Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura con salsa verde e ceci croccanti

L’ultima ricetta con le zucchine (temo) per questa fine estate


Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura

Un’altra ricetta con le zucchine, sì. Anche perchè stanno finendo temo, quindi meglio approfittarne! L’estate sta (finalmente) finendo. So che molti saranno scontenti ma io non vedo l’ora di vedere cavolo nero, funghi e zucche sulla tavola! Diciamo che questa insalata di spaghetti di verdura è una specie di canto del cigno: l’ultima insalata fresca prima del ritorno delle zuppe!

Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura

In questo periodo ho poco tempo per cucinare (e poca voglia) quindi direi che è il momento perfetto per provare un’insalata un po’ alternativa! L’ho praticamente copiata (cambiando solo alcuni sapori) da questa magnifica ricetta di Pinch of Yum, uno dei miei food blog preferiti al mondo, andate a guardare SUBITO. Ho salvato su pinterest la foto dei loro bellissimi spaghetti di verdura con quella salsa almeno 3 volte, finchè non mi sono finalmente decisa a provarli! 

Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura

Avevo già postato una ricetta di noodles di zucchine (qui) e anche allora l’abbinamento era stato con basilico e avocado: ammetto la mia colpa! Purtroppo non ci posso fare niente, zoodle + basilico + avo rimane top per me! Questa volta ho provato gli spaghetti di verdure in chiave vegana! Ho già rifatto questa insalata due o tre volte quest’estate e devo dire che nonostante la reticenza iniziale è sempre goduta, anche per la sua freschezza e facilità. 

Io ho servito questi spaghetti di verdure come piatto unico ma potete tranquillamente usarli come contorno o servirli come antipasto a una cena tra amici. E’ una ricetta molto semplice, leggera e fresca, non vi richiederà più di 20 min in cucina! Non omettete i ceci arrostiti perchè sono la nota in più che fa la differenza! In più questa è una ricetta senza glutine, senza latticini, vegana, insomma davvero adatta a tutti!  

Insalata di spaghetti di verdura

Insalata di spaghetti di verdura

Rispetto all’originale ho un po’ modificato le proporzioni dei vari ingredienti della salsa per andare incontro ai miei gusti: al primo tentativo sapeva troppo di lime e di prezzemolo per me! Io preferisco che il basilico abbia la meglio sul prezzemolo ma voi adattate tranquillamente a ciò che preferite 

 

Insalata di spaghetti di verdura con ceci croccanti
Serves 2
Per la salsa
  1. un mazzetto di basilico
  2. un mazzetto di prezzemolo
  3. mezzo spicchio d'aglio
  4. 100 gr di avocado
  5. uno o due cucchiai di olio evo
  6. 30 gr di pistacchi possibilmente crudi
  7. il succo di un lime
  8. 4 o 5 jalapenos (o peperoncini verdi dolci)
  9. sale e pepe
Per gli spaghetti
  1. zucchine tenere a volontà
  2. carote a volontà
400 gr di ceci bolliti
  1. spezie tandoori
  2. paprika affumicata
  3. 1 cucchiaio di fecola di patate o amido di mais
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Per la salsa
  1. Cuocete i peperoncini in forno (magari sfruttando il forno acceso per un'altra preparazione) e lasciateli raffreddare.
  2. Frullate insieme gli ingredienti della salsa aggiungendo acqua se necessario, fino a ottenere una salsa cremosa ma non troppo densa
Per gli spaghetti di verdura
  1. Pulite carote e zucchine e con l'apposito attrezzo ottenete dei noodles
  2. Conditeli con la salsa verde ottenuta
Per i ceci
  1. Accendete il forno a 200°.
  2. Sciacquate i ceci sotto acqua corrente, poi asciugateli e metteteli in un sacchetto per alimenti Conditeli con spezie a piacere, sale e pepe e aggiungete la fecola, poi chiudete il sacchetto e scuotete per miscelare uniformemente
  3. Disponete i ceci su una teglia con carta da forno e spruzzateli di olio con l'oliera spray, poi infornate per circa 20 min o fino a doratura
  4. Lasciate intiepidire e aggiungeteli all'insalata
Notes
  1. Nell'originale gli jalapenos sono a crudo, io ho provato e non mi fa impazzire il gusto a crudo per cui li prefererisco cotti, operazione che potete fare tranquillamente anche fino a un paio di giorni prima
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poke bowl di tonno ahi

Poke bowl di tonno ahi

Un’idea banalissima e geniale per una cena tra amici sana e deliziosa: la poke bowl


No, i pokemon non c’entrano affatto. Cos’è la poke bowl? E’ un piatto di origine hawaiane, in realtà super semplice, a base di riso bollito e pesce crudo condito con una salsa a base di soia e aceto di riso. Oltremare è la novità foodie del momento, ormai la si può trovare un po’ ovunque! Ormai lo sapete dove c’è il pesce crudo e una nuova moda food… ci sono io. E non me ne vergogno! Se un trend propone qualcosa di interessante, sano e divertente, perchè non gettarvisi? Tipo con i sushirrito qualche anno fa! 

Inizialmente non era mia intenzione pubblicare questo piatto qui sul blog, era più un’idea per fare felice mio marito che adora il sushi, senza dover uscire a cena: stavo facendo la spesa in un grosso supermercato (cosa che per noi accade piuttosto raramente!) e ho visto l’insalata di wakame nel banco frigo, la ciotolina con lo zenzero… il tonno per il sashimi nella sezione pescheria… Insomma ho preso gli ingredienti e ho assemblato un pranzettino da re in pochi minuti. Insomma è quasi barare per me!

poke bowl di tonno ahi

poke bowl di tonno ahi

Però il piatto era così bello, così invitante, l’idea così banale ma geniale che ho pensato, perchè no? Questo è un piatto pazzesco, perchè è bellissimo, buonissimo e, soprattutto personalizzabile! Non vi ho convinti? Ok allora immaginate questa situazione: avete invitato qualche amico a cena, state pensando di ordinare sushi per tutti, però verrebbe a costare un rene e a voi i vostri reni servono, allora vi proponete di cucinare qualcosa voi, ma l’idea del sushi vi è rimasta in testa e siete delusi dal dover ripiegare su una pasta fatta al volo.  Potreste ordinare una pizza, ma in realtà volete rimanere nei macro previsti dalla vostra alimentazione di oggi, visto che domani sera andate a cena fuori. E vorreste fare anche bella figura (non so magari puntate al fratello della vostra migliore amica che ha quel sorriso smagliante).  Orario previsto di uscita dal lavoro: 19.15 a essere ottimisti. Anzi facciamo 19,30 a essere realisti. Orario previsto dell’arrivo degli ospiti: 21.00. Ok allora fate in tempo ad andare al supermercato comprare gli ingredienti di questa bowl, tornare a casa, preparare la tavola, mettere in frigo una bottiglia di vino bianco e preparare al volo le poke bowls.

E cambiarvi le scarpe.

Lo so sembra fantascienza ma non è! Alla fine gli ingredienti li trovate ormai in gran parte dei grandi supermercati (esselunga, iper etc) e spenderete sicuramente meno che ordinare il sushi.  

C’è un vegano tra voi? Niente paura via di tofu! Il riso rosso ci mette troppo a cuocere? Provate il basmati come base della vostra poke bowl, 10 minuti ed è pronto! E’ gennaio e le zucchine sono fuori stagione? Aggiungete cavolo cappuccio tagliato sottile. Insomma personalizzate! 

Questa è la versione di poke bowl che ho proposto io, ma il piatto qui è piaciuto così tanto che sicuramente proverò versioni alternative! 

NB con l’ottica di offrire un piatto “wow” nel giro di pochi minuti, appare sensato a mio parere comprare le wakame già pronte, così come lo zenzero, chiaramente la versione casalinga non è però da escludere! Anzi prossimamente mi ci voglio cimentare magari provando questa ricetta 

Unici avvertimenti per la buona riuscita della pokè bowl, TASSATIVI:

  • non tagliate il pesce a tartare ma a tocchetti diciamo anche 1 cm di altezza, deve sentirsi la consistenza del pesce altrimenti il risultato è un orrendo mappazzone! 
  • quando si marina il pesce all’italiana spesso lo si fa “cuocere” per lungo tempo nella marinata a base di acido, ma non è decisamente questo il caso: il pesce deve risultare condito e aromatizzato, non cotto! 10 minuti basteranno!
  • così come nel sushi anche qui la parte visiva è fondamentale per il fattore wow, ma se per formare un perfetto uramaki servono maestria, tempo e allenamento, qui la differenza tra gettare il tutto sul riso e disporre con cura gli ingredienti sta in 2 minuti, davvero! Non rinunciatevi! 

 

Poke Bowl di tonno ahi
Serves 2
Per la ciotola
  1. tonno fresco per sashimi
  2. riso rosso thai
  3. cetriolo fresco
  4. zucchine a julienne
  5. avocado
  6. insalata di wakame
  7. edamame bolliti
  8. zenzero marinato per sushi
  9. semi di sesamo neri e bianchi
Per la salsa per il tonno
  1. salsa di soia tamari
  2. un peperoncino fresco tritato
  3. mezzo spicchio d'aglio tritato
  4. un cipollotto tritato
  5. un quarto di cipolla di tropea tritata
  6. 2 cucchiai di aceto di riso
  7. 1 cucchiaio di olio evo
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Instructions
  1. Cuocete il riso rosso in abbondante acqua salata, scolatelo lasciandolo al dente e fatelo raffreddare
  2. Unite gli ingredienti della salsa
  3. Tagliate il tonno a tocchetti (non a tartare!) e marinatelo nella salsa
  4. Tagliate l'avocado e il cetriolo a fettine sottili
  5. Disponete il riso sul fondo di una ciotola capiente, aggiungete le varie verdure e il tonno ahi
  6. Condite con quello che rimane della salsa sul fondo del contenitore della marinatura
  7. Cospargete di semi di sesamo
Notes
  1. Non marinate il tonno per più di 10 min
  2. Non tagliatelo troppo piccolo
  3. Sostituite a vostro piacere gli ingredienti e personalizzate!
  4. La ricetta originale prevedeva olio di semi di sesamo al posto dell'olio evo, io mi sono rifiutata.
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Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Qualche idea per creare dei parfait ideali per una  colazione  colorata e alternativa


Devo fare outing: adoro le cose a strati.  Lasagne? Io sono in prima fila. Millefoglie e tiramisù? Contate su di me!  Sformati? La mia passione. E i parfait non fanno eccezione. Cosa sono i parfait? Il termine di origine francese indica molto semplicemente un dessert a base di mousse, spuma o semifreddo, insomma un dolce al cucchiaio leggero, da gustare fresco. Così come lo intendo io qui invece (e così come lo intende instagram come hashtag!) i parfait sono delle coppe o bicchieri in cui vengono disposti a strati e a vista dei composti a base di yogurt, frutta, chia, granola e altre delizie dolci da colazione.  

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!


In questo senso i parfait non richiedono vere e proprie ricette bensì accostamento di sapori e colori diverse, magari anche consistenze, il tutto coronato da un topping interessante che rende la colazione completa. Per questo non ho mai pubblicato ricette al riguardo, ma ho pensato che sarebbe stato interessante lanciare qualche idea, super adattabile e scambiabile! 

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Cosa possiamo mettere nei nostri parfait? Ecco qualche idea

  • smoothie: di mango, o kiwi o frutti rossi, o anche nanaicecream magari nella bella stagione!
  • frutta intera o a fettine: a scopo decorativo tra gli strati o come topping
  • yogurt: greco o non, di soia, di mandorla, con vaniglia, caffè, cacao o ogni altra aggiunta di cui avete voglia
  • chia pudding: preparati a base di latte (anche veg) lasciati riposare con adeguata dose di semi di chia per ottenere un composto semiliquido. Attenzione! Vanno aromatizzati perchè di per sè la chia sa di… niente!
  • topping vari: polline, frutta secca, nibs di cioccolato, cacao, chips di cocco
  • elementi solidi: come cereali soffiati (amaranto, avena, farro etc) o granola direttamente! 
  • porridge: ai vari gusti fatto precedentemente raffreddare per non rovinare gli altri strati
Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Un ingrediente particolare che ho usato in queste mie due proposte di parfait sono le arctic berries powders. Si tratta di polveri costituite essenzialmente da frutti rossi selvatici provenienti dalla scandinavia essiccati e tritati, li potete acquistare su Arctic Berries Powder, spediscono anche in Italia in maniera efficiente e veloce (tenete conto comunque due settimane perchè l’azienda confeziona in UK) e io ho utilizzato una promo per avere la spedizione gratuita. Consiglio il loro set di prova comprendente i 4 tipi di berries di base.   Sono raw, paleo, gluten free, vegan e dairy free chiaramente; altrettanto chiaramente NON sono biologici perchè sono selvatici dunque impossibili da certificare. Perchè acquistarli? Ovviamente perchè sono bellissime! A parte questo (particolare essenziale) io li ho comprati perchè negli smoothie o nei porridge o pancake mi piace aggiungere frutti rossi, purtroppo attualmente sono fuori stagione e in ogni caso anche in stagione trovare (a un prezzo ragionevole) la versione selvatica è piuttosto difficile, senza contare che il mirtillo rosso è pressochè inesistente in Italia, quindi lo trovo un ottimo modo per avere un “burst” di antiossidanti, colore e sapore, a un ottimo rapporto qualità prezzo

DISCLAIMER: i prodotti descritti sono stati da me acquistati, non ho ricevuto alcun compenso per questo articolo e quanto descritto rappresenta unicamente la mia opinione personale. 

Due idee per parfait a colazione!

Due idee per parfait a colazione!

Ed ecco le mie proposte di parfait! 

Parfait di porridge alla zucca e tè matcha
Serves 1
Ingredients
  1. 100 gr di mirtilli surgelati
  2. 20/40 gr di fiocchi d'avena integrali
  3. 50/120 gr di zucca già pulita e cotta al vapore
  4. 50/120 ml di latte di mandorla non zuccherato
  5. mix di pumpkin spice
  6. 5/20 gr di whey alla vaniglia o neutre
  7. 50/120 gr di yogurt bianco non zuccherato sky o greco
  8. un cucchiaino di tè matcha
  9. dolcificante a piacere (miele, zucchero, stevia, tic etc)
  10. un cucchiaino di polline
  11. succo di limone
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Primo strato
  1. Oreparate la composta di mirtilli facendo bollire i mirtilli in un cucchiaio di succo di limone e un goccio d'acqua finchè non raggiungono una consistenza simile alla marmellata morbida
Secondo strato
  1. Fate cuocere i fiocchi di avena in un pentolino con acqua a sufficienza da coprirli e un pizzico di sale, mantenete a fuoco medio fino a che l'acqua non si sia completamente assorbita e i fiocchi siano cotti
  2. Frullate la zucca con il latte di mandorle, le spezie e il dolcificante scelto, aggiungete le whey e mescolate per eliminare i grumi
  3. A fine cottura aggiungete la miscela di latte zucca e proteine e proseguite la cottura fino ad avere ottenuto la consistenza desiderata, simil cremosa.
Terzo strato
  1. Mescolate lo yogurt con il tè matcha eventualmente aggiungendo il dolcificante scelto, come d'abitudine
  2. Assemblare
  3. Aggiungete i vari composti in sequenza e completate con una spolverata di polline
Notes
  1. Per rendere il parfait gluten free: sostituite i fiocchi d'avena con fiocchi di grano saraceno o di riso.
  2. Per rendere il parfait vegan o dairy free: sostituite lo yogurt con yogurt di mandorla o di cocco.
  3. Le preoteine nel porridge sono omettibili.
  4. Il latte di mandorla può essere sostituito con latte di mucca, o di nocciola, o di soia o di cocco.
  5. Il mix di pumpking spice è composto in parti variabili da: cannella, chiodi di garofano, zenzero essiccato, noce moscata e pimento.
  6. Come avrete notato le quantità sono "variabili" perchè sta a voi adattarle in base alle vostre esigenze, potete spaziare senza problema tra le quanità indicate e il parfait verrà comunque bene!
  7. I valori nutrizionali sotto si riferiscono a 25 gr di avena, 100 gr di zucca, 70 gr di latte, 10 gr di whey e 70 gr di yogurt 0%.
Calories
267 cal
Fat
4 g
Protein
24 g
Carbs
32 g
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Parfait "viola"
Serves 1
Ingredients
  1. 20/40 gr di fiocchi d'avena
  2. 50/100 ml di latte di mandorla non zuccherato
  3. 5/20 gr di whey alla vaniglia o neutre
  4. 100 ml di latte parzialmente scremato
  5. 10 gr di semi di chia
  6. 1 cucchiaino di Arctic Berries Powder al Mirtillo
  7. 1 cucchiaino di Arctic Berries Powder al Mirtillo rosso
  8. semi di una bacca di vaniglia
  9. 50/100 gr di yogurt bianco greco o skyr
  10. dolcificante a piacere (miele, zucchero, stevia, tic etc)
  11. nocciole tritate
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Primo strato
  1. Fate cuocere i fiocchi di avena in un pentolino con acqua a sufficienza da coprirli e un pizzico di sale, mantenete a fuoco medio fino a che l'acqua non si sia completamente assorbita e i fiocchi siano cotti
  2. Mescolate il latte con le arctic berries al mirtillo, eventuale dolcificante e le whey.
  3. A fine cottura aggiungete la miscela di latte e proteine e proseguite la cottura fino ad avere ottenuto la consistenza desiderata, simil cremosa.
Secondo strato
  1. Mescolate lo yogurt con i semi di un baccello di vaniglia e dolcificate a piacere
Terzo strato (da fare la notte prima)
  1. Mescolate la chia con il latte scremato e le arctic berries al mirtillo rosso, eventuale dolcificante e lasciate riposare per tutta la notte in frigo in un contenitore ermetico
Assemblate
  1. Aggiungete come topping nocciole tritate o chips di cocco
Notes
  1. Le whey sono omettibili
  2. Per rendere vegan il tutto usate latte di mandorle anche per il chia pudding e usare yogurt di cocco al posto di quello normale
  3. Come sempre le quantità sono adattabili alle vostre necessità, i valori nutrizionali sotto si riferiscono a 25 gr di fiocchi d'avena, 100 ml di latte, 10 gr di whey, 70 gr di yogurt
Calories
306 cal
Fat
7 g
Protein
26 g
Carbs
28 g
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 Volete altre idee? Cercate l’hashtag su instagram e vi si aprirà un mondo!

MANGIO.quindi.SONO

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

La filosofia dietro un’insalata mista

Insalata di topinambur e cavolo rosso, riso integrale & uva nera

(by The Green Kitchen)

Una volta ho visto una puntata di un programma televisivo con Jamie Oliver in cui iniziava a preparare un’insalata tagliando due pomodori e aprendo una busta di lattughino o qualcosa di simile, poi metteva tutto in una ciotola e diceva con serietà: “Ecco un’insalata!” Poi scoppiava a ridere e diceva che chiaramente quello che c’era nel piatto non poteva definirsi un’insalata e che era il motivo per cui milioni di britannici affermano di odiare le insalate. Mi è rimasto in mente perchè questa filosofia, sulla base della quale si sviluppava poi il tema della puntata con ricette di insalate miste goduriose e super saporite, è anche la MIA filosofia di insalata. Cioè piatto unico, assemblato con cura, con ingredienti scelti per sapore, consistenza e colore, non necessariamente uniti a crudo, con condimenti speciali, ricchi di sapore e poveri di “schifezze”.  Questo genere di approccio si ritrova in moltissimi progetti (blog, libri, trasmissioni televisive ma anche ristoranti e bistrot!) all’estero, sia nel Nord Europa, sia in alcune zone un po’ hipster degli USA, sia in Nuova Zelanda e Australia.  Ora si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e a questo tengo particolarmente perchè è proprio il mio modo di pensare: trasformare un piatto da dieta, triste, e poco appetibile nell’immaginario comune, in una vera sorpresa! Ma arriviamo all’insalata di topinambur e cavolo rosso.

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Quando ho visto che The Green Kitchen, il primo libro di ricette scritto dalla fantastica coppia di The Green Kitchen Stories era stato tradotto in italiano, ho capito che doeveva aessere mio. E’ un libro molto bello e molto alla “nordica” nel gusto e nell’impostazione; consiglio sicuramente la lettura (anche se non concordo con tutto quello che viene scritto nella parte introduttiva), e soprattutto la visione delle bellissime foto.  Proprio in questo libro la filosofia di Jamie riguardo alle insalate trova diverse dimostrazioni pratiche, ma quella che mi ha più colpito di ricetta è stata proprio questa insalata di topinambur e cavolo rosso; nella versione originaria per la verità il titolo è “Insalata di riso selvaggio, topinambur & uva” purtroppo però dopo aver avuto un shock alla vista del costo al chilo del riso selvaggio mi sono sentita costretta a optare per il riso integrale, meno esotico ma altrettanto saziante e salubre! 

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Ho poi aggiunto le uova di quaglia per avere una quota proteica e, ammettiamolo, per mere questioni estetiche. Chiaramente le normali uova di gallina possibilmente cresciute all’aperto faranno lo stesso al caso vostro. Volendo anche delle lenticchie ci starebbero bene!

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rossov

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Come potete vedere dai valori nutrizionali questa insalata di topinambur e cavolo rosso è da considerarsi un piatto unico (se usate le dosi che ho indicato), ricca di carboidrati complessi e di grassi (anche se buoni) e relativamente povera di proteine. E’ questo il problema che ho quasi sempre con le ricette vegane o vegetariane: per aggiungere proteine si va sempre ad aggiungere anche grassi e/o carboidrati e per le mie necessità alimentari attuali non è sempre una buona scelta. Ma non è un problema sicuramente insormontabile per me che sono onnivora! Quando voglio godermi un pasto veggie come questo, semplicemente progetto l’altro pasto della giornata in maniera tale che sia leggermente scarico di grassi e carbo e più “forte” in proteine. Altra possibilità è invece usare l’insalata come “side” ossia contorno a un secondo proteico, adeguando chiaramente le quantità. Un’ottima idea ad esempio in una serata tra amici, che prevede più portate sul tavolo! 

NB il tag vegano si riferisce chiaramente alla versione priva di uova! 

 

Insalata di topinambur e cavolo rosso
Serves 2
Ingredients
  1. 100 gr di riso integrale (selvaggio o non)
  2. 300 gr di topinambur
  3. 200 gr di cavolo rosso
  4. 200 gr di uva nera
  5. 10 uova di quaglia
  6. spinaci novelli freschi
  7. granella di mandorle per guarnire (opzionale)
  8. timo/erba cipollina freschi o essiccati
Per il condimento
  1. senape di digione
  2. olio evo
  3. tamari
  4. succo e scorza di limone
  5. pepe macinato fresco
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Instructions
  1. Lavate accuratamente il topinambur strofinandolo con un guanto apposta per levare lo strato esterno della buccia (o sbucciatelo) e tagliatelo a rondelle
  2. Disponete le fette di topinambur su una teglia da forno, aggiungete timo, sale, pepe e un filo d'olio e mettetelo in forno a 200° per circa 30 min o finchè non risulta morbido
  3. Fate bollire il riso in abbondante acqua salata secondo le indicazioni di cottura sulla confezione fino ad averlo al dente.
  4. Lavate gli spinaci novelli e asciugateli, tagliate finemente il cavolo rosso, lavate l'uva e tagliate i chicchi a metà per il lungo.
  5. Cuocete le uova di quaglia per qualche minuto in acqua bollente
  6. Preparate il condimento emulsionando la senape con l'olio, il tamari e il limone. Aggiustate di sale e pepe.
  7. Unite le varie componenti dell'insalata nel piatto di portata e condite con la salsa ottenuta
Calories
555 cal
Fat
17 g
Protein
16 g
Carbs
86 g
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 MANGIOquindiSONO

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro tarda estiva

Insalata di pasta di farro con sgombro e verdure grigliate: l’estate  (che è finita) in un barattolo

Abbinamenti easy per un piatto freddo pret a porter 


Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Pubblico questa ricetta con un ritardo francamente imbarazzante, lo ammetto. Era un’idea che avevo avuto ormai mi sa a fine luglio (sigh), riuscita talmente bene che ho pensato di fare uno shooting speciale per condividerla. Poi si sono susseguiti una serie di impegni tali per cui le foto sono rimaste non editate nella macchina fotografica fino a poco fa. E ora la pubblico diciamo proprio in extremis dato che l‘autunno è già iniziato, e dalle mie parti ormai l’aria si è rinfrescata ed è diventata già piacevolmente frizzantina. Poi insomma così è già pronta per l’anno prossimo, no?

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Dicevamo ecco shooting speciale per questa insalata di pasta di farro, perchè dovete sapere che, pur ritenendomi io una persona estremamente fortunata nell’avere una cucina bellissima, grande, moderna e accessoriata, sono anche colpita dall’onta di abitare in campagna in appartamento (cioè un controsenso) e dunque dal non avere alcun tipo di giardino. Che d’estate non è proprio il massimo. 

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Per fortuna ho invece una buona amica che abita in una cascina ristrutturata dotata, da due anni a questa parte, non solo di un vasto giardino ma anche di una piscina! Giardino + piscina + estate = picnic! Così mi sono fatta invitare da lei per un pomeriggio all’aperto, promettendole in cambio un lauto pasto, ed ecco questi meravigliosi scatti di questa insalata di pasta di farro. (Se volete essere anche voi ospiti nella sua meravigliosa cascina sappiate che parte di essa è di recente diventata un bellissimo agriturismo con diversi appartamenti, potete trovare maggiori informazioni qui: Agriturismo Corte Speranza)

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Questo è uno di quei piatti easy peasy, quei piatti cioè che non richiedono (come mio solito) ingredienti strani da reperire in covi del KGB, ma ingredienti semplici, di stagione, uno di quei piatti in cui la differenza sta nell’idea degli abbinamenti, nata per caso e poi: “Ma dai, cavoli è venuta deliziosa!!”. Quindi per una volta non avete nessuna scusa per non provarla! 

Questa insalata di pasta di farro  è un inno all’estate (ormai finita) e alla semplicità della cucina italiana; può essere servita tranquillamente a una cena tra amici come piatto principale, nessuno lo schiferà come “dietetico”, oppure essere un perfetto pasto bilanciato durante la settimana, anche come schiscetta al lavoro. E se come me prevedete un pic nic in montagna o in piscina, potrete tranquillamente impacchettarlo “in a jar” e vi farà fare un figurone!

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Due parole sulla scelta della proteina: lo sgombro è un pesce azzurro dotato di straordinarie caratteristiche nutrizionali perchè altamente proteico ma anche ricco di omega 3, magnesio, fosforo e vitamian D. Sempre meglio fresco e intero, da cuocere al forno, ma quando non si può o non si ha voglia anche i filetti già pronti possono fare al caso vostro, in alcuni banchi pesce di alcuni supermercati si possono trovare al naturale, appena cotti, o altrimenti anche la scelta in barattolo non è da escludere. In quest’ultimo caso sceglietelo in filetti interi e non sminuzzati e conservati in olio d’oliva possibilmente extravergine e di qualità.  Mi preme sottolineare inoltre come scegliere sgombro in barattolo, sebbene non sia certo come consumare pesce fresco, rappresenta un’opzione senza dubbio preferibile al tonno in scatola, suo cugino nelle tavole italiane per praticità. Essendo infatti un pesce di taglia notevolmente più piccola lo sgombro contiene meno metalli pesanti, inoltre viene più frequentemente pescato nei nostri mari e ha un costo decisamente inferiore in pescheria rispetto al tonno. 


 

Insalata di pasta di farro
Ingredients
  1. peperoni rossi e gialli
  2. zucchine
  3. sgombro cotto al vapore (o sott'olio d'oliva)
  4. olive taggiasche
  5. pasta corta di farro integrale
  6. tanto basilico
  7. una manciatina di pinoli
  8. olio evo
  9. sale
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Instructions
  1. Lavate i peperoni e infilateli ancora interi ma punzecchiati in forno in una teglia capiente, tenendoli a 180° finchè non saranno belli arrostiti, con la pelle che si stacca e la polpa morbida ma consistente
  2. Una volta cotti metteteli in un sacchetto di carta come quelli dei fruttivendoli e lasciateli raffreddare
  3. Una volta raffreddati privateli della pelle che verrà ora via facilmente e tagliateli a listarelle
  4. Tagliate le zucchine in fette sottili, salatele leggermente e lasciatele scolare dell'acqua residua, procedete poi a grigliarle normalmente
  5. Lavate e lasciate asciugare un bel po' di foglie di basilico poi mettele nel mortaio e lavoratele con un paio di cucchiaio d'olio evo, sale e pinoli fino a ottenere un pesto leggero
  6. Cuocete la pasta di farro in abbondante acqua leggermente salata, tenendola al dente
  7. Condite la pasta con il pesto, unite le verdure, le olive e infine lo sgombro scolato e fatto a pezzetti
  8. Lasciate raffreddare e servite con eventualmente un ulteriore filo d'olio
Notes
  1. Ho volutamente evitato di inserire le dosi perchè in una ricetta simile sono "a piacere", il che vuol dire anche che dipende da quanta pasta e proteine mangiate solitamente (e se sono previsti anche antipasti o altri piatti nel caso si tratti di una cena tra amici).
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(Finta) pizza low carb di zucchine!

Pizza low carb e high protein, ricca di fibra

Come soddisfare la voglia di pizza (anche se finta) il mercoledì sera.

Finta pizza low carb di zucchine

Finta pizza low carb di zucchine

Qualche settimana fa ho pubblicato su instagram e facebook la foto di una pizza low carb e high protein, seguendo la ricetta che una mia amica, Ilenia Lencioni, ha messo insieme prendendo spunto da tante diverse ricette presenti su internet (grazie grazie grazie Ilenia!!). Devo dire che mentre la preparavo non ero del tutto convinta venisse, tant’è che mi ero un po’ agitata perchè ormai era tardi per pensare a un piano B e la fame tanta, e invece sorpresa! Venuta benissimo! Qui noi l’abbiamo super apprezzata tanto da averla già rifatta un paio di volte con topping  diversi, quindi mi è sembrato il caso di condividerla qui sul sito nel dettaglio! 

Qui il trick della pizza low carb è sicuramente la crosta o base, questa è fatta con zucchine albumi e quark! Il risultato è una pizza consistente, tanto da poter essere tagliata a fette, ma non abbastanza da essere presa in mano e mangiata a morsi, temo. La base, signori e signore, ha 199 kcal con 22 gr di carbs, ben 24 gr di pro e solo 1 gr di fat! Valori ulteriormente diminuibili se si usa un quark low fat che però in Italia è difficile da trovare. Non male! 

Finta pizza low carb di zucchine

Finta pizza low carb di zucchine

Chiaramente i topping sono a vostra scelta, anche in base a quante proteine e grassi volete/dovete assumere quel giorno.   Oltre alle combinazioni proposte oggi, entrambe buonissime, ho provato anche prosciutto cotto, pomodorini gialli e mozzarella, ottima anche lei! 

Recap sul low carb: non suggerisco di seguire una dieta low carb e non demonizzo i carboidrati, ma mi piacciono le sfide e comunque può capitare di dover fare delle scelte low carb in un’ottica di carb ciclyng, o anche solo perchè la sera prevediamo la sagra della polenta. Potete tranquillamente prerararla anche se non siete in low carb, mi pare ovvio, magari come trick per far mangiare ai vostri figli le odiate verdure. Aggiungo anche che non è una pizza NO carb, ma una pizza low carb, c’è differenza chiaramente. 

Recap sulle finte pizze: non venitemi a commentare che la pizza vera è un’altra cosa, che è molto più buona, che la pizza non si tocca etc etc. Perchè… è verissimo! La pizza vera è un’altra cosa, sicuramente più accattivante e questa è una storpiatura, infatti l’ho chiamata “finta pizza”. Con me sulla pizza sfondate una porta aperta, perchè l’adoro: la pizza del sabato sera è sacra per me! Però ecco spesso me ne viene voglia per dire il mercoledì sera e i macro che seguo nella mia alimentazione attualmente magari non mi permettono voli pindarici con tanta farina e condimenti tradizionali, quindi, anzichè rinunciare del tutto, finta pizza sia! 


GALLERY

(Finta) pizza low carb di zucchine
Per la base
  1. 50 gr di farina integrale
  2. 200 gr di albumi
  3. 2 cucchiai colmi di quark
  4. 3 zucchine
  5. mezzo cucchiaino di lievito istantaneo
  6. aromi (aglio in polvere e erba cipollina per me)
Per Il Condimento
  1. bresaola parmigiano avocado
  2. basilico
  3. limone
  4. quark
  5. salmone affumicato capperi
  6. cipolla rossa aneto
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Instructions
  1. Grattuggiate le zucchine, salatele e fatele passare in padella per cuocerle e fare perdere loro l'acqua
  2. Montate a neve gli albumi
  3. Unite il quark con le zucchine e la farina, il lievito e le spezie mescolate accuratamente
  4. Con delicatezza unite l'albume cercando di smontarlo il meno possibile
  5. Stendete il composto diviso in due su due teglie ricoperte di carta da forno spruzzata d'olio
  6. Infornate a 180° per 25/30 min
  7. Sfornate la base e aggiungete il toppin che preferite, su una ho messo salmone, quark, capperi, aneto e cipolla rossa, sull'altra bresaola, avocado, parmigiano, limone e basilico
  8. Aggiungete un lo d'olio e infornate nuovamente per qualche minuto no a cottura del topping
  9. Enjoy!
Notes
  1. Il quark è un latticino molto magro tipico della Germania e dei paesi del nord, molto versatil, lo trovate al Lidl a meno di 1 euro a confezione
  2. Gli albumi possono essere comprati in brick nella maggior parte dei supermercati, ricordate di consumare il contenuto del brick entro pochi giorni dall'apertura
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Pizza di cavolfiore

La pizza di cavolfiore perfetta

Tutti i trucchi e i segreti per ottenere una pizza di cavolfiore che non sembri cibo premasticato

Venghino venghino i signori scettici perchè questa pizza di cavolfiore con pesto di basilico, porcini grigliati, formaggio di capra e mais dolce è veramente buonissima!

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

La cosiddetta “pizza del cavolo” è un trend in ascesa negli ultimi anni, e il doppio senso nel nome è una casualità piuttosto beffarda perchè ho visto di tutto riguardo la pizza di cavolfiore e so che spesso è una sfida mica da ridere, sia intellettuale (ma come? il cavolfiore… nella pizza?? Nemmeno sulla, addirittura dentro!?) sia pratica, perchè trovare una ricetta che funzioni, e funzioni davvero, è difficile.

Ecco i trucchi sine qua non per la riuscita della vostra pizza di cavolfiore:

  1. cuocere il cavolfiore (non so perchè ma molta gente lo usa crudo direttamente nell’impasto, ma non funziona perchè cuocendo in forno rilascia i suoi liquidi con il risultato di una pappetta informe)
  2. cuocerlo già tritato e non intero 
  3. strizzarlo benissimo
  4. strizzarlo davvero benissimo
  5. usare l’uovo nell’impasto
  6. non unire le farine (di ceci o di mandorle etc) ma un latticino cremoso
  7. cuocerla prima “in bianco” e poi aggiungere il topping

Ora, mi rendo conto che il numero 6. creerà problemi ad alcuni perchè rende la ricetta non paleo-friendly, però purtroppo ad ora non ho ancora trovato un degno sostituto del formaggio di capra nell’impasto! La buona notizia invece è che se siete lievemente intolleranti al lattosio potete lo stesso provare questa ricetta perchè il formaggio di capra è low lactose, mi raccomando sempre la scelta dei formaggi deve comunque basarsi sulla qualità della materia prima. 

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

Piccola precisazione, si chiama pizza di cavolfiore ma NON è una vera pizza. Nel senso che non potete imbrogliare gli amici, non è come mangiarsi una margherita che esce fumante dal forno a legna, è un’altra cosa: è un’alternativa sana low carb e glutenfree per i pasti infrasettimanali (sì perchè io nel weekend una pizza vera con glutine, mozzarella e tutto me la mangio eccome, a scanso di equivoci), un’idea interessante e alternativa per cucinare il cavolfiore. Non è per dire una ricetta come quella dei brownies di fagioli neri, che potete portare a una festa facendo finta di niente e la gente vi mangerà come se fossero chili di burro e cioccolato, questa ve la sgamano subito che non è una pizza e contiene il cavolfiore. Però insomma è buona! Certo è che se odiate a morte il cavolfiore, ecco forse non è la ricetta per voi, se invece non vi dispiace però bollito non vi entusiasma granchè questa potrebbe stupirvi in senso positivo! Ultimo avviso, se avete dei bambini curiosi per il cibo, aperti mentalmente, abituati al cibo sano, questa pizza di cavolfiore (con topping adeguato all’età che i porcini ai seienni non penso piacciano granchè) potrebbero apprezzarvela molto. I bambini invece abituati a cibi confezionati ricchi di grassi e zuccheri difficilmente ve la assaggeranno, io vi ho avvisati!

Pizza di cavolfiore

Pizza di cavolfiore

La ricetta con i trucchetti vari l’ho presa qui, l’ho provata con la crescenza morbida di capra e veniva benissimo però ho pensato di alleggerirla con la ricotta al posto della crescenza ed è venuta benissimo lo stesso. Il topping che ha usato lei è salsa di pomodoro + mozzarella di capra, ma per me l’idea di abbinare il  cavolfiore al pomodoro era un abominio quindi ho fatto diversamente (ma mi rendo conto che potrebbe benissimo essere un mio limite mentale, quindi se volete provare magari a voi piace!)

Il mais dolce è stata una fortunata coincidenza, perchè avevo in casa delle pannocchie fresche (crude) da un po’ e non sapevo cosa farci così ho pensato, perchè no? Pensate che per cuocerle bollendole ci vogliono 40 minuti, mentre al micro ne bastano meno di 10! Comodissimo, e viene buonissimo, dolce saporito, carnoso e non acquoso! 


 GALLERY

Pizza di cavolfiore perfetta
Serves 2
Per la crosta
  1. 1 cavolfiore di dimensioni medio grosse
  2. 90 gr di ricotta di capra
  3. 1 uovo
  4. sale e spezie a scelta (per me timo e porcini secchi) 6. 1 cucchiaio di parmigiano (facoltativo)
Per il topping
  1. qualche porcino fresco
  2. abbondante basilico fresco
  3. mezzo spicchio d'aglio
  4. due cucchiai di pinoli
  5. un filo di olio evo
  6. 100 gr di formaggio di capra stagionato
  7. 1 pannocchia fresca
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Instructions
  1. Pulite il cavolfiore sotto l'acque e togliete le foglie esterne
  2. Tagliatelo in piccoli tocchi, metteteli nel mixer e tritate per qualche secondo fino ad ottenere una sorta di "cousocus" di cavolfiore
  3. Mettete in un tegame alto e largo un dito d'acqua e portate a bollore, poi gettatevi il cavolfiore e cuocete per poco meno di 5 minuti
  4. Scolate in un colino a trame fitte il cavolfiore e strizzatelo in un asciugapiatti per far uscire l'acqua in eccesso
  5. Strizzatelo ancora
  6. Continuate a strizzarlo
  7. Ora unite al cavolfiore accuratamente strizzato l'uovo, la ricotta e il condimento, mescolando bene.
  8. Ricoprite una teglia di carta da forno e ungetela leggermente di olio (o spruzzatela con l'oliera spray)
  9. Stendetevi poi il finto impasto, compattandolo e dandogli forma con le mani, fino a ottenere un disco di massimo 1 cm di spessore (o meno se preferite una pizza più sottile!)
  10. 10. Infornate in forno preriscaldato a 200° per 30/40 minuti (dipendevolmente dalla larghezza della teglia e dunque dallo spessore dell'impasto)
Nel frattempo preparate il topping
  1. Frullate il basilico lavato e asciugato insieme ai pinoli, sale, un filo di olio evo e poco aglio, aggiungendo eventualmente poca acqua fino a formare una crema
  2. Pulite i porcini dalla terra in eccesso con una spugnetta pulita e tuffateli per qualche minuto in una ciotola d'acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato (aiuterà a far uscire i vermi eventuali)
  3. Asciugateli leggermente e tagliateli per il lungo
  4. Grigliate i porcini su una griglia ben calda e teneteli da parte
  5. Grattuggiate il formaggio di capra con la grattuggia a trama larga
  6. Disponete la pannocchia privata di involucro e pulita direttamente in microonde e cuocete per 6 min circa a 600W, poi tagliate via i chicchi dal centro fibroso con un coltello ben affilato
  7. Una volta ultimata la cottura della pizza spalmateci sopra la crema di basilico, poi cospargete di formaggio e aggiungete i funghi e i chicchi di mais.
  8. Spruzzate di olio e infornate nuovamente per altri 5/10 minuti finchè non risulta dorata
  9. Lasciate raffreddare leggermente poi tagliate a fette e mangiate!
Notes
  1. Più strizzate pazientmente il cavolfiore più la vostra pizza sarà croccante
  2. State attenti a non scottarvi le mani! Nel caso è un'ottima idea usare i guanti in lattice (io l'ho fatto e aiuta un po'!)
  3. Usate i topping che preferite
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Zoodle con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Un piatto low carb, pieno di fibra e grassi buoni: zoodles con gamberi marinati e grigliati, conditi con un pesto al basilico e avocado senza parmigiano

L’estate in un piatto, e la convinzione che bisogna sempre pensare fuori dagli schemi

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Le zucchine sono uno di quegli ortaggi che compro tutto l’anno, nonostante la stagione sia prettamente estiva. Un po’ perché sono l’ancora di salvezza della cena, quando la voglia di cucinare è zero – pulite, tagliate, e in padella in 5 minuti netti – e poi perché piacciono un po’ a tutti soprattutto ai bambini, sono la classica verdura per chi non ama le verdure insomma, e in casa le verdure che hanno un “NO” appiccicato sopra sono parecchie (come i cavoletti e cavoli che in stagione prontamente compro solo per me!)

Ecco perché la prima volta che ho provato gli zoodles è stato diversi mesi fa, in tempi non sospetti. 

Mi avevano regalato da poco uno spiralizzatore e non vedevo l’ora di provarlo quindi mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo e ho provato a fare qualche esperimento, che devo dire è riuscito alla grande, anche perché il pesto di basilico homemade è sempre una certezza. Chiaro è che quando si compra e si consuma verdura fuori stagione (che ricordiamoci, non è un crimine di guerra) dobbiamo sapere, e essere consapevoli che 1) la pagheremo il triplo, 2) saprà ben di poco, 3) sarà stata coltivata all’estero o in serra.  

Ma adesso la stagione delle zucchine è arrivata dunque facciamo il pieno di zoodle!!! 

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Per ottenere gli zoodles avete diverse opzioni:

a)  Questo costa pochi euro al mercato ma fa spaghetti dritti, corti, è poco maneggevole e ha uno scarto non indifferente, costituito di solito dalla buccia che non si riesce più a scavare (ed è facile tagliarsi)

b) Questo è molto simile a quello che ho io (ma di una marca francese), fa spaghetti lunghi perché è come se temperasse la zucchina, anzi troppo lunghi, per cui risultano difficili da maneggiare, vi consiglio nel caso di interrompere ogni tot la spiralizzazione per troncare lo zoodle. Ha un discreto scarto, rappresentato dal cuore della zucchina, ma è molto facile da maneggiare.

c) Questo non l’ho mai provato ma pare sia molto comodo, c’è anche da dire che mi sembra un’attrezzatura fin troppo complessa per fare dei semplici zoodle. Il vantaggio è che si possono spiralizzare anche ortaggi rotondi e grossi e non solo lunghi.

Parlando di cottura: gli zoodle si mangiano crudi, lo so benissimo. 

Io lo dico, ma che nessuno si scandalizzi che i miei siano cotti perché a me l’idea di mangiare zucchine crude così tout court non mi andava giù (su certe cose sono schizzinosa) quindi ho escogitato un protocollo per cuocerli poco, in modo da trattenere vitamine e croccantezza

Qual è il senso degli zoodles? Mangiare un piatto che sembri pasta ma non lo sia, cioè un piatto low carb ma visivamente ingannatore, appagante per il gusto e che sazi a lungo mantenendo contenute le calorie, e non ultimo ricco di fibra. Insomma in pieno stile Mangio Quindi Sono: zoodle per il corpo, per gli occhi e per l’anima.

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Chiariamo a questo proposito però due cose.

Non è come mangiare pasta. Chiaramente non lo è: siamo italiani, gli spaghetti sono spaghetti, una roba low calories non può essere come un piatto di spaghetti allo scoglio, è chiaro. Sono un compromesso, come sempre, un trucco per andare avanti quando magari la pasta non la si può mangiare troppo spesso ma la voglia c’è.

E qui veniamo al secondo punto: la pasta NON è il male. I carboidrati amidacei NON sono il male, l’ho sempre sostenuto e continuo a farlo.  Ma i carboidrati non sono solo pasta e pane, sono anche riso, farro, miglio, couscous, legumi (sì, amici, contengono carboidrati sempre e comunque), patate… E anche verdura e frutta. Ebbene sì, verdura e frutta sono carboidrati, lo so, allucinante. Uno può non mangiare pasta e pane e mangiarsi oltre 200 gr di carboidrati al giorno dalle fonti di cui sopra e vi assicuro che non gli succederà niente di male (anzi, variare le fonti di carboidrati nella dieta è sempre un’ottima idea!).

Purtroppo però non tutti possiamo mangiare carboidrati amidacei nelle stesse quantità e con la stessa frequenza. Ognuno di noi ha un proprio assetto metabolico, una propria secrezione ormonale, non tutti i pancreas funzionano in maniera altrettanto ottimale, etc dunque non esiste un fabbisogno di carboidrati standard uguale per tutti! Io non posso dirvi quanti carboidrati mangiare, non mi compete, dovete capire da soli il vostro livello di confort, quello che vi permette di dimagrire, essere in salute e avere le forze per allenarvi se lo fate, dunque sperimentate, provate e capite il vostro corpo.

Detto questo preambolo sicuramente noioso, il punto è che talvolta abbiamo la necessità di fare un pasto low carb (se si segue una dieta particolare, se siamo infortunati e non possiamo allenarci per lungo periodo, se prevediamo di andare a fare una cena a base  di pizza e tris di risotti alla sera per dire) e questo piatto risponde a questa esigenza egregiamente. Non è che non ci siano carboidrati, è solo che si tratta eminentemente di fibre! E’ chiaro però che, così come mangiare solo frutta a pranzo è deleterio (e insufficiente) mangiare un piatto di sola verdura non vi porterà da nessuna parte, quindi mi sento di sconsigliare spassionatamente un condimento di sole verdure per gli zoodles:  usate invece qualche fonte di grassi buoni e una o più fonti di proteine (in abbondanza: una fetta di salmone affumicato da 30 gr NON è una porzione adeguata a fare da condimento agli zoodles!) e otterrete un piatto che nonostante il basso contenuto di carboidrati amidacei vi farà arrivare energici al pasto successivo!

Il mio compagno ha detto che avrebbe preferito questi zoodles a una temperatura più calda, per mimare ulteriormente il piatto di pasta, io invece lo preferisco a temperatura di frigorifero quasi, perchè credo che il sapore dell’avocado venga così esaltato. A voi la scelta!


GALLERY

Zoodles ai gamberi e pesto di avocado
Serves 2
Ingredients
  1. 10 zucchine di medie dimensioni, fresche
  2. 350 gr di gamberi freschi crudi già puliti (peso al netto degli scarti) peperoncino secco o fresco a piacere
  3. 1 cucchiaino di pasta di miso (fac)
  4. 1 cucchiaio di mirin (fac)
  5. 1 cucchiaino di miele
  6. 2 cucchiai di salsa di soia low sodium
  7. 1 lime
  8. 1/2 avocado
  9. basilico in abbondanza
  10. 2 cucchiai di pinoli
  11. 3 cucchiaini di olio evo
  12. 1 limone
  13. sale e pepe
  14. Spiralizzatore
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Instructions
  1. Lavate le zucchine, tagliate via le estremità e spiralizzatele
  2. Conditele con sale e lasciate in uno scolapasta per 30 min a scolare l'acqua in eccesso
  3. Preparate la marinatura dei gamberi unendo miso, scorza e succo di lime, miele, salsa di soia, mirin e peperoncino
  4. Lasciate marinare i gamberi puliti e sciacquati nella salsina per 15 minuti
  5. Preparate il pesto di avocado frullando mezzo avocado, con un lo d'olio, sale e pepe, il basilico, i pinoli e il succo di limone, assaggiate, regolate i sapori e aggiungete qualche cucchiaio d'acqua per ottenere una consistenza sof ce, spumosa, ma non troppo solida
  6. Grigliate i gamberi su una piastra ben calda per mezzo minuto o un minuto per lato, giusto il tempo di renderli rosa senza stracuocerli
  7. Cuocete al vapore gli zoodle per 1 minuto netto, non di più, poi fateli raffreddare nello scolapasta nuovamente
  8. Condite gli zoodle con il pesto e i gamberi e impiattate
Notes
  1. Il miso e il mirin sono condimenti giapponesi che potete acquistare nei negozi etnici a prezzi non esagerati, potete ometterli nella marinatura e usare tranquillamente solo lime, salsa di soia, miele e peperoncino, ma se li trovate in giro vi consiglio di prenderli perchè sono un'ottimo condimento low cal per aggiungere un gusto in più a molti dei vostri piatti!
  2. NON omettete la salatura delle zucchine, serve a renderle dolci e fargli perdere l'acqua in eccesso Se vi piacciono usate gli zoodle crudi
  3. Gli avanzi delle zucchine spiralizzate potete congelarli per aggiungerli a zuppe, minestroni o frittate
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Sushirrito! Texmex o Giapponese?

Sushirrito: metà burrito, metà sushi!

La fusione tra cucina messicana e ingredienti giapponesi


Sushirrito di salmone al miso

Sushirrito di salmone al miso

Il sushirrito è indubbiamente uno degli ultimi food trend più interessanti e apprezzati oltreoceano. Immaginate un burrito, la classica piadina messicana ripiena solitamente di fagioli, chili di carne speziata, formaggio, avocado e salse, poi reinterpretatelo in chiave nipponica con l’alga al posto della tortilla, il riso al posto dei fagioli e il pesce al posto della carne (ma non necessariamente). Ecco a voi il sushirrito, un wrap di alga con un ripieno fusion ispirato alla cucina giapponese, sicuramente molto più adatto all’estate degli ingredienti (seppur ghiottissimi) texmex.

 

La brillante idea l’ha avuta Peter Yen in California,  e in breve tempo il suo locale Sushirrito, aperto nel 2011 assieme a Ty Mahler, ha spopolato in tutta la baia di San Francisco, aprendo diverse succursali di cui una anche a Palo Alto che è diventata tappa fissa per gli studenti di Stantford e gli informatici e ingegneri della Silicon Valley. L’idea di Peter era di fondere i due cibi preferiti degli abitanti della zona, burrito e sushi, creando un cibo di strada che permettesse alla gente di gustarsi la leggerezza e il colore del sushi senza il tedio di una lunga (e costosa) cena seduti, ma senza nemmeno prostrarsi alla tristezza del sushi prefatto da banco frigo, carente di qualità. Ecco che nasce il sushirrito, wrap di sushi fatti al momento, di qualità, da mangiare per strada senza troppe cerimonie! Idea vincente! 

E a mio parere incarna benissimo la mia idea di “alleggerimento” di un piatto della tradizione (anche se non di italica tradizione si tratta) quindi appena l’ho addocchiato in rete sapevo sarebbe diventato mio presto. 

Sushirrito veg

Ho riflettutto a lungo se taggare come cheat questo post perchè, voglio dire, il riso del sushi è bianco, è condito con lo zucchero, c’è l’aggiunta (facoltativa) della maionese, insomma cose che non si sposano molto con il mio concetto di clean eating, però poi ho pensato: perchè? Perchè il sushirrito non deve poter essere pensato come sano? Il ripieno è colorato e ricco di verdure e pesce fresco, la maionese la faccio homemade, e il riso è condito con lo zucchero è vero, ma si tratta di quantitativi veramente limitati (che comunque per i più puristi possono essere sostituiti con adeguate dosi di dolcificante) e poi tutto ha un limite: considerare il sushi (pesce crudo scondito e riso bollito di fatto) come cheating sfocia decisamente nell’ortoressia per me!

Sushirrito

Sushirrito

Non escludo – anzi per la verità ho già qualche idea al riguardo – di fare in futuro qualche versione  di sushirrito ulteriormente più sana, dietetica e clean, ma per ora questo mi sembra già un’alternativa super estiva rispetto al classico burrito!

Non è una preparazione facilissima, nè breve, io vi avviso, perchè il riso per il sushi richiede alcuni passaggi attenti, per ottenere la consistenza giusta a essere lavorato, ma d’altra parte una volta cotto e condito il riso per il sushi il ripieno è liberissimo e potrete sceglierne anche di più facili rispetto ai miei che sono solo una suggestione.

Sushirrito: ingredienti

Sushirrito: ingredienti

Io vi propongo tre versioni di sushirrito: pesce crudo, pesce cotto, e veg, per coprire un po’ i gusti e le necessità di tutti quanti.

Perfetta idea tra l’altro come cena tra amici, da preparare con largo anticipo e tagliare al momento! Magari in giardino o a bordo piscina, con un mojito al sakè o al tè verde a fare da beveraggio: successo assicurato. 

Il mio preferito è stato di gran lunga quello con mais, tonno crudo piccante e avocado

Praticamente tutte le bellissime foto che vedete in questo post sono state scattate da Marta Giaccone, fotografa, qui trovate il suo sito per vedere i suoi ultimi progetti, ma se siete interessati alla cucina vegana vi consiglio anche di seguirla su instagram qui

 


GALLERY

Riso per sushi
Ingredients
  1. 500 gr di riso per sushi (a grano corto)
  2. 600 ml di acqua fredda
  3. un bicchierino di mirin
  4. 50 ml di aceto di riso
  5. 2 cucchiai di zucchero
  6. pizzico di sale
  7. alga kombu
  8. Attrezzatura
  9. Ciotola non in metallo
  10. Tegame non antiaderente con coperchio preferibilmente in vetro
  11. Hangiri tradizionale
  12. Shamoji tradizionale
  13. Ventaglio o altro per sventolare
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Instructions
  1. Mettete il riso in una ciotola ampia non d'acciaio e copritelo di acqua fredda, poi mescolate il riso con le mani più volte facendo strofinare i chicchi tra loro
  2. Sciacquate il riso con acqua fredda almeno due o tre volte finchè l'acqua non risulti limpida, segno che il riso ha perso gran parte del suo amido
  3. Lasciate il riso a bagno per circa mezz'ora
  4. Scolate il riso e lasciatelo sgocciolare per circa un quarto d'ora
  5. Mettetelo in un tegame largo ma non troppo insieme a un pezzettino di alga kombu, il mirin e 600 ml di acqua (il 20% in più del peso del riso a crudo), chiudete con un coperchio preferibilmente trasparente e accendete a fuoco medio.
  6. Portate a bollore senza mai togliere il coperchio, poi proseguire la cottura a fuoco ridotto per altri 12 minuti finchè l'acqua non si è assorbita completamente.
  7. Spegnete, togliete l'alga e lasciate coperto a riposare per altri 15 minuti ma inserendo uno strofinaccio pulito tra pentola e coperchio.
  8. Preparate in una ciotola il condimento scaldando aceto di riso, sale e zucchero, mescolando fino a far sciogliere il tutto
  9. Trasferite il riso cotto nell'hangiri, il tradizionale recipiente in legno giapponese, precedentemente bagnato con acqua fredda e tamponato
  10. Versateci sopra il condimento e poi con una mano mescolate delicatamente il riso con la spatola in legno e con l'altra sventagliatelo in modo da far raffreddare il riso ed evaporare velocemente l'aceto
  11. Una volta raggiunta la temperatura ambiente coprite l'hangiri con il riso con un un canovaccio pulito e inumidito mentre attendete di utilizzarlo
Notes
  1. Il riso si attaccherà inevitabilmente al fondo della pentola, va bene, è giusto così, ma quel riso non può essere utilizzato per il sushi
  2. Al posto dell'hangiri potete utilizzare una larga ciotola non in metallo
  3. Al posto dello shamoji potete utilizzare una spatola in legno
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Sushirrito al tonno piccante
Serves 3
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. circa 150 gr di tonno fresco precedentemente abbattuto
  4. una pannocchia di mais già cotta
  5. avocado
  6. cetriolo
  7. songino
  8. Maionese homemade (per la ricetta veg vedi sotto)
  9. Harissa
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Instructions
  1. Tagliate il tonno in modo da ottenere delle fettine lunghe e spesse circa 1 cm
  2. Tagliate l'avocado a fettine
  3. Spelate il cetriolo e tagliatelo a fettine per il lungo, non troppo sottili
  4. Lavate e asciugate il songino
  5. Scottate sulla piastra la pannocchia per abbrustolirne l'esterno, poi posizionandola in verticale sul tagliere, tagliate i chicchi via dal fusto.
  6. Mescolate la maionese all'harissa fino ad ottenere il grado di piccantezza desiderato
  7. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  8. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  9. Disponete il ripieno nel centro del riso: delle fette di tonno, qualche fettina di avocado e cetriolo, dei pezzi di pannocchia grigliata e infine una manciatina di songino fresco
  10. Condite poi con una spruzzata di salsa piccante.
  11. Inumidite il borso superiore dell'alga e iniziate ad arrotolare il sushirrito con delicatezza dal basso verso l'alto, aiutandovi con la stuoietta e fermandovi a compattare il ripieno di tanto in tanto stringendo il sushirrito con la stuoietta
  12. Chiudete il sushirrito facendo aderire l'alga bagnata poi impaccettatelo prima in carta da forno o per alimenti e poi in fogli di alluminio, ben stretti.
  13. Conservate in frigo fino al momento di servire i sushirrito tagliati a metà.
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Sushirrito di salmone al miso
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. un filetto di salmone da circa 200 gr
  4. un cucchiaio di miso
  5. un cucchiaio di sciroppo d'acero o miele
  6. un cucchiaio di salsa di soia
  7. 6 gamberi
  8. 4 zucchine
  9. una mela
  10. semi di zucca
  11. lattuga fresca
  12. lime
  13. wasabi
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Instructions
  1. Spennellate il filetto di salmone con un composto di miso, salsa di soia e miele.
  2. Disponetelo su una teglia con carta da forno con la pelle verso il basso
  3. Infornatelo in forno preriscaldato a 200° per 8/10 min
  4. Lasciatelo raffreddare
  5. Infilate i gamberi in stecchini per il lungo, per evitare che si curvino mentre cuociono, e scottateli in acqua bollente per 2 minuti massimo
  6. Marinateli nel succo di lime, scorza di lime e salsa di soia
  7. Tagliate la mela a fettine sottili, posizionandole man mano in una ciotola con acqua e limone per evitare che si scuriscano
  8. Lavate e asciugate alcune foglie di insalata
  9. Tagliate le zucchine a fette sottili e grigliatele su una piastra ben calda, salate e lasciate raffreddare
  10. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  11. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  12. Spalmate una piccola quantità (a piacere) di wasabi sul riso, poi aggiungete le foglie di insalata, poi nel centro mettete due gamberi per il lungo, il salmone spezzettato, qualche fetta di zucchina grigliate e qualche fetta di mela, cospargete poi con semi di zucca.
  13. Proseguite poi come per gli altri sushirrito
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Veg Sushirrito
Ingredients
  1. 3 foglie di alga nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. 5 zucchinette novelle
  4. tre carote
  5. mezzo mango non troppo maturo
  6. cavolo cappuccio viola
  7. coriandolo
  8. succo di lime
  9. 50 ml di latte di soia al naturale
  10. 100 ml di olio dal sapore leggero
  11. succo di limone
  12. salsa di soia
  13. mezzo cucchiaino di senape
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Instructions
  1. Preparate la maionese vegana mettendo 100 ml di olio, 50 ml di latte di soia, un pizzico di sale, succo di limone e senape nel bicchiere alto del mixer a immersione
  2. Inserite il mixer tenendolo sul fondo e azionatelo alla massima velocità
  3. Rimanete sul fondo a frullare per una ventina di secondi poi lentamente sollevate il frullatore, continuando a frullare fino a ottenere un composto ben montato
  4. Se troppo denso aggiungete ancora succo di limone, aggiungete poi la salsa di soia e regolate di sapore. Conservate in frigo fino all'uso.
  5. Tagliate le zucchinette, il cavolo rosso e le carote a fiammifero
  6. Tagliate il mango a fettine sottili
  7. Marinate le zucchinette in poco olio evo, sale e coriandolo tritato
  8. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  9. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  10. Disponete il ripieno al centro del riso, spruzzate con il lime, aggiungete la maionese vegana e proseguite come per gli altri sushirrito
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Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Orzotto agli asparagi al formaggio di capra

Catturare l’essenza della primavera: orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Come sempre l’importanza di ingredienti semplici e di qualità, che fanno il piatto da soli


Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Adoro gli asparagi, sanno di primavera, di cielo azzurro e di giornate serene ma non calde, e quando siamo in stagione ne facciamo fuori circa 1,5 kg a settimana in due! Sono buonissimi al forno, con un uovo alla coque o in camicia (e magari una fettina di salmone affumicato, la morte loro!) oppure come condimento leggero per una pasta integrale e qualche legume. Un classico però rimane sempre il risotto con gli asparagi, mantecato con burro e parmigiano, cremoso, sapido al punto giusto, profumato. Dunque ho voluto reinterpretare questo piatto tipico della cucina italiana in primavera in un orzotto agli asparagi utilizzando l’orzo decorticato al posto del riso. 

Non che ci sia qualcosa di sbagliato nel mangiare riso! Anzi, è una fonte di carboidrati veramente ottima (soprattutto il riso basmati o il rosso il nero) ma ogni tanto è bene cambiare anche per sperimentare sapori e consistenza diverse e provare altri cereali in chicchi come miglio, orzo, farro etc, tutti parte della tradizione povera italiana. Ricordatevi sempre però che quando scegliete di comprare il farro o l’orzo dovete cercare la versione “decorticata” e non quella “perlata”, che in effetti è più difficile da trovare e richiede qualche cura maggiore nella preparazione. Le versioni decorticate infatti hanno una cottura piuttosto lunga, rimangono molto al dente (aspetto a mio parere del tutto positivo!) e pertanto è opportuno tenere i cereali a bagno in acqua per qualche ora, come si fa con i legumi secchi. 

Proprio per via della sua croccantezza residua anche da cotture prolungate mi sembrava interessante usare l’orzo decorticato in versione risottata, ma non ero sicura di poter ottenere la stessa cremosità del risotto tradizionale; dunque ho optato per aggiungere, a fine cottura, una crema di gambi all’orzotto agli asparagi, con qualche grammo di fecola a fare da legante,  trucco che unito alla mantecatura pregiata con il formaggio di capra ha reso questo piatto un gioco di consistenza interessantissimo! 

Gran parte degli ingredienti usati in questo orzotto agli asparagi  provengono dal mercato contadino che si tiene vicino dove abito il mercoledì mattina(ad eccezione dell’orzo e del limone che viene dal giardino dei genitori del mio compagno): produttori locali, alcune cose bio, ottimo rapporto qualità prezzo. Non sottovalutate i mercati come fonte di approvvigionamento di cibo e cercate sempre di instaurare un rapporto di con chi vi procura ciò che mangiate, perchè ne trarrete notevole beneficio.

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Per quanto riguarda il brodo mi sento di fare un inciso. Si sente tanto parlare (male) dei dadi da supermercato perchè contengono glutammato: ora, vi dirò chiaro e tondo che il glutammato non uccide, non fa venire il cancro, non rende sterili nè impotenti, ed è largamente presente nelle nostre diete senza nessun effetto, ad esempio il parmigiano reggiano ad esempio contiene dosi non indifferenti di glutammato! (qui ulteriori dettagli sulla questione glutammato). Detto ciò, non sono particolarmente favorevole all’uso prolungato e quotidiano dei dadi da cucina standard perchè comunque contengono tanto sale, e altri ingredienti che danno sapore ma “fittiziamente”. Certo sono comodi quando si è stremati da un, soli in casa e si ha solo le forze di accendere il fornello per far bollire l’acqua, e non è certo quest’occasione che compromette la vostra salute! E’ altrettanto chiaro che un brodo fatto in casa è assolutamente preferibile, e sicuramente tutt’altra cosa in termini di sapore e valore nutritivo, oltre che facile da preparare e congelabile. Però richiede tempo, che non sempre abbiamo, quindi un ottimo compromesso che ho sperimentato è comprare un dado con ingredienti semplici, in negozi specializzati (non necessariamente bio!) che abbia solo al suo interno verdure, aromi e spezie, sale. Vi assicuro che non vi darà alcun tipo di problema di ritenzione o gonfiore, cosa che molti lamentano con i brodi pronti tradizionali.  Invece se avete l’essiccatore vi consiglio di fare qualche tentativo di autoproduzione di dado liofilizzato d’estate quando ci sono tante belle verdure fresche! 

Se volete un’altra ricetta con le verdure primaverili vi consiglio i miei gnocchi di patate viola e verdure


 

GALLERY

Orzotto agli Asparagi mantecato con formaggio di Capra
Serves 2
Ingredients
  1. 140 gr di orzo decorticato
  2. 1 mazzo abbondante di asparagi
  3. 1 cipollotto
  4. un pezzo di formaggio di capra stagionato caprino fresco
  5. brodo
  6. vino bianco
  7. 1 cucchiaino di fecola di patate
  8. basilico fresco
  9. olio evo
  10. sale e e pepe
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Instructions
  1. Lasciate l'orzo decorticato in ammollo per qualche ora, poi scolatelo e fatelo asciugare su un canovaccio
  2. Pulite gli asparagi pelando il fondo con il pelapatate e toglieteli la parte brosa del gambo
  3. Tagliate le punte degli asparagi e metteteli da parte, poi tagliate a tocchetti il resto
  4. Preparate un brodo facendo bollire i fusti degli asparagi in abbondante acqua leggermente salata o in brodo vegetale leggero
  5. Nel frattempo iniziate a preparare l'orzotto versando in un tegame capace due cucchiai di olio evo, aggiungeteci il cipollotto tagliato nemente e fate stufare a fuoco medio, ricordandovi che non deve friggere
  6. Quando il cipollotto è appassito versate l'orzo e fatelo tostare, sfumate con poco vino bianco
  7. Quando il vino è evaporato iniziate a versare un mestolo di brodo alla volta portando l'orzo a cottura lentamente, ci vorranno circa 40
  8. minuti, ma assaggiate continuamente
  9. Quando gli asparagi sono cotti toglieteli dal brodo e teneteli da parte, eventualmente allungando il brodo con ulteriore acqua se non vi sembra suf ciente per l'orzotto
  10. A 10 minuti dalla ne della cottura aggiungete anche le punte degli asparagi direttamente nell'orzotto
  11. Quando l'orzotto è a cottura frullate le code degli asparagi con un minipimer e ottenetene una crema
  12. Aggiungete la crema all'orzo e spolverate con un cucchiaino di fecola di patate
  13. Grattuggiate il formaggio di capra stagionato e aggiungetene un'abbondante manciata sull'orzotto, spegnete, coprite con il coperchio e lasciate qualche minuto a mantecare
  14. Nel frattempo lavorate il caprino con il basilico tritato e un po' di pepe
  15. Impiattate l'orzotto e aggiungete una quenelle di caprino al basilico, completate poi con un lo di olio a crudo e una macinata di pepe fresco
Notes
  1. Se non amate i sapori forti del formaggio di capra potete optare per una mantecatura al parmigiano e una robiola per le quenelle.
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