Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Super basic, super simple: la vellutata di asparagi e porri aromatizzata allo zafferano

Cuoci, frulli e servi, niente più! 


Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

 

Non che abbia smesso di cucinare in questo periodo, chiaramente, nè tanto meno ho interrotto lo stile di vita sano a base di palestra e alimentazione clean e controllata, semplicemente ho cucinato ricette pluricollaudate o molto basiche, e quando capitava di provare cose un po’ più interessanti banalmente non avevo il tempo materiale per scattare delle fotografie degne di essere pubblicate!

Ora però che siamo tornati alla normalità possiamo tornare anche a fotografare, quindi ecco la prima ricetta da donna non più nubile che vi propongo! Una cosa semplicissima, banale in pratica, però cavoli è sorprendentemente deliziosa e sana: una vellutata di asparagi e porro con quel quid in più dato dallo zafferano! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

L’idea non è propriamente mia, anzi non lo è del tutto! Stavo cercando ispirazioni per i pasti della settimana su Pinterest e ho trovato queste foto  e mi sono detta: la voglio! Detto fatto! Ho solo modificato leggermente la ricetta, omettendo le patate, usando latticini (perchè il latte di cocco che avevo era purtroppo andato a male!) e cambiando metodo di cottura per “alleggerirla” di grassi.

 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Mi è capitato diverse volte che qualche lettore si spaventasse degli ingredienti strani che trovava nelle ricette e, pur desiderando provare a cimentarsi, veniva scoraggiato da sumac, vitafiber o olio di cocco, ebbene questa ricetta è per voi amici! Niente paura, niente ingredienti strani, cuoci e frulla! Enjoy

Ho deciso di cuocere al forno il porro per estrapolarne il sapore caramellizzandone leggermente gli zuccheri, attenzione però a non esagerare! Deve rimanere colorato e tenero non scuro e secco! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Questa tra l’altro è una ricetta molto versatile perchè (oltre a essere già GF) è facilmente rendibile vegana e senza latticini! Con queste dosi ne vengono tre bei piattoni da servire come primo settimanale abbinato  a un secondo proteico, oppure quattro piatti un po’ meno pieni, ottimi come entrè in una serata nel weekend tra amici!

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano
Serves 3
Ingredients
  1. 2 porri
  2. 1 mazzo di asparagi
  3. 100 ml di latte
  4. 1 cucchiaio di fecola di patate
  5. zafferano qb
  6. olio evo
  7. timo secco o fresco
  8. brodo vegetale
Per guarnire (facoltativo)
  1. olio evo
  2. scaglie di parmigiano
  3. yogurt bianco
  4. pesto o basilico
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Instructions
  1. Accendete il forno a 150°
  2. Pulite i porri e tagliateli a tocchetti, disponeteli su una teglia con carta da forno.
  3. Spruzzateli con olio, sale, pepe e timo e infornateli per 20/25 min o finchè non risultano teneri
  4. Pulite gli asparagi e tagliateli a pezzetti tenendo da parte due terzi delle punte.
  5. Mettete a cuocere in un tegame coperti di brodo vegetale, a fuoco medio per 15 min.
  6. Fate cuocere le punte degli asparagi spennellate di olio e condite con sale e pepe fino a che siano croccanti e dorate (circa 10 min a 180°)
  7. Fate sciogliere lo zafferano in mezzo bicchiere di acqua calda.
  8. Aggiungete i porri agli asparagi nel tegame, unite lo zafferano e il latte, aggiungendo se necessario del brodo.
  9. Setacciate un cucchiaio di fecola nel brodo e fate cuocere per 5 minuti
  10. Frullate con un frullatore a immersione o in un frullatore a vaso fino a ottenere una crema dalla consistenza vellutata
  11. Regolate la consistenza a seconda dei vostri gusti: se la volete più liquida aggiungete brodo o latte, se la volete più compatta lasciatela sul fuoco per qualche ulteriore minuto
  12. Impiattate con un filo d'olio, una cucchiaiata di yogurt, le punte di asparago arrostite e qualche scaglia di parmigiano
Notes
  1. Per renderla veg e senza latticini usate latte vegetale (meglio se di cocco) e yogurt di cocco, omettete le scaglie di parmigiano.
  2. Per renderla paleo utilizzate il suggerimento sopra e sostituite la fecola con una patata che farete cuocere insieme agli asparagi, a tocchetti.
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Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

La filosofia dietro un’insalata mista

Insalata di topinambur e cavolo rosso, riso integrale & uva nera

(by The Green Kitchen)

Una volta ho visto una puntata di un programma televisivo con Jamie Oliver in cui iniziava a preparare un’insalata tagliando due pomodori e aprendo una busta di lattughino o qualcosa di simile, poi metteva tutto in una ciotola e diceva con serietà: “Ecco un’insalata!” Poi scoppiava a ridere e diceva che chiaramente quello che c’era nel piatto non poteva definirsi un’insalata e che era il motivo per cui milioni di britannici affermano di odiare le insalate. Mi è rimasto in mente perchè questa filosofia, sulla base della quale si sviluppava poi il tema della puntata con ricette di insalate miste goduriose e super saporite, è anche la MIA filosofia di insalata. Cioè piatto unico, assemblato con cura, con ingredienti scelti per sapore, consistenza e colore, non necessariamente uniti a crudo, con condimenti speciali, ricchi di sapore e poveri di “schifezze”.  Questo genere di approccio si ritrova in moltissimi progetti (blog, libri, trasmissioni televisive ma anche ristoranti e bistrot!) all’estero, sia nel Nord Europa, sia in alcune zone un po’ hipster degli USA, sia in Nuova Zelanda e Australia.  Ora si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e a questo tengo particolarmente perchè è proprio il mio modo di pensare: trasformare un piatto da dieta, triste, e poco appetibile nell’immaginario comune, in una vera sorpresa! Ma arriviamo all’insalata di topinambur e cavolo rosso.

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Quando ho visto che The Green Kitchen, il primo libro di ricette scritto dalla fantastica coppia di The Green Kitchen Stories era stato tradotto in italiano, ho capito che doeveva aessere mio. E’ un libro molto bello e molto alla “nordica” nel gusto e nell’impostazione; consiglio sicuramente la lettura (anche se non concordo con tutto quello che viene scritto nella parte introduttiva), e soprattutto la visione delle bellissime foto.  Proprio in questo libro la filosofia di Jamie riguardo alle insalate trova diverse dimostrazioni pratiche, ma quella che mi ha più colpito di ricetta è stata proprio questa insalata di topinambur e cavolo rosso; nella versione originaria per la verità il titolo è “Insalata di riso selvaggio, topinambur & uva” purtroppo però dopo aver avuto un shock alla vista del costo al chilo del riso selvaggio mi sono sentita costretta a optare per il riso integrale, meno esotico ma altrettanto saziante e salubre! 

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Ho poi aggiunto le uova di quaglia per avere una quota proteica e, ammettiamolo, per mere questioni estetiche. Chiaramente le normali uova di gallina possibilmente cresciute all’aperto faranno lo stesso al caso vostro. Volendo anche delle lenticchie ci starebbero bene!

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rossov

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Come potete vedere dai valori nutrizionali questa insalata di topinambur e cavolo rosso è da considerarsi un piatto unico (se usate le dosi che ho indicato), ricca di carboidrati complessi e di grassi (anche se buoni) e relativamente povera di proteine. E’ questo il problema che ho quasi sempre con le ricette vegane o vegetariane: per aggiungere proteine si va sempre ad aggiungere anche grassi e/o carboidrati e per le mie necessità alimentari attuali non è sempre una buona scelta. Ma non è un problema sicuramente insormontabile per me che sono onnivora! Quando voglio godermi un pasto veggie come questo, semplicemente progetto l’altro pasto della giornata in maniera tale che sia leggermente scarico di grassi e carbo e più “forte” in proteine. Altra possibilità è invece usare l’insalata come “side” ossia contorno a un secondo proteico, adeguando chiaramente le quantità. Un’ottima idea ad esempio in una serata tra amici, che prevede più portate sul tavolo! 

NB il tag vegano si riferisce chiaramente alla versione priva di uova! 

 

Insalata di topinambur e cavolo rosso
Serves 2
Ingredients
  1. 100 gr di riso integrale (selvaggio o non)
  2. 300 gr di topinambur
  3. 200 gr di cavolo rosso
  4. 200 gr di uva nera
  5. 10 uova di quaglia
  6. spinaci novelli freschi
  7. granella di mandorle per guarnire (opzionale)
  8. timo/erba cipollina freschi o essiccati
Per il condimento
  1. senape di digione
  2. olio evo
  3. tamari
  4. succo e scorza di limone
  5. pepe macinato fresco
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Instructions
  1. Lavate accuratamente il topinambur strofinandolo con un guanto apposta per levare lo strato esterno della buccia (o sbucciatelo) e tagliatelo a rondelle
  2. Disponete le fette di topinambur su una teglia da forno, aggiungete timo, sale, pepe e un filo d'olio e mettetelo in forno a 200° per circa 30 min o finchè non risulta morbido
  3. Fate bollire il riso in abbondante acqua salata secondo le indicazioni di cottura sulla confezione fino ad averlo al dente.
  4. Lavate gli spinaci novelli e asciugateli, tagliate finemente il cavolo rosso, lavate l'uva e tagliate i chicchi a metà per il lungo.
  5. Cuocete le uova di quaglia per qualche minuto in acqua bollente
  6. Preparate il condimento emulsionando la senape con l'olio, il tamari e il limone. Aggiustate di sale e pepe.
  7. Unite le varie componenti dell'insalata nel piatto di portata e condite con la salsa ottenuta
Calories
555 cal
Fat
17 g
Protein
16 g
Carbs
86 g
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 MANGIOquindiSONO

Torta di fichi senza zucchero

Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Un’idea per colazione, il dolce non dolce.

La torta di fichi senza zucchero (o quasi!), con farina di grano saraceno e mandorle!


Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Torta di fichi senza zucchero (quasi)

Riguardo la questione della stagionalità io sono sempre molto confusa. Se si guardano le tabelle su internet al riguardo la confusione aumenta notevolmente perchè ognuno ha la sua da dire, e se è vero che le fragole a gennaio sicuramente no, è anche vero che su altri ortaggi la stagionalità è un po’ più controversa. Anche perchè come dico sempre ha senso pretendere che nella pianura padana troviamo a aprile gli stessi ortaggi che sono di stagione in Sicilia? Chiaramente no.  Altra cosa che influisce un sacco sulla stagionalità è l’annata in corso: quest’anno ad esempio al nord ha piovuto moltissimo fino a tardo maggio con conseguente rovinarsi di molti raccolti e slittare in avanti di alcune colture. E li hai voglia a dire che a fine maggio sono di stagione le ciliegie, se il contatino ti dice che non sono pronte, non sono pronte. 

Cioè nella mia testa ho bene in mente che gli asparagi sono in primavera, le angurie in estate e i funghi in autunno. Ma. Perchè c’è sempre un ma, lo sapevate che esistono ortaggi e frutti con due stagionalità, come il cavolfiore, che è tipicamente invernale ma esiste in variante primaverile? Ecco io no.  

Stessa cosa per i fichi. Perchè nella casa in montagna della mia infanzia c’era tra gli altri un albero di fichi e io ricordo distintamente che li mangiavamo in settembre (o forse tardo agosto). Quindi per me banalmente fichi = autunno. Stop, finita li.  E ecco a me i fichi piacciono parecchio, tipo mozzarella di bufala, prosciutto crudo, fico e aceto balsamico? Top antipasto per cene tra amici. Quindi io ci provo sempre, lo cerco sempre anche se magari è un po’ presto, tipo siamo a metà agosto. Immaginate la mia sorpresa quando mi sento rispondere che eh sarebbe un po’ tardi per i fichi! Ma come?? Tardi? Ma se ci sono 40 gradi? Ebbene sì tardi. Perchè, come mi sono fatta spiegare, esistono i fichi ed esistono i fioroni, che sono i frutti dello stesso albero (mi pare di aver capito) ma a stagionalità diversa, i fichi sono più scuri, zuccherini e sciroppati e maturano in autunno, mentre invece i fioroni sono più idratati, meno concentrati diciamo, e maturano in questo periodo, tra fine giugno e inizio luglio.  La natura è saggia e a stagione con clima diverso corrisponde frutto con proprietà sensate in quel senso. 

Torta di fichi senza zucchero

Torta di fichi senza zucchero

Tutto ciò per dirvi che questa magnifica torta di fichi senza zucchero l’ho provata sia con i fichi autunnali sia con i fioroni e viene decisamente meglio con quelli autunnali (perchè appunto più dolci) ma non è male nemmeno con i fichi di adesso, e poi comunque noi ci portiamo avanti con la stagione e la pubblichiamo, che poi ci penso io a ricordarvi la ricetta a tempo debito. 

La cosa uber fantastica dei fichi è che con la loro dolcezza e il loro sapore caramelloso, sono perfetti per dolcificare gli impasti, quindi l’idea di usarli in una torta di fichi senza zucchero, dal profumo classico ma dagli ingredienti “nuovi”, perfetta per la colazione, ce l’avevo già da un po’. L’avevo provata anche quest’autunno, ma non avevo fotografato il processo, ecco perchè so già che viene meglio con i fichi autunnali!

Come vedete le farine scelte sono farine un po’ alternative, non a caso, il grano saraceno da’ quel quid di croccantezza in più, mentre le mandorle con la loro dolcezza contribuisce a creare il sapore di questa torta di fichi senza zucchero. O quasi. Il quasi è d’obbligo per la presenza di quei 35 gr di miele, necessari per far montare adeguatamente le uova. Non sono sicura si possano omettere, magari trovando un adeguato sostituto, se provate fatemi sapere come viene! 

Potete mixare abbastanza le farine che preferite, e tentare varianti diverse, magari omettendo le whey se non le avete, o aumentando la farina di mandorle! 

Fatela provare ai vostri bimbi, secondo me è una torta adattissima alla colazione o alla merenda!


GALLERY

Torta di fichi senza zucchero (quasi)
Serves 9
Ingredienti secchi
  1. 55 gr di farina di grano saraceno
  2. 55 gr di farina d'avena integrale
  3. 75 gr di farina di mandorle
  4. 60 gr di whey alla vaniglia o neutre
  5. 1 pizzico di sale
  6. mezzo cucchiaino di lievito
  7. mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
Ingredienti Umidi
  1. 3 uova
  2. 150 gr di yogurt greco 0%
  3. 150 gr di applesauce
  4. 35 gr di miele
  5. succo e scorza di 1 limone
  6. un cucchiaio di brandy o rum
  7. essenza di vaniglia
  8. 10 fichi
  9. lamelle di mandorle per decorare
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Instructions
  1. Accendere il forno a 180°
  2. Montare le uova con il miele a lungo no ad ottenere un composto arioso e montato, quasi a nastro, spumoso, come per il pan di spagna
  3. Unire gli ingredienti secchi e mescolare
  4. Unire i rimanenti ingredienti umidi e mescolare
  5. Unire gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolare
  6. Unire le uova montate con delicatezza per non smontale
  7. Aggiungere i fichi tagliati a pezzi lasciandone qualcuno per la copertura
  8. Versate l'impasto in una tortiera con carta da forno, decorate con fichi a fette e mandorle a lamelle
  9. Infornate per 35/40 min
  10. Lasciate raffreddare e gustate!
Notes
  1. Se usate farina di mandorle GF può essere considerato un dolce gluten free
  2. Viene sia con i fioroni estivi che con i fichi autunnali, ma con questi ultimi viene meglio Potete omettere le whey e sostituirle con un mix delle altre farine
  3. Il miele non può essere omesso perchè serve a far montare adeguatamente le uova
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MANGIO.quindi.SONO
 

Biscotti Natalizi

Biscotti Natalizi: clean Vs cheat

Auguri di Buone Feste con un regalino: biscotti natalizi, versione doppia!

Biscotti Natalizi Cheat

Biscotti Natalizi Cheat

Non c’è niente da fare: per me il Natale è racchiuso nell’odore del panpepato e dei biscottini natalizi che cuociono in forno! Non so da cosa mi derivi questa tradizione personale, è sicuramente legata al fatto che quand’ero piccolina (e meno piccolina!) con mia madre andavamo a una festa di Natale in cui la maggiore attrazione (cioè maggiore per me) era decorare la propria casetta di pan di zenzero con glassa e dolcetti. Per me il Natale è sempre stato questo: biscotti natalizi. 

Biscotti Natalizi Clean

Biscotti Natalizi Clean

Negli anni in cui ho avuto tempo e occasione ne ho sempre preparati un po’ da distribuire a amici e parenti come presente, confezionati in un bel sacchettino con nastro e biglietto, e, diciamocelo, i biscotti sono sempre un regalo apprezzato da tutti! 

Era già dall’anno scorso che meditavo di provare a fare una versione sana e leggera dei classici biscotti natalizi, ma qualche vago tentativo non era andato a buon fine e avevo lasciato perdere. Quest’anno invece sono riuscita a perfezionare una ricetta molto carina, senza burro, con pochi grassi e zuccheri e tante belle spezie, una ricetta insomma che possa far felice chi tiene alla linea al pancreas e magari ha già la dispensa piena di pandori e torroni.  Ma intendiamoci: a Natale non è necessario stare sempre sempre a regola, qualche peccato di gola è assolutamente concesso, anzi va incentivato! Quindi accanto alla versione clean ecco la versione cheat con… tutto quello che non c’era nell’altra! Quindi CON: zucchero, burro (quindi latticini), farina bianca normale (quindi glutine) etc! 

A voi scegliere quale versione preparare e regalare!

Biscotti Natalizi Clean

Biscotti Natalizi Clean

La versione “clean” è vaghissimamente ispirata a questi biscotti, ed è stata realizzata per un Calendario dell’Avvento fotografico a cui ho partecipato, ideato e realizzato dai fantastici admin di Workout Group, un gruppo su facebook dedicato al fitness (a casa come in palestra, in tutte le sue forme) a cui vi invito fortemente a iscrivervi se vi interessa il tema! (lo trovate qui). E’ anche un’idea molto molto carina da regalare “in barattolo” come preparato, con il bigliettino con le istruzioni: regali belli e buoni in pieno stile Mangio Quindi Sono! 

Biscotti Natalizi Cheat

Biscotti Natalizi Cheat

La versione “cheat” invece è praticamente la traduzione in italiano (con ben poche modifiche) di questa ricetta, se non consocete Ambitious Kitchen vi consiglio di rimediare immediatamente, perchè è uno dei miei blog di cucina preferiti in assoluto. 

Biscotti Natalizi versione clean

(senza latticini, senza glutine, low sugar)

Biscotti di Pan Pepato "fit"
Serves 35
Ingredients
  1. 75 gr farina di mandorle
  2. 110 gr farina di grano saraceno
  3. 20 gr fecola di patate
  4. 35 gr grano saraceno in chicchi
  5. 1 uovo
  6. 3 datteri di medjoul
  7. 30 gr di zucchero muscobado
  8. 40 gr di burro di cocco (o ghee, o burro normale)
  9. Spezie a piacimento: cannella, chiodi di garofano, zenzero (anche fresco), noce moscata Pizzico di sale
  10. Essenza di vaniglia o vaniglia in semi
  11. Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  12. 1 cucchiaino di cacao amaro
  13. NB questa versione è volutamente poco dolce, dipendevolmente dal vostro sweet tooth potreste voler aumentare la quantità di zucchero.
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Instructions
  1. Mettete tutti gli ingredienti in un mixer e frullate no ad ottenere un impasto a palla, con qualche eventuale pausa per non surriscaldare il motore.
  2. Compattate la palla di impasto e fatela riposare in frigo coperta dalla pellicola per 30 minuti o comunque no a che non si indurisca e risulti lavorabile
  3. Accendete il forno a 180°
  4. Stendete l’impasto tra due fogli di carta da forno leggermente cosparsi di fecola di patate per evitare che si attacchi
  5. Ritagliate i vostri biscotti con degli stampini e disponeteli distanziati su una teglia ricoperta da carta da forno
  6. Infornate per 10 minuti
  7. Lasciate raffreddare completamente
Per Il Barattolo Da Regalare
  1. Inserite tutti gli ingredienti tranne uovo e burro di cocco in un barattolo a strati.
  2. Aggiungete un cartellino con la ricetta, confezionate e avvisate che per via della presenza dei datteri il barattolo deve essere consumato a
  3. breve.
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Biscotti Natalizi versione cheat

(con uova, zucchero, burro, latticini, farina bianca, glutine)

Biscotti Speziati Al Cioccolato Bianco E Pistacchio
Serves 25
Ingredients
  1. 280 gr di farina bianca normale 100 gr di burro
  2. 130 gr di zucchero muscobado 70 gr di melassa
  3. 1 uovo
  4. 1/2 cucchiaino di all spice (spezie miste) 1 cucchiaino di cannella
  5. 1 cucchiaino di zenzero
  6. 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  7. un pizzico di sale
  8. Mezzo baccello di vaniglia
Per Glassare
  1. cioccolato bianco
  2. 1 cucchiaino di burro di cocco pistacchi tostati e salati
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Instructions
  1. Unite tutti gli ingredienti secchi in una ciotola (farina, bicarbonato, sale, spezie tranne la vaniglia)
  2. Fate fondere il burro a fuoco medio no a ottenere una sfumatura brunastra e no a sentire odore come di nocciola (otterrete in pratica il
  3. burro noisette)
  4. Lasciate riposare il burro per 5/10 minuti
  5. Unite lo zucchero e sbattete con una frusta elettrica per qualche minuto
  6. Aggiungete, sempre sbattendo, l'uovo, la vaniglia e la melassa.
  7. Unite gli ingredienti secchi e mescolate accuratamente no a ottenere una palla
  8. Lasciate riposare in frigo l'impasto coperto di pellicola per una mezzoretta
  9. Accendete il forno a 180°
  10. Prelevate con le mani una piccola quantità di impasto (20/25 gr) e formate una pallina, disponete poi le palline su una teglia ricoperta di carta da forno, ben distanziate
  11. Sciacciate leggermente le palline con il fondo di un bicchiere o con le mani
  12. Infornate peer 10/12 minuti massimo
  13. Sfornate i biscotti e lasciate raffreddare
  14. Sciogliete il cioccolato bianco a bagnomaria con l'olio di cocco, e tritate i pistacchi per averli pronti
  15. Immergete la parte superiore del biscotto nel cioccolato bianco, tenendolo capovolto verso il basso e ruotandolo su se stesso per far cadere l'eccesso
  16. Cospargete di pistacchi tritati e lasciate rapprendere in frigo
  17. Gustate magari con un tè alla cannella
Notes
  1. La melassa e lo zucchero muscobado li trovate nei negozi biologici spesso, la melassa può essere sostituita con un buon miele di castagno ma non è assolutamente la stessa cosa.
  2. L'all spice è formato da chiodi di garofano, cannella, noce moscata, pepe nero e zenzero di solito, potete sostituirlo con poca polvere di chiodi di garofano
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Pizza di cavolfiore

La pizza di cavolfiore perfetta

Tutti i trucchi e i segreti per ottenere una pizza di cavolfiore che non sembri cibo premasticato

Venghino venghino i signori scettici perchè questa pizza di cavolfiore con pesto di basilico, porcini grigliati, formaggio di capra e mais dolce è veramente buonissima!

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

La cosiddetta “pizza del cavolo” è un trend in ascesa negli ultimi anni, e il doppio senso nel nome è una casualità piuttosto beffarda perchè ho visto di tutto riguardo la pizza di cavolfiore e so che spesso è una sfida mica da ridere, sia intellettuale (ma come? il cavolfiore… nella pizza?? Nemmeno sulla, addirittura dentro!?) sia pratica, perchè trovare una ricetta che funzioni, e funzioni davvero, è difficile.

Ecco i trucchi sine qua non per la riuscita della vostra pizza di cavolfiore:

  1. cuocere il cavolfiore (non so perchè ma molta gente lo usa crudo direttamente nell’impasto, ma non funziona perchè cuocendo in forno rilascia i suoi liquidi con il risultato di una pappetta informe)
  2. cuocerlo già tritato e non intero 
  3. strizzarlo benissimo
  4. strizzarlo davvero benissimo
  5. usare l’uovo nell’impasto
  6. non unire le farine (di ceci o di mandorle etc) ma un latticino cremoso
  7. cuocerla prima “in bianco” e poi aggiungere il topping

Ora, mi rendo conto che il numero 6. creerà problemi ad alcuni perchè rende la ricetta non paleo-friendly, però purtroppo ad ora non ho ancora trovato un degno sostituto del formaggio di capra nell’impasto! La buona notizia invece è che se siete lievemente intolleranti al lattosio potete lo stesso provare questa ricetta perchè il formaggio di capra è low lactose, mi raccomando sempre la scelta dei formaggi deve comunque basarsi sulla qualità della materia prima. 

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

Piccola precisazione, si chiama pizza di cavolfiore ma NON è una vera pizza. Nel senso che non potete imbrogliare gli amici, non è come mangiarsi una margherita che esce fumante dal forno a legna, è un’altra cosa: è un’alternativa sana low carb e glutenfree per i pasti infrasettimanali (sì perchè io nel weekend una pizza vera con glutine, mozzarella e tutto me la mangio eccome, a scanso di equivoci), un’idea interessante e alternativa per cucinare il cavolfiore. Non è per dire una ricetta come quella dei brownies di fagioli neri, che potete portare a una festa facendo finta di niente e la gente vi mangerà come se fossero chili di burro e cioccolato, questa ve la sgamano subito che non è una pizza e contiene il cavolfiore. Però insomma è buona! Certo è che se odiate a morte il cavolfiore, ecco forse non è la ricetta per voi, se invece non vi dispiace però bollito non vi entusiasma granchè questa potrebbe stupirvi in senso positivo! Ultimo avviso, se avete dei bambini curiosi per il cibo, aperti mentalmente, abituati al cibo sano, questa pizza di cavolfiore (con topping adeguato all’età che i porcini ai seienni non penso piacciano granchè) potrebbero apprezzarvela molto. I bambini invece abituati a cibi confezionati ricchi di grassi e zuccheri difficilmente ve la assaggeranno, io vi ho avvisati!

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

La ricetta con i trucchetti vari l’ho presa qui, l’ho provata con la crescenza morbida di capra e veniva benissimo però ho pensato di alleggerirla con la ricotta al posto della crescenza ed è venuta benissimo lo stesso. Il topping che ha usato lei è salsa di pomodoro + mozzarella di capra, ma per me l’idea di abbinare il  cavolfiore al pomodoro era un abominio quindi ho fatto diversamente (ma mi rendo conto che potrebbe benissimo essere un mio limite mentale, quindi se volete provare magari a voi piace!)

Il mais dolce è stata una fortunata coincidenza, perchè avevo in casa delle pannocchie fresche (crude) da un po’ e non sapevo cosa farci così ho pensato, perchè no? Pensate che per cuocerle bollendole ci vogliono 40 minuti, mentre al micro ne bastano meno di 10! Comodissimo, e viene buonissimo, dolce saporito, carnoso e non acquoso! 


 GALLERY

Pizza di cavolfiore perfetta
Serves 2
Per la crosta
  1. 1 cavolfiore di dimensioni medio grosse
  2. 90 gr di ricotta di capra
  3. 1 uovo
  4. sale e spezie a scelta (per me timo e porcini secchi) 6. 1 cucchiaio di parmigiano (facoltativo)
Per il topping
  1. qualche porcino fresco
  2. abbondante basilico fresco
  3. mezzo spicchio d'aglio
  4. due cucchiai di pinoli
  5. un filo di olio evo
  6. 100 gr di formaggio di capra stagionato
  7. 1 pannocchia fresca
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Instructions
  1. Pulite il cavolfiore sotto l'acque e togliete le foglie esterne
  2. Tagliatelo in piccoli tocchi, metteteli nel mixer e tritate per qualche secondo fino ad ottenere una sorta di "cousocus" di cavolfiore
  3. Mettete in un tegame alto e largo un dito d'acqua e portate a bollore, poi gettatevi il cavolfiore e cuocete per poco meno di 5 minuti
  4. Scolate in un colino a trame fitte il cavolfiore e strizzatelo in un asciugapiatti per far uscire l'acqua in eccesso
  5. Strizzatelo ancora
  6. Continuate a strizzarlo
  7. Ora unite al cavolfiore accuratamente strizzato l'uovo, la ricotta e il condimento, mescolando bene.
  8. Ricoprite una teglia di carta da forno e ungetela leggermente di olio (o spruzzatela con l'oliera spray)
  9. Stendetevi poi il finto impasto, compattandolo e dandogli forma con le mani, fino a ottenere un disco di massimo 1 cm di spessore (o meno se preferite una pizza più sottile!)
  10. 10. Infornate in forno preriscaldato a 200° per 30/40 minuti (dipendevolmente dalla larghezza della teglia e dunque dallo spessore dell'impasto)
Nel frattempo preparate il topping
  1. Frullate il basilico lavato e asciugato insieme ai pinoli, sale, un filo di olio evo e poco aglio, aggiungendo eventualmente poca acqua fino a formare una crema
  2. Pulite i porcini dalla terra in eccesso con una spugnetta pulita e tuffateli per qualche minuto in una ciotola d'acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato (aiuterà a far uscire i vermi eventuali)
  3. Asciugateli leggermente e tagliateli per il lungo
  4. Grigliate i porcini su una griglia ben calda e teneteli da parte
  5. Grattuggiate il formaggio di capra con la grattuggia a trama larga
  6. Disponete la pannocchia privata di involucro e pulita direttamente in microonde e cuocete per 6 min circa a 600W, poi tagliate via i chicchi dal centro fibroso con un coltello ben affilato
  7. Una volta ultimata la cottura della pizza spalmateci sopra la crema di basilico, poi cospargete di formaggio e aggiungete i funghi e i chicchi di mais.
  8. Spruzzate di olio e infornate nuovamente per altri 5/10 minuti finchè non risulta dorata
  9. Lasciate raffreddare leggermente poi tagliate a fette e mangiate!
Notes
  1. Più strizzate pazientmente il cavolfiore più la vostra pizza sarà croccante
  2. State attenti a non scottarvi le mani! Nel caso è un'ottima idea usare i guanti in lattice (io l'ho fatto e aiuta un po'!)
  3. Usate i topping che preferite
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Zoodle con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Un piatto low carb, pieno di fibra e grassi buoni: zoodles con gamberi marinati e grigliati, conditi con un pesto al basilico e avocado senza parmigiano

L’estate in un piatto, e la convinzione che bisogna sempre pensare fuori dagli schemi

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Le zucchine sono uno di quegli ortaggi che compro tutto l’anno, nonostante la stagione sia prettamente estiva. Un po’ perché sono l’ancora di salvezza della cena, quando la voglia di cucinare è zero – pulite, tagliate, e in padella in 5 minuti netti – e poi perché piacciono un po’ a tutti soprattutto ai bambini, sono la classica verdura per chi non ama le verdure insomma, e in casa le verdure che hanno un “NO” appiccicato sopra sono parecchie (come i cavoletti e cavoli che in stagione prontamente compro solo per me!)

Ecco perché la prima volta che ho provato gli zoodles è stato diversi mesi fa, in tempi non sospetti. 

Mi avevano regalato da poco uno spiralizzatore e non vedevo l’ora di provarlo quindi mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo e ho provato a fare qualche esperimento, che devo dire è riuscito alla grande, anche perché il pesto di basilico homemade è sempre una certezza. Chiaro è che quando si compra e si consuma verdura fuori stagione (che ricordiamoci, non è un crimine di guerra) dobbiamo sapere, e essere consapevoli che 1) la pagheremo il triplo, 2) saprà ben di poco, 3) sarà stata coltivata all’estero o in serra.  

Ma adesso la stagione delle zucchine è arrivata dunque facciamo il pieno di zoodle!!! 

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Per ottenere gli zoodles avete diverse opzioni:

a)  Questo costa pochi euro al mercato ma fa spaghetti dritti, corti, è poco maneggevole e ha uno scarto non indifferente, costituito di solito dalla buccia che non si riesce più a scavare (ed è facile tagliarsi)

b) Questo è molto simile a quello che ho io (ma di una marca francese), fa spaghetti lunghi perché è come se temperasse la zucchina, anzi troppo lunghi, per cui risultano difficili da maneggiare, vi consiglio nel caso di interrompere ogni tot la spiralizzazione per troncare lo zoodle. Ha un discreto scarto, rappresentato dal cuore della zucchina, ma è molto facile da maneggiare.

c) Questo non l’ho mai provato ma pare sia molto comodo, c’è anche da dire che mi sembra un’attrezzatura fin troppo complessa per fare dei semplici zoodle. Il vantaggio è che si possono spiralizzare anche ortaggi rotondi e grossi e non solo lunghi.

Parlando di cottura: gli zoodle si mangiano crudi, lo so benissimo. 

Io lo dico, ma che nessuno si scandalizzi che i miei siano cotti perché a me l’idea di mangiare zucchine crude così tout court non mi andava giù (su certe cose sono schizzinosa) quindi ho escogitato un protocollo per cuocerli poco, in modo da trattenere vitamine e croccantezza

Qual è il senso degli zoodles? Mangiare un piatto che sembri pasta ma non lo sia, cioè un piatto low carb ma visivamente ingannatore, appagante per il gusto e che sazi a lungo mantenendo contenute le calorie, e non ultimo ricco di fibra. Insomma in pieno stile Mangio Quindi Sono: zoodle per il corpo, per gli occhi e per l’anima.

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Chiariamo a questo proposito però due cose.

Non è come mangiare pasta. Chiaramente non lo è: siamo italiani, gli spaghetti sono spaghetti, una roba low calories non può essere come un piatto di spaghetti allo scoglio, è chiaro. Sono un compromesso, come sempre, un trucco per andare avanti quando magari la pasta non la si può mangiare troppo spesso ma la voglia c’è.

E qui veniamo al secondo punto: la pasta NON è il male. I carboidrati amidacei NON sono il male, l’ho sempre sostenuto e continuo a farlo.  Ma i carboidrati non sono solo pasta e pane, sono anche riso, farro, miglio, couscous, legumi (sì, amici, contengono carboidrati sempre e comunque), patate… E anche verdura e frutta. Ebbene sì, verdura e frutta sono carboidrati, lo so, allucinante. Uno può non mangiare pasta e pane e mangiarsi oltre 200 gr di carboidrati al giorno dalle fonti di cui sopra e vi assicuro che non gli succederà niente di male (anzi, variare le fonti di carboidrati nella dieta è sempre un’ottima idea!).

Purtroppo però non tutti possiamo mangiare carboidrati amidacei nelle stesse quantità e con la stessa frequenza. Ognuno di noi ha un proprio assetto metabolico, una propria secrezione ormonale, non tutti i pancreas funzionano in maniera altrettanto ottimale, etc dunque non esiste un fabbisogno di carboidrati standard uguale per tutti! Io non posso dirvi quanti carboidrati mangiare, non mi compete, dovete capire da soli il vostro livello di confort, quello che vi permette di dimagrire, essere in salute e avere le forze per allenarvi se lo fate, dunque sperimentate, provate e capite il vostro corpo.

Detto questo preambolo sicuramente noioso, il punto è che talvolta abbiamo la necessità di fare un pasto low carb (se si segue una dieta particolare, se siamo infortunati e non possiamo allenarci per lungo periodo, se prevediamo di andare a fare una cena a base  di pizza e tris di risotti alla sera per dire) e questo piatto risponde a questa esigenza egregiamente. Non è che non ci siano carboidrati, è solo che si tratta eminentemente di fibre! E’ chiaro però che, così come mangiare solo frutta a pranzo è deleterio (e insufficiente) mangiare un piatto di sola verdura non vi porterà da nessuna parte, quindi mi sento di sconsigliare spassionatamente un condimento di sole verdure per gli zoodles:  usate invece qualche fonte di grassi buoni e una o più fonti di proteine (in abbondanza: una fetta di salmone affumicato da 30 gr NON è una porzione adeguata a fare da condimento agli zoodles!) e otterrete un piatto che nonostante il basso contenuto di carboidrati amidacei vi farà arrivare energici al pasto successivo!

Il mio compagno ha detto che avrebbe preferito questi zoodles a una temperatura più calda, per mimare ulteriormente il piatto di pasta, io invece lo preferisco a temperatura di frigorifero quasi, perchè credo che il sapore dell’avocado venga così esaltato. A voi la scelta!


GALLERY

Zoodles ai gamberi e pesto di avocado
Serves 2
Ingredients
  1. 10 zucchine di medie dimensioni, fresche
  2. 350 gr di gamberi freschi crudi già puliti (peso al netto degli scarti) peperoncino secco o fresco a piacere
  3. 1 cucchiaino di pasta di miso (fac)
  4. 1 cucchiaio di mirin (fac)
  5. 1 cucchiaino di miele
  6. 2 cucchiai di salsa di soia low sodium
  7. 1 lime
  8. 1/2 avocado
  9. basilico in abbondanza
  10. 2 cucchiai di pinoli
  11. 3 cucchiaini di olio evo
  12. 1 limone
  13. sale e pepe
  14. Spiralizzatore
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Instructions
  1. Lavate le zucchine, tagliate via le estremità e spiralizzatele
  2. Conditele con sale e lasciate in uno scolapasta per 30 min a scolare l'acqua in eccesso
  3. Preparate la marinatura dei gamberi unendo miso, scorza e succo di lime, miele, salsa di soia, mirin e peperoncino
  4. Lasciate marinare i gamberi puliti e sciacquati nella salsina per 15 minuti
  5. Preparate il pesto di avocado frullando mezzo avocado, con un lo d'olio, sale e pepe, il basilico, i pinoli e il succo di limone, assaggiate, regolate i sapori e aggiungete qualche cucchiaio d'acqua per ottenere una consistenza sof ce, spumosa, ma non troppo solida
  6. Grigliate i gamberi su una piastra ben calda per mezzo minuto o un minuto per lato, giusto il tempo di renderli rosa senza stracuocerli
  7. Cuocete al vapore gli zoodle per 1 minuto netto, non di più, poi fateli raffreddare nello scolapasta nuovamente
  8. Condite gli zoodle con il pesto e i gamberi e impiattate
Notes
  1. Il miso e il mirin sono condimenti giapponesi che potete acquistare nei negozi etnici a prezzi non esagerati, potete ometterli nella marinatura e usare tranquillamente solo lime, salsa di soia, miele e peperoncino, ma se li trovate in giro vi consiglio di prenderli perchè sono un'ottimo condimento low cal per aggiungere un gusto in più a molti dei vostri piatti!
  2. NON omettete la salatura delle zucchine, serve a renderle dolci e fargli perdere l'acqua in eccesso Se vi piacciono usate gli zoodle crudi
  3. Gli avanzi delle zucchine spiralizzate potete congelarli per aggiungerli a zuppe, minestroni o frittate
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 MANGIO.quindi.SONO

Sushirrito! Texmex o Giapponese?

Sushirrito: metà burrito, metà sushi!

La fusione tra cucina messicana e ingredienti giapponesi


Sushirrito di salmone al miso

Sushirrito di salmone al miso

Il sushirrito è indubbiamente uno degli ultimi food trend più interessanti e apprezzati oltreoceano. Immaginate un burrito, la classica piadina messicana ripiena solitamente di fagioli, chili di carne speziata, formaggio, avocado e salse, poi reinterpretatelo in chiave nipponica con l’alga al posto della tortilla, il riso al posto dei fagioli e il pesce al posto della carne (ma non necessariamente). Ecco a voi il sushirrito, un wrap di alga con un ripieno fusion ispirato alla cucina giapponese, sicuramente molto più adatto all’estate degli ingredienti (seppur ghiottissimi) texmex.

 

La brillante idea l’ha avuta Peter Yen in California,  e in breve tempo il suo locale Sushirrito, aperto nel 2011 assieme a Ty Mahler, ha spopolato in tutta la baia di San Francisco, aprendo diverse succursali di cui una anche a Palo Alto che è diventata tappa fissa per gli studenti di Stantford e gli informatici e ingegneri della Silicon Valley. L’idea di Peter era di fondere i due cibi preferiti degli abitanti della zona, burrito e sushi, creando un cibo di strada che permettesse alla gente di gustarsi la leggerezza e il colore del sushi senza il tedio di una lunga (e costosa) cena seduti, ma senza nemmeno prostrarsi alla tristezza del sushi prefatto da banco frigo, carente di qualità. Ecco che nasce il sushirrito, wrap di sushi fatti al momento, di qualità, da mangiare per strada senza troppe cerimonie! Idea vincente! 

E a mio parere incarna benissimo la mia idea di “alleggerimento” di un piatto della tradizione (anche se non di italica tradizione si tratta) quindi appena l’ho addocchiato in rete sapevo sarebbe diventato mio presto. 

Sushirrito veg

Ho riflettutto a lungo se taggare come cheat questo post perchè, voglio dire, il riso del sushi è bianco, è condito con lo zucchero, c’è l’aggiunta (facoltativa) della maionese, insomma cose che non si sposano molto con il mio concetto di clean eating, però poi ho pensato: perchè? Perchè il sushirrito non deve poter essere pensato come sano? Il ripieno è colorato e ricco di verdure e pesce fresco, la maionese la faccio homemade, e il riso è condito con lo zucchero è vero, ma si tratta di quantitativi veramente limitati (che comunque per i più puristi possono essere sostituiti con adeguate dosi di dolcificante) e poi tutto ha un limite: considerare il sushi (pesce crudo scondito e riso bollito di fatto) come cheating sfocia decisamente nell’ortoressia per me!

Sushirrito

Sushirrito

Non escludo – anzi per la verità ho già qualche idea al riguardo – di fare in futuro qualche versione  di sushirrito ulteriormente più sana, dietetica e clean, ma per ora questo mi sembra già un’alternativa super estiva rispetto al classico burrito!

Non è una preparazione facilissima, nè breve, io vi avviso, perchè il riso per il sushi richiede alcuni passaggi attenti, per ottenere la consistenza giusta a essere lavorato, ma d’altra parte una volta cotto e condito il riso per il sushi il ripieno è liberissimo e potrete sceglierne anche di più facili rispetto ai miei che sono solo una suggestione.

Sushirrito: ingredienti

Sushirrito: ingredienti

Io vi propongo tre versioni di sushirrito: pesce crudo, pesce cotto, e veg, per coprire un po’ i gusti e le necessità di tutti quanti.

Perfetta idea tra l’altro come cena tra amici, da preparare con largo anticipo e tagliare al momento! Magari in giardino o a bordo piscina, con un mojito al sakè o al tè verde a fare da beveraggio: successo assicurato. 

Il mio preferito è stato di gran lunga quello con mais, tonno crudo piccante e avocado

Praticamente tutte le bellissime foto che vedete in questo post sono state scattate da Marta Giaccone, fotografa, qui trovate il suo sito per vedere i suoi ultimi progetti, ma se siete interessati alla cucina vegana vi consiglio anche di seguirla su instagram qui

 


GALLERY

Riso per sushi
Ingredients
  1. 500 gr di riso per sushi (a grano corto)
  2. 600 ml di acqua fredda
  3. un bicchierino di mirin
  4. 50 ml di aceto di riso
  5. 2 cucchiai di zucchero
  6. pizzico di sale
  7. alga kombu
  8. Attrezzatura
  9. Ciotola non in metallo
  10. Tegame non antiaderente con coperchio preferibilmente in vetro
  11. Hangiri tradizionale
  12. Shamoji tradizionale
  13. Ventaglio o altro per sventolare
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Instructions
  1. Mettete il riso in una ciotola ampia non d'acciaio e copritelo di acqua fredda, poi mescolate il riso con le mani più volte facendo strofinare i chicchi tra loro
  2. Sciacquate il riso con acqua fredda almeno due o tre volte finchè l'acqua non risulti limpida, segno che il riso ha perso gran parte del suo amido
  3. Lasciate il riso a bagno per circa mezz'ora
  4. Scolate il riso e lasciatelo sgocciolare per circa un quarto d'ora
  5. Mettetelo in un tegame largo ma non troppo insieme a un pezzettino di alga kombu, il mirin e 600 ml di acqua (il 20% in più del peso del riso a crudo), chiudete con un coperchio preferibilmente trasparente e accendete a fuoco medio.
  6. Portate a bollore senza mai togliere il coperchio, poi proseguire la cottura a fuoco ridotto per altri 12 minuti finchè l'acqua non si è assorbita completamente.
  7. Spegnete, togliete l'alga e lasciate coperto a riposare per altri 15 minuti ma inserendo uno strofinaccio pulito tra pentola e coperchio.
  8. Preparate in una ciotola il condimento scaldando aceto di riso, sale e zucchero, mescolando fino a far sciogliere il tutto
  9. Trasferite il riso cotto nell'hangiri, il tradizionale recipiente in legno giapponese, precedentemente bagnato con acqua fredda e tamponato
  10. Versateci sopra il condimento e poi con una mano mescolate delicatamente il riso con la spatola in legno e con l'altra sventagliatelo in modo da far raffreddare il riso ed evaporare velocemente l'aceto
  11. Una volta raggiunta la temperatura ambiente coprite l'hangiri con il riso con un un canovaccio pulito e inumidito mentre attendete di utilizzarlo
Notes
  1. Il riso si attaccherà inevitabilmente al fondo della pentola, va bene, è giusto così, ma quel riso non può essere utilizzato per il sushi
  2. Al posto dell'hangiri potete utilizzare una larga ciotola non in metallo
  3. Al posto dello shamoji potete utilizzare una spatola in legno
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Sushirrito al tonno piccante
Serves 3
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. circa 150 gr di tonno fresco precedentemente abbattuto
  4. una pannocchia di mais già cotta
  5. avocado
  6. cetriolo
  7. songino
  8. Maionese homemade (per la ricetta veg vedi sotto)
  9. Harissa
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Instructions
  1. Tagliate il tonno in modo da ottenere delle fettine lunghe e spesse circa 1 cm
  2. Tagliate l'avocado a fettine
  3. Spelate il cetriolo e tagliatelo a fettine per il lungo, non troppo sottili
  4. Lavate e asciugate il songino
  5. Scottate sulla piastra la pannocchia per abbrustolirne l'esterno, poi posizionandola in verticale sul tagliere, tagliate i chicchi via dal fusto.
  6. Mescolate la maionese all'harissa fino ad ottenere il grado di piccantezza desiderato
  7. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  8. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  9. Disponete il ripieno nel centro del riso: delle fette di tonno, qualche fettina di avocado e cetriolo, dei pezzi di pannocchia grigliata e infine una manciatina di songino fresco
  10. Condite poi con una spruzzata di salsa piccante.
  11. Inumidite il borso superiore dell'alga e iniziate ad arrotolare il sushirrito con delicatezza dal basso verso l'alto, aiutandovi con la stuoietta e fermandovi a compattare il ripieno di tanto in tanto stringendo il sushirrito con la stuoietta
  12. Chiudete il sushirrito facendo aderire l'alga bagnata poi impaccettatelo prima in carta da forno o per alimenti e poi in fogli di alluminio, ben stretti.
  13. Conservate in frigo fino al momento di servire i sushirrito tagliati a metà.
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Sushirrito di salmone al miso
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. un filetto di salmone da circa 200 gr
  4. un cucchiaio di miso
  5. un cucchiaio di sciroppo d'acero o miele
  6. un cucchiaio di salsa di soia
  7. 6 gamberi
  8. 4 zucchine
  9. una mela
  10. semi di zucca
  11. lattuga fresca
  12. lime
  13. wasabi
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Instructions
  1. Spennellate il filetto di salmone con un composto di miso, salsa di soia e miele.
  2. Disponetelo su una teglia con carta da forno con la pelle verso il basso
  3. Infornatelo in forno preriscaldato a 200° per 8/10 min
  4. Lasciatelo raffreddare
  5. Infilate i gamberi in stecchini per il lungo, per evitare che si curvino mentre cuociono, e scottateli in acqua bollente per 2 minuti massimo
  6. Marinateli nel succo di lime, scorza di lime e salsa di soia
  7. Tagliate la mela a fettine sottili, posizionandole man mano in una ciotola con acqua e limone per evitare che si scuriscano
  8. Lavate e asciugate alcune foglie di insalata
  9. Tagliate le zucchine a fette sottili e grigliatele su una piastra ben calda, salate e lasciate raffreddare
  10. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  11. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  12. Spalmate una piccola quantità (a piacere) di wasabi sul riso, poi aggiungete le foglie di insalata, poi nel centro mettete due gamberi per il lungo, il salmone spezzettato, qualche fetta di zucchina grigliate e qualche fetta di mela, cospargete poi con semi di zucca.
  13. Proseguite poi come per gli altri sushirrito
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Veg Sushirrito
Ingredients
  1. 3 foglie di alga nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. 5 zucchinette novelle
  4. tre carote
  5. mezzo mango non troppo maturo
  6. cavolo cappuccio viola
  7. coriandolo
  8. succo di lime
  9. 50 ml di latte di soia al naturale
  10. 100 ml di olio dal sapore leggero
  11. succo di limone
  12. salsa di soia
  13. mezzo cucchiaino di senape
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Instructions
  1. Preparate la maionese vegana mettendo 100 ml di olio, 50 ml di latte di soia, un pizzico di sale, succo di limone e senape nel bicchiere alto del mixer a immersione
  2. Inserite il mixer tenendolo sul fondo e azionatelo alla massima velocità
  3. Rimanete sul fondo a frullare per una ventina di secondi poi lentamente sollevate il frullatore, continuando a frullare fino a ottenere un composto ben montato
  4. Se troppo denso aggiungete ancora succo di limone, aggiungete poi la salsa di soia e regolate di sapore. Conservate in frigo fino all'uso.
  5. Tagliate le zucchinette, il cavolo rosso e le carote a fiammifero
  6. Tagliate il mango a fettine sottili
  7. Marinate le zucchinette in poco olio evo, sale e coriandolo tritato
  8. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  9. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  10. Disponete il ripieno al centro del riso, spruzzate con il lime, aggiungete la maionese vegana e proseguite come per gli altri sushirrito
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MANGIOquindiSONO

Sorbetto al cocco e ciliegie

Sorbetto al cocco e ciliegie [vegan]

Guida pratica per sopravvivere d’estate: il Gelato (pt3)

Sorbetto al cocco e ciliegie, 50% sorbetto 50% gelato variegato, 100% libidinoso


Sorbetto al cocco e ciliegie

Sorbetto al cocco e ciliegie

In pratica mi piace vincere facile: sorbetto. Ciliegie. Cocco. Amen. 

Pensavate che mi fossi dimenticata della guida pratica per sopravvivere d’estate vero? E invece no! Oggi parliamo della frutta estiva che, diciamocelo, è praticamente l’unica che sia degna di nota. Cioè intendiamoci, mangio pere, mele, kiwi e arance, ma davvero, c’è qualcuno che pensa che la gioia di una bacinella piena di ciliegie mature e rosse, succose pesche bianche e dolci albicocche sia anche solo lontanamente paragonabile a una mela? Parliamone. 

Tra tutti i frutti le ciliegie sono in assoluto le mia preferite (oddio forse a parimerito con mirtilli e altri frutti di bosco, temo) dunque raramente faccio dolci o ricette con le ciliegie perché la loro stagione è così breve (e il prezzo non indifferente) che quando ne compro mezzo chilo o un chilo ce lo facciamo fuori nel giro di un lasso di tempo estremamente esiguo – penso anzi si possa legittimamente parlare di minuti non a caso si dice che una tira l’altra! 

Però questa ricetta era in cantiere dall’anno scorso, solo che prima non avevo il latte di cocco, poi le ciliegie erano finite, insomma è passata la stagione in un lampo! Stavolta dunque mi sono imposta e ho messo un veto sul pacchettino di ciliegie: NON MANGIARE! E sorbetto al cocco e ciliegie è stato!

Sorbetto al cocco e ciliegie

Sorbetto al cocco e ciliegie

Per quanto riguarda la reperibilità del latte di cocco, lo trovate nei negozi etnici, in quelli bio tipo NaturaSì ma ormai anche nei supermercati più forniti nel reparto etnico. Ce ne sono diverse varianti, light, non light, per dolci, per cucina salata…  E tra l’altro sto ancora cercando di capire la differenza tra “coconut milk” e “coconut cream” avendo più o meno inteso che la cream è la parte solida che galleggia, più densa e grassa, e il milk è la parte acquosa sottostante. Ma non sono convinta. Non sono nemmeno sicura della differenza tra le varie possibilità in vendita, in alcuni barattoli, una volta aperti, non si crea questa differenza di strati, non sono sicura del perché. In ogni caso sceglietela così: non light, senza sale, senza zucchero, senza TROPPE schifezze dentro (vedi oltre), tipo questa per capirci o questa.

Riguardo le schifezze, se la trovate con gomma di guar e/o xantano, sappiate che non sono “schifezze” ma stabilizzanti e addensanti, totalmente innocui e anzi utili allo scopo! Aiuteranno il vostro sorbetto al cocco e ciliegie nella consistenza quindi vanno benissimo! Se invece il vostro latte di cocco ne è privo (cioè è solo cocco + acqua) potete decidere se aggiungerne voi o meno.

Dal momento che il latte di cocco è molto ricco in grassi, anche questo NON è un sorbetto ipocalorico,  è però vegano e low sugar oltre che gluten free (se trovate un latte di cocco certificato GF), adatto a intolleranti a uova e latticini! Su internet sono tantissime le ricette vegan e raw di gelato con il latte di cocco, ma ero sempre stata inibita dalla quantità di grassi, diciamo non irrilevante, che fanno salire ovviamente di pari passo la densità energetica della preparazione. Per questo ho pensato di provare a usare metà latte di cocco e metà latte di riso al cocco, per mantenere il sapore, “diluendo” un po’ i grassi. La scelta è caduta sul latte di riso in virtù della sua consistenza leggermente amidacea (passatemi il termine) che speravo aiutasse la texture del sorbetto. 

ATTENZIONE: l’ho chiamato sorbetto perchè non viene cremoso, c’è troppa acqua e troppi pochi grassi e zuccheri perchè possa essere cremoso! Per questo va consumato subito dopo un breve riposo in freezer (oppure rifrullato successivamente, perdendo però la variegatura). Se lo preferite cremoso dovrete usare magari tre lattine di latte di cocco, di cui preleverete solo la parte solida, senza latte di riso al cocco. Chiaramente i macro si adegueranno di conseguenza. 

Curiosi di vedere Il Gelato pt1 e pt2? Li trovate rispettivamente qui e qui


GALLERY

 

Sorbetto Al Cocco E Ciliegie
Serves 3
Ingredients
  1. 1 lattina di latte di cocco al naturale (non light) 250 ml di latte di riso al cocco
  2. 40 gr di cocco rapè
  3. 2 cucchiai di sciroppo d'acero
  4. mezzo chilo di ciliegie mature succo di lime
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Instructions
  1. Denocciolate le ciliegie, congelatene un terzo e mettete le rimanenti in un pentolino insieme a qualche goccia di succo di limone e un paio di cucchiai d'acqua.
  2. Portate a bollore e continuate a media cottura per qualche minuto no a ottenere una sorta di sciroppo, spegnete e lasciate raffreddare.
  3. Mescolate il latte di cocco con il latte di riso e lo sciroppo d'acero
  4. Versate la miscela di cocco in una gelatiera e azionatela per 25 minuti circa
  5. Tostate in padella antiaderente il cocco rapè per qualche minuto
  6. Quando si è quasi solidi cato il sorpetto aggiungete le ciliegie congelate e il cocco rapè lasciandone qualche cucchiaio da parte.
  7. Foderate uno stampo da plumcake con carta da forno e versatevi metà della miscela congelata
  8. Versate qualche cucchiaio di composta di ciliegie, e utilizzando un coltello create qualche ghirigoro per marmorizzare il sorbetto
  9. Versate il rimanente sorbetto e nite con altra composta
  10. Mettete in freezer per un'ora scarsa
  11. Utilizzando l'apposito attrezzo prelevate qualche pallina di sorbetto e servite con cocco rapè come decorazione
Notes
  1. Il sorbetto è appunto un sorbetto, quindi si congela senza rimanere cremoso se lasciato in freezer, se lo preferite in versione cremosa usate solo la parte solida di tre lattine di latte di cocco al posto di una intera e il latte di riso.
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Insalata di lenticchie beluga

Insalata di lenticchie beluga e tuberi

Insalata di lenticchie beluga con tanti tipi diversi di tuberi e radici 

Come imparare a giocare con i colori del cibo, perché ricordate, il cibo è anche per gli occhi!


Insalata di lenticchie beluga

Insalata di lenticchie beluga

Ci ho preso gusto con le insalate vegane fatte di legumi e verdurine arrostite (ricordate la prima qui?) e quindi ne ho fatta una seconda versione. Questa volta ho pensato alle lenticchie beluga, che credetemi sono una scoperta veramente notevole: sono lenticchie piccolissime e nerissime, che cuociono in 20 minuti senza richiedere ammollo (quante volte ci viene voglia di mangiare legumi, ma ci viene in mente due ore prima della cena, e non c’è tempo di fare l’ammollo? Così problema risolto!) e vengono chiamate “beluga” proprio perchè ricordano nell’aspetto il caviale. Tranquilli, nell’aspetto, non nel prezzo! Costano di più delle lenticchie tradizionali, ma con costi penso inferiori anche alle mitiche lenticchie di Castellucchio (anche queste stra consigliate).

Una delle cose che adoro adoro adoro di questa insalata di lenticchie beluga, sono i colori. Dovete sapere che io sono un’esteta della cucina, un piatto monocolore, per quanto ottimo di sapore, mi mette sempre un po’ di tristezza, insomma l’occhio vuole la sua parte, no? Il cibo sano in questo senso fornisce molte più possibilità creative rispetto al junk food, perche gli ortaggi sono quanto di più colorato esiste al mondo, e, lo ammetto tranuillamente, se fragole, mirtilli, spinaci, cavoletti etc non avessero quell’aspetto e quel colore, onestamente non sarei così entusiasta di consumarli! 

Insalata di lenticchie beluga

Insalata di lenticchie beluga

Detto ciò, le verdure di colori anomali sono una passione che coltivo ormai da anni, fomentata dai numerosi blog stranieri che seguo (non so come sia o come non sia ma in UK, USA, Nuova Zelanda, Australia e Scandinavia hanno sempre verdure e frutti bellissimi e di colori inimmaginabili). Così non è improbabile trovarmi a chiedere il cavolfiore viola al povero fruttivendolo che manco sa cosa sia, e portarmi nei viaggi in treno borse cariche di patate dolci in valigia. Follia, me ne rendo conto.  Però quando vado al mercato da uno dei miei spacciatori di ortaggi preferiti del momento, e trovo un pacchettino di carotine nere, gialle e viola, beh insomma esulto e me lo accaparro subito! Poi mando in missione un’amica, promettendole una lauta ricompensa in cibo cucinato chiaramente, a recuperare patate viola e barbabietole (grazie Sara, grazie!) ed ecco che abbiamo un tagliere pieno ci verdurine autunnali e invernali un po’ bizzarre ma insomma perfette per stimolare la creatività di ogni cuoca che c’è dentro di voi (lasciatevi ispirare sempre dagli ingredienti, loro sanno come vogliono essere cucinati!)

Avevo pensato di unirle al bulgor come cereale, ma poi ho preferito lasciarlo fuori per poter abbondare di tuberi amidacei e di lenticchie senza esagerare con i carboidrati. Riguardo gli abbinamenti in cui mangiare i legumi vi rimando a questo post che avevo pubblicato sulla mia pagina su fb al riguardo (diventate fan!) sottolineando in questa sede che se siete vegani dovrete prevedere un secondo pasto ricco di proteine e comprendente anche cereali integrali, se invece non lo siete mangiate quel che volete tenendo a mente che quest’insalata di lenticchie beluga è high carb ma non così high protein.

Insalata di lenticchie beluga

Insalata di lenticchie beluga

Detto ciò, sono consapevole che non tutti gli ortaggi proposti siano tuberi (per l’esattezza solo topinambur e patate) visto che barbabietola e carote sono a radice, cipolla a bulbo e la zucca a frutto, ma ho scelto in base all’ispirazione del momento.  La pastinaca però ci sarebbe stata effettivamente altrettanto bene, quindi voi sbizzarritevi con scelte e colori.

Colgo anche l’occasione per ripetere, se ce ne fosse bisogno, che “a bulbo” “a tubero” etc sono classificazioni di ORTAGGI, dove ortaggi vuole significare “prodotti dell’orto” non tutti sono verdure. Ebbene sì, la patata non è una verdura. Lo so è una durissima verità. E’ da contare nelle vostro porzioni di carboidrati e non di vegetali (che tanto per capirci dovrebbero essere almeno 5 ogni giorno). 

Non omettete la salsina, perchè è quella che da’ lo sprint al piatto

Se volete qualche altra idea di insalata che faccia da piatto unico vegetariano provate questa, con il pesce invece questa e questa


 GALLERY

Insalata di lenticchie nere e tuberi
Serves 3
Ortaggi misti da tubero, radice, bulbo in abbondanza, a scelta, per me
  1. 3 radici di topinbambur 1 o 2 barbabietole
  2. 6 patate piccole vitelotte 2 cipolla di tropea
  3. una decina carotine miste 1/2 di zucca mantovana
Per il resto
  1. 210 gr di lenticchie beluga
  2. 1 manciata di mandorle a lamelle spinaci freschi novelli
  3. olio evo
  4. 1 c tahine
  5. mezzo limone
  6. 1 c miele
  7. 1 c di senape all'antica
  8. 1 c farina
  9. 1 cc di aceto di mele
  10. sale e pepe
  11. rosmarino
  12. timo fresco/erba cipollina
  13. timo secco, cumino,
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Instructions
  1. Bollite le lenticchie in abbondante acqua leggermente salata no ad avere una cottura al dente
  2. Accendete il forno a 200°
  3. Mescolate in un sacchetto per alimenti un cucchiaio di farina con le spezie che preferite - per me erba cipollina fresca, cumino, timo secco e pepe - poi aggiungete le lenticchie scolate e asciugate e scuotete per uniformare la distribuzione di farina e spezie
  4. Distendete le lenticchie su una teglia con carta da forno e spruzzatele di olio evo e infornate per 15 minuti
  5. Nel frattempo pulite tutte le verdure e tagliatele in pezzi non troppo grossi ma nemmeno eccessivamente piccoli
  6. Disponete tutte le verdure tranne le carote su una teglia con carta da forno, aggiungete un lo d'olio evo, sale, pepe, rosmarino tritato fresco e infornate a 180° per 30 minuti circa, prolungato la cottura se necessario per altri 5/10 minuti a 220°
  7. Disponete anche le carote su una teglia con placca da forno e spennelatele (con parsimonia) con un mix di miele, aceto di mele, olio evo, sale, pepe e erba cipollina secca; infornate anch'esse a 180° per 15/20 minuti
  8. Lavate gli spinaci e asciugateli
  9. Tostate le mandorle a lamelle per qualche minuto in un padellino antiaderente
  10. Preparate la salsa unendo un cucchiaio di olio evo, un cucchiaio di tahine, mezzo limone spremuto, un cucchiaio di senape, poco sale.
  11. Componete il piatto unendo le varie verdure, le lenticchie, gli spinaci crudi, le mandorle e cospargete con la salsina.
  12. Servite tiepido.
Notes
  1. Il topinambur ha un tempo di cottura superiore alle mie aspettative quindi o lo tagliate a pezzi più piccoli o lo cuocete a parte Potete usare anche carote viola, patate dolci, patate novelle con la buccia, pastinaca, scalogno, quello che volete!
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crostata vegana al cioccolato e caffè

Crostata vegana al cioccolato e caffè

Un dolce con ingredienti buoni per l’organismo: la crostata vegana al cioccolato e caffè

Attenzione però: sana, diary and egg free ma… non dietetica! Non abusatene!


Crostata vegana al cioccolato e caffè

Crostata vegana al cioccolato e caffè

Dopo una lunga pausa dovuta a feste varie, influenze varie e impegni accademici vari, torniamo con una ricetta goduriosa che avevo in serbo da un po’, una crostata vegana al cioccolato e caffè.

Io sono famosa tra amici e parenti per rivisitare ricette classiche in chiave leggera. Quindi i muffin senza burro, il gelato senza panna, i biscotti senza zucchero e via dicendo. Questo vale soprattutto per i dolci perchè zucchero, farina e burro sono gli ingredienti chiave praticamente in ogni preparazione di pasticceria e, manco a dirlo, sono anche i più pericolosi per salute e linea se assunti sconsideratamente. 

Esiste però una ricetta che, non c’è niente da fare, non può essere ricostruita in chiave “light” o ipocalorica o insomma dietetica, non senza snaturarne gusto e prestazioni almeno: la pasta frolla. La pasta frolla è un perfetto equilibrio tra farina, zucchero, burro e uova. Non è una semplice ricetta “a gusto” è chimica e non si può pretendere che togliendo o sostituendo un reagente si possa ottenere lo stesso risultato, giusto? Così è per la frolla. Dunque, ognuno ha la SUA ricetta della pasta frolla, ed è, ovviamente sempre la migliore in assoluto, che si caratterizza essenzialmente per le proporzioni tra le ingredienti (la mia tanto per la cronaca è: 270 farina, 110 zucchero, 130 burro, 1 uovo, 1 tuorlo, pizzichino di sale, vaniglia o limone); ho più volte sentito qualcuno che si lamentava per la quantità di zucchero di una ricetta dicendo che anche diminuendo la quantità di zucchero il risultato era sufficientemente dolce.  Balle. O meglio, sicuramente vero, ma nonostante il gusto non ne risenta, diminuire lo zucchero di una ricetta ne altera la texture in cottura, perchè altera l’equilibrio di reazioni chimiche che avvengono all’interno dell’impasto, compromettendone il risultato finale. Questo per dire che se anche ognuno di noi ha la sua ricetta di pasta frolla, che è sempre la migliore, in realtà alcune ricette sono meglio delle altre perchè le proporzioni sono più azzeccate. 

Come deve essere la pasta frolla: croccante e friabile.

Ecco, senza burro e zucchero non ce la possiamo fare, davvero. E’ impossibile. 

Punto due: si può fare una buona pasta frolla vegana? Assolutamente. Il burro si può sostituire con una margarina o il burro di cocco, che ha proprietà molto simili e le uova non sono strettamente necessarie alla riuscita (un pasticcere qui muore con le mie parole, chiedo scusa!). Ma sarà più sana?  Con la margarina non penso proprio, anzi! Con il burro di cocco va già meglio, ma ricordate che lo zucchero non è affatto assente nelle ricette vegane quindi “veg” non è sinonimo di salutare perchè spesso pieno di farine raffinate, zucchero e grassi poco chiari.

Quello che però mi preme di sottolineare come premessa di questa ricetta è che anche utilizzando dolcificanti alternativi (sciroppo d’agave o acero, miele) e burri alternativi  sani (mandorle, cocco etc) potremo avere una crostata con una frolla accettabile per gusto e consistenza ma attenzione: NON SARA’ MAI DIETETICA. Deve essere chiaro e cristallino: grassi + zuccheri + farina = non è mai ipocalorico. Mai. Sano sì, non dietetico.

Si può fare una crostata con una base dietetica? Beh sì! Un’impasto alla ricotta ad esempio! Oppure qualcosa di simile a questa crosta in versione dolce. Ma NON sono frolle. E devo ammettere la sconfitta stavolta, non sono nemmeno lontanamente paragonabili alla frolla vera!

Quindi riassumendo:

Pasta frolla vegana: sì, buona (ma non necessariamente sana, e non ipocalorica)

Pasta frolla sana: sì, buonissima (vegana e non, ma sempre non ipocalorica)

Pasta frolla ipocalorica: NO. Non è pasta frolla, magari è buona ma niente a che vedere. Amen.

Crostata vegana al cioccolato

Crostata vegana al cioccolato

E questa crostata vegana al cioccolata dove si inserisce in questo panorama? Nei dolci casualmente vegani – casualmente perchè io non faccio dolci SPECIFICATAMENTE vegani, di solito le uova sono sempre presenti come fonte proteica, ma avendo un’ospite pescetariana ho sperimentato volentieri – fatta con ingredienti sani e positivi per l’organismo, ma che vista la quantità di grassi e zuccheri deve essere sempre e comunque considerata un “treat” (più che un cheat!) cioè una chiccheria da concedersi una volta ogni tanto, in misura limitata, ma con il godimento consapevole di non farci del male.

Ed è buona? Potete scommetterci! La base di finta pasta frolla di questa crostata vegana al cioccolato e caffè è friabilissima e croccante, il ripieno è denso, cioccolatoso e cremoso. Delicious. Per addensarsi a sufficienza va tenuta in freezer per un paio d’ore, poi a temperatura ambiente si scioglie un poco ma senza diventare troppo liquida.

Quindi crostata vegana al cioccolato, senza latticini, senza uova, senza zuccheri raffinati, senza grano, senza soia. Il ripieno è gluten free, e la crosta può essere resa gluten free se usate avena certificata per celiaci. 

Anche in questo caso le foto sono tutte merito della mia amica – nonchè sopracitata ospite pescetariana – Marta Giaccone, fotografa eccezionale. Qui trovate la sua pagina.

L’idea della ricetta, modificata non poi di molto l’abbiamo presa da qui. 


GALLERY

Crostata vegana al cioccolato
Serves 5
Per La Crosta
  1. 100 gr di occhi d'avena
  2. 60 gr di nocciole
  3. 3 cucchiai di malto d'orzo o sciroppo d'acero 50 gr di burro di cocco
  4. un pizzico di sale
Per Il Ripieno
  1. 120 gr di anacardi
  2. 100 gr di malto d'orzo o sciroppo d'acero 80 gr di burro di cocco
  3. 30 gr di cacao
  4. 50 gr cioccolato fondente
  5. mezzo baccello di vaniglia
  6. un cucchiaio di caffè solubile
  7. un pizzico di sale
Per Guarnire
  1. nocciole
  2. cioccolato fondente
  3. burro di nocciole/mandorle/noccioline allungato con latte vegetale
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Per Il Ripieno
  1. Mettete a mollo in acqua gli anacardi per 12 ore
  2. Scolateli e frullateli insieme a tutti gli altri ingredienti a lungo no ad ottenere un composto omogeneo e cremoso; se necessario aggiungete qualche cucchiaio di latte vegetale
Per La Crosta
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Nel mixer frullate metà dell'avena e mettetela da parte
  3. Senza pulire il mixer frullate poi le nocciole a farina grossolana, aggiungete il burro di cocco, il malto, il sale e la farina d'avena, frullate di nuovo no ad ottenere un impasto grossolano
  4. Aggiungete il resto dell'avena e frullate di nuovo
  5. Impastate velocemente a mano per compattare
  6. Rivestite di carta da forno le formine in metallo con fondo removibile e stendetevi sopra la pasta con le dita, con cura
  7. Rivestite con un altro foglio di carta da forno e cospargete le crostatine con ceci secchi o fagioli secchi per la cottura in bianco
  8. Infornate per 15 minuti, poi togliete i fagioli e il foglio superiore di carta da forno e cuocete altri 5 minuti
  9. Lasciate riposare completamente
Per Comporre
  1. Versate il ripieno nei gusci di frolla e livellateli
  2. Metteteli in freezer per qualche ora, nchè il ripieno non è suf cientemente duro da essere tagliato
  3. Sformate le crostatine e decoratele a piacere
Notes
  1. Con queste dosi ho ottenuto 4 crostatine monoporzioni e 3 formati mini
  2. Per capire bene come rivestire le formine monoporzione con sfondo rimovibile vi rimando a questa mia precedente ricetta http://www.esteticaedonna.it/tartellette-al-cioccolato-e-frutti-rossi/
  3. Se una volta sformate sono troppo dure tenetele qualche minuto a temperatura ambiente, se sono troppo liquide rimettetele in freezer
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