Quanto sano sarà, il "troppo" sano?

Uno dei punti fondamentali dell'essere sani, ritengo sia l'equilibrio, il compromesso se vogliamo. Il sapere dove fermarsi, in un senso, ma anche nell'altro. Non esiste pressochè nessun cibo che vada evitato completamente, va solo valutato bene come, quanto, quando e quanto spesso mangiarlo. E credo che questa mia filosofia venga fuori bene dalle mie ricette.  Una cosa che dico sempre a chi chiede "Ma cosa mangiare a colazione? Ma quanti carboidrati a pasto? Quanto spesso i latticini? Ma questo cibo è sano?" è: ascolta il tuo corpo. Certo leggete, imparate il più possibile, documentatevi, chiedete consulenze a professionisti del settore ma non fossilizzatevi, perchè ognuno di noi è diverso, ha necessità diverse, ciò che va bene per me, può non andar bene per altre persone. Sperimentate su di voi. Tipico esempio? I cibi integrali e la verdura. Chiaramente alimenti salubri che qualsiesi professionista vi suggerirebbe di inserire nella vostra dieta (ben a ragione!). Purtroppo però alcune verdure gonfiano alcune persone, alterando il normale transito intestinale, mentre altri devono ridurre l'introito di cereali integrali perchè li rende stitici e gonfi. Cosa dovrebbero fare queste persone, perseverare nel seguire i "salubri" consigli continuando a soffrire? No, ascoltare le proprie esigenze. 

Recentemente si è iniziato a parlare di ortoressia, una nuova possibile candidata tra i disordini alimentari per il prossimo DSM (Manuale diagnostico e statistico per i Disturbi Mentali). C'è molta polemica al riguardo perchè da una parte abbiamo chi è abituato a curare l'alimentazione e ama mangiare sano che si sente additato a "malato mentale" solo perchè segue uno stile alimentare particolare, dall'altro invece, c'è chi vede determinati atteggiamenti di attenzione alla propria salute come estremismi inutili. 

Mi sento di poter fare un'affermazione in tutta sicurezza: se mangiate sano, fate sport e siete felici, ogni tanto rifiutate uno spritz e ogni tanto lo accettate, non siete ortoressici.  Posso rassicurarvi col dirvi che nessun medico o psicologo mai vi farà una diagnosi simile (se e quando l'ortoressia entrerà a pieno diritto tra le patologie riconosciute) solo per questo. Solo le persone ristrette mentalmente possono accusare chi mangia tante verdure di essere ortoressico, state pur sicuri. 

Detto ciò, non è nemmeno un'esagerazione dire che alcuni comportamenti alimentari diventano piuttosto pesanti, tanto da inficiare la vita sociale, il rendimento lavorativo/scolastico e diventare, a tutti gli effetti, un'ossessione. Ed è qui che c'è bisogno di preoccuparsi: quando mangiare sano diventa più importante che vivere la propria vita in maniera felice e serena, quando soverchia ogni altra attività. Non è un'accusa, non è un'esagerazione, o un modo per creare malattie inesistenti (i medici ne hanno fin troppi di pazienti immaginari, non ci tengono particolarmente a gridare al malato contro una persona sana, fidatevi) è solo un preoccuparsi di quando qualcosa diventa eccessivo. 

Ma quando specificatamente? Come capire se il mangiare sano non è più una passione, un modo di prendersi cura di sè e del proprio corpo, ma invece un'ossessione (e compulsione direi!) che scava dentro di noi? Non è facile.

Una paio di giorni fa ho letto un articolo interessante al riguardo sull'Huffinfton Post, breve, conciso ma illuminante e ho subito pensato di linkarlo sulla mia pagina facebook. Poi però mi sono fermata perchè so che molti dei miei lettori sono titubanti ad aprire un link in inglese, per la scarsa dimestichezza con la lingua quindi ho pensato: perchè sprecare un articolo così interessante solo con un link, lo traduco!

Così, previa autorizzazione dell'autrice, Catherine Burns, un'antropologa e terapista nutrizionale certificata in UK che vive alle Bermuda, ecco qui la mia traduzione.

Se il suo stile e il suo modo di pensare vi piace, potete seguirla sulla pagina facebook qui e curiosare nei suoi progetti qui e qui

Quanto sano sarà il "troppo" sano?

Quanto sano sarà, il “troppo” sano? 

Nel caso non l’aveste notato, il mondo è uscito di testa per il cavolo nero. Alcune voci affermerebbero che il cavolfiore sarà il nuovo cucciolo nel blocco dei super cibi, ma non sono sicura che funzionerebbe altrettanto bene in un “Juice Bar”. Lessarlo, schiacciarlo, arrostirlo, sì! Ma berlo? Ehm, no grazie. Il cavolo nero invece è un cavallo di battaglia per chi ama centrifugare ed estrarre succhi. Provatelo con il cetriolo e la mela per una versione semplice e deliziosa. Diventa fantastico nelle insalate, anche se alcune persone dissentono a tale proposito. La madre del mio tirocinante dice che è come se il cavolo nero (mangiato nelle insalate) stesse cercando di morderla! Sono completamente d’accordo, può essere un boccone aggressivo! La soluzione è o passare al cavolo nero baby, oppure usare una fantastica marinata, come la mia ricetta con miele, limone e tahine. Massaggiatela (sì, sul serio) sulle foglie e queste si ammorbidiranno magicamente!

Ovviamente siete altrettanto autorizzati a lasciare perdere il cavolo nero in tutte le sue forme. I vostri arti non cadranno, il vostro fegato continuerà a disintossicare il vostro corpo da solo e il mondo continuerà a girare. Fate solo attenzione a mangiare alcune tra le crucifere, ok? Cavolo, cavolfiore, broccoli, cavoletti di Brussels, contano tutti.

In realtà ho avuto alcuni clienti recentemente a cui – per una ragione o per l’altra – ho chiesto di ridurre la quantità di cavolo nero. Sto vedendo sempre più diari alimentari che offrono una lunga lista di super cibi ma senza fornire la giusta varietà di calorie! In un convegno di formazione professionale per terapisti nutrizionali a cui ho partecipato quest’anno abbiamo scoperto che molti di noi avevano clienti che seguono una dieta incredibilmente restrittiva dopo aver fatto ricerche su Internet ed essere usciti di testa. Il web è una cosa meravigliosa ma è facile finire a leggere troppo e tentare l’autodiagnosi. Tra pesticidi, ormone della crescita, antibiotici, coloranti basati su petrolati, grassi super processati e quantità ridicolmente alte di zucchero nei nostri cibi è facile cadere nella paranoia.

Il risultato di tutto ciò è anche diventare troppo restrittivi.

Ecco cosa cercare per capire se è il vostro caso.

Quando non è sano PER VOI

Seguire blog di salute può essere ispirante, ma nonostante possa suonare carico di promesse, ciò che funziona per qualcuno può non necessariamente essere il giusto approccio anche per voi. In più ciò che può essere efficace a breve termine, potrebbe anche non essere una strategia ragionevole a lungo termine. Per esempio c’è questo fantastico documentario, chiamato: "Fat, Sick & Nearly Dead" in cui Joe Cross, un Australiano assuefatto al cibo spazzatura, viaggia attraverso gli Stati Uniti con un estrattore per succo nel retro della sua macchina, vivendo di succhi e centrifugati per 60 giorni. Ha perso peso e si sente in maniera sbalorditiva. E certo, perché la sua alimentazione precedente era pessima! Ad ogni modo se state già seguendo uno stile di vita alimentare ragionevolmente sano, una dieta detox a base di centrifugati non è necessaria per stare meglio, soprattutto per quanto riguarda i livelli glicemici nel sangue.

Quando non alternate i vari vegetali

Anche se non seguo una dieta basata solo sui centrifugati, sono un’enorme fan dei “Green Juices” (succhi a base di verdure a foglia verde NdT). Ad ogni modo vale la pena notare che alcuni vegetali crudi hanno un alto contenuto in ossalati, che se presenti in eccesso possono portare alla formazione di calcoli renali (soprattutto in persone suscettibili geneticamente). Questo non vuol dire che dovete tagliare fuori centrifugati e frullati, ma piuttosto alternare le verdure a foglia verde ad alto contenuto di ossalati (spinaci, bietole, cime di barbabietola) con quelle a basso contenuto degli stessi (lattuga, sedano, cetriolo, crescione o cavolo). Per coloro ai quali è stato diagnosticato un problema tiroideo, la rotazione permette di prevenire una sovra esposizione a sostanze gozzigene, che possono avere effetti negativi sulla funzione tiroidea, specialmente quando associate a una già nota deficienza di iodio. Conclusione? Sia che si tratti di centrifugati, sia che si tratti di verdure intere, mischiatele e non mangiate la stessa verdura tutti i giorni.

Quando la vostra dieta è troppo restrittiva

La combinazione di filosofie alimentari di stampo etico e la sensibilità a ciò che mangiamo può risultare un vero disastro dal punto di vista dietetico! Immaginate il caso in cui preferite evitare la carne d’allevamento intensivo e i prodotti animali, ma al contempo soffrite di intolleranze alimentari multiple. Uscire a cena o anche solo capire cosa mangiare per colazione, può diventare un incubo. Se vi ritrovate davanti a un frigorifero pieno, a domandarvi cosa diavolo potete mangiare, ecco allora potreste avere un problema. E’ poi estremamente pericoloso se finite a non mangiare affatto perché non riuscite a trovare un’opzione accettabile. Questa situazione sta iniziando a essere definita “ortoressia”, essenzialmente un’ossessione insana per il cibo sano. Il supporto psicologico è essenziale tanto quanto quello di un nutrizionista qualificato o un dietologo che possano aiutarvi ad ampliare le vostre scelte e ammorbidire le vostre linee di confine.

Quando non riuscite a provare amore

Il cibo dovrebbe essere fonte di nutrimento ma anche una gioia. Preparare e condividere i pasti è un antico e basilare modo di passare il tempo per l’essere umano. Se la scelta di mangiare sano rende le situazioni sociali opprimenti o vi fa sentire deprivati non durerà a lungo! Il trucco è trovare ricette sane che vi permettano di godere dei vostri alimenti preferiti in modo più salubre. I siti “100 Days of Real Food blog” (100 giorni di cibo vero) e “Clean Eating magazine website” (Mangiare Pulito) sono risorse preziose in tale senso.

 Quando le vostre scelte alimentari arrivano a soverchiare la vostra persona

Siete vegani o vegetariani? Amanti della dieta paleo o fanatici dell’eatclean? Non c’è niente di male ad avere una definizione – anzi in effetti avere una “filosofia alimentare” può essere utile - ma questa non dovrebbe definirvi. Siete ciò che mangiate ma siete anche molto, molto più di quello! E’ piuttosto deprimente sentirsi come di aver fallito o di aver violato la legge quando deviate dal vostro comportamento abituale. Aderire così strettamente a una qualche regola alimentare potrebbe indurvi a sottovalutare un sintomo fisico indizio di qualcosa di importante. Se avete una smania incredibile per la carne, ad esempio, forse dietro c’è una specifica ragione. Se avete il colesterolo alto e seguite un piano alimentare paleo, sarebbe un peccato evitare avena e fagioli. Regole differenti lavorano per persone differenti in differenti periodi della loro vita. Ascoltate il vostro corpo e non lasciate che le vostre scelte alimentari vi limitino in maniera negativa!

Articolo originale di Catherine Burns 

Traduzione di Chiara Gavioli

Cosa ne pensate? Concordate nel ritenere l'equilibrio il punto fondamentale di un'alimentazione sana? Vi è capitato di pensare che alcuni specifici comportamenti fossero "oltre"? Parliamone!

MANGIO.quindi.SONO

 

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