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Instructions
  1. Setacciate insieme le due farine
  2. Fate intiepidire il latte e scioglieteci dentro il lievito insieme al malto e lasciate riposare per 10 minuti
  3. Versate poi il latte piano piano sulle farine mescolando e facendo assorbire tutto il liquido
  4. Aggiungete zucchero, sale e burro e impastate (a mano o con l'impastatrice) per almeno 15 min
  5. Quando il composto è bello liscio formate una palla e lasciatela lievitare in una ciotola coperta da un panno umido per un'ora e mezza o fino al raddoppio.
  6. Sgonfiate l'impasto e fate le pieghe: appiattite leggermente l'impasto fino a ottenere una "lastra" lunga tre volte la sua larghezza, infarinate leggermente, poi piegate "a libro" cioè in terzi prima una metà sul centro e poi l'altra metà.
  7. Girate di 90% limpasto e fate la medesima operazione nell'altro senso (vedi testo sopra per ulteriori info)
  8. Lasciate riposare per 20 min
  9. Dividete poi l'impasto in 8 parti e formate dei panini (vedi testo sopra per ulteriori info)
  10. Disponete i panini su una placca con carta da forno e lasciate lievitare per 1 h
  11. Spennellate di uovo sbattutto e cospargete di semi di zucca
  12. Infornate in forno preriscaldarto a 190° per circa 30 min o comunque fino a doratura
Notes
  1. Io preferisco spennellare e aggiungere i vari semi DOPO la lievitazione e preferisco usare uovo perchè con il latte i semi si staccano facilmente
  2. I panini sono congelabili
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Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di Lenticchie e Funghi
Serves 8
Ingredients
  1. Per i burger
  2. 300 gr di lenticchie di castellucchio o simili
  3. 400 gr di funghi champignon o prataioli o portobello
  4. 25 gr di funnghi porcini secchi
  5. 1 cucchiaino di senape in grani
  6. un rametto di timo fresco
  7. 1 foglia di alloro
  8. 1 grossa carota (o due piccole)
  9. 1 gambo di sedano
  10. 2 scalogni
  11. 1 cucchiaino di cumino
  12. 1 cucchiaino di paprika affumicata
  13. brodo vegetale
  14. sale e pepe
  15. 1 cucchiaio di senape in crema
  16. un pizzico di noce moscata
  17. 60 gr di noci (anche pecan)
  18. 2 albumi
Per la salsa honey mustard
  1. 3 cucchiaiate abbondanti di senape piccante senza zuccheri aggiunti
  2. 4 cucchiaini di miele fluido
Per le cipolle sottaceto
  1. 4 cipolle rosse non troppo grosse
  2. 1 bicchiere di aceto di mele
  3. 1 bicchiere di acqua
  4. 2 cucchiai di zucchero
  5. 1 cucchiaio di sale
  6. qualche bacca di ginepro
  7. qualche fogliolina di timo
Per il panino
  1. burger di lenticchie
  2. honey mustard
  3. cipolle in agrodolce
  4. avocado a fettine
  5. insalata a piacere
  6. uovo (facoltativo)
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Per i veggie burger
  1. In un tegame aggiungete un cucchiaio d'olio, un goccio d'acqua, la carota, il sedano e lo scalogno tritati non troppo finemente, l'alloro, il timo e la senape in grani
  2. Tagliate i funghi a pezzi grossolani e ammollate quelli secchi.
  3. Quando inizia a bollire e sfrigolare aggiungete le lenticchie sciacquate e fatele stufare per qualche minuto.
  4. Aggiungete brodo vegetale poco a poco, e dopo 15 min circa aggiungete i funghi freschi e secchi e fate cuocere altri 15 min regolando il brodo per ottenere delle lenticchie piuttosto asciutte.
  5. Regolate di sale e pepe
  6. Frullate 2/3 delle lenticchie in un mixer o tutte quante ma in modo tale da ottenere un composto disomogeneo e non troppo a purea
  7. Aggiungere i due albumi e le noci tritate grossolanamente, un cucchiaio di senape in crema, la noce moscata, il cumino e la paprika e formate 8 burger non troppo spessi
  8. Disponete i burger su una teglia ricoperta di carta forno e spennellateli di olio evo
  9. Infornate a 190/200° per circa 20 min, girandoli a metà cottura
Per la salsa
  1. Semplicemente mischiate assieme miele e senape
Per le cipolle
  1. Tagliate le cipolle a fettine molto sottili
  2. Mischiate gli altri ingredienti in un barattolo a chiusura ermetica fino allo sciogliersi di sale e zucchero
  3. Aggiungete le cipolle al barattolo, devono essere completamente coperte di liquido
  4. Lasciate riposare per almeno una notte.
Per assemblare i burger
  1. Tagliate a metà i panini e spalmateli di salsa, aggiungete l'insalata e un burger
  2. Aggiungete l'avocado a fettine e le cipolle sottaceto
  3. Cuocete un uovo all'occhio di bue in pentolino antiaderente lasciando il tuorlo ancora morbido
  4. Appoggiate l'uovo sul panino e chiudete
  5. Godetevi il tuorlo morbido sul burger di lenticchie!
Notes
  1. Penso si possa rendere vegana questa ricetta: usate latte vegetale e olio di cocco nei panini , omettete albume nei burger e uovo come topping, usate sciroppo d'acero al posto del miele nella salsa.
  2. Anche i burger possono essere surgelati, sia da cotti che da crudi.
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Veggie Burger di lenticchie e funghi

Veggie Burger di lenticchie e funghi

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Pancake alla ricotta facilissimi

Pancake alla ricotta facilissimi

Una ricetta per tutti, che riesce sempre: pancake alla ricotta easy peasy!

Qui nella versione high protein, ma facilmente modificabile, questi pancake sono super soffici e morbidi!


Capita spesso ultimamente che mi dicano che le mie ricette sono bellissime ma… difficili.  Il che mi stupisce sempre devo dire perchè ad eccezione di qualche ricetta (come la pizza di cavolfiore o i sushirritos) la maggior parte consiste nel frullare o tagliare e mettere in forno a cuocere! Poi indagando meglio con l’interlocutore realizzo che ciò che le rende difficili per molte persone non è tanto il procedimento  quanto la lista degli ingredienti! Questo lo capisco già di più: applesauce, datteri di medjoul, tahine e mirin o miso sono ingredienti che io ho costantemente in dispensa (non li compro apposta per una ricetta! Li uso alla fine relativamente spesso anche nelle mie ricette quotidiane quindi quando li trovo – magari in offerta – li compro!) ma comprendo che siano nomi che possano scoraggiare un neofita! 

A mia discolpa posso dire che da una parte sono ingredienti che scelgo per mia predilizione personale (vedi la thaine!) ma in altri casi sono scelte “alternative” obbligate dal dover evitare l’uso di burro, zucchero e panna nelle varie ricette. Per dire  i datteri di medjoul li uso per dolcificare, quindi sono sempre sostituibili da zucchero o miele ma… come dire… si perderebbe il senso della ricetta! Altri ingredienti invece come mirin e miso sono mutuati da tradizioni alimentari lontane dalle nostre (giapponesi in questo caso) ma sono alleati preziosi per dare sapore e carattere ai piatti senza aggiungere quasi calorie.

Pancake alla ricotta facilissimi

Pancake alla ricotta facilissimi

Quindi non scoraggiatevi! Provate ingredienti nuovi! Se non sapete dove cercare chiedetemi qui o su fb e vi indirizzerò! Detto ciò ho anche deciso di alternare ricette “easy peasy” cioè veloci, di facile riuscita e senza ingredienti strani. 

Questa è una di quelle ricette. Super facile. Super semplice. Buonissima. 10 minuti netti di preparazione e avrete i vostri pancake alla ricotta! Prima che qualcuno mi uccida: sì ci sono le whey dentro. MA. Possono essere sostituite tranquillamente con farina normale, ho già provato e riescono bene lo stesso, anzi meglio. Il  motivo per cui ho deciso di scrivere la ricetta con le whey dentro è semplice:  è più facile modificare una ricetta togliendo le whey se presenti piuttosto che invece modificarne una priva aggiungendole. Tutto qui. Io non uso le whey tutti i giorni (o in ogni ricetta) però mi fanno comodo spesso a colazione per aumentare la quota proteica del pasto senza ricorrere a litri di albumi o brrr petto di pollo, in modo da aumentare il senso di sazietà, che nel mio caso è fondamentale di prima mattina per arrivare al pranzo senza uccidere nessuno. Voi sentitevi liberissimi di sostituirle sapendo che la resa è perfetta lo stesso. Appunto niente ingredienti strani, l’avevo promesso!

Pancake alla ricotta facilissimi

Pancake alla ricotta facilissimi

Con lo stesso impasto (magari qualcosina di latte in meno) vengono anche dei magnifici waffle! Ariosi e super soffici e (se usate le whey, non ho provato senza) anche con una leggera crosticina! 

Non avete scuse per non provare questi pancake alla ricotta facilissimi! 

Pancake alla ricotta
Serves 10
Ingredienti secchi
  1. 50 gr di farina integrale
  2. 50 gr di farina d'avena integrale
  3. 25 gr di whey neutre o alla vaniglia (o altri 30 gr di farina)
  4. 1 cucchiaino di lievito
  5. 1 cucchiaino di bicarbonato
Ingredienti umidi
  1. 2 uova
  2. 125 gr di ricotta
  3. 100 ml di latte parzialmente scremato (o vegetale)
  4. il succo e la scorza di mezzo limone
  5. i semi di mezzo baccello di vaniglia
  6. dolcificante a scelta (stevia, tic, miele etc)
Per guarnire (facoltativo)
  1. melograno, lamponi, sciroppo d'acero, miele etc
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Instructions
  1. Mescolate gli ingredienti secchi
  2. Mescolate gli ingredienti umidi e uniteli a quelli secchi
  3. Lasciate riposare l'impasto per 10 minuti
  4. Scaldate bene una padella antiaderente (o con fondo in pietra ancora meglio) quando è ben calda, spennellatela di olio d'oliva o di cocco
  5. Abbassate la fiamma a fuoco medio e cuocete i pancake versando un paio di cucchiai di impasto per pancake, tenete coperto con un coperchio
  6. Quando la parte superiore dei pancake risulta piena di bolle e non più completamente liquida girate i pancake
  7. Dopo uno o due minuti togliete i pancake dal fuoco e serviteli con frutti rossi e miele o sciroppo d'acero
Notes
  1. Sostituite tranquillamente i 25 gr di whey con altrettanta farina
  2. Diminuendo il latte leggermente si possono fare dei fantastici waffle
  3. Con queste dosi vengono 10/11 pancake medio piccoli ognuno dei quali con i macro sotto, calcolati utilizzando un dolcificante acalorico
Calories
83 cal
Fat
3 g
Protein
6 g
Carbs
7 g
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Iniziare a mangiare sano

8 trucchi per iniziare a mangiare sano

Come iniziare a mangiare sano (senza impazzire)

8 tips pratici e mentali


Ogni tanto oltre a condividere ricette scrivo qualche post dal carattere più generico, con considerazioni (pratiche o teoriche) sull’alimentazione e la salute. Solitamente questi post o risultano controversi e quindi suscitano polemiche (e insulti) oppure non vengono granchè presi in considerazione. Eppure secondo me sono importanti perchè è questo il genere di post che al tempo avrei voluto leggere quando, circa nel 2013, ho iniziato ad approcciarmi a un tipo diverso di alimentazione e cucina. 

Oggi vi propongo 8 suggerimenti da mettere in pratica se avete iniziato a guardarvi attorno da poco nel mondo dell’alimentazione salutistica e vi sentite un po’ spaesati e sopraffatti; probabilmente se siete dei “veterani” dell’eatclean saranno cose scontate, ma all’inizio è bene avere qualche idea che rassereni un po’! 

Non si tratta di COSA mangiare per mangiare sano. Nè di QUANTO mangiare, perchè non sta a me dirvelo, sono più trucchi a carattere generico, psicologico se vogliamo, insomma consigli su come approcciarsi mentalmente alla cosa senza uscire di testa e scappare in un angolo a piangere dopo la prima ricerca su google.  Una specie di guida alla sopravvivenza del cibo sano senza impazzire! 

Dopo questa premessa: partiamo! 

1) Non pretendete tutto subito

Avete googlato come mangiare sano e avete scoperto che nel tonno sono presenti metalli pesanti tossici, che la carne grass fed è l’unica che non vi farà ingrassare e che la plastica dei contenitori dove tenete la pasta vi renderà sterili.  E avete avuto una crisi isterica. Ok, keep calm! Alcune di queste cose sono sicuramente vere, altre magari no, ma la verità è che se fino a ieri vi cibavate di quattro salti in padella e sofficini, difficilmente sono la plastica dei contenitori e i metalli pesanti del tonno che mangiate una volta al mese al sushi il vostro vero problema. Partite con le cose basic, non pretendete di passare dal discount al bio e alla carne grass fed nel giro di 48 ore  Che ci porta al punto due.

2) Scegliete le vostre battaglie

Mangiare sano è un concetto estremamente ampio e non è assolutamente detto che ciò che per il mio corpo è “sano” lo sia anche per un’altra persona: abbiamo tutti esigenze particolari.  Quindi siete VOI a decidere cosa vuol dire mangiare sano. Informatevi, leggete, pensate a quali sono i vostri problemi nello specifico (avete entrambi i genitori diabetici? Oppure il colesterolo alto? Ci sono casi di tumore intestinale in famiglia? Siete costipate? Non digerite bene?) e cercate di priorizzare scelte che risolvano per iniziare quelli. E’ auspicabile che magari consultiate anche il vostro medico per capire dove dirigervi, anche se è possibile che non vi sia di grande aiuto perchè potrebbe limitarsi a darvi suggerimenti ultra generici, ma non disperate: capite quali sono le cose che per voi sono più importanti e iniziate da li. Nel mio caso si è trattato sicuramente di puntare sul consumo di frutta e verdura e sul limitare tantissimo zuccheri etc, ma non è detto che per voi sia lo stesso! Solo voi potete saperlo! 

3) Imparate a cucinare

Allora, dobbiamo chiarire. Si può mangiare sano anche senza grande sforzo in cucina, ma questo è possibile solo se A) avete una notevole notevole notevole disponibilità economica che vi permette di comprare l’insalata di quinoa e verdura già fatta da whole foods oppure il sandwich di tacchino kosher e pane alla spirulina di quel bar nuovo super hipster dietro l’angolo; oppure B) siete super fan del riso bollito e e della carne alla piastra senza niente. Se non rientrate in questi due casi dovete rassegnarvi a imparare qualche trucchetto in cucina, niente di troppo difficile, non si tratta di diventare Cracco dall’oggi al domani, però ecco se non sapete cucinare le zucchine bollite potremmo avere qualche problema. Imparate qualche tecnica base, gettatevi in ricette super semplici del tipo unisci gli ingredienti e cuoci, e vedrete che in poco tempo avrete un bagaglio di ricette collaudate per andare avanti

4) Non andate a fare la spesa quando avete fame. Andateci quando avete SETE.

Ok, quello di andare al supermercato con lo stomaco pieno penso sia nella top 10 di consigli più diffusi, sono sicura che ognuno di voi l’avrà letto almeno una volta su una rivista o un wellness blog.  La logica dietro è semplice: se andate a fare scorta quando avete una fame mostruosa il vostro cervello sarà saturato dagli stimoli del supermercato e vi guiderà verso alimenti alti in sodio, alti in grassi e zuccheri e poveri di fibre. Perchè per il cervello quello è ciò che vi serve in quel momento. Invece andandoci dopo mangiato ci saranno maggiori probabilità che vi atterrete alla lista che avete stilato. Io invece aggiungo il fattore “sete” all’equazione perchè l’ho provato sulla mia pelle: non importa quanta fame avete o non avete, se avrete sete,  il vostro cervello vi guiderà automaticamente verso ciò di cui avete bisogno, quindi alimenti idratati e ricchi di vitamine e sali minerali quali frutta, verdura etc, snobbando completamente patatine e snack. Certo così facendo sarete attratti anche dalla coca cola, ma insomma cercate di mediare il vostro cervello!

5) Non rinunciate ai vostri piatti preferiti, ma cercatene una versione alleggerita e sana!

E’ inutile che cercano di convincerci che dopo una settimana, un mese, un anno, una vita senza dolci o schifezze si smette di desiderarle. Perchè non è vero. O almeno non è necessariamente vero. Non c’è niente di male: la pizza con la mozzarella filante è buonissima e come dico sempre “qualsiesi cosa fritta è più buona”. Facciamocene una ragione e piuttosto di escluderli completamente concediamoceli di tanto in tanto… ma… se ci viene voglia di sgarrare più spesso? Che si fa? Si imbroglia! O meglio si cercano ricette alternative per i nostri cibi “spazzatura” preferiti. E io vi posso garantire che pressochè di ogni cibo “cheat” esiste una versione “clean”. Voglia di pizza di martedì ma l’avete mangiata il giorno prima? Provate la mia di cavolfiore o quella di zucchine! Siete dei fan della kinder fetta al latte? Eccola in versione proteica! Il gelato? Ecco il nanaicecream senza sensi di colpa. E ricordatevi: tutto ciò che fate fritto lo potete tranquillamente fare al forno spruzzato di olio (comprate un’oliera spray! vi cambierà la vita!). Ok non sarà la stessa cosa, ma non sarà nemmeno male! 

6) Non aspettatevi di dimagrire (anche se è possibile/proababile che accada)

C’è un bias tremendo nella testa delle persone, ossia che siccome un cibo è considerato sano questo automaticamente non faccia ingrassare, anzi! Chiaramente non è vero. E mi spiace deludervi ma non è nemmeno vero che mangiando sano dimagrirete certamente, il dimagrimento è una cosa complessa fatta di stimoli ormonali e metabolici adeguati, deficit calorico e bilancio tra i macronutrienti.  E’ anche vero però che la maggior parte dei cibi racchiusi in una dieta sana (verdura, frutta, fonti nobili di proteine, etc) hanno una minore densità calorica rispetto a patatine fritte, biscotti, dolcetti e cibi precotti. Il che significa che vi sazierete con volumi di cibo che avranno calorie probabilmente inferiori. Detto in altre parole: mangiare 3000 kcal di mozzarelline fritte, pizza e gelato è nettamente più facile che mangiarne 3000 di broccoli, riso integrale, petto di pollo e mandorle. Quindi è possibile che nel cambiare alimentazione il vostro corpo migliori dal punto di vista sovrappeso, ma non è strettamente detto, perchè ad esempio io senza impormi delle restrizioni potrei mangiare 3000 kcal di cibo perfettamente sano! Sicuramente è vero che avrete un corpo che funziona meglio, un corpo più sano, quindi quasi certamente miglioreranno le vostre prestazioni sportive ad esempio, fattore anch’esso che potrebbe portarvi a dimagrire! 

7) Non pensate che vegano/vegetariano = sano 

Ok scusate vegani, dovevo dirlo. Mangiare vegano o vegetariano non vi rende  automaticamente sani.  Una cosa che ripeto sempre quando si discute della questione è che si può essere vegani e mangiare sano o mangiare da schifo, esattamente così come si può essere onnivori e mangiare sano o mangiare da schifo (e tutte le vie di mezzo esistenti).  Questo per un motivo molto semplice: gran parte degli alimenti più spazzatura di sempre possono tranquillamente essere vegetariani o vegani. Perchè lo zucchero non è un derivato animale.  E perchè i grassi che utilizzano nei prodotti industriali da forno vegani sono tra i grassi peggiori esistenti al mondo. Non so come dirvelo, ma gli oreo sono vegani!  Il punto non è cosa mangiate, se carne e pesce o formaggio e soia, il punto è sotto che forma lo mangiate.   Se mangiate cotolette di soia prefritte, dolci vegani pieni di margarina e grassi idrogenati, e altri ameni prodotti industriali senza carne e pesce… non sarete più sani.  La scelta veg è una scelta primariamente etica, dunque se a voi non interessa mangiare sano (ed è e rimane un vostro diritto non interessarvene!) ma scegliete per questioni di etica e morale personale, probabilmente questo discorso non vi interessa, ma se invece volete contemporaneamente fare una scelta per la vostra salute, sappiate che mangiare sano da vegetariano e vegano è più impegnativo che farlo da onnivori, vi serve più tempo e impegno. Perchè dovete ammollare i ceci, dovete trovare un modo per cucinare il tofu al naturale in maniera gustosa, dovete prepararvi il seitan, etc etc. Non è impossibile! Assolutamente! Ma dovrete impegnarvi di più ed evitare a tutti i costi i prodotti pronti, senza farvi imbrogliare da quel fuorviante “senza burro” in verde, perchè se al posto del burro troviamo altri grassi ben più dannosi per la salute siamo punto e da capo! Se cercate in rete trovate un sacco di articoli su come organizzare la propria alimentazione veg in maniera sana e sensata, studiateveli bene e non avrete problemi.  Dite sì alla zuppa di lenticchie e no al gelato senza colesterolo ma ricco di zuccheri e additivi! 

8) Ma nemmeno vegano/vegetariano = schifo. SPERIMENTATE

Fatta la premessa al punto prima, cercate di essere onnivori mentalmente aperti. Io mangio tutto ma adoro cucinare piatti vegetariani e vegani, perchè possono essere davvero deliziosi! Inoltre inserire proteine vegetali nella dieta ci permette di variare notevolmente la nostra alimentazione e variare è fondamentale per avere una dieta sana. Uscire dagli schemi mentali in cui siamo incasellati è un utilissimo esercizio per l’elasticità mentale. Se non siete abituati a mangiare determinati alimenti (legumi in primis) provate a inserirli con qualche ricetta particolare, usando spezie etc, poi decidete se inserire quel piatto nell’elenco dei pranzi “collaudati da rifare” oppure provare altro! 


E con questo direi che ho finito. Che ne dite? Consigli scontati? Avete qualche consiglio aggiuntivo da dare a chi si approccia per la prima volta al mondo dell’alimentazione sana?