Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Ebbene sì, due ricette su pasta di seguito. Eh, capita. Giuro che non mangio solo quella! A parte gli scherzi, solitamente pubblico meno post sulla pasta e più su insalate e altro perchè penso sia più difficile rendere gustoso il pollo o la quinoa, rispetto alla pasta, che, diciamocelo, se è di qualità è buona anche solo con un sughetto al pomodoro fresco e basilico! Però ho pensato di pubblicare questa rivisitazione della classicissima pasta con le sarde, arricchita con la verza di stagione, per parlare non tanto della pasta quanto del condimento.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

 

Quindi basta parlare di carboidrati e parliamo di grassi, nello specifico dei grassi del pesce azzurro. Pesce azzurro che qui sul blog è un po’ trascurato perchè ho un marito che al riguardo ha dei gusti da principino, non mangia pesce con le lische, non mangia pesce azzurro, insomma va a finire che me lo mangio quando sono da sola e se cucino solo per me spesso faccio cose molto basiche come pesce e broccoli al vapore (che a me piacciono un sacco!). Ma ho pensato si dovesse rimediare, perchè voglio assolutamente inserire più pesce azzurro sia qui sul blog che nella mia dieta.

Che il pesce azzurro faccia bene alla salute e in particolar modo a quella cardiovascolare, penso lo sappiano ormai tutti. Vorrei spendere due parole sul perchè però questa pasta con le sarde sia positiva per nostra salute.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Il termine pesce azzurro mette in crisi un sacco di persone perchè è un termine che indica semplicemente la colorazione tendenzialmente azzurra, con striature argentee e/o verdastre del ventre del pesce, insomma una definizione più da pescatori che da chef o nutrizionisti! Altre caratteristiche sono la forma allungata del corpo del pesce, l’alimentazione basata su altri organismi animali,  l’ecosostenibilità della pesca (dettaglio su cui non mi soffermo perchè non sono particolarmente esperta, ma su cui ci sarebbe molto da dire, trovate qui molti dettagli) ma soprattutto due caratteristiche  che a noi interessano molto: l’alto contenuto di omega 3 e le piccole dimensioni.

Le dimensioni ridotte delle varie speci di pesce azzurro significano che sulla nostra tavola arriveranno meno metalli pesanti, perchè purtroppo uno dei problemi dei pesci di grossa taglia (e in primis del mio amato tonno) è proprio che nelle loro carni, e soprattutto nel loro grasso, si concentra il mercurio, sotto forma di metilmercurio per la precisione, un composto organico neurotossico. Indendiamoci non è certo quel singolo pasto a base di tonno che vi mangiate quando andate a cena al giapponese che vi ucciderà, è più una questione di dose e di accumulo.  Io non ho escluso assolutamente il tonno e i pesci di grossa taglia dalla mia alimentazione (qui la poke bowl di sushi ahi ad esempio), ma negli anni ho cercato di distribuire i pasti in maniera tale da alternali a altri fonti proteiche tra cui ad esempio il pesce azzurro.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

La seconda importante questione riguarda appunto il contenuto di grassi di tipo omega. Gli omega 6 e 3 sono dei derivati rispettivamente da due acidi grassi polinsaturi l’acido linoleico LA (18:2) e l’acido alfa linoleico o ALA (18:3), che sono acidi grassi definiti “essenziali”  perchè sono molecole che il nostro corpo non è in grado di crearsi da solo, dobbiamo necessariamente ingerirli con la dieta. Non voglio annoiarvi con question idi biochimica delle quali nemmeno io sono particolarmente esperta, ma da queste righe è già chiarissimo quanto l’apporto di omega 3 e 6 sia fondamentale per la salute.

Quello di cui ci si dimentica spesso invece è che quello che conta non è tanto il quantitativo di omega 3 e 6 assunti, quanto il rapporto tra essi. Sì perchè gli omega 3 e gli omega 6 non sono uguali: grossomodo possiamo dire che tutti gli omega 3 hanno funzione antinfiammatoria e di abbassamento dei trigliceridi ematici, mentre alcuni omega 6  hanno al contrario funzione proinfiammatoria (quelli contenuti nei grassi vegetali industriali), e altri proteggono nei confronti dell’ipercolesterolemia (quelli contenuti nella frutta secca e in alcuni cereali in chicco integrali).  Il problema è che la nostra alimentazione è fortemente sbilanciata (per questioni anche culturali e di disponibilità) nei confronti degli omega 6, dunque il rapporto omega 3 : omega 6 nella popolazione occidentale si stima essere mediamente 10:1, a fronte di un ipotetico ottimale di 4:1!!

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Per questo assumere omega 3 è sempre una buona scelta soprattutto in persone che debbano seguire una dieta antinfiammatoria (per patologie autoimmuni, diabete, aterosclerosi, lipedema, problemi di fertilità etc), non a caso uno dei (pochi) integratori alimentari che ha senso assumere sono proprio le pastiglie di omega 3. 

Riassumendo: i grassi omega sono uber fighi per il nostro organismo, ma nell’assunzione degli omega 6 dobbiamo preoccuparci di assumere maggiormente quelli “buoni” (ma senza esagerare! anche un eccesso di grassi polinsaturi è negativo per il nostro organismo!) e in ogni caso cerchiamo di assumere una maggior quantità di omega 3 tramite appunto il pesce azzurro, di piccola taglia, e pescato. E questo ci riporta alla mia proposta di pasta con le sarde! Tanto lo so che lo spiegone interessa meno e siete più interessati alla ricetta, per cui eccola qui! 

Se non siete pratici con il pesce e il pesce azzurro nello specifico e la pulizia dei pesci vi mette timore, vi consiglio di andare dal vostro pescivendolo di fiducia e farvi preparare le sarde già sfilettate in modo che dovrete solo cuocere. La mia pescivendola mi ha giurato e spergiurato che pulire le sarde è facilissimo e velocissimo, ma io non le ho creduto e quindi le ho ordinate già pulite! 

Pasta con le sarde e verza
Serves 2
Ingredients
  1. 120/150 gr di linquine o altro formatolungo integrale
  2. 300 gr di filetti di sarde o altro pesce azzurro simile
  3. mezza verza grande o una piccola (meglio la varietà di verona, più tenera)
  4. una manciata di pinoli
  5. una manciata di uvetta
  6. aneto fresco o finocchietto
  7. due o tre scalogni
  8. pepe rosa
  9. limone
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Instructions
  1. Tagliate a listarelle la verza e sbollentatela per 2 o 3 minuti per ammorbidirla, trasferitela con un mestolo forato in una bacinella piena d'acqua e ghiaccio per bloccare la cottura, poi scolate la verza e fatela asciugare su carta assorbente
  2. Fate rinvenire l'uvetta per 5 min in acqua calda
  3. Fate scaldare l'acqua per la pasta
  4. In un tegame possibilmente antiaderente fate tostare per qualche minuto i pinoli, poi toglieteli e teneteli da parte
  5. Nello stesso tegame mettete mezzo bicchiere d'acqua un filo d'olio evo, lo scalogno tritato e l'uvetta, fate cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua non sia quasi completamente evaporata, aggiungete i pinoli nuovamente
  6. Aggiungete i filetti di sarda con delicatezza, facendoli cuocere prima da un lato per un paio di minuti e poi, sempre con delicatezza girandoli, altri due minuti dall'altro.
  7. Aggiungete la verza e fate insaporire
  8. Nell'acqua della pasta sbollentate il finocchietto o aneto poi tritatelo finemente e aggiungetelo al sugo
  9. Cuocete la pasta nell'acqua salata fino a ottenerla al dente poi con una pinza trasferitela nel tegame del sugo e fatela saltare per qualche secondo
  10. Completate con poco pepe rosa e una spruzzata di limone
  11. Servite caldo
Notes
  1. Non esagerate col pepe rosa (come ho fatto io), tende a coprire gli altri sapori!
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Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza rivisitata in chiave alleggerita

 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Preparatevi, perchè questa ricetta sarà la ricetta jolly delle feste con gli amici per i prossimi anni: il gravlax di salmone, ossia il salmone marinato a secco, senza fumo, fatto in casa, con l’aggiunta della barbabietola! Che cos’è il gravlax? Il gravlax è la risposta svedese al nostro salmone affumicato, cioè un filetto di salmone che verrà messo a riposare sotto strati di aromi sale e zucchero, fino a perdere tutti i suoi succhi e diventare una sorta di affettato. Viene solitamente servito con crostini, capperi, panna acida, senape e chi più ne ha più ne metta.

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Ecco l’idea geniale però sta nell’aggiunta, alla marinatura a secco del gravlax, della barbabietola fresca! Geniale perchè regala un colorito a mio parere meraviglioso, quasi non sembra fatto con ingredienti sani e naturali! Ovviamente l’idea non è mia (ci mancherebbe), in rete gira da un po’, non so di chi sia originariamente ma mi sento di linkare due ricette di gravlax di due chef super conosciuti: questa di Jamie Oliver, che è quella da cui ho tratto ispirazione io, e questo video del celeberrimo Gordon Ramsay, utile se volete capire al volo il procedimento (in realtà banale). 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

 

Metto le mani avanti: molti (lo so) si metteranno le mani tra i capelli quando leggeranno le tempistiche della ricetta. Sì ci vuole una settimana. Ma è tutta scena! Solo riposo in freezer o frigorifero! Di lavoro effettivo ci saranno si e no 20 minuti e tutte operazioni semplicissime. In realtà gran parte del tempo è dovuto alla necessità di abbattere il salmone prima di marinarlo, per scongiurare il rischio di aniskasis. Cosa sia l’aniskasis ormai penso lo sappiano tutti (no? Qui i dettagli, in sostanza è un parassita intestinale piuttosto brutto che si annida in alcuni pesci se consumati crudi), è diventato piuttosto conosciuto perchè legato al consumo di sushi, ma purtroppo non si limita alla cucina giapponese: anche il crudo “all’italiana” può nascondere insidie. Ma sapete cos’è il bello della microbiologia? Se la conosci non ne hai paura. Il rischio di aniskasis diventa nullo (perchè le larve muoiono) se il pesce è sottoposto a cottura o se viene “abbattuto” ossia congelato a ALMENO -20° per ALMENO 24h. I ristoratori e le pescherie abbattono il pesce in speciali macchinari adatti, ma se non trovate nessuno che ve lo venda abbattuto, potete provvedere in casa congelandolo per ALMENO 96 ore. Questo se avete il freezer che funziona bene e la temperatura è costante e molto bassa (io l’ho tenuto per 5 giorni nel freezer impostato a -19°, tanto per). Se avete dubbi evitate. Se trovate il salmone già abbattuto invece vi basterà preparare la marinata, dimenticarlo in frigo per 24/48 e via avrete il vostro gravlax! 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Il vantaggio del salmone marinato a secco rispetto a quello affumicato è che risulta una preparazione più salubre perchè, come molti sanno, l’affumicatura non è esattamente il metodo più sano di preparare un ingrediente, dal momento che nel fumo (anche di legno) si producono alcune sostanze cancerogene, gli idrocarburi aromatici policilici. Inoltre per allungare la conservazione degli alimenti, a livello industriale vengono spesso aggiunti additivi come nitriti o nitrati anch’essi dannosi per la salute. Se siete degli amanti delle scamorza affumicata e dello speck vi rassicuro dicendo che oggi giorno la produzione di alimenti affumicati prevede dei metodi atti a ridurre al minimo la formazione di queste molecole, e in ogni caso tutto dipende dalla dose e dalla frequenza con cui consumate alimenti affumicati. Un tempo l’affumicatura svolgeva un ruolo fondamentale nella conservazione degli alimenti, insieme alla salatura, mentre ora è solo uno sfizio, una chicca per ottenere esaltare le qualità organolettiche di alcuni prodotti specifici. Insomma mangiamo affumicato perchè è buono non perchè altrimenti non sappiamo come conservare per l’inverno la renna che abbiamo appena cacciato (per fortuna). Il risultato da un punto di vista epidemiologico è una drastica riduzione del numero dei casi di tumori allo stomaco (a fronte ahimè invece di un aumento di quelli al colon, ma questa è un’altra storia e alla fine è anche per questo che noi ci mangiamo tutte le nostre belle verdure e fonti di calorie vegetali!). Questo non è per spaventarvi,  assolutamente, ma penso che una corretta informazione sia essenziale per decidere autonomamente riguardo la propria alimentazione: salmone affumicato sì (preferibilmente selvaggio) ma con parsimonia! Ecco quindi che il gravlax di salmone, che non prevede affumicatura, può essere una valida alternativa per gli amanti del genere come me! (E il salmone ottenuto potete usarlo in molteplici ricette che prevedono il salmone affumicato, come questa pasta)

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Gravlax di salmone alla barbabietola
Per "l'affumicatura"
  1. un filetto di salmone da mezzo chilo (vedi dettagli in note)
  2. una barbabietola di medie dimensioni o una e mezza se piccola
  3. 30 ml di gin
  4. un mazzetto di aneto
  5. qualche bacca di ginepro
  6. la scorza di un'arancia e di un limone naturali
  7. un pezzetto da due o tre cm di radice di kren o rafano (facoltativa)
  8. 50 gr di sale integrale marino (misto fino e grosso)
  9. 40 gr di zucchero muscovado
  10. Aggiunte a scelta: semi di finocchio, semi di coriandolo, dragoncello
Per servire
  1. Pane di segale
  2. yogurt greco o quark
  3. capperi
  4. cipolla rossa
  5. finocchio
  6. cetriolo
  7. ravanelli
  8. limone
  9. more
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Una settimana prima
  1. Date una sciacquata al salmone, asciugatelo e mettetelo in una busta di plastica a chiusura ermetica e lasciatelo in freezer almeno per 96 ore (controllate però che il vostro freezer funzioni correttamente!)
Tre giorni prima
  1. Scongelate poi il filetto di salmone per 12/24 in frigorifero
Due giorni prima
  1. Preparate la marinata grattuggiando la barbabietola e unendo i semi di ginepro tritati, il kren grattuggiato e le scorze, l'aneto tritato a coltello, il gin, il sale e lo zucchero
  2. Preparate una pirofila o qualcosa di simile di dimensioni adatte a contenere il salmone e foderatela di pellicola per alimenti spargete un sottile strato di marinata, appoggiatevi il salmone, poi ricopritelo uniformemente con il resto della marinata
  3. Chiudete il pacchettino ripiegando la pellicola sopra il filetto, appoggiatevi sopra un peso per schiacciarlo e rimettete in frigorifero per 36/48 ore
Al momento di servire
  1. Sciogliete il pacchetto di salmone e togliete la marinata, eventualmente date una sciacquata e asciugate con cura il filetto
  2. Iniziate ad affettarlo con un coltello affilato a partire dalla parte della testa (il lato più spesso) facendo delle fettine sottili e facendo scivolare il coltello sulla pelle per sollevarle
  3. Tostate il pane di segale, affettate e preparate tutti gli altri ingredienti
  4. Allestite un'insalata o un tagliere con i vari elementi e sorprendete i vostri ospiti
Notes
  1. Il filetto di salmone deve essere non troppo sottile (meglio la parte centrale del pesce o verso la testa, la parte della coda è troppo fibrosa) senza spine e con la pelle ancora attaccata, e deve essere disteso, cioè non devono essere tranci; la cosa migliore è farselo preparare dal pescivendolo
  2. Se trovate il salmone selvaggio ancora meglio!
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poke bowl di tonno ahi

Poke bowl di tonno ahi

Un’idea banalissima e geniale per una cena tra amici sana e deliziosa: la poke bowl


No, i pokemon non c’entrano affatto. Cos’è la poke bowl? E’ un piatto di origine hawaiane, in realtà super semplice, a base di riso bollito e pesce crudo condito con una salsa a base di soia e aceto di riso. Oltremare è la novità foodie del momento, ormai la si può trovare un po’ ovunque! Ormai lo sapete dove c’è il pesce crudo e una nuova moda food… ci sono io. E non me ne vergogno! Se un trend propone qualcosa di interessante, sano e divertente, perchè non gettarvisi? Tipo con i sushirrito qualche anno fa! 

Inizialmente non era mia intenzione pubblicare questo piatto qui sul blog, era più un’idea per fare felice mio marito che adora il sushi, senza dover uscire a cena: stavo facendo la spesa in un grosso supermercato (cosa che per noi accade piuttosto raramente!) e ho visto l’insalata di wakame nel banco frigo, la ciotolina con lo zenzero… il tonno per il sashimi nella sezione pescheria… Insomma ho preso gli ingredienti e ho assemblato un pranzettino da re in pochi minuti. Insomma è quasi barare per me!

poke bowl di tonno ahi

poke bowl di tonno ahi

Però il piatto era così bello, così invitante, l’idea così banale ma geniale che ho pensato, perchè no? Questo è un piatto pazzesco, perchè è bellissimo, buonissimo e, soprattutto personalizzabile! Non vi ho convinti? Ok allora immaginate questa situazione: avete invitato qualche amico a cena, state pensando di ordinare sushi per tutti, però verrebbe a costare un rene e a voi i vostri reni servono, allora vi proponete di cucinare qualcosa voi, ma l’idea del sushi vi è rimasta in testa e siete delusi dal dover ripiegare su una pasta fatta al volo.  Potreste ordinare una pizza, ma in realtà volete rimanere nei macro previsti dalla vostra alimentazione di oggi, visto che domani sera andate a cena fuori. E vorreste fare anche bella figura (non so magari puntate al fratello della vostra migliore amica che ha quel sorriso smagliante).  Orario previsto di uscita dal lavoro: 19.15 a essere ottimisti. Anzi facciamo 19,30 a essere realisti. Orario previsto dell’arrivo degli ospiti: 21.00. Ok allora fate in tempo ad andare al supermercato comprare gli ingredienti di questa bowl, tornare a casa, preparare la tavola, mettere in frigo una bottiglia di vino bianco e preparare al volo le poke bowls.

E cambiarvi le scarpe.

Lo so sembra fantascienza ma non è! Alla fine gli ingredienti li trovate ormai in gran parte dei grandi supermercati (esselunga, iper etc) e spenderete sicuramente meno che ordinare il sushi.  

C’è un vegano tra voi? Niente paura via di tofu! Il riso rosso ci mette troppo a cuocere? Provate il basmati come base della vostra poke bowl, 10 minuti ed è pronto! E’ gennaio e le zucchine sono fuori stagione? Aggiungete cavolo cappuccio tagliato sottile. Insomma personalizzate! 

Questa è la versione di poke bowl che ho proposto io, ma il piatto qui è piaciuto così tanto che sicuramente proverò versioni alternative! 

NB con l’ottica di offrire un piatto “wow” nel giro di pochi minuti, appare sensato a mio parere comprare le wakame già pronte, così come lo zenzero, chiaramente la versione casalinga non è però da escludere! Anzi prossimamente mi ci voglio cimentare magari provando questa ricetta 

Unici avvertimenti per la buona riuscita della pokè bowl, TASSATIVI:

  • non tagliate il pesce a tartare ma a tocchetti diciamo anche 1 cm di altezza, deve sentirsi la consistenza del pesce altrimenti il risultato è un orrendo mappazzone! 
  • quando si marina il pesce all’italiana spesso lo si fa “cuocere” per lungo tempo nella marinata a base di acido, ma non è decisamente questo il caso: il pesce deve risultare condito e aromatizzato, non cotto! 10 minuti basteranno!
  • così come nel sushi anche qui la parte visiva è fondamentale per il fattore wow, ma se per formare un perfetto uramaki servono maestria, tempo e allenamento, qui la differenza tra gettare il tutto sul riso e disporre con cura gli ingredienti sta in 2 minuti, davvero! Non rinunciatevi! 

 

Poke Bowl di tonno ahi
Serves 2
Per la ciotola
  1. tonno fresco per sashimi
  2. riso rosso thai
  3. cetriolo fresco
  4. zucchine a julienne
  5. avocado
  6. insalata di wakame
  7. edamame bolliti
  8. zenzero marinato per sushi
  9. semi di sesamo neri e bianchi
Per la salsa per il tonno
  1. salsa di soia tamari
  2. un peperoncino fresco tritato
  3. mezzo spicchio d'aglio tritato
  4. un cipollotto tritato
  5. un quarto di cipolla di tropea tritata
  6. 2 cucchiai di aceto di riso
  7. 1 cucchiaio di olio evo
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Instructions
  1. Cuocete il riso rosso in abbondante acqua salata, scolatelo lasciandolo al dente e fatelo raffreddare
  2. Unite gli ingredienti della salsa
  3. Tagliate il tonno a tocchetti (non a tartare!) e marinatelo nella salsa
  4. Tagliate l'avocado e il cetriolo a fettine sottili
  5. Disponete il riso sul fondo di una ciotola capiente, aggiungete le varie verdure e il tonno ahi
  6. Condite con quello che rimane della salsa sul fondo del contenitore della marinatura
  7. Cospargete di semi di sesamo
Notes
  1. Non marinate il tonno per più di 10 min
  2. Non tagliatelo troppo piccolo
  3. Sostituite a vostro piacere gli ingredienti e personalizzate!
  4. La ricetta originale prevedeva olio di semi di sesamo al posto dell'olio evo, io mi sono rifiutata.
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Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro tarda estiva

Insalata di pasta di farro con sgombro e verdure grigliate: l’estate  (che è finita) in un barattolo

Abbinamenti easy per un piatto freddo pret a porter 


Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Pubblico questa ricetta con un ritardo francamente imbarazzante, lo ammetto. Era un’idea che avevo avuto ormai mi sa a fine luglio (sigh), riuscita talmente bene che ho pensato di fare uno shooting speciale per condividerla. Poi si sono susseguiti una serie di impegni tali per cui le foto sono rimaste non editate nella macchina fotografica fino a poco fa. E ora la pubblico diciamo proprio in extremis dato che l‘autunno è già iniziato, e dalle mie parti ormai l’aria si è rinfrescata ed è diventata già piacevolmente frizzantina. Poi insomma così è già pronta per l’anno prossimo, no?

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Dicevamo ecco shooting speciale per questa insalata di pasta di farro, perchè dovete sapere che, pur ritenendomi io una persona estremamente fortunata nell’avere una cucina bellissima, grande, moderna e accessoriata, sono anche colpita dall’onta di abitare in campagna in appartamento (cioè un controsenso) e dunque dal non avere alcun tipo di giardino. Che d’estate non è proprio il massimo. 

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Per fortuna ho invece una buona amica che abita in una cascina ristrutturata dotata, da due anni a questa parte, non solo di un vasto giardino ma anche di una piscina! Giardino + piscina + estate = picnic! Così mi sono fatta invitare da lei per un pomeriggio all’aperto, promettendole in cambio un lauto pasto, ed ecco questi meravigliosi scatti di questa insalata di pasta di farro. (Se volete essere anche voi ospiti nella sua meravigliosa cascina sappiate che parte di essa è di recente diventata un bellissimo agriturismo con diversi appartamenti, potete trovare maggiori informazioni qui: Agriturismo Corte Speranza)

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Questo è uno di quei piatti easy peasy, quei piatti cioè che non richiedono (come mio solito) ingredienti strani da reperire in covi del KGB, ma ingredienti semplici, di stagione, uno di quei piatti in cui la differenza sta nell’idea degli abbinamenti, nata per caso e poi: “Ma dai, cavoli è venuta deliziosa!!”. Quindi per una volta non avete nessuna scusa per non provarla! 

Questa insalata di pasta di farro  è un inno all’estate (ormai finita) e alla semplicità della cucina italiana; può essere servita tranquillamente a una cena tra amici come piatto principale, nessuno lo schiferà come “dietetico”, oppure essere un perfetto pasto bilanciato durante la settimana, anche come schiscetta al lavoro. E se come me prevedete un pic nic in montagna o in piscina, potrete tranquillamente impacchettarlo “in a jar” e vi farà fare un figurone!

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Due parole sulla scelta della proteina: lo sgombro è un pesce azzurro dotato di straordinarie caratteristiche nutrizionali perchè altamente proteico ma anche ricco di omega 3, magnesio, fosforo e vitamian D. Sempre meglio fresco e intero, da cuocere al forno, ma quando non si può o non si ha voglia anche i filetti già pronti possono fare al caso vostro, in alcuni banchi pesce di alcuni supermercati si possono trovare al naturale, appena cotti, o altrimenti anche la scelta in barattolo non è da escludere. In quest’ultimo caso sceglietelo in filetti interi e non sminuzzati e conservati in olio d’oliva possibilmente extravergine e di qualità.  Mi preme sottolineare inoltre come scegliere sgombro in barattolo, sebbene non sia certo come consumare pesce fresco, rappresenta un’opzione senza dubbio preferibile al tonno in scatola, suo cugino nelle tavole italiane per praticità. Essendo infatti un pesce di taglia notevolmente più piccola lo sgombro contiene meno metalli pesanti, inoltre viene più frequentemente pescato nei nostri mari e ha un costo decisamente inferiore in pescheria rispetto al tonno. 


 

Insalata di pasta di farro
Ingredients
  1. peperoni rossi e gialli
  2. zucchine
  3. sgombro cotto al vapore (o sott'olio d'oliva)
  4. olive taggiasche
  5. pasta corta di farro integrale
  6. tanto basilico
  7. una manciatina di pinoli
  8. olio evo
  9. sale
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Instructions
  1. Lavate i peperoni e infilateli ancora interi ma punzecchiati in forno in una teglia capiente, tenendoli a 180° finchè non saranno belli arrostiti, con la pelle che si stacca e la polpa morbida ma consistente
  2. Una volta cotti metteteli in un sacchetto di carta come quelli dei fruttivendoli e lasciateli raffreddare
  3. Una volta raffreddati privateli della pelle che verrà ora via facilmente e tagliateli a listarelle
  4. Tagliate le zucchine in fette sottili, salatele leggermente e lasciatele scolare dell'acqua residua, procedete poi a grigliarle normalmente
  5. Lavate e lasciate asciugare un bel po' di foglie di basilico poi mettele nel mortaio e lavoratele con un paio di cucchiaio d'olio evo, sale e pinoli fino a ottenere un pesto leggero
  6. Cuocete la pasta di farro in abbondante acqua leggermente salata, tenendola al dente
  7. Condite la pasta con il pesto, unite le verdure, le olive e infine lo sgombro scolato e fatto a pezzetti
  8. Lasciate raffreddare e servite con eventualmente un ulteriore filo d'olio
Notes
  1. Ho volutamente evitato di inserire le dosi perchè in una ricetta simile sono "a piacere", il che vuol dire anche che dipende da quanta pasta e proteine mangiate solitamente (e se sono previsti anche antipasti o altri piatti nel caso si tratti di una cena tra amici).
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 MANGIOquindiSONO

Zoodle con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Un piatto low carb, pieno di fibra e grassi buoni: zoodles con gamberi marinati e grigliati, conditi con un pesto al basilico e avocado senza parmigiano

L’estate in un piatto, e la convinzione che bisogna sempre pensare fuori dagli schemi

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Le zucchine sono uno di quegli ortaggi che compro tutto l’anno, nonostante la stagione sia prettamente estiva. Un po’ perché sono l’ancora di salvezza della cena, quando la voglia di cucinare è zero – pulite, tagliate, e in padella in 5 minuti netti – e poi perché piacciono un po’ a tutti soprattutto ai bambini, sono la classica verdura per chi non ama le verdure insomma, e in casa le verdure che hanno un “NO” appiccicato sopra sono parecchie (come i cavoletti e cavoli che in stagione prontamente compro solo per me!)

Ecco perché la prima volta che ho provato gli zoodles è stato diversi mesi fa, in tempi non sospetti. 

Mi avevano regalato da poco uno spiralizzatore e non vedevo l’ora di provarlo quindi mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo e ho provato a fare qualche esperimento, che devo dire è riuscito alla grande, anche perché il pesto di basilico homemade è sempre una certezza. Chiaro è che quando si compra e si consuma verdura fuori stagione (che ricordiamoci, non è un crimine di guerra) dobbiamo sapere, e essere consapevoli che 1) la pagheremo il triplo, 2) saprà ben di poco, 3) sarà stata coltivata all’estero o in serra.  

Ma adesso la stagione delle zucchine è arrivata dunque facciamo il pieno di zoodle!!! 

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Per ottenere gli zoodles avete diverse opzioni:

a)  Questo costa pochi euro al mercato ma fa spaghetti dritti, corti, è poco maneggevole e ha uno scarto non indifferente, costituito di solito dalla buccia che non si riesce più a scavare (ed è facile tagliarsi)

b) Questo è molto simile a quello che ho io (ma di una marca francese), fa spaghetti lunghi perché è come se temperasse la zucchina, anzi troppo lunghi, per cui risultano difficili da maneggiare, vi consiglio nel caso di interrompere ogni tot la spiralizzazione per troncare lo zoodle. Ha un discreto scarto, rappresentato dal cuore della zucchina, ma è molto facile da maneggiare.

c) Questo non l’ho mai provato ma pare sia molto comodo, c’è anche da dire che mi sembra un’attrezzatura fin troppo complessa per fare dei semplici zoodle. Il vantaggio è che si possono spiralizzare anche ortaggi rotondi e grossi e non solo lunghi.

Parlando di cottura: gli zoodle si mangiano crudi, lo so benissimo. 

Io lo dico, ma che nessuno si scandalizzi che i miei siano cotti perché a me l’idea di mangiare zucchine crude così tout court non mi andava giù (su certe cose sono schizzinosa) quindi ho escogitato un protocollo per cuocerli poco, in modo da trattenere vitamine e croccantezza

Qual è il senso degli zoodles? Mangiare un piatto che sembri pasta ma non lo sia, cioè un piatto low carb ma visivamente ingannatore, appagante per il gusto e che sazi a lungo mantenendo contenute le calorie, e non ultimo ricco di fibra. Insomma in pieno stile Mangio Quindi Sono: zoodle per il corpo, per gli occhi e per l’anima.

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Chiariamo a questo proposito però due cose.

Non è come mangiare pasta. Chiaramente non lo è: siamo italiani, gli spaghetti sono spaghetti, una roba low calories non può essere come un piatto di spaghetti allo scoglio, è chiaro. Sono un compromesso, come sempre, un trucco per andare avanti quando magari la pasta non la si può mangiare troppo spesso ma la voglia c’è.

E qui veniamo al secondo punto: la pasta NON è il male. I carboidrati amidacei NON sono il male, l’ho sempre sostenuto e continuo a farlo.  Ma i carboidrati non sono solo pasta e pane, sono anche riso, farro, miglio, couscous, legumi (sì, amici, contengono carboidrati sempre e comunque), patate… E anche verdura e frutta. Ebbene sì, verdura e frutta sono carboidrati, lo so, allucinante. Uno può non mangiare pasta e pane e mangiarsi oltre 200 gr di carboidrati al giorno dalle fonti di cui sopra e vi assicuro che non gli succederà niente di male (anzi, variare le fonti di carboidrati nella dieta è sempre un’ottima idea!).

Purtroppo però non tutti possiamo mangiare carboidrati amidacei nelle stesse quantità e con la stessa frequenza. Ognuno di noi ha un proprio assetto metabolico, una propria secrezione ormonale, non tutti i pancreas funzionano in maniera altrettanto ottimale, etc dunque non esiste un fabbisogno di carboidrati standard uguale per tutti! Io non posso dirvi quanti carboidrati mangiare, non mi compete, dovete capire da soli il vostro livello di confort, quello che vi permette di dimagrire, essere in salute e avere le forze per allenarvi se lo fate, dunque sperimentate, provate e capite il vostro corpo.

Detto questo preambolo sicuramente noioso, il punto è che talvolta abbiamo la necessità di fare un pasto low carb (se si segue una dieta particolare, se siamo infortunati e non possiamo allenarci per lungo periodo, se prevediamo di andare a fare una cena a base  di pizza e tris di risotti alla sera per dire) e questo piatto risponde a questa esigenza egregiamente. Non è che non ci siano carboidrati, è solo che si tratta eminentemente di fibre! E’ chiaro però che, così come mangiare solo frutta a pranzo è deleterio (e insufficiente) mangiare un piatto di sola verdura non vi porterà da nessuna parte, quindi mi sento di sconsigliare spassionatamente un condimento di sole verdure per gli zoodles:  usate invece qualche fonte di grassi buoni e una o più fonti di proteine (in abbondanza: una fetta di salmone affumicato da 30 gr NON è una porzione adeguata a fare da condimento agli zoodles!) e otterrete un piatto che nonostante il basso contenuto di carboidrati amidacei vi farà arrivare energici al pasto successivo!

Il mio compagno ha detto che avrebbe preferito questi zoodles a una temperatura più calda, per mimare ulteriormente il piatto di pasta, io invece lo preferisco a temperatura di frigorifero quasi, perchè credo che il sapore dell’avocado venga così esaltato. A voi la scelta!


GALLERY

Zoodles ai gamberi e pesto di avocado
Serves 2
Ingredients
  1. 10 zucchine di medie dimensioni, fresche
  2. 350 gr di gamberi freschi crudi già puliti (peso al netto degli scarti) peperoncino secco o fresco a piacere
  3. 1 cucchiaino di pasta di miso (fac)
  4. 1 cucchiaio di mirin (fac)
  5. 1 cucchiaino di miele
  6. 2 cucchiai di salsa di soia low sodium
  7. 1 lime
  8. 1/2 avocado
  9. basilico in abbondanza
  10. 2 cucchiai di pinoli
  11. 3 cucchiaini di olio evo
  12. 1 limone
  13. sale e pepe
  14. Spiralizzatore
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Instructions
  1. Lavate le zucchine, tagliate via le estremità e spiralizzatele
  2. Conditele con sale e lasciate in uno scolapasta per 30 min a scolare l'acqua in eccesso
  3. Preparate la marinatura dei gamberi unendo miso, scorza e succo di lime, miele, salsa di soia, mirin e peperoncino
  4. Lasciate marinare i gamberi puliti e sciacquati nella salsina per 15 minuti
  5. Preparate il pesto di avocado frullando mezzo avocado, con un lo d'olio, sale e pepe, il basilico, i pinoli e il succo di limone, assaggiate, regolate i sapori e aggiungete qualche cucchiaio d'acqua per ottenere una consistenza sof ce, spumosa, ma non troppo solida
  6. Grigliate i gamberi su una piastra ben calda per mezzo minuto o un minuto per lato, giusto il tempo di renderli rosa senza stracuocerli
  7. Cuocete al vapore gli zoodle per 1 minuto netto, non di più, poi fateli raffreddare nello scolapasta nuovamente
  8. Condite gli zoodle con il pesto e i gamberi e impiattate
Notes
  1. Il miso e il mirin sono condimenti giapponesi che potete acquistare nei negozi etnici a prezzi non esagerati, potete ometterli nella marinatura e usare tranquillamente solo lime, salsa di soia, miele e peperoncino, ma se li trovate in giro vi consiglio di prenderli perchè sono un'ottimo condimento low cal per aggiungere un gusto in più a molti dei vostri piatti!
  2. NON omettete la salatura delle zucchine, serve a renderle dolci e fargli perdere l'acqua in eccesso Se vi piacciono usate gli zoodle crudi
  3. Gli avanzi delle zucchine spiralizzate potete congelarli per aggiungerli a zuppe, minestroni o frittate
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Insalata con gamberi in salsa cocktail light

Guida pratica per sopravvivere all’estate: L’Insalata mista (Pt 3)

Un pane istantaneo ai pomodori secchi come carboidrato, dei gamberi conditi con una salsa cocktail light version – senza maionese! – avocado, salmone affumicato, tanta verdura cruda e il pranzo healthy è servito!


 Gamberi in salsa cocktail light

L’estate ormai è agli sgoccioli e io già mi sto pregustando l’autunno con i te caldi, la copertina di pile, le ballerine al posto dei sandali e ovviamente tutti i fantastici ingredienti come funghi e zucca che sicuramente popoleranno le pagine del blog nei prossimi mesi. Però avevo ancora un’idea estiva da postare e non volevo assolutamente rinunciarci: un’insalata di gamberi conditi con una facilerrima salsa cocktail light accompagnata da tante verdure, l’avocado e un fantastico pane istantaneo ai pomodori secchi. 

La ricetta io l’ho letta su questo bellissimo sito, ma l’originale fa parte di una raccolta di ricette di Jamie Oliver

Per me Jamie Oliver è l’icona della cucina healthy, homemade, buona e con ingredienti freschi, anche se non necessariamente dietetica. E’ un personaggio magico secondo me perchè è in grado di comunicare molto bene in televisione tutto il suo amore per la cucina, intesa non come sperimentazione e tecnica – alla Cracco diciamo – ma come cibo buono preparato al momento con ingredienti di qualità da condividere con gli amici. Ecco è la mia idea di cucina.

Jamie Oliver prima che un cuoco per me è un grande comunicatore e anche se talvolta certe sue uscite sulla cucina italiana mi hanno fatto venire il latte di mandorle alle ginocchia (perchè, ditemi perchè coriandolo e limone dappertutto??) devo dire che molte delle idee che propone sono facili, essenziali e gustose. Poi è anche un bell’uomo, cosa che insomma non guasta mai.  Ecco Jamie Oliver mi piace davvero tanto, e seguo spesso i suoi programmi come “15 minutes meal” (anche se, è chiaro, lui bara spudoratamente, ci vogliono molto più che 15 minuti per cucinare quello che cucina, ma insomma ci piace lo stesso) da cui questa ricetta è appunto tratta.

Qui le idee geniali sono essenzialmente due:  una salsa cocktail light, senza maionese, con pochissimi grassi a base di yogurt ma con un gusto piccantino che è proprio la fine del mondo per gli amanti del genere, e un pane istantaneo simil piadina, profumatissimo e velocissimo, perfetto per quando si hanno magari ospiti ma ci siamo dimenticate il pane.

pane istantaneo ai pomodori secchi

Io ho modificato come sempre un po’ gli ingredienti dell’insalata perchè insomma vuoi che insieme all’avocado non ci mettiamo qualche fettina di salmone affumicato? Se notate che il mio salmone non è proprio bellino sappiate che è perchè si tratta di ritagli di salmone. Avete presente le buste di salmone affumicato come sono tutte perfette con fette tutte uguali? Ovviamente non è che i salmoni saltano fuori dall’acqua tutti perfettamente uguali, ma una volta affumicato il pezzo intero viene ritagliato per ottenere la forma giusta per essere impacchettata; ecco gli avanzi o appunto ritagli dell’operazione vengono spesso venduti al pubblico in pescheria e al supermercato a prezzi molto bassi rispetto al trancio. Io con 10 euro ne ho preso mezzo chilo, parliamone! E tra l’altro di qualità più che buona. Non sono bellissimi, quindi magari non adatti a farci dei crostini a capodannno ma sono perfetti per un pranzo veloce o per dei tagliolini al salmone e limone (ricetta non proprio light che ho appunto già sperimentato con gli avanzi di questo piatto!)


 GALLERY

Insalata di pesce
Serves 2
Per I Gamberi In Salsa Cocktail
  1. 250 gr di gamberetti già pronti sgusciati e cotti
  2. due cucchiai colmi di yogurt greco bianco o yogurt normale
  3. un cucchiaio colmo di ketchup senza zucchero e conservanti
  4. un cucchiaino di salsa worcester
  5. un cucchiaino di brandy o porto
  6. mezzo cucchiaino di tabasco o di marmellata di peperoncini
  7. qualche goccia di succo di limone
  8. un cucchiaino d'olio
Per Il Pane Istantaneo Al Pomodoro
  1. 150 gr di farina autolievitante (o 00 normale + 1 cucchiano di bicarbonato)
  2. 80 gr di pomodorini secchi
  3. una manciata di foglie di basilico
  4. un pizzico di sale
  5. un cucchiaio d'olio evo
Per comporre l'insalata
  1. songino o valeriana in abbondanza
  2. un cetriolo
  3. due cucchiai di semi misti (lino, girasole, sesamo, zucca...)
  4. un avocado
  5. 100 gr di salmone affumicato
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Per Il Pane Istantaneo Al Pomodoro
  1. In un mixer frullate farina sale, pomodori secchi e basilico no ad ottenere un composto ne
  2. Aggiungete un cucchiaio d'olio e un paio d'acqua e rifrullate no ad ottenere un impasto lavorabile (valutate se aggiungere ulteriore acqua)
  3. Impastatelo brevemente poi dividetelo a metà, con un mattarello appiattite ogni metà in una sorta di piadina rotonda, lavorandola su un foglio di carta da forno
  4. Scaldate una padella per crepes antiaderente e fatevi cuocere i due pani separatamente per 5 o 6 minuti in totale
  5. Lasciate raffreddare e tagliate a spicchi
Per condire i gamberetti
  1. Unite tutti gli ingredienti della salsa in un mixero o un tritatutto manuale e mescolate no ad ottenere un composto uniforme, assaggiate ed eventualmente correggete la proporzione degli ingredienti
  2. Scolate e sciacquate con attenzione i gamberetti, scolateli nuovamente e conditeli con la salsa rosa
Per comporre l'insalata
  1. Disponete un letto di songino lavato e asciugato su ogni piatto, aggiungete il cetriolo pelato e tagliato a fettine, l'avocado affettato e il salmone affumicato; completate poi con i gamberetti in salsa rosa e una cucchiaio di semini
  2. Condite se volete con un lo d'olio evo e del sale, pepate e salate l'avocado
  3. Offrite il piatto ai commensali insieme alle fette di pane al pomodoro
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Pasta fredda di mais con verdure arrosto

Guida pratica per sopravvivere all’estate: l’Insalata mista(pt 2)

Una pasta fredda di mais condita con tante verdure di stagione passate in padella e arrostite, tante erbe aromatiche e una dadolata di pesce al vapore

pasta fredda di mais e verdure arrostite


Seconda puntata del viaggio nelle insalata estive che salvano il pranzo o la cena e saziano a lungo. Questa volta si tratta di una pasta fredda di mais con un condimento molto leggero ma saporito, composto di pesce e verdure.  La particolarità di questa pasta, credo si sia capito, è quella di essere gluten free e dunque adatta agli amici celiaci

Si tratta per la verità di un piatto “su commissione”: un’amica che soffre di celiachia mi ha chiesto se la pasta di mais reggesse alla cottura e raffreddamento per diventare una pasta fredda estiva e le ho promesso che avrei fatto un tentativo. Ebbene tentativo decisamente riuscito, la pasta di mais in versione fredda ci è piaciuta anche se la consistenza chiaramente ne risente, ma potrebbe essere dovuto anche alla marca di pasta che ho usato. Qualche accortezza per non fare un pastrocchio mappazonoso:

– scolate la pasta al dente, ma proprio al dente

raffreddatela immediatamente in una bacinella di ghiaccio per fermare la cottura 

– usate condimenti gustosi, ricchi di spezie e erbe per aggiungere sapore

DSC_0473

Io ho scelto di condirla con delle verdure prima saltate in padella, per sviluppare la reazione di Maillard (andate subito qui se non sapete cosa sia) e poi completando la cottura arrostendole al forno, un metodo che ultimamente mi sta piacendo molto perchè richiede poco sforzo e le verdure mantengono bene la loro croccantezza e sapore. 

Per la componente proteica inizialmente avevo pensato al pesce spada ma dal pescivendolo mi sono fatta tentare da una bellissima coda di rospo freschissima e ho optato per quest’ultima. E’ un pesce pregiato, dal sapore dolce e delicato, la carne compatta e senza spine che però purtroppo ha un costo non indifferente; se prevedete di preparare questo piatto per degli ospiti e volete fare bella figura è un’ottima scelta così come il pesce spada, ma se volete abbassare l’impatto economico potete optare per del merluzzo, del salmone o del palombo.  La cottura al vapore è perfetta in questo caso perché permette di trattenere tutte le sostanze nutritive e il gusto del pesce nel filetto, mi raccomando quindi cuocerlo intero e tagliarlo a dadini solo da cotto.

Crema di verdure arrosto per la pasta fredda di mais

Per rendere più interessante il piatto ho pensato di frullare parte delle verdure per ottenere un condimento cremoso che contrastasse con la consistenza degli altri ingredienti, ottima idea per condire la pasta senza panna! (un po’ come ho fatto per le lasagne agli asparagi in questa ricetta!)

L”idea è vagamente tratta da una ricetta di un vecchio numero di Sale&Pepe, ma ampiamente rimaneggiata.


 

GALLERY

Pasta Fredda Di Mais Con Verdure Arrosto
Serves 2
Ingredients
  1. 140 gr di pasta di mais formato ziti o pennette o sedanini
  2. 350 gr di coda di rospo in un unico filetto
  3. una manciata di pomodori ramati o datterino
  4. una manciata di fagiolini
  5. una cipolla rossa di tropea
  6. una melanzana
  7. due zucchine
  8. due carote
  9. tre cucchiai d'olio evo
  10. succo di limone
  11. sale e pepe
  12. erbe secche o fresche a piacere (per me origano, basilico, timo, maggiorana)
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Instructions
  1. Pulite e tagliate tutte le verdure a dadini o listarelle di dimensioni simili
  2. In un tegame scaldate un cucchiaio d'olio evo e le erbe che avete scelto
  3. Rosolate tutte le verdure tranne i pomodori, salandole e facendole saltare
  4. Dopo circa 10 minuti (prima che brucino o si attacchino) spegnete il fuoco e disponete le verdure su una teglia ricoperta da carta da forno assieme ai pomodori conditi anch'essi con le erbe
  5. Infornate a 200° per circa 15 min, finché sono cotte e arrostite per bene, e i pomodori raggrinziti
  6. Nel frattempo cuocete la coda di rospo in un cestello per la cottura a vapore per circa 15/20 min
  7. Una volta cotto togliete la spina centrale e spolpatela no a ottenere una dadolata di pesce
  8. Condite il pesce con un battuto fatto di un cucchiaio d'olio evo, limone, sale, pepe macinato fresco e origano e fate raffreddare
  9. Cuocete la pasta di mais molto al dente in acqua salata
  10. Scolatela, conditela con l'ultimo cucchiaio d'olio e tenete la bacinella con la pasta immersa in una ciotola più grande piena di ghiaccio per farla raffreddare immediatamente
  11. Frullate un terzo delle verdure arrosto (tranne i pomodori) allungando con acqua o brodo a piacere e condite la pasta con questa cremina
  12. Unite il resto della verdura e mescolate, poi aggiungete la dadolata di pesce e qualche foglia di basilico fresco sminuzzata con le mani
  13. Tenete in frigo no al momento di servire e godetevi la vostra pasta fredda di mais guten free!
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MANGIO.quindi.SONO

 

Spiedini di gamberi e salmone al lime

Guida pratica per sopravvivere d’estate: La Grigliata (pt 1)

Spiedini di gamberi e salmone al lime e miele: come ottenere un piatto fantastico in poche semplici mosse


 

Spiedini di gamberi e salmone appena usciti dal forno

Sta arrivando l’estate è inutile negarlo. Per vari motivi non è una stagione che amo particolarmente (leggere  -> è un periodo che detesto a morte): il caldo non fa decisamente per me. L’unico aspetto decisamente positivo del periodo estivo è la grande abbondanza di frutta e verdura colorata e squisita. Insomma volete mettere le ciliegie con la mela invernale? 

Con l’estate però si moltiplicano gli eventi sociali, e gli inviti a cene all’aperto con amici: party in piscina, picnic al parco, giornata al mare. E grigliate. Avendo sempre abitato io in città per la maggior parte della mia vita, non ho mai collegato molto l’estate alle grigliate, ma ho scoperto, trasferendomi in campagna, che qui sono propriamente il simbolo delle vacanze estive per giovani e meno giovani.

Musica, uno chef molto poco stellato alla griglia, tanti amici, antizanzare e ovviamente, il cibo. Come dire di no?

Ecco la grigliata è decisamente l’evento sociale estivo in cui è più facile cavarsela se si è a dieta o si cerca di mangiare sano, un po’ perchè il metodo di cottura permette certamente molta più tranquillità rispetto a una fonduta valdostana a febbraio, un po’ perchè spesso e volentieri ci si offre di portare qualcosa per snellire l’impegno del padrone di casa che quasi sempre accetta volentieri. 

Per evitare di ritrovarsi a mangiare porchetta e salamella come se non ci fosse un domani, basta farsi furbi in anticipo e potrete godervi il vostro barbecue, sia che siate ospiti sia che siate gli organizzatori.  Ecco quindi una ricetta semplicissima: spiedini di gamberi e salmone con una marinatura di lime e miele. Fatti di ingredienti freschi, ricchi di proteine e grassi utili al nostro organismo, che sicuramente vi farà fare una bellissima figura con poco sforzo.  Per i miei spiedini di gamberi e salmone ho creato una ricetta che è un po’ un mix di questi spiedini di salmone e questi di gamberi, di Donna Hay. Qui un trucco che mi sento di suggerirvi appassionatamente è di chiedere al vostro pescivendolo di fiducia di pulirvi i gamberi: non è un’operazione complessa, ma richiede una certa manualità e nel tempo in cui voi sgusciate e pulite due etti di gamberi il pescivendolo ne fa quasi un chilo, insomma se avete tempo e voglia provate a cimentarvi, altrimenti non abbiate remore a chiedere a chi è esperto.

Nota sulle foglie di kaffir lime: sono un ingrediente tipico della cucina thailandese e vietnamita, il cui frutto, anche chiamato combawa, è simile appunto al lime anche se di sapore molto più forte; le foglie vengono usate spesso per aromatizzare i piatti di quelle regioni, conferendo un odore e sapore erbaceo e fresco, vagamente pungente. Potete trovarle nei negozi etnici in forma essiccata ad un prezzo veramente irrisorio.

Nel prossimo post invece una seconda ricetta e qualche consiglio e trucco pratico per organizzare la perfetta grigliata in chiave leggera! 


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Spiedini Di Gamberi E Salmone Al Lime
Serves 6
Ingredients
  1. 200 gr di gamberi già puliti CRUDI
  2. 200 gr di letto di salmone
  3. una manciata di foglie di kaffir lime due lime
  4. un cucchiaio di miele
  5. un cucchiaio d'olio peperoncino secco o fresco aglio tritato (facoltativo)
  6. spiedini di legno
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Instructions
  1. Pulite il letto di salmone togliendo la pelle e le eventuali lische, poi tagliatelo a cubetti di circa 1,5 cm di grandezza o comunque di dimensioni simili tra loro e simili a quelle dei gamberi
  2. Formate gli spiedini alternando un gambero in lato "a C" (cioè non per il lungo, come da foto), le foglie di kaf r lime, i cubetti di salmone e fettine di lime tagliate sottili e ripiegate su sè stesse
  3. Preparate la marinata con il miele, il succo e la scorza del secondo lime, il peperoncino, l'olio, l'aglio se lo usate e un po' di sale
  4. Accendete il forno a 200° e lasciate marinare per una ventina di minuti il pesce nella marinata
  5. Tirate fuori gli spiedini dalla marinata e disponeteli su una teglia ricoperta di carta da forno e infornate per 5/8 minuti facendo attenzione che il pesce non risulti stracotto
  6. Serviteli caldi o tiepidi, per i più golosi con un po' di maionese homemade
Notes
  1. Nelle foto vedrete il pepe rosa che nella ricetta non c'è, perchè all'ultimo momento ho deciso di seguire l'originale marinata di Donna Hay e usare il peperoncino al posto del pepe rosa
  2. Potete ovviamente provare pesci diversi e marinate alternativa: sperimentate1
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MANGIO.quindi.SONO

Linguine estive con rucola e salmone

Una rivisitazione della tradizionale pasta fredda, delle linguine estive saporite ma leggere

Un’idea per gustarsi un piatto veloce, con impegno zero, che faccia da solo un pranzo in terrazza!


 

Linguine estive al salmone affumicato

E’ ormai ufficiale: è arrivato il caldo e con esso l’estate, che ormai è alle porte. La voglia di accendere il forno incomincia a calare e sale invece quella di tartare, carpaccio, prosciutto e melone e primi freschi e semplici da preparare.  Parlando di primi estivi la pasta fredda credo salti in mente a tutti noi, ma non si tratta necessariamente di un ricordo piacevole: spesso vengono usati preparati pronti con verdure che sanno solo di aceto, la pasta è scotta e/o insipida (perché è stata “lavata” per essere raffreddata! Orrore!) ed è annegata in litri di olio. 

Oggi invece vi propongo qualcosa di assolutamente lontano da tutto questo! Queste linguine estive sono un mix tra sapori mediterranei, con le olive e i pomodori secchi, e nordici, con il salmone affumicato. Fino all’ultimo devo dire che ero molto titubante sul connubio lime/pomodori, funzionerà non funzionerà? Meglio togliere il lime? Ma una nota acidula ci vuole! Meglio togliere i pomodori? Ma manca la croccantezza! Fatto sta che alla fine li ho messi entrambi ed è andata bene: linguine estive veloci ma con una carica in più!

Quando si pensa alla pasta al salmone affumicato si pensa a dei mappazzoni terribili fatti di panna e salmone stracotto in padella. Ecco io devo dire la verità che i mappazzoni con salmone e panna li apprezzo moltissimo, ma insomma magari a capodanno e una volta ogni tanto. A fine maggio in mezzo alla settimana preferisco qualcosa di più leggero per un pranzo veloce: qui il salmone affumicato non viene espressamente cotto ma solo scaldato dalla pasta calda in modo che non perda la propria consistenza. Una piccola goduria per gli amanti del genere come me. A volte meno si fa meglio viene il risultato finale. 

L’altro trucchetto appunto è quello di non raffreddare la pasta ma condirla da calda e lasciarla amalgamarsi ai sapori mentre perde calore. Ovviamente la rucola è stata aggiunta alla fine perché non perdesse vitalità.  Io ho pensato di servire le mie linguine estive tiepide tendenti ormai al freddo ma potete anche servirle propriamente fredde, preparandole eventualmente in anticipo.

Certo, sono sapori decisi, forti, non adatti magari a un palato infantile ma funzionano egregiamente perché il gusto totalitario degli ingredienti compensa alla grande la scarsità di olio nel condimento. L’idea originale però era quella di inserire i pinoli tostati al momento come nota croccante, come avevo già fatto qualche tempo fa riprendendo questa ricetta ma ho scoperto solo quando l’acqua stava già bollendo di non averne in casa e ho rimediato con i pomodorini. Io fossi in voi proverei anche la versione con i pinoli perché la prima volta che l’avevo fatta era una goduria.

Purtroppo le olive sono banalissime e sciapissime olive dozzinali perché il mio spacciatore di verdura aveva finito quei deliziosi barattolini di olive liguri sott’olio che costano un’occhio della testa ma valgono due occhi della testa per quanto sono buone. Ce ne faremo una ragione.

Insomma pochi ingredienti e tanto gusto, c’è poco da dire quindi lasciamo parlare le foto e la ricetta che si prepara da sola mentre l’acqua della pasta bolle.


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Linguine integrali con rucola e salmone affumicato
Serves 2
Ingredients
  1. 40 gr di linguine o spaghetti integrali
  2. 200 gr di salmone affumicato di buona qualità
  3. due belle manciate di rucola fresca
  4. 15/20 olive nere
  5. qualche pomodorino secco al naturale (non sott'olio)
  6. il succo e la scorza di un lime
  7. 2 cucchiai di olio evo
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Instructions
  1. Lessate le linguine in abbondante acqua salata
  2. Nel frattempo lavate la rucola e tagliate il salmone affumicato a listarelle
  3. Tritate grossolanamente i pomodori secchi e ammollateli qualche minuto nell'acqua, poi scolateli
  4. Fate un'emulsione con il succo di lime e l'olio, con un po' di pepe ma senza aggiungere sale
  5. Mettete già nel piatto di portata le olive tagliate, il salmone e la vinaigrette, scolate le linguine al dente e aggiungetele al piatto di portata
  6. Mescolate accuratamente per amalgamare i sapori, lasciate raffreddare
  7. Aggiungete la rucola e i pomodorini e gustatela fredda o tiepida!
Notes
  1. Potete ovviamente sostituire il salmone affumicato con salmone fresco utilizzandolo sia crudo tipo sashimi (chiedendo preventivamente al vostro pescivendolo di fiducia riguardo modalità di conservazione e consumo) sia cuocendolo al vapore o al forno in cartoccio.
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