Caesar salad invernale

Caesar Salad invernale

Questa Caesar salad non è senza glutine, non è senza latticini, non è low carb, non è vegana e nemmeno vegetariana. Eppure è esattamente l’incarnazione del mio concetto di cibo sano.  Cibo cucinato in casa, ricco di sostanze nutritive, stagionale, con ingredienti di alta qualità provenienti da produttori e distributori di fiducia. E’ l’esempio pratico di cosa penso si dovrebbe mangiare per avere una dieta sana e varia. 

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Ma partiamo dall’inizio, cos’è la Caesar Salad? Sono sicura che chi tra i miei lettori viaggia all’estero o comunque è pratico di cucina statiunitense ha subito un’immagine in mente: un’insalata sciapa con petto di pollo rinsecchito, litri di salsa ipercalorica e ipersalata, verdure insapori e ammollite, e pezzi di formaggio che di parmigiano hanno solo il nome. Anche McDonald penso ne abbia una versione in menù, e praticamente è il piatto che potete trovare in qualsiasi diner o tavola calda alla buona, accanto agli hamburgers.

La Caesar salad deve il suo nome a colui che si reputa essere l’inventore, tale chef Cesare Cardini, italiano degli inizi del 900, trasferitosi negli Stati Uniti e poi in Messico. Pare che sia un piatto inventato in occasione della festa del 4 luglio, ma per le origini geografiche del cuoco la connotazione italiana di questa insalata è dura a morire, anche nelle versioni che di italiano hanno poco o nulla.  

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Ed è dura a morire anche la convinzione che un’insalata sia sana (o addirittura “dietetica” nel senso di adatta a un regime ipocalorico) solo perchè si chiama insalata. Spoiler: non è così. Non è così perchè spesso le insalate dei vari ristoranti o bar sono costituite da verdura scadente, proteine di scarsa qualità (e in scarsa quantità) e salse super grasse e super salate. Anche per la caesar salad è spesso lo stesso discorso: crostini fritti, salsa a base di maionese, formaggio spesso di quarta categoria. Ma non deve per forza essere così!

Ecco perchè ho voluto pubblicare questa versione di Caesar salad, che non solo se ben pensato è un piatto estremamente equilibrato, ma ricco di alimenti dall’alto valore biologico e di qualità.

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Petto di pollo del mio macellaio di fiducia, da allevamento locale, carciofi del mio spacciatore di verdure preferito, freschissimi, cavolo cappuccio, perchè è inverno ed è di stagione (e anche perchè la lattuga romana non la trovo nemmeno in estate figurati a gennaio!), crostini di pane super integrale ai semini, sempre comprato al mercato, infine olio buono fatto dal suocero in una salsina basic con lo yogurt al posto della maionese. Ecco questa per me è l’anatomia di un piatto di qualità. 

Semplice, di stagione, saziante, equilibrato.

La cottura del pollo al forno allungo un pochino la preparazione, vi metto nelle note opzioni più fast, sappiate però che con questa cottura otterrete un pollo stratosferico (e lo dico io che odio il pollo!) dorato fuori e succoso dentro.

Ultima nota: non skippate la salsa, che io vi vedo già pronti, non fatelo perchè è quello che ti svolta il piatto, provate e mi crederete! L’idea di base è presa da qui

 

Caesar Salad
Serves 4
Ingredients
  1. 500/600 gr di petto di pollo intero, non tagliato a fettine
  2. spezie per condire il pollo (io ho usato un mix "lemon & herbs)
  3. succo di limone
  4. cavolo cappuccio (o lattuga romana)
  5. 4 carciofi
  6. 240 gr di pane integrale
Per il dressing
  1. 200 gr di yogurt greco 0 fat (o normale)
  2. 3 cucchiaini d'olio
  3. 30 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
  4. 4 acciughe sott'olio sgocciolate
  5. il succo di mezzo limone
  6. qualche goccia di salsa Worchester
  7. un cucchiaino di senape di digione
  8. sale e pepe
  9. un pizzico di aglio in polvere
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Unite tutti gli ingredienti della salsa in un mixer e frullate fino ad avere tutto bene amalgamato, poi aggiungete acqua fino a ottenere una consistenza adatta a una salsa da insalata
  2. Condite i petti di pollo con le spezie, del sale e il succo di limone, spruzzateli d'olio leggermente e infornate a 210° per circa 45 min, girandoli a metà cottura, fino a che non siano dorati
  3. Nel frattempo pulite i carciofi e cuoceteli al vapore pre 7 minuti, poi fateli grigliare su una griglia ben calda.
  4. Lasciate raffreddare i petti di pollo e tagliateli a fette non troppo sottili
  5. Pulite e tagliate il cavolo cappuccio a striscioline
  6. Tagliate il pane a dadini e fatelo tostare in forno con il grill acceso per qualche minuto
  7. Assemblate i vari ingredienti nel piatto!
Notes
  1. Se non avete tempo di fate il petto al forno potete utilizzare fettine di petto da fare alla griglia, oppure usare il petto di pollo di un pollo arrosto, togliendo la pelle.
  2. Il petto di pollo e la salsa possono essere preparati in anticipo e tenuti in frigo
  3. Il calcolo della calorie e dei macro è fatto con 150 gr di pollo a testa
  4. Adattate le dosi di pollo e di pane alle vostre necessità!
Calories
450 cal
Fat
9 g
Protein
53 g
Carbs
40 g
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

MANGIO.quindi.SONO

Caesar salad invernale

Caesar salad invernale

Torta ai mandarini

Torta ai mandarini senza glutine

Non sono una grandissima amante degli agrumi come frutti, non mangerei mai due arance per merenda per capirci, pena un’acidità di stomaco a livelli estremi, ma trovo siano estremamente versatili in cucina: il limone regala una svolta a qualsiesi salsa per la marinatura, il lime è quel tocco in più su un piatto in stile un po’ tex mex e la scorza d’arancia trasforma un’anonima torta. Per non parlare degli agrumi meno conosciuti, come i kumquat, che si sono rivelati un fantastico topping per il porridge arancia/cioccolato che ho postato su instagram qualche tempo fa (non mi seguite ancora? Ecco il mio profilo); o ancora il keffir lime che insieme al lemon grass è stata la migliore scoperta del mio recente viaggio in Indonesia. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

E i mandarini? L’avete mai provata voi una torta ai mandarini bolliti?  Io avevo letto qualcosa tempo fa ma poi mi ero completamente dimenticata di provare, ma dovevo rimediare, perchè insomma, è un’idea geniale! Ovviamente in questo caso è fondamentale che i mandarini non siano stati trattati con pesticidi, non è necessario che siano biologiche, purchè siano “puliti”, dal momento che andremo a mangiare il frutto intero senza sbucciarlo.

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Questa torta ai mandarini senza glutine è anche priva di lattosio, non sono stati usati oli o burri, anche vista la già abbondante presenza di mandorle, e gli ingredienti sono pochissimi e tutti semplicissimi! E’ un po’ una fusione tra due ricette diverse in inglese, questa – da cui ho preso l’idea di bollire i mandarini e usare farina di mandorle – e quest’altra – da cui invece ho tratto ispirazione per la glassa e l’uso della farina per polenta, tanto cara alla tradizione nord italica. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Penso si possa tranquillamente fare in versione arancia, con le medesime modalità! 

Torta ai mandarini senza glutine
Serves 8
Ingredients
  1. 3 o 4 mandarini senza conservanti e pesticidi
  2. 2 uova
  3. 120 gr di miele
  4. 150 gr di farina di mais integrale per polenta
  5. 120 gr di farina di mandorle o nocciole (per me un misto)
  6. 1 cucchiaino di acqua di rose alimentare (facoltativo)
  7. 1 cucchiaino di lievito per dolci
  8. 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Per la glassa (facoltativa)
  1. miele cristallizzato
  2. succo di mandarino
  3. 1 cucchiaino di acqua di rose
  4. pistacchi e scorza di mandarino
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Portate a bollore un tegame pieno d'acqua, poi immergetevi i mandarini e fateli bollire per 15 min
  3. Scolateli lasciateli raffreddare quanto basta per maneggiarli, tagliatli in quattro e togliete eventuali semi, poi metteteli in un mixer e tritateli con ancora la buccia fino a ottenere una purea uniforme
  4. In una ciotola capiente iniziate a montare le uova aggiungendo il miele a filo, continuate a montare per una decina di minuti fino ad avere un composto spumoso
  5. Aggiungete 300 gr di purea di mandarino, poi le farine a cucchiaiate mescolando con una spatola dal basso all'alto tra una cucchiaiata e l'altra, cercando di smontare il meno possibile.
  6. Aggiungete l'acqua di rose, il lievito e il bicarbonato
  7. Versate l'impasto in uno stampo in silicone da 20 cm (oppure in una teglia tonda ricoperta di carta da forno bagnata e strizzata) e infornate per circa 40/50 min (fate la prova stecchino)
  8. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare prima di capovolgere lo stampo e staccarlo
  9. Preparate la glassa unendo gli ingredienti e fatela colare sulla torta raffreddata
Notes
  1. Penso venga benissimo anche con l'arancia, stesso procedimento
  2. L'acqua di rose è opzionale, se la usate non abusatene altrimenti la vostra torta saprà di... profumo!
  3. Non riducete il miele, serve a dare consistenza alla torta
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
La prossima foto, usata anche su instagram, è ispirata dallo stile delle foto della meravigliosa Monique di Miel e Ricotta, se siete appassionati di food photography DOVETE seguirla assolutamente (anche qui)

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

MANGIOquindiSONO

Barrette al cocco e tè matcha

Barrette al cocco e tè matcha

Nonostante  io sia onnivora trovo sempre molto interessanti (e fantasiose) le ricette veg, tanto che ne salvo sempre moltissime su pinterest, ma poi spesso va a finire che non le concretizzo mai. Questo perchè purtroppo la maggior parte delle ricette veg non è “macro friendly” ossia ha una quantità di carboidrati e/o di grassi esagerata rispetto alle mie esigenze, a fronte di una quota proteica troppo bassa. Ripeto le MIE esigenze. Non dico in generale ma semplicemente per quello che serve a me.  

Il perchè è molto semplice: tutte le fonti di proteine veg (a parte il seitan) hanno anche tanti grassi e/o tanti carboidrati. Legumi? Più carbo che proteine. Tofu? Grassi.  Frutta secca? Altri grassi. Soprattutto la frutta secca è un problema notevole nei dolci veg, che hanno tutti un ottimo aspetto, super godurioso, ma poi 400 gr di anacardi, il corrispettivo di più o meno di 2400 kcal di grassi!!!  Grassi buoni, salutari, monoinsaturi, ma comunque sempre troppi.

Ed ecco perchè tra le mille ricette veg e crudiste accattivanti che ho sempre visto in giro, non ne ho mai provata nessuna: non si adattava alle mie necessità nutrizionali. Finchè non ho visto questa ricetta per barrette al cocco e tè matcha e ho pensato che dovevo assolutamente provare a farla, a costo di modificarla pesantemente. E così ho fatto. Come si fa a bilanciare una ricetta molto ricca di calorie provenienti dai grassi? Si aggiungono carboidati. I carboidrati hanno meno calorie per gr dei grassi (4 contro 9 kcal/gr) per cui scegliendo carboidrati molto “volumetrici” ho potuto aumentare il numero di porzioni e ottenere dei macro davvero interessanti! Rimangono delle barrette al cocco NON proteiche, avrei potuto aggiungere delle whey per ovviare al problema ma volevo creare una ricetta più “plant based” possibile, magari la prossima volta ci provo!

Barrette al cocco e tè matcha

Barrette al cocco e tè matcha

Come carboidrati ho scelto la quinoa soffiata (che per una grammatura esigua aggiunge un sacco di volume), i fiocchi d’avena e il grano saraceno in chicchi. Dal momento che era la prima volta che mi cimentavo in barrette crudiste mi sono documentata circa la possibilità di mangiare grano saraceno e avena a crudo e ho scoperto che i fiocchi d’avena dei muslei per essere digeribili vengono preventivamente tostati (qui più info) mentre per il grano saraceno pare che l’unico digeribile a crudo sia quello decorticato, che è appunto quello che ho usato (qui). Sappiate però che alcune persone trovano comunque questi alimenti poco digeribili a crudo, e si gonfiano dopo averli consumati nonostante le precauzioni. 

Quindi queste barrette al cocco e tè matcha sono: vegane, crudiste, senza latticini, senza glutine (se usate avena gf), senza lievito, senza uova e senza zucchero. Senza zucchero per davvero, non come quelle ricette che hanno il tag senza zucchero e poi dentro hanno due etti di sciroppo d’acero (sì sono polemica!). Hanno solo gli zuccheri dei datteri, ma anche qui, in maniera limitata perchè abbiamo 1 solo misero gr di zucchero per barretta! Il risultato è ovviamente un gusto solo lievemente dolce, perfetto se siete abituati a questo genere di snack, altrimenti se il vostro sweet tooth richiede più zucchero provate ad aumentare i datteri o aggiungere del miele.

Ovviamente non dovete aspettarvi una consistenza super crunchy, perchè con questi ingredienti e questi macro è pressochè impossibile, e ricordatevi di conservarle in freezer o almeno in frigo perchè stiano insieme e siano “mordibili”. Se non vi piace il matcha no problem! Fate la versione al cioccolato e arancia! Ancora più golosa!

Cercate barrette senza zucchero che abbiano più proteine e non vi interessa che siano veg? Provate le mie alla banana e cioccolato! La ricetta è questa

 

Barrette al cocco e tè matcha
Serves 20
Ingredients
  1. 100 gr di grano saraceno decorticato
  2. 100 gr di fiocchi d'avena
  3. 60 gr di quinoa soffiata
  4. 100 gr di anacardi
  5. 40 gr di cocco in scaglie
  6. 150 gr di datteri carnosi (di bam o di medjoul - peso al netto dei noccioli)
  7. 10/15 gr di polvere di matcha
  8. 80 ml di latte di anacardi senza zuccheri aggiunti
  9. i semi di mezza stecca di vaniglia
  10. un pizzico di sale
  11. la scorza e il succo di un lime
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Fate bollire gli anacardi in un tegame con una tazza d'acqua per 5 minuti (o in alternativa ammollateli per una notte)
  2. Fate tostare l'avena in padella per qualche minuto fino a colorarla senza bruciarla
  3. Frullate gli anacardi il meglio possibile e teneteli da parte
  4. Frullate i datteri denocciolati insieme alla vaniglia, il latte e il sale
  5. Unite nel frullatore gli ancardi frullati e metà delle scaglie di cocco e frullate nuovamente fino a ottenere un composto il più possibile omogeneo
  6. Unite l'avena, la quinoa e il grano saraceno in una ciotola e rovesciatevi dentro il composto frullato, impastate con una spatola per mescolare uniformemente
  7. Aggiungete il matcha e il lime
  8. Preparate una teglia rivestendola di carta da forno e rovesciate il composto dentro, spalmate uniformemente fino a ottenere un cm circa di spessore
  9. Cospargete con il cocco rimanente e coprite con un'altro foglio di carta da forno
  10. Mettete in frigo per almeno 6 ore, possibilmente utilizzando dei pesi per schiacciare uniformemente le barrette
  11. Passate le 6 ore trasferite la teglia in freezer per circa 20 min
  12. Tagliate in 16 barrette e confezionatele singolarmente
  13. Conservate in freezer e di volta in volta prelevate la vostra barretta 10/20 min prima di consumarla
Notes
  1. Se non vi piace il matcha potete sostituirlo con il cacao e utilizzare arancia al posto di lime
  2. Se il grano saraceno usato a crudo vi crea problemi e non vi convince, potete sostituirlo con fiocchi di grano saraceno tostato!
Calories
110 cal
Fat
4 g
Protein
3 g
Carbs
15 g
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Vellutata di cavolfiore e finocchi

Vellutata di cavolfiore e finocchi

Primo post dell’anno. 5 gennaio, tutti a pieni di buoni propositi e tutti pieni a iniziare la palestra e la dieta immagino lunedì prossimo. Quindi tutti vi aspettate la ricetta detox, quella che vi salva dal gonfiore post abbuffate Natalizie, quella “magica” E gli ingredienti, visto il titolo di vellutata di cavolfiore e finocchi,  ci sono anche: cavolfiore e finocchi, un must delle diete “perdi 10 kg in due mesi”. E invece no. Invece no perchè noi nel detox non crediamo affatto, e abbiamo anche delle ottime ragioni per cui non crederci, dal momento che sono i reni e il fegato che ci “depurano” dalle scorie, e che in un soggetto sano funzionano benissimo e non hanno bisogno di alcun digiuno o bevanda magica per riportare il corpo all’omeostasi. Per cui invece di proporvi una vellutata di cavolfiore e finocchi detox, io vi propongo una vellutata di cavolfiore e finocchi  sana, nutriente, saporita e facilissima. Così anzichè fare un pasto detox vi fate un pasto sano, che forse forse è mille volte meglio, che ne dite? 

Vellutata di cavolfiore e finocchi

Vellutata di cavolfiore e finocchi

Questa volta non è vegan, perchè ho voluto aggiungere parmigiano e latte vaccino, ma nulla vi vieta di renderla tale usando olio e omettendo il parmigiano. Può essere un primo piatto leggero in vista di un secondo con contorno, oppure, considerando la presenza di legumi e formaggio che apportano proteine, carboidrati e grassi, anche un piatto unico, purchè servito in porzioni più abbondanti e magari accompagnato da crostini come nel mio caso. 

Questa vellutata di cavolfiore e finocchi se omettete i crostini (o se usate pane apposito) è invece tranquillamente gluten free! E’ facilissima da preparare ma richiede un certo tempo perchè – come dico sempre – nelle zuppe poco senso ha usare legumi in scatola, meglio usare quelli secchi per una cottura amorevole, ma una volta cotta  potete tranquillamente congelarla, è perfetta per avere un pasto caldo e sano sempre pronto.

Vellutata di cavolfiore e finocchio
Serves 5
Ingredients
  1. un cavolfiore grande (o circa 500 gr di cavolfiore)
  2. un finocchio grande
  3. 130 gr di fagioli cannellini secchi
  4. 2 cucchiai di olio extravergine
  5. timo fresco
  6. una cipolla bianca o dorata
  7. 1 spicchio d'aglio grosso
  8. due tazze di brodo
  9. una tazza di latte parzialmente scremato
Per guarnire (facoltativo)
  1. zeste di limone
  2. scaglie di parmigiano
  3. crostini
  4. olio evo
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Ammollate i fagioli per 12/18 ore
  2. Accendete il forno a 180°
  3. Fate imbiondire la cipolla tagliata fine in un tegame insieme all'olio e al timo, a fuoco medio
  4. Aggiungete i fagioli ammollati e scolati, salate e lasciate insaporire per qualche minuto, poi aggiungete acqua e portate a bollore.
  5. Continuate a cuocere per circa 50 minuti aggiungendo acqua, fino a che i fagioli siano teneri.
  6. Pulite il cavolfiore e tagliatelo a pezzetti grossolani, disponetelo su una teglia ricoperta da carta da forno, spruzzate d'olio leggrermente, salate e pepate, aggiungete l'aglio tagliato a fettine e infornate per circa 20/30 min.
  7. Pulite il finocchio e tagliatelo a spicchi e cuocetelo al vapore per 5 minuti
  8. Quando il cavolfiore risulterà cotto ma al dente trasferitelo nel tegame dei cannellini, aggiungete anche il finocchio cotto, il brodo, il latte e il parmigiano e frullate fino a ottenere una consistenza cremosa, aggiungete brodo se necessario.
  9. Regolate di sale e pepe
Notes
  1. La quantità di vellutata che otterrete dipende strettamente da quanto la preferite densa, ad ogni modo con queste dosi si ottengono circa 5 piatti se la servite come primo piatto, altrimenti 3 o 4 se preferite usarla come piatto unico.
  2. Altre verdure che potete aggiungere a vostro piacimento sono il topinambur e il cardo, precedentemente lessati.
  3. Volete stupire i vostri ospiti e trasformarlo in un antipasto chic? Grattuggiate sopra al singolo piatto qualche scaglia di tartufo fre sco!
Calories
200 cal
Fat
8 g
Protein
13 g
Carbs
19 g
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

MANGIO.quindi.SONO

Vellutata di cavolfiore e finocchi

Vellutata di cavolfiore e finocchi

Moscow Mule di Natale

Moscow mule di Natale (virgin & not virgin)

E’ la vigilia di Natale, quindi sarete tutti indaffarati con gli ultimi acquisti o i preparativi del cenone con amici e parenti, per cui arriverò al dunque. Oggi vi propongo un cocktail molto in voga in questo periodo, il moscow mule, in versione Natalizia! E colgo l’occasione, oltre che per augurare a tutti voi buone feste, per qualche piccola riflessione estemporanea riguardo il tema Natale e cibo.

Leggo in giro di molti post su come limitare le abbuffate Natalizie, come “limitare i danni”, pagine di bodybuilder che capeggiano “niente scuse noi ci alleniamo anche a Natale” e ragazze nel panico che decidono di stare a regime anche il giorno di Natale  e Capodanno. Ora. Voi lo sapete benissimo che un giorno di stacco dalla dieta e dal vostro programma di allenamento, non vi farà magicamente perdere tutto quello che avete ottenuto. Lo sapete benissimo.  Quindi non fatevi prendere dalla smania, prendete queste giornate come un’occasione per stare con chi amate, in pigrizia, con le coccole sotto il piumone, dormendo fino a tardi, giocando a palla di neve con i vostri figli, insomma che sia una festa! 

La mia palestra i giorni festivi chiude, e io non ci penso manco per niente a “inventarmi” un allenamento casalingo da fare la mattina di Natale. La mattina di Natale starò con mio marito e ci berremo un bel caffè scartando i regali. Poi il 27 si torna in palestra senza che il mondo esploda. Banalmente. E anche per il cibo vi dico come la penso: se tutto l’anno stiamo attenti a quello che mangiamo, cuciniamo in maniera sana, con ingredienti di qualità, controlliamo la quantità di carboidrati e grassi, abbondiamo di vegetali, ecco non vedo nessun motivo per cui io a Natale non debba mangiare i crostini di pane caldo col burro e il salmone affumicato! Anche se sono in un pasto i grassi di due giorni normali il corpo è adattabile, non vi accadrà assolutamente niente (a parte forse una certa difficoltà a digerire, tipica di chi solitamente mangia sano).

E vi dirò di più: io sono una di quelle che la vigilia passa ore e ore a cucinare una cena per i propri invitati, una di quelle che pensa al menù in anticipo, che si fa 40 minuti di macchina per andare a prendere il pesce dal pescivendolo migliore della zona, una di quelle che lo fa perchè al cibo ci tiene, ma lo fa anche per fare felice i proprio ospiti, per fare loro un regalo. Cucinare è un atto di amore, ricordatelo sempre. Detto tutto ciò, capite bene che presentarvi a cena dalla nonna (che magari ha 90 anni e ha passato mezza giornata a preparare agnoli e tortelli perchè sa che sono quelli che piacciono a voi) con la vostra scatolina di cibo… ecco io se fossi la nonna un pochino me la prenderei! Non è cattiveria, non è che loro non vi capiscono,  è che per una volta vogliono viziarvi. Lasciateglielo fare! Solo per oggi e domani, non accadrà niente. Mercoledì tornerete a mangiare pesce in bianco e verdura al vapore. Se vi sentite in ansia perchè sapete che mangiare una determinata categoria di alimenti (glutine, insaccati, latticini etc) vi farà star male, andate dalla nonna, parlatene, e vedrete che troverà un modo per adattare il suo menù alle vostre necessità.

Moscow Mule di Natale

E in ultimo vorrei dire la mia riguardo l’alcol. Non sono una grande bevitrice, penso che l’ultima volta che ho bevuto tanto sia stata al mio matrimonio (a Maggio NDR); al di la di qualche simile occasione, mi limito a uno o due bicchieri di vino a settimana (o un cocktail quando voglio fare la milanese giovane aehm). Non penso che ubriacarsi sia necessario per festeggiare e divertirsi preferisco puntare sulla qualità che sulla quantità, decisamente, però è anche vero che il vino fa parte della nostra tradizione enogastronomica in maniera estremamente radicata (eno-gastronomica), e non è un fatto solo goliardico ma anche e soprattutto legato a un’identità culturale e ignorarlo sarebbe rinnegare una delle tradizioni produttive che ci invidiano in tutto il mondo.

Detto ciò, non bisogna esagerare, mi pare chiaro, anche perchè l’alcol è un cancerogeno di Classe I, ed esistono forti evidenze scientifiche che sia connesso a numerosi tumori del tratto gastrointesinale, oltre a laringe e pancreas. La dose consigliata dall’AIRC è di 20 g di alcol massimo al giorno per gli uomini e 10 g per le donne (più info qui) Aggiungo però che secondo me non conta solo la dose al giorno ma anche la frequenza: bevete uno o due bicchieri in serenità ma non fatelo tutti i giorni anche perchè il fegato ne soffre, anche indipendentemente dal rischio tumorale correlato.  Però se c’è un’occasione in cui brindare pare tutto sommato lecito, è proprio Natale o Capodanno direi! Magari con questo moscow mule natalizio! 

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale

Ora, il caso vuole che io abbia numerose amiche astemie, se anche voi frequentate astemi (o donne incinta, o guidatori designati, o semplicemente bambini) sapete che non è sempre bello brindare in compagnia con un lussuoso e invitante cocktail in mano mentre loro alzano timidamente la loro acqua, quindi io ormai ho preso l’abitudine a scegliere cockatil che possono essere facilmente “virginizzati” cioè proposti in versione non alcolica, e sembrare molto simili. Un esempio? Il mojito, che eliminando il rum diventa una semplicissima ma rinfrescnte bevanda analcolica! Ecco questo mio moscow mule in versione natalizia al melograno nasce un po’ con questa idea: festeggiare e brindare insieme con un cocktail che sa di Natale! E poi la versione virgin di questo moscow mule alla melagrana diventerà una perfetta e sana bibita per altre occasioni! 

Bene ho finito e vi lascio con la ricetta.

E ovviamente, brindando con il Moscow Mule, Buon Natale! 

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale
Serves 1
Per lo sciroppo di zenzero
  1. 300 ml di acqua
  2. 100 gr di zenzero in radice fresco
  3. 90 ml di sciroppo d'agave
Versione Not Virgin
  1. 40 ml di vodka
  2. 60 ml di succo di melograno
  3. 40 ml di ginger beer
  4. 1 cucchiaio di succo di lime
  5. 2 cucchiai di sciroppo di zenzero
Versione virgin
  1. 80 ml di succo frizzante di sambuco
  2. 60 ml di succo di melograno
  3. 1 cucchiaio di succo di lime
  4. 3 cucchiai di sciroppo di zenzero
Per entrambe le versioni
  1. ghiaccio
  2. lime
  3. semi di melograno
  4. foglioline di menta per decorare
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Per lo sciroppo
  1. Frullate in un mixer gli ingredienti fino a ottenere un composto uniforme e trasferitelo in un tegame e portate a bollore a fuoco medio.
  2. Fate bollire per 10 minuti e poi filtrate in un colino, riportate nel tegame e fate sobbollire e asciugare ancora per circa 20 minuti
  3. Lasciate raffreddare
Per i cocktail
  1. Mettete lo sciroppo sul fondo del bicchiere, aggiungete il ghiaccio e il resto degli ingredienti, mescolate poi decorate con melograno, lime e menta
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

MANGIO.quindi.SONO

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Preparatevi, perchè questa ricetta sarà la ricetta jolly delle feste con gli amici per i prossimi anni: il gravlax di salmone, ossia il salmone marinato a secco, senza fumo, fatto in casa, con l’aggiunta della barbabietola! Che cos’è il gravlax? Il gravlax è la risposta svedese al nostro salmone affumicato, cioè un filetto di salmone che verrà messo a riposare sotto strati di aromi sale e zucchero, fino a perdere tutti i suoi succhi e diventare una sorta di affettato. Viene solitamente servito con crostini, capperi, panna acida, senape e chi più ne ha più ne metta.

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Ecco l’idea geniale però sta nell’aggiunta, alla marinatura a secco del gravlax, della barbabietola fresca! Geniale perchè regala un colorito a mio parere meraviglioso, quasi non sembra fatto con ingredienti sani e naturali! Ovviamente l’idea non è mia (ci mancherebbe), in rete gira da un po’, non so di chi sia originariamente ma mi sento di linkare due ricette di gravlax di due chef super conosciuti: questa di Jamie Oliver, che è quella da cui ho tratto ispirazione io, e questo video del celeberrimo Gordon Ramsay, utile se volete capire al volo il procedimento (in realtà banale). 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

 

Metto le mani avanti: molti (lo so) si metteranno le mani tra i capelli quando leggeranno le tempistiche della ricetta. Sì ci vuole una settimana. Ma è tutta scena! Solo riposo in freezer o frigorifero! Di lavoro effettivo ci saranno si e no 20 minuti e tutte operazioni semplicissime. In realtà gran parte del tempo è dovuto alla necessità di abbattere il salmone prima di marinarlo, per scongiurare il rischio di aniskasis. Cosa sia l’aniskasis ormai penso lo sappiano tutti (no? Qui i dettagli, in sostanza è un parassita intestinale piuttosto brutto che si annida in alcuni pesci se consumati crudi), è diventato piuttosto conosciuto perchè legato al consumo di sushi, ma purtroppo non si limita alla cucina giapponese: anche il crudo “all’italiana” può nascondere insidie. Ma sapete cos’è il bello della microbiologia? Se la conosci non ne hai paura. Il rischio di aniskasis diventa nullo (perchè le larve muoiono) se il pesce è sottoposto a cottura o se viene “abbattuto” ossia congelato a ALMENO -20° per ALMENO 24h. I ristoratori e le pescherie abbattono il pesce in speciali macchinari adatti, ma se non trovate nessuno che ve lo venda abbattuto, potete provvedere in casa congelandolo per ALMENO 96 ore. Questo se avete il freezer che funziona bene e la temperatura è costante e molto bassa (io l’ho tenuto per 5 giorni nel freezer impostato a -19°, tanto per). Se avete dubbi evitate. Se trovate il salmone già abbattuto invece vi basterà preparare la marinata, dimenticarlo in frigo per 24/48 e via avrete il vostro gravlax! 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Il vantaggio del salmone marinato a secco rispetto a quello affumicato è che risulta una preparazione più salubre perchè, come molti sanno, l’affumicatura non è esattamente il metodo più sano di preparare un ingrediente, dal momento che nel fumo (anche di legno) si producono alcune sostanze cancerogene, gli idrocarburi aromatici policilici. Inoltre per allungare la conservazione degli alimenti, a livello industriale vengono spesso aggiunti additivi come nitriti o nitrati anch’essi dannosi per la salute. Se siete degli amanti delle scamorza affumicata e dello speck vi rassicuro dicendo che oggi giorno la produzione di alimenti affumicati prevede dei metodi atti a ridurre al minimo la formazione di queste molecole, e in ogni caso tutto dipende dalla dose e dalla frequenza con cui consumate alimenti affumicati. Un tempo l’affumicatura svolgeva un ruolo fondamentale nella conservazione degli alimenti, insieme alla salatura, mentre ora è solo uno sfizio, una chicca per ottenere esaltare le qualità organolettiche di alcuni prodotti specifici. Insomma mangiamo affumicato perchè è buono non perchè altrimenti non sappiamo come conservare per l’inverno la renna che abbiamo appena cacciato (per fortuna). Il risultato da un punto di vista epidemiologico è una drastica riduzione del numero dei casi di tumori allo stomaco (a fronte ahimè invece di un aumento di quelli al colon, ma questa è un’altra storia e alla fine è anche per questo che noi ci mangiamo tutte le nostre belle verdure e fonti di calorie vegetali!). Questo non è per spaventarvi,  assolutamente, ma penso che una corretta informazione sia essenziale per decidere autonomamente riguardo la propria alimentazione: salmone affumicato sì (preferibilmente selvaggio) ma con parsimonia! Ecco quindi che il gravlax di salmone, che non prevede affumicatura, può essere una valida alternativa per gli amanti del genere come me! (E il salmone ottenuto potete usarlo in molteplici ricette che prevedono il salmone affumicato, come questa pasta)

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Gravlax di salmone alla barbabietola
Per "l'affumicatura"
  1. un filetto di salmone da mezzo chilo (vedi dettagli in note)
  2. una barbabietola di medie dimensioni o una e mezza se piccola
  3. 30 ml di gin
  4. un mazzetto di aneto
  5. qualche bacca di ginepro
  6. la scorza di un'arancia e di un limone naturali
  7. un pezzetto da due o tre cm di radice di kren o rafano (facoltativa)
  8. 50 gr di sale integrale marino (misto fino e grosso)
  9. 40 gr di zucchero muscovado
  10. Aggiunte a scelta: semi di finocchio, semi di coriandolo, dragoncello
Per servire
  1. Pane di segale
  2. yogurt greco o quark
  3. capperi
  4. cipolla rossa
  5. finocchio
  6. cetriolo
  7. ravanelli
  8. limone
  9. more
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Una settimana prima
  1. Date una sciacquata al salmone, asciugatelo e mettetelo in una busta di plastica a chiusura ermetica e lasciatelo in freezer almeno per 96 ore (controllate però che il vostro freezer funzioni correttamente!)
Tre giorni prima
  1. Scongelate poi il filetto di salmone per 12/24 in frigorifero
Due giorni prima
  1. Preparate la marinata grattuggiando la barbabietola e unendo i semi di ginepro tritati, il kren grattuggiato e le scorze, l'aneto tritato a coltello, il gin, il sale e lo zucchero
  2. Preparate una pirofila o qualcosa di simile di dimensioni adatte a contenere il salmone e foderatela di pellicola per alimenti spargete un sottile strato di marinata, appoggiatevi il salmone, poi ricopritelo uniformemente con il resto della marinata
  3. Chiudete il pacchettino ripiegando la pellicola sopra il filetto, appoggiatevi sopra un peso per schiacciarlo e rimettete in frigorifero per 36/48 ore
Al momento di servire
  1. Sciogliete il pacchetto di salmone e togliete la marinata, eventualmente date una sciacquata e asciugate con cura il filetto
  2. Iniziate ad affettarlo con un coltello affilato a partire dalla parte della testa (il lato più spesso) facendo delle fettine sottili e facendo scivolare il coltello sulla pelle per sollevarle
  3. Tostate il pane di segale, affettate e preparate tutti gli altri ingredienti
  4. Allestite un'insalata o un tagliere con i vari elementi e sorprendete i vostri ospiti
Notes
  1. Il filetto di salmone deve essere non troppo sottile (meglio la parte centrale del pesce o verso la testa, la parte della coda è troppo fibrosa) senza spine e con la pelle ancora attaccata, e deve essere disteso, cioè non devono essere tranci; la cosa migliore è farselo preparare dal pescivendolo
  2. Se trovate il salmone selvaggio ancora meglio!
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Biscotti zenzero e thaina

Biscotti allo zenzero e tahina

A Natale si fanno i biscotti. Non si transige. Non esiste dieta che tenga, non esiste intolleranza che possa intromettersi tra me e il forno. Possibilmente biscotti alla cannella o biscotti allo zenzero, perchè si sa, fanno subito Natale! Intendiamoci, faccio anche (e molto volentieri) biscotti di pasta frolla classica, o al cioccolato, insomma biscotti “normali”, ma ormai lo sapete, mi piacciono le sfide e trovare ricette più sane dei classici natalizi è ovviamente uno dei miei hobby preferiti (lo so, mi diverto con poco!).

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

Due anni fa avevo proposto questi biscotti, in versione clean e in versione “dirty” (con il cioccolato bianco che è uno dei miei dirty pleasure!), quest’anno invece ho voluto provare una ricetta di biscotti allo zenzero, anzi tre volte allo zenzero perchè contengono zenzero fresco, in polvere e essiccato. Mi sono ispirata, fortemente, a questa ricetta che avevo visto anni fa su un altro sito; l’originale è vegana ma io ho deciso di aggiungere un uovo per cui rimangono senza latticini perchè come fonte di grasso al posto del burro c’è… la tahina! Non l’avevo mai usata nei dolci e devo dire è stata una sorpresa! Ha dato un sapore e una consistenza davvero particolare a questi biscotti allo zenzero, penso farò altri esperimenti con la pasta di sesamo nel prossimo futuro.  La cosa bella? Sono senza glutine ma non si sente! Ho usato farina di grano saraceno come diceva la ricetta originale, ma penso potrebbe essere sostituita anche con altre farine o un mix. Come risultato ho ottenuto dei biscotti allo zenzero croccanti fuori e morbidi dentro (finalmente!

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

La melassa è indispensabile alla riuscita perchè è la caratteristica principale dei biscottini natalizi in stile pan pepato, non omettetela! La potete trovare facilmente (così come la tahina) nei negozi biologici, ma ormai anche in molti supermercati ben forniti. 

Non siete amanti dello zenzero? (Nemmeno io lo ero fino a poco tempo fa ma ehm a forza di qualche moscow mule mi sa che mi sono abituata!) Nessun problema, potete usare del cacao e della scorza di arancia nell’impasto e arancia candita come decorazione, oppure provateli alla cannella! Insomma usate la ricetta come base e sperimentate vari gusti e fatemi sapere! 

Biscotti allo zenzero e tahina
Serves 20
Ingredients
  1. 130 gr di farina di grano saraceno
  2. 1 uovo
  3. 30 gr di melassa di zucchero di canna
  4. 15 gr di zucchero di cocco
  5. 25 ml di sciroppo d'acero
  6. 55 gr di tahina (preferibilmente chiara)
  7. 30 gr di olio di cocco
  8. mezzo cucchiaino di lievito
  9. mezzo cucchiaino di bicarbonato
  10. un pizzico di sale
  11. una punta di cucchiaino di spezie per pumpkin pie (o mix di spezie per panpepato)
  12. uno o due cucchiaini di zenzero in polvere
  13. 2 o 3 cm di radice di zenzero fresca
  14. qualche pezzetto di zenzero disidratato (non candito possibilmente)
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Mescolate tutti gli ingredienti secchi ad eccezione dello zenzero candito
  2. Aggiungete tutti gli ingredienti umidi e mescolare con una spatola fino a ottenere un composto uniforme.
  3. Fate riposare in frigo per almeno 2 ore
  4. Accendete il forno a 180°
  5. Con un cucchiaino prelevate 18/20 gr di composto e rotolatelo tra le mani fino a formare una pallina, continuate fino a esaurimento dell'impasto
  6. Disponete le palline ben distanziate su una placca ricoperta di carta fa forno
  7. Guarnite ogni pallina con uno o due pezzettini di zenzero
  8. Infornate per 10/12 minuti (quando sfornate vi sembreranno indietro di cottura, è normale si induriscono mentre raffreddano)
  9. Servite
Notes
  1. Possono essere personalizzati per fare biscottini al cioccolato e arancia, cannella etc
  2. Conservate i biscotti per un paio di giorni in una scatola di latta
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Questi cinnamon roll possiamo considerarli una sorta di miracolo di Natale. La mia totale avversione per la panificazione penso sia nota ormai a tutti. Anzi, più che avversione, potremmo semplicemente dire incapacità.  Quando la gente mi parla di quanto sia bello fare il pane in casa con la pasta madre io roteo gli occhi al cielo. Intendiamoci, non è perchè pensi che il pane in casa non sia incredibilmente più buono e sano di quello comprato al supermercato, perchè lo penso, è che semplicemente per me… non ne vale la pena. Noi mangiamo davvero pochissimo pane, non lo compriamo praticamente mai, ad eccezione del pane di segale ogni tanto, per non parlare dei lievitati in genere, che in casa mia entrano davvero poco.  Questo significa che se mi dovessi occupare della pasta madre (che va continuamente rinfrescata, e va costantemente usata) mi ritroverei ad avere chili e chili di pane che non potremmo mangiarci. E nessuno a cui darlo. Mettersi a panificare per fare una pagnotta ogni due mesi significa metterci due anni prima di ottenere un risultato discreto.  Decisamente una curva di apprendimento troppo lunga.  A onor del vero però, c’è da dire che ho il vago sospetto che se avessi un’impastatrice (e non dovessi quindi impastare a mano NDR) la mia avversione per la panificazione subirebbe una significativa diminuzione… Ma non abbiamo per ora lo spazio per tenerla in casa quindi se anche dovessi convincere Babbo Natale a regalarmene una non riuscirei a farci granchè! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Però. Però ultimamente c’è stata un’inversione di rotta devo dire! Intendiamoci non mi metterò mai a sfornare pagnotte su pagnotte ma da quando ho scoperto la ricetta dei panini per hambuger (qui)  li ho rifatti con soddisfazione diverse volte e ci ho preso gusto. Mi sta addirittura venendo voglia di provare a fare la pizza in casa! Scandalo! 

Tutto questo per dire che ho fatto un lievitato. E’ venuto bene. Infatti ha nevicato il giorno dopo! Un mio sogno nascosto da anni era riuscire a fare i cinnamon bun in versione sana e dietetica. Cosa sono i cinnamon bun? Sono la versione anglosassone e natalizia di quella che da queste parti è la torta di rose; un impasto lievitato dolce, simile al pan brioche,  farcito di burro e zucchero (e cannella nel caso dei cinnamon bun), arrotolato e tagliato a rondelle. In USA viene servito con la classica glassa traboccante sopra.  E’ un dolce piuttosto consistente perchè contiene – tra impasto, ripieno e glassa – dosi di burro notevoli, e mi sono sempre chiesta se fosse possibile alleggerirlo. Mi sono imbattuta poi in questa ricetta e ho avuto la fulminazione: applesauce! Chiaramente! Ecco con cosa sostituire il burro per avere dei cinnamon roll light!  Si può fare! Per l’impasto però volevo usare l’uovo perchè non mi interessava di avere una ricetta vegana, quindi mi sono ispirata a quest’altra ricetta, il risultato è stato decisamente al di sopra delle aspettative! Nonostante la drastica riduzione di burro (e la mia incapacità a impastare) sono venuti soffici e leggeri, morbidissimi! La riduzione dello zucchero si sente, ma non è necessariamente un aspetto negativo: anzichè un dessert peccaminoso i cinnamon roll sono diventati una perfetta colazione sana, low sugar, con carboidrati integrali, dallo spirito natalizio ma dalle calorie contenute. Quindi a mio parere perfetta per iniziare queste giornate prenatalize entrando nel mood ma senza cedere alle lusinghe del buonissimo (ma impegnativo) panettone! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Per convincervi vi dico che questi cinnamon roll, paragonati a quelli di Starbucks hanno quasi la metà delle calorie! 250 contro contro 420! Senza contare che hanno la metà dei grassi (e senza dubbio più salutari!) e solo 4,7 gr di zuccheri (contro l’assurda cifra di 32gr in quelli originali!). Per di più a parità di proteine. Insomma per me s0no un epic win nutrizionale! 

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Non hanno la bellissima e golosissima glassa che siamo abituati a vedere, è vero. Trovare una ricetta di glassa senza zucchero (e possibilmente senza 2 etti di burro) è pressochè impossibile… anzi se avete link da suggerirmi sono ben accetti! Ne avevo trovata una vegan, gluten free e “LOW SUGAR”, o almeno così reclamava il titolo ma ehi, poi negli ingredienti c’erano 2 tazze di zucchero a velo. Proprio low sugar, sì sì.  Ho fatto un tentativo inventandomi una ricetta utilizzando lo xilitolo ma necessita dei miglioramenti, quindi per quella dovrete aimè aspettare! Intanto godetevi questi cinnamon roll e magari preparateli per le prossime colazioni! 

Se non capite come usare il filo interdentale per tagliare le fette (è più facile farlo che spiegarlo!) andate a guardare questo video

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Cinnamon roll senza sensi di colpa
Serves 9
Per l'impasto
  1. 170 ml di latte di mandorle senza zucchero fatto scaldare
  2. 5 gr di malto d'orzo in polvere
  3. 5 gr di lievito di birra istantaneo
  4. 160 gr di farina integrale (per me Almaverde Bio)
  5. 140 gr di farina di farro (per me Molino Rossetto)
  6. 140 gr di farina di forza W300 (per me Molino Rossetto)
  7. 1 uovo grande
  8. 20 gr di zucchero di cocco
  9. 10 gr di olio di cocco
  10. 1 gr di sale marino integrale
  11. 45 gr di applesauce
  12. 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  13. la scorza di mezza arancia grattuggiata
Per il ripieno
  1. 130 gr di applesauce
  2. 30 gr di zucchero di cocco
  3. 30 gr di olio di cocco liquido
  4. due cucchiaini di cannella rasi
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Setacciate le farine insieme al sale
  2. Sciogliete nel latte intiepidito il malto e il lievito
  3. Aggiungete l'uovo, lo zucchero, l'olio, la vaniglia e l'applesauce e sbattete con una forchetta
  4. Versate il composto sopra le farine poco a poco incominciando a impastare con un cucchiaio
  5. Regolate eventualmente di liquidi o di farina e incominciate a impastare come il pane o la pizza per almeno 10 minuti, fino a ottenere un impasto liscio e morbido
  6. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa un'ora e mezza o fino al raddoppio
  7. Nel frattempo preparate il ripieno mescolando tutti gli ingredienti
  8. Riprendete l'impasto e stendetelo con un mattarello in un rettangolo alto circa mezzo cm utilizzando un foglio di carta da forno come base e uno sopra eventualmente per aiutarvi se l'impasto dovesse essere troppo appiccicoso
  9. Spalmate il ripieno sull'impasto nella maniera più uniforme possibile, poi arrotolate con cautela a partire dal lato più lungo aiutandovi con la carta da forno
  10. Utilizzando un pezzo di filo interdentale pulito e non aromatizzato tagliate il rotolo in 9 fette: fate passare il filo interdentale sotto il rotolo e poi stringete incrociando i due lati di filo sopra il rotolo (link al video esplicativo nel testo sopra)
  11. Spennellate di burro di cocco (o utilizzate uno spray antiaderente) una teglia di vetro o ceramica e adagiatevi sopra le fette di rotolo, avendo cura di posizionare le due estremità con il taglio rivolto verso l'alto.
  12. Lasciate lievitare una seconda volta coperto da un canovaccio per circa 30/40 min in un luogo caldo
  13. Nel frattempo preriscaldate il forno a 180°
  14. Spennellate i roll con del latte e infornate per 20 min o fino a doratura
  15. Servite tiepidi
Notes
  1. Se avete l'impastatrice (vi odio e vi invidio molto) potete mettere tutti gli ingredienti liquidi nello stesso ordine in cui li ho descritti nella macchina e poi aggiungere la farina direttamente.
  2. Se la stanza in cui lavorate è molto fredda potreste avere dei problemi con la lievitazione, in quel caso provate a mettere l'impasto vicino a un calorifero
  3. Con queste dosi vengono leggermente dolcini, ma se avete un gusto del dolce molto forte dovrete aumentare lo zucchero
  4. Se dovessero avanzare conservateli in un contenitore ermetico fino a qualche giorno, se prima di mangiarli li riscaldate in forno saranno ancora perfetti!
Calories
250 cal
Fat
7 g
Protein
8 g
Carbs
40 g
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

Cinnamon roll senza sensi di colpa

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pere e ricotta affumicata

E’ passato un bel po’ di tempo dall’ultimo post! Siamo stati in Luna di Miele, a Bali e in Thailandia ed è stato un viaggio… impegnativo! Avevo una mezzo idea di programmare dei post da far pubblicare qui sul blog in mia assenza, ma è andata diversamente. Per farmi perdonare però vi ho preparato questa insalata di cavoletti di Bruxelles, che potremmo considerare un jolly per questo inverno che sta per iniziare.

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

I cavoletti di Bruxelles sono una verdura rinomatamente “antipatica”, antipatica perchè a un sacco di persone piacciono poco, forse per il gusto deciso, o per la forma un po’ strana… Decisamente non rientro nel gruppo! Adoro questi piccoli alberelli tondi e sodi (come tutte le crucifere per altro, l’ho già detto che amo l’inverno??) tant’è che per caso questa insalata di cavoletti di Bruxelles è ben la seconda ricetta di seguito che li contiene (qui trovate la mia pasta ai 5 cavoli). Trovo che siano una verdura estremamente saziante, versatile, facile da cucinare e perfetta per i contorni delle feste. Non a caso era uno dei contorni scelti per la mia proposta di cena di Natale nel lontano 2013 per Estetica e Donna (qui la ricetta, e qui il resto della cena) 

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Questa è una di quelle ricette che provi perchè gli ingredienti ti ispirano, però ti sembra un po’ banale e tristolina, e invece appena assaggi la combinazione di sapori… ti innamori! Non scherzo, nella sua semplicità i vari aromi si bilanciano perfettamente: il sapido della ricotta controbilancia il dolce della pera, e il croccante delle noci pecan si sposa divinamente con i cavoletti, provare per credere! 

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Dicevamo che questa insalata di cavoletti di Bruxelles con pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata è un jolly perchè potete prepararla come contorno a un secondo principesco per Natale o per la cena del Veglione (ad esempio i miei suoceri a Natale fanno spesso l’anatra all’arancia… non vedrei male un’insalata di cavoletti di Bruxelles abbinata!) ma funge anche da delizioso e sano pasto infrasettimanale, magari con patate arrostite o pane fresco integrale a completare i macronutrienti! Ma se devo essere onesta la vedrei bene anche come schiscetta dentro due fette di pane! 

 

Insalata di cavoletti di Bruxelles
Serves 4
Ingredients
  1. 600 gr di cavoletti di Bruxelles
  2. 1 pera soda (tipo Decana o simile)
  3. 100/150 gr di ricotta di capra salata affumicata
  4. 60 gr di noci pecan
Per il condimento
  1. 2 cucchiai d'olio evo
  2. 1 cucchiaio di senape di digione
  3. 2 cucchiai di miele
  4. timo essiccato o fresco
  5. sale e pepe macinati freschi
  6. il succo di mezzo limone
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 200°
  2. Miscelate gli ingredienti per formare la salsa, emulsionando bene.
  3. Pulite i cavoletti di Bruxelles e tagliateli longitudinalmente a fette non troppo sottili, cuoceteli a vapore (nel cestello, nell'apparecchio apposito o nel microonde) per 4 o 5 min, in modo che risultino ancora croccanti
  4. Disponete i cavoletti su una teglia ricoperta da carta da forno, aggiungete le noci tritate grossolanamente e condite con metà del condimento
  5. Infornate per 10 min o finchè non risultano croccanti
  6. Nel frattempo tagliate e fattine le pere, spennellatele con il condimento e grigliatele su una teglia antiaderente.
  7. Affettate la ricotta a fette sottili o grattuggiatela
  8. Unite i vari ingredienti e servite caldo o tiepido
Notes
  1. Se siete di fretta saltate il passaggio della grigliatura della pera: sapori e consistenze cambiano ma verrà ugualmente deliziosa!
  2. Se non trovate le noci pecan utilizzate noci normali o nocciole piemontesi
  3. Io la ricotta di capra affumicata la trovo dal mio spacciatore abituale di formaggi che usa il latte delle sue capre, al mercato contadino, se non la trovate potete usare una ricotta vaccina salata e affumicata o non affumicata o una scamorza
  4. Adeguate il sale nel condimento alla sapidità del vostro formaggio
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Insalata di cavoletti di Bruxelles, pera grigliata, noci pecan e ricotta di capra affumicata

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo (anzi 5!)

Spaghetti col cavolo alla quinta: con cavolo nero, cavolfiore, broccoli, cavolo viola e cavoletti di bruxelles! 

Per chi ama le crucifere! Senza latticini e con opzione vegana! 


La questione cavolo in questa casa è sempre una questione complessa. Da una parte ci sono io, che vivrei di broccoli (una delle pochissime verdure che mi piace anche al vapore scondita!) cavolfiore (tipo una pizza di cavolfiore come si fa a rifiutarla?) e cavoletti di Bruxelles. Dall’altra c’è il mio neomarito che li detesta in maniera feroce, anche il solo odore, anzi è una specie di cane da tartufo per i broccoli: l’altro giorno ha fiutato un broccolo CRUDO in una busta di carta CHIUSA di cui mi ero dimenticata completamente.  Quindi, rispettando io le idiosincrasia di ognuno, mi mangio i broccoli quando lui non c’è! Come in questi spaghetti col cavolo! 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Questi spaghetti col cavolo nascono da questa ricetta, l’avevo salvata da tempo su pinterest ma quando mi ero decisa a provarla era ormai passata la stagione dei cavoli quindi… eccoci qui! Inizialmente non pensavo di metterla sul blog, perchè insomma sono banali spaghetti col cavolo, quasi quasi degli spaghetti del cavolo! Poi però il suddetto hater delle brassinacee ha detto che la foto era così bella e invitante che gli faceva gola nonostante sapesse il malefico contenuto del condimento, quindi ho detto, perchè no? 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Quindi questi spaghetti col cavolo sono una ricetta basica, semplice, veloce, ma veramente deliziosa e saziante. Io ho aggiunto le lenticchie verdi (altra cosa che adoro) in modo da avere un piatto completo e bilanciato: vi ricordo in fatti che da un punto di vista del profilo amminocidico (cioè il tipo di “mattoni” delle proteine contenuto nell’alimento) i legumi sono carenti di amminoacidi solforati (metionina e cisteina) di cui invece sono ricchi i cereali, e questi ultimi sono invece privi di triptofano e lisina, presenti nei legumi. Quindi, come spesso si consiglia, associare cereali e legumi nello stesso pasto garantisce un apporto di proteine completo dal punto di vista della qualità. Attenzione però alla quantità: per ottenere una quota proteica ragionevole di proteine da legumi e cereali, si assume una discreta quantità di carboidrati (eh sì, i legumi hanno più carboidrati che proteine!) quindi valutate bene nel resto della giornata come giocarvi gli altri pasti in maniera tale da andare incontro alle vostre esigenze! 

Ma bando alle ciancie: ecco la ricetta! Non eliminate il limone che da davvero quel tocco in più! 

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo

Spaghetti col cavolo (anzi 5!)
Serves 4
Ingredients
  1. 200 gr cavolfiore bianco o colorato
  2. 200 gr broccoli verdi
  3. 150 gr cavolo cappuccio viola
  4. 150 gr cavolo nero
  5. 200 gr cavoletti di bruxelles
  6. 200 gr di lenticchie verdi
  7. 350 gr di spaghetti agli spinaci
  8. 4 o 5 acciughe (opzionali)
  9. uno spicchio d'aglio schiacciato
  10. un cipollotto di Tropea
  11. olio evo
  12. un paio di peperoncini freschi non troppo piccanti
  13. la scorza di un limone tagliata a julienne o raspata
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Fate semplicemente stufare tutti i vari cavoli in un tegame con poco brodo vegetale fino a che non siano teneri ma non del tutto cotti
  2. Fate bollire le lenticchie in acqua leggermente salata per circa 20 min o finchè non siano cotte ma al dente
  3. Riscaldate poco olio evo in una padella antiaderente con il peperoncino, il cipollotto tagliato fine, l'aglio e le acciughe
  4. Una volta imbiondito aggiungete le lenticchi e i cinque cavoli e fate insaporire finendo la cottura, aggiungendo poco a acqua se necessario
  5. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e buttatela nella padella a saltare
  6. Servite caldo con la scorza di limone.
Notes
  1. Qualità e quantità dei cavoli è discrezionale! Sbizzarritevi con cavolo riccio, cavolo cappuccio, verza, quello che trovate e volete voi!
  2. Chiaramente il tag vegano si riferisce all'opzione senza acciughe
  3. Se volete ci starebbe bene anche qualche pinolo tostato
  4. Se volete un gusto più deciso di limone potete spremere sopra al piatto di pasta un po' di succo di limone!
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/