Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba alla tahina e tofu

A quanto pare se non condivido una ricetta di ispirazione asiatica una o due volte al mese, non sono contenta. Dovete accettarmi per quella che sono, mi spiace! Tipo, questa insalata di soba, con taccole, edamame, tofu affumicato e una salsina alla tahina che, diciamocelo, è fenomenale, probabilmente farà storcere il naso ai puristi della cultura italiana (oltre che far rivoltare nella tomba ogni antenato giapponese di ogni giapponese vivente, ma questa è un’altra storia),  ma invece a me ha fatto innamorare.

Ingredienti per l'insalata di soba: taccole, avocado, tofu, melanzane perline, edamame

Ingredienti per l’insalata di soba: taccole, avocado, tofu, melanzane perline, edamame

Ultimamente trovo sempre più spesso commenti sotto post o foto di ristoranti orientali, o locali newyorkesi, che mi provocano per così dire un’orticaria metaforica, commenti che io trovo onestamente razzisti, perchè decantano la cucina italiana come l’unica valevole al mondo. Cose del tipo “ma mangiatevelo voi il pesce crudo, che schifo” o “io a New York piuttosto morirei di fame, come è buono il cibo italiano nessun altro”. Poi scopri che non hanno mai messo piede fuori dal loro piccolo cantuccio e mangiano negli stessi tre locali da quando sono nati. 

Preparazione dell'insalata di soba con cetrioli, esamame, tofu, taccole

Preparazione dell’insalata di soba con cetrioli, esamame, tofu, taccole

Sarò franca, a me questi commenti fanno imbestialire. Non perchè la cucina italiana non sia anche per me una delle cucine miglior al mondo, ma perchè commenti del genere sono scritti da persone piccole,  con mentalità quadratee prive dell’approccio di curiosità, di apertura mentale alla novità, che invece secondo me deve caratterizzare l’approccio alla cucina.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

C’è da dire che, per quanto la cucina italiana sia davvero eccellente, il motivo per cui noi Italiani la consideriamo quasi sempre la migliore al mondo è che… siamo italiani. La nostra nonna ci preparava la merenda da piccoli con l’uovo sbattuto con lo zucchero, i ravioli fatti in casa la domenica, la ricetta delle lasagne della zia ci fa piangere dalla gioia. Insomma è una questione emotiva e culturale, è il cibo della nostra infanzia, è il cibo del nostro amore.  Sono pronta a scommettere che sensazioni simili li prova anche il nostro coetaneo Gapponese ripensando al ramen con il brodo della nonna, e alla granita mangiata d’estate con gli amici di infanzia guardando i fuochi d’artificio.  

Perchè il cibo è prima di tutto emozione, cultura, amore.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Questo per dire che niente avrà il mio amore eterno e imperituro quanto la pizza alla mozzarella di bufala, ma che la cucina per me non si esaurisce affatto in quella pizza, anzi. Dire che a New York si mangia male denota solo un’ignoranza abissale, perché alcune dei piatti più sorprendenti e deliziosi al mondo che ho mangiato le ho mangiate proprio a NYC, e tra l’altro non perché la cucina americana sia due spanne sopra ma perché New York nel suo essere cosmopolita mi ha permesso di assaggiare il noodle koreani così come il ramen fatto in casa e i panini cubani.  Idem a Bali durante la Luna di Miele: quello che abbiamo mangiato in un ristorante  fusion giapponese-caraibico, con vista magica sulle terrazze di riso è stato indimenticabile, una vera esperienza, la cena forse migliore della nostra vita.  E non era la pizza di mammà.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Con questo non voglio denigrare affatto il cibo italiano, che per la sua semplicità, per i suoi ingredienti genuini e la sua tradizione è davvero imparagonabile. Ma per dire che imparare dalle altre culture, prendere un sapore, un odore, un metodo di cottura e importarli nella nostra cucina, non sminuisce la nostra tradizione, ma la arricchisce. Non siate supponenti e arroganti nell’approcciarvi alla cucina: sperimentate cose nuove, e poi solo poi, se non vi piace quello che provate tornate alla pasta al pomodoro. 

Ed è il motivo per cui qui sul blog trovate moltissime ricette di ispirazione orientale (qui il curry di capesante,  qui invece la mia popolare poke bowl di sushi ahi, e il mio preferito, il ramen con il trucco per farlo venire più buono che al ristorante): adoro mangiare cose “diverse”. Non lasciatevi imrpessionare dalla lista degli ingredienti, si tratta sempre di ricette semplicissime, semplicerrime, davvero, in pratica spesso dovete solo cuocere e mescolare. E tahine, mirin, miso e altro ormai si trovano in qualsiesi supermercato ben fornito. 

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Un preambolo me ne rendo conto lunghissimo, per dire che dovreste provare questa insalata di soba con questa deliziosa salsa alla tahina, con un sacco di ingredienti ma che si prepara in pochissimo, si mangia fredda (e col caldo che arriva è una manna!) e tra l’altro è vegana e se controllate gli ingredienti dei soba e del mirin pure gluten free! Provatela perchè è deliziosa, ma soprattutto per dimostrare a vostri stessi che sapete aprirvi a idee nuove, in una sorta di resilienza alimentare. 

 

Insalata di soba alla tahina e tofu
Serves 3
Ingredients
  1. 150 gr di soba
  2. 200 gr di taccole
  3. 250 gr di melanzne perline
  4. mezzo avocado
  5. 100 gr di edamame bolliti
  6. un paio di cetrioli
  7. 150 gr di tofu affumicato
Per la salsa
  1. 40 gr di tahina
  2. 60 ml di salsa di soia tamari
  3. 10 gr di miele o sciroppo d'acero
  4. 1 cucchiaio di sriracha o salsa piccante
  5. 1 cucchiaio di mirin
  6. mezzo limone spremuto
  7. mezzo cucchiaino di aglio essiccato
Per guardire
  1. cipolotto, semi di sesamo etc
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Mischiate tutti gli ingredienti della salsa
  2. Lessate le taccole tagliate a tocchetti in abbondante acqua salata per 15 minuti
  3. Tagliate a fettine o dadini il tofu, poi fatelo marinare in un paio di cucchiai della salsa per 20 minuti
  4. In un wok o un tegame largo scaldate 1 cucchiaio di olio di semi di sesamo o evo, e fate rosolare per un minuto per lato
  5. Togliete il tofu dal wok e tenetelo da parte, gettate poi le melanzane tagliate a tocchetti nella pentola e fate saltare per 5 minuti.
  6. Cuocete i soba in acqua bollente per 3 minuti o seguendo le istruzioni sulla confezione.
  7. Scolate i soba e raffreddateli velocemente in una bacinella con acqua e ghiaccio
  8. Unite i soba agli edamame, alle taccole e ai cetrioli tagliati a fettine, poi condite con la salsa alla tahine
  9. Impiattate aggiungendo l'avocado a fettine, le melanzane e il tofu
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Mojito al sakè e fiori di sambuco

Questo mojito al sakè e fiori di sambuco richiede un ampio preambolo. Se non siete interessati scrollate pure alla ricetta direttamente!

Voglio il segreto di chi col caldo perde l’appetito, posso dirlo? O quelle che dicono con sofferenza che d’estate pranzerebbero solo con la frutta. Sì, sì certo anch’io pranzerei con tante ciliegie e anguria. Dopo una fiorentina di un chilo e mezzo però. Ecco io faccio parte invece di quella categoria di persone che mangerebbe anche a 40°, ma d’altra parte io ho fame anche con la gastroenterite quindi non mi sorprendo di niente.  Anzi d’estate per me stare a dieta o seguire cmq un’alimentazione controllata risulta mille volte più difficile, perchè ho zero voglia di cucinare ma tanta voglia di mangiare. Quindi anzichè mettermi a preparare le verdurine bollite e la fettina di carne alla piastra con tante spezie io vorrei cenare con un piatto enorme di riso freddo. Mangiarmi un a coppa di gelato che comprende il fabbisogno di zuccheri di tre giorni.  Portare in tavola una panzanella con tanta mozzarella di bufala da non poter più mangiare grassi per una settimana. Insomma non ho mai meno fame, ho solo meno voglia di cucinare le solite cose noiose e invece la mia voglia di cibo vira verso cose sì fredde, sì veloci, ma assolutamente non più dietetiche. (Pensavate che la caprese fosse un piatto light?? Illusi.) 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Mojito al sakè

E tra l’altro d’estate alla mia sofferenza si aggiunge un altro increscioso problema. E no, non parlo solo del sudore. Parlo del fatto che se in inverno la mia voglia di alcol è pressochè inesistente, tanto che posso stare senza bere vino o superalcolici per uno o due mesi senza nemmeno accorgermene, d’estate le cose cambiano. Io non sono in generale una grande bevitrice (ve ne avevo già parlato qui) anzi bevo talmente poco e talmente poco di frequente che un gin tonic a stomaco vuoto può farmi uscire di testa molto facilmente. D’inverno capita se usciamo a cena fuori di bere uno o due bicchieri di vino ogni tanto, e non disdegno certo bere qualcosa se si sta festeggiando, ma ecco non è una cosa a cui penso molto. Dico sempre che se devo sgarrare preferisco farlo con il cibo che con l’alcol. Tranne d’estate.

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Non so bene cosa succeda d’estate, se è per il caldo, se è perchè sono tutti in vacanza in posti soleggiati e ventilati tranne noi che marciamo nella pianura padana anche in pieno agosto, ma d’estate mi viene una voglia irrefrenabile di bere. Vino bianco ghiacciato, ma anche cocktail super rinfrescanti con tanta menta e limone, e addirittura capita che guardi con cupidigia una bottiglia di corona, io che la birra proprio la detesto di solito.  Insomma mi ritrovo il mercoledì sera tornando a casa a fissare con invidia la gente seduta fuori dai bar nei dehors a fare aperitivo con quel fantastico martini bianco. 

Cerco di cedere il meno possibile a questa voglia, perchè l’alcol non è sicuramente un alimento sano, tutt’altro, però l’estate è, sia per me che per mio marito, il periodo dell’anno più stressante e caotico, in cui è veramente difficile seguire palestra, lavoro, dieta, impegni vari, senza impazzire.  Quindi ogni tanto cedo, anzi cediamo al richiamo di un cocktail ghiacciato. 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Tutto questo preambolo per dirvi che sono costantemente alla ricerca di ricette per cocktail che siano facili (non mi metto certo a misurare e shakerare tremila ingredienti per potermi bere qualcosa a casa il venerdì sera) e veloci, ma possibilmente leggeri. Leggeri nel senso di poco calorici, senza tanto zucchero come spesso capita, ma anche dissetanti e ovviamente molto molto molto freschi.  E così è nato questo mojito al sakè e fiori di sambuco. 

Nel nostro ristorante giapponese preferito abbiamo spesso provato il loro mojito sakè al frutto della passione che, diciamocelo, è il modo migliore per iniziare una cena di sushi e così mi è venuta l’idea di provarlo a casa.  Il primo tentativo non era andato a buon fine, il cocktail non era ben bilanciato, e ho capito che nel mojito al sakè che avevo in mente il rum non c’entrava niente. Ottima notizia perchè il rum non è esattamente un superalcolico “eatclean friendly” con i suoi 40° di gradazione alcolica e le sue 230 kcal/100 ml. Invece il sakè è più vicino al vino concettualmente che ai superalcolici, infatti ha “solo” 130 kcal/100 ml e una gradazione alcolica di 15/17°.  Poi la scoperta è stata l’aggiunta della bevanda ai fiori di sambuco, fresca e delicata, fruttata, che si sposa alla perfezione con il gusto leggermente fermentato e secco del sakè! 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Non chiedetemi quale sakè scegliere perchè davvero non ho l’esperienza per poterlo dire, io ne trovo sempre una o due marche soltanto nei dintorni quindi quelle ho usato (di necessità virtù) ma leggendo ho scoperto che alcuni sakè sono fatti apposta per essere serviti freddi e sicuramente potrebbero essere una buona scelta! Per la bevanda ai fiori di sambuco invece ho scelto quella che vedete in foto,  che ho trovato, al modico costo di un rene e mezzo fegato nuovo, all’Iper, ed è poco dolce, frizzante e con buoni ingredienti. Una valida alternativa, ma più dolcificata, si trova nella boutique gastronomica di Ikea.  Se avete dietro casa campi pieni di fiori di sambuco potete provare a cimentarvi nel farvi la vostra bibita ai fiori di sambuco con la ricetta della mia amica Marta che trovate qui.

Mojito al sakè e fiori di sambuco
Serves 2
Ingredients
  1. una manciata di foglie di menta fresca (possibilmente appena staccate dalla piantina)
  2. due lime
  3. 150 ml di sakè
  4. 1 cucchiaio di xilitolo
  5. una lattina di bibita leggermente frizzante ai fiori di sambuco dolcificata naturalmente
  6. ghiaccio qb
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. In un bicchiere mettete 6 foglie di menta fresca, lo xilitolo e mezzo lime e pestateli bene con il pestello
  2. Aggiungete un cucchiaio di succo di lime, riempite poi il bicchiere di ghiaccio
  3. Aggiungete 60/80 ml di sakè a seconda di quanto volete alcolico il vostro mojito
  4. Completate con la bevanda al sambuco fino a riempire il bicchiere e mescolate
Notes
  1. Se non vi interessa abbassare la quantità di zucchero potete usare tranquillamente zucchero di canna (possibilmente chiaro) al posto dello xilitolo
  2. Se non trovate la bevanda ai fiori di sambuco potete usare un paio di cucchiai di sciroppo di fiori di sambuco e soda
  3. Se volete rendere analcolico questo cocktail una possibilità è sostituire il sakè con tè verde freddo per mantenere il sentore orientale del cocktail.
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Due panini con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive visti di profilo

Veg burger di quinoa, patata dolce e fave

Io adoro i burger. Esattamente come le polpette, mi piace l’idea di assemblare ingredienti diversi per ottenere una consistenza interessante da abbinare a salsine e contorni vari! E parlo di burger di carne come di pesce, esattamente come di burger veg!  Ho la fortuna – me ne rendo conto – di avere una macellaia super pro e al passo coi tempi perchè posso comprare (o eventualmente ordinare) svizzere di pollo, carne rossa, vitello o quello che voglio, con la sicurezza e la certezza di avere solo quello che chiedo, carne di qualità allevata localmente, niente conservanti e niente grassi in eccesso. Quindi sul nostro menù settimanale compare almeno una (ammetto anche due!) volte a settimana la voce “burger” seguita da ingredienti sempre diversi.  Quasi mai ci abbino un panino vero e proprio, solitamente mi limito alla verdura e magari a delle patate al forno, ma per questi veg burger di quinoa, patata dolce e fave, ho voluto fare un’eccezione.

ngredienti veg burger di quinoa, patata dolce e fave

Brace yourself perchè ci saranno un saaaaco di carboidrati, io vi avviso. Sì perchè la quinoa, per quanto sia uno pseudocereale, ricca di fibre, con un buon contenuto di proteine, rimane un carboidrato. Idem la patata dolce. E sì, idem per le fave perchè sono un legume, e per quanto metà della popolazione si ostini a pensare che i legumi sono mera fonte di proteine, i legumi in genere forniscono 2/3 delle loro calorie sotto forma di… carboidrati! Se ci aggiungiamo il pane direi che questi veg burger di quinoa sono da considerarsi un carb load a tutti gli effetti, che ne dite?? Ma non c’è niente di male, ogni tanto concedersi qualche carboidrato di qualità in più, tutto sta nella quantità totale nella giornata, anzi addirittura quello che conta è il bilancio settimanale, che sarà mai 150 gr di patata dolce in un’intera settimana??

veg burger di quinoa, patata dolce, fave prima della cottura

A parte gli scherzi, noi abbiamo gustato i nostri veg burger di quinoa anche senza pane, e sono veramente un’ottima alternativa ai burger vegani che si possono comprare al supermercato che hanno sempre ingredienti, per essere cortesi, ambigui,  oltre che una marea di grassi di dubbia origine. Come spesso ripeto però, attenzione a non considerarli proteine solo perchè sono chiamati burger: per composizione nutrizionale sono più simili a un piatto di pasta che a una bistecca! Ma d’altra parte per la gran parte dei cibi vegan è così: il mondo vegetale è per lo più composto da carboidrati (frutta, verdura, cereali) e da grassi (frutta oleosa, semi vari etc) e in minima parte da proteine (legumi appunto, ma sempre in presenza di carboidrati o di grassi nel caso della soia). Al contrario il mondo animale offre quasi sempre l’associazione proteine-grassi in proporzioine variabile, e quasi mai carboidrati (eccezione fatta per il miele). Potranno vendervi la dieta vegana come ricca di proteine, e sicuramente lo può essere comodamente, ma non sarà mai povera di carboidrati. Non è un problema per la maggior parte delle persone, che tollerano facilmente i carboidrati “buoni” ma io ci tengo sempre a ricordare che non tutti abbiamo le stesse necessità nutrizionali: io ad esempio ho una scarsa tolleranza ai carboidrati e un fabbisogno proteico alto, e spesso la dieta vegana è incompatibile con queste due necessità. Quindi mangio piatti vegani – con grande entusiasmo e gusto tra l’altro – ma non penso seguirò mai la dieta vegana (ma mai dire mai!).

Pila di veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Pila di veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Detto ciò, tutti preamboli noiosi che non interessano a nessuno, parliamo invece di quanto sia deliziosa quella salsina! Una bomba davvero, ma l’idea non è assolutamente mia e non me ne voglio prendere il merito! E’ invece di Francesca di The Bluebird Kitchen, un blog di cucina, lifesyle & design che ho scoperto quest’anno e adoro letteralmente, ha anche un bellissimo canale youtube! Insomma qualche tempo fa avevo letto sul suo profilo ig la risposta di Francesca a un commento in cui si chiedeva come usare il tofu: frullalo con olive nere e capperi per avere un patè delizioso! Mi si è accesa la lampadina mentre cercavo la salsina giusta per questi veg burger di quinoa: è lei!  Ed è stata effettivamente una rivelazione, a momenti ero lì lì per lecccarla dalla ciotola! Dovete assolutamente provarla! 

Panino con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Dopo tutto ciò avete ancora voglia di burger? Ecco altre possibilità: 

Manca all’appello un buon burger di manzo di eccellente qualità, che dite, rimediamo prossimamente? 

Due panini con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive visti di profilo

Veg burger di quinoa, patata dolce e fave con salsa al tofu e olive nere
Serves 6
Ingredients
  1. 60 gr di quinoa tricolore
  2. 180 gr circa di patata dolce grattuggiata con la grattuggia a trama grossa
  3. 200 gr di erbette (per me colorate) tagliate e già cotte e raffreddate
  4. 150 gr di fave fresche o surgelate già sgusciate
  5. 2 cucchiai di farina di ceci
  6. 1 spicchio d'aglio
  7. uno scalogno
  8. un cucchiaio di cipolla essiccata
  9. una piccola manciata di foglie di prezzemolo/basilico/menta a piacere
  10. 1 cucchiaio di garam masala
  11. sale e pepe
Per la crosta
  1. 20 gr semi di sesamo
  2. 20 gr semi di zucca
  3. 20 gr semi di lino
  4. 20 gr pistacchi tritati
Per la salsa
  1. 120 gr di tofu
  2. 75 gr di olive nere
  3. qualche cappero
  4. sale pepe e un filo d'olio
  5. acqua qb
  6. Per il panino (facoltativo): cetrioli, pomodori, verdura cruda e cotta, pane integrale
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Cuocete la quinoa per assorbimento: scaldate un cucchiaio d'acqua con un cucchiaio d'olio evo e la cipolla, buttateci dentro la quinoa BEN SCIACQUATA e fatela tostare poi aggiungete brodo vegetale (o acqua salat) in peso pari al doppio del peso della quinoa e cuocete fino a completo assorbimento.
  2. Grattuggiate la patata dolce sbucciata e salatela, poi lasciatela a scolare per circa 20 minuti, compressandola con le mani per far uscire l'acqua in eccesso
  3. Fate bollire le fave sgusciate (senza pellicina esterna) per 10 minuti e scolatele, lasciandole raffreddare
  4. Unite tutti gli ingredienti dei burger tranne la patata dolce e frullatene circa la metà grossolanamente, unite la parte frullata a quella non frullata e aggiungete le patate dolci
  5. Accendete il forno a 180°
  6. Dividete il composto in 6 polpette e compressatele bene con le mani a formare i burger
  7. Tritate gli ingredienti della crosta e poi spargeteli leggermente su entrambi i lati dei burger
  8. Disponeteli su una placca rivestita di carta da forno e infornate per 10 minuti per lato
  9. Poi alzate a 220° e fate dorare per un paio di minuti
  10. Servite caldi
Per la salsa
  1. Frullate il tutto in un mixer fino a ottenere un composto cremoso e della consistenza desiderata, aggiustando con l'acqua.
Notes
  1. Al posto delle fave potete usare piselli o edamame, al posto della quinoa tricolore quella normale
  2. Le dosi sono per 6 burger, senza panino solo con verdura e salsa, equivalgono o a 2/3 porzioni, con il panino invece 4/6 persone a seconda della fame e delle esigenze nutrizionali
  3. I burger si possono congelare sia cotti sia crudi (ma meglio cotti)
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Calamari ripieni di piselli e orzo su letto di spinaci freschi

Calamari ripieni di piselli e orzo

Settimana scorsa non ho pubblicato nessun post qui sul blog! E’ stata una settimana piena di impegni per cui non ho avuto tempo di mettermi giù con calma a scrivere la ricetta di questi calamari ripieni, anche se l’avevo già appuntata da un bel po’. (Però su instagram ho postato due meraviglie, ossia la mia rivisitazione di questi brownies gluten e grain free alla tahine, e  di questa sorta di pizza di patata dolce e zucchina con uovo e asparagi).

Il ripieno per i calamari: piselli, tentacoli, orzo e limone

Il ripieno per i calamari: piselli, tentacoli, orzo e limone

In realtà questa ricetta era in cantiere da diversi anni, perchè nel 2016 avevo pubblicato su instagram e su facebook una foto – imbarazzante, ma meno imbarazzante di tante altre fatte nel medesimo periodo, a voler essere onesti! – di calamari ripieni “alternativi” e diverse persone si erano dimostrate interessate alla ricetta, che però necessitava qualche miglioria. Però era ormai finita la stagione dei piselli freschi, e ho rimandato all’anno successivo. Nella primavera 2017 poi, ehm mi sono sposata, quindi ho pubblicato davvero poco e avuto zero tempo, ed ecco tornati a noi! 

Calamari ripieni di piselli e orzo su letto di spinaci freschi

Io adoro qualsiasi cosa ripiena: zucchine ripiene? Spesso sul menù settimanale insieme a peperoni o melanzane ripiene.  Petto di tacchino ripieno? Eccolo.  Maiale ripieno di prugne? Lo trovate quiSpesso si pensa che qualcosa di “ripieno” sia necessariamente unto, pesante, troppo ricco di ingredienti e calorie per essere considerato sano, figurati comparire in una dieta dimagrante. Ma non c’è nulla di più errato! Dipende tutto da cosa si fa ripieno, da cosa ci si mette nel ripieno, e ovviamente da come si cuoce il tutto perchè anche la lattuga ripiena di carote se fritta non può essere molto salutare.  

Calamari ripieni tagliati a fette su letto di spinaci freschi

Un esempio su tutti? Verdure al forno ripiene di carne magra! Così come pomodori ripieni di riso venere e tonno. Insomma basta usare una verdura, una fonte di proteine e una fonte salubre di carboidrati, e avrete un piatto unico delizioso, bilanciato, sporcando poco o niente la cucina, che potrete addirittura preparare in anticipo. E il surplus è che è un ottimo modo per far mangiare le verdure ai bambini o agli adulti capricciosi che solitamente la snobbano!

Se cercate online ricette di calamari ripieni troverete ovviamente ogni ben di Dio, ma si tratta quasi sempre di ricette strapiene di parmigiano, pan grattato e ben povere di fibre e vitamine! Io invece ho deciso di proporvi una ricetta davvero semplice, con pochi ingredienti facili da reperire, tra cui spiccano l’orzo e i piselli, entrambi messi nel ripieno già cotti, con il vantaggio di non gonfiarsi nè ritrarsi in cottura. Ecco perchè questi calamari ripieni di piselli e orzo sono così furbi: al taglio il ripieno rimane compatto, senza risultare però secco! Il trucco sta nel frullare una parte del ripieno, lasciando la rimanente piacevolmente rustica alla consistenza! 

Calamari ripieni tagliati a fette su letto di spinaci freschi

 

Calamari ripieni di piselli e orzo
Serves 2
Ingredients
  1. 4 calamari belli grossi e ciccioni o 6/8 più piccini
  2. 150 gr di piselli freschi già sgranati
  3. 150 gr di orzo bollito (peso a crudo 80 gr)
  4. la scorza e il succo di mezzo limone
  5. 1 albume
  6. 1 cucchiaio di olio evo
  7. uno spicchio d'aglio
  8. due o tre cipollotti
  9. abbondante prezzemolo fresco
  10. facoltativo: peperoncino fresco sminuzzato
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Lessate i piselli per 10 minuti in acqua bollente
  2. Accendete il forno impostando su statico a 150°
  3. Pulite i calamari (o fate come me e fateveli pulire dal pescivendolo) e separate i tentatcoli dal corpo
  4. Sciacquate e bucherellate i calamari
  5. In una padella fate scaldare l'olio insieme a due o tre cucchiai d'acqua, l'aglio e il cipollotto tritati e il prezzemolo tritato
  6. Quando sfrigola bene aggiungete i tentatoli a pezzetti e fate saltare e stufare per bene per 5 minuti
  7. Sfumate con il succo di limone, aggiungete i piselli e regolate di sale e pepe
  8. Aggiungete anche l'orzo e fate insaporire il tutto
  9. A fine cottura trasferite il ripieno in una terrina e lasciate raffreddare
  10. Frullate grossolanamente un terzo del composto in un mixer e unitelo nuovamente ai rimanenti 2/3
  11. Aggiungete la scorza di limone e l'albume
  12. Farcite i calamari pressando bene il ripieno, lasciando però uno o due centimetri di vuoto finale
  13. Disponete su una placca da forno e infornate coperto da un foglio di alluminio per 25 minuti
  14. Trascorso il tempo, spruzzate un po' di olio evo sulla superficie dei calamari, accendete il grill a 190° e fate andare per 5 minuti
  15. Servite caldi insieme a un'insalatina mista
Notes
  1. Al posto dei piselli potete usare le fave e al posto dell'orzo il farro
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e salsa alla senape

Insalata di patate senza maionese

Ben due post questa settimana! E non è finita! Non vi anticipo niente ma rimanete sintonizzati in questi giorni perchè c’è un motivo per questa – incredibile – solerzia nel postare ricette da parte mia! Bene, tornando a noi, erano mesi se non anni che mi riproponevo di postare una ricetta di insalata di patate senza maionese qui sul blog, perchè secondo me è un piatto versatile e utilissimo oltre che molto saziante. 

Patate novelle e cipolle rossa in attesa del forno e aneto fresco

Patate novelle e cipolle rossa in attesa del forno e aneto fresco

Perchè senza maionese mi sembra scontato: nonostante io sia una fan sfegatata della maionese fatta in casa con olio buono e olive del contadino,  ovviamente cerco di andarci piano e di prepararla solo in occasioni speciali da condividere con amici (Burger Night? Qualcuno ha detto burger night, per caso? Con honey mustard e mayo homemade? Panini per hamburger fatti in casa e burger di carne preparati da me con la ricetta di Gordon Ramsay? Sì, chi ha partecipato a una di queste serate sa di cosa parlo). In più se avete vegani a tavola potrete far assaggiare loro la vostra insalata di patate senza problemi e – altro punto essenziale – se anche trascorre qualche ora fuori dal frigo in un contenitore ermetico non succede niente! 

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Sì perchè insalata di patate senza maionese = picnic e scampagnate! Gita in montagna, ma anche primi pomeriggi al mare,  grigliate con amici, insomma tutte quella serie di occasioni all’aperto che coinvolgono cibo (e magari ognuno porta qualcosa!) e nessun frigorifero! Questa insalata è un perfetto contorno per eventuale carne alla griglia o un aggiunta sorprendente per un pasto a base di torte salate di vario tipo, o ancora, accompagnata da una fonte di proteine, diventa un piatto unico perfetto per ogni giorno! 

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili

Quindi insalata di patate senza maionese sì, ma con un sacco di sapori grazie alla salsina, e con un topping di uovo in camicia o salmone selvaggio. E perchè no, potrebbe anche essere un’idea per un brunch sano

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Insalata di patate senza maionese
Serves 2
Ingredients
  1. 400/500 gr di patate novelle
  2. 1 mazzo di asparagi
  3. 1 cipolla rossa
  4. una manciata abbondante di fave fresche o surgelate (sgusciate)
  5. una manciata abbondante di piselli freschi o surgelati
  6. Per la salsa
  7. 1 cucchiaio abbondante di senape di digione all'antica
  8. 1 cucchiaio di senape di digione normale
  9. 1 cucchiaio di aceto di mele o bianco
  10. 1 cucchiaio di miele o sciroppo d'acero
  11. 1 cucchiaio di succo di limone
  12. 2 cucchiai di olio evo
  13. sale e pepe
  14. una manciata di aneto o finocchietto selvatico fresco
  15. Facoltativo (ma consigliato)
  16. 2 uova in camicia e/o del salmone selvaggio affumicato
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Accendete il forno a 200° con grill
  2. Lavate e asciugate le patate, disponetele su una placca rivestita da carta da forno
  3. Tagliate la cipolla rossa a metà e poi a fettine sottili ma non troppo e aggiungetele con delicatezza alle patate
  4. Salate e pepate il tutto, poi aggiungete un filo d'olio
  5. Infornate per circa 10 minuti poi girare sia patate sia cipolle, proseguite per altri 5 minuti, togliete le cipolle e proseguite con solo le patate finchè non saranno tenere
  6. Nel frattempo fate bollire per 10 minuti fave e piselli
  7. Pulite gli asparagi e se sono molto grossi tagliateli a metà e poi a listarelle, fate sbollentare anche questi per 5/10 min finchè non risultino teneri ma consistenti
  8. Scolate il tutto e mettete in una ciotola con acqua e ghiaccio per bloccare la cottura
  9. Poi scolate nuovamente e asciugate con delicatezza
  10. Unite tutti gli ingredienti per la salsa
  11. Fate raffreddare leggermente le patate e poi unite salsa, verdure e patate.
  12. Servite freddo o tiepido con eventuale uovo in camicia a completare il pasto
Notes
  1. Ovviamente il tag veg si riferisce alla versione base senza uovo
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

Insalata di patate senza maionese con verdure primaverili e uovo in camicia

 

Biscotti all'avena e cioccolato senza zuccheri raffinati, senza burro e senza glutine, perfetti insieme al lette freddo

Biscotti all’avena e cioccolato | senza zuccheri raffinati, burro e glutine

Parliamo di questi biscotti all’avena e cioccolato. Dunque, la diatriba tra me e i biscotti è lunga e ha origini penso nel lontano 2011 quando – andando a spanne – ho iniziato a seguire una dieta per la prima volta, e per la prima volta ho guardato quante kcal avesse una gocciola. E per poco non mi è andata di traverso. Non so se voi siete abituati a mangiare biscotti, o a guardare i loro valori nutrizionali, ma i biscotti sono dannatamente calorici. Non sono solo ricchi di zuccheri e di grassi (e poveri di proteine e fibra) ma sono proprio calorici, e soprattutto il problema dei biscotti è che dai nessuno si mangia tre gocciole (180 kcal). La maggior parte della gente se ne mangia almeno 10, che equivalgono in pratica a più calorie di quante io ne preveda a cena. True Story. 

ingredienti per biscotti all'avena e al cioccolato senza burro nè zuccheri raffinati nè glutine

Poi, parliamo senza peli sulla lingua: i biscotti fatti in casa, con le amorevoli mani della nonna, il burro di montagna, la farina macinata dal bisnonno, le uova della gallina, lo zucchero migliore etc, pur essendo infinitamente più genuini delle sopra citate gocciole, rimangono comunque pieni di grassi, zuccheri e calorie. Purtroppo, aggiungerei io. Sono più sani? Dipende da cosa si intende immagino, da un certo punto di vista sì, ovviamente, perchè non contengono coloranti, conservanti, ingredienti di bassa qualità etc, ma dall’altro punto di vista un biscotto magari avrà anche 100 kcal, perchè spesso la versione “casalinga” di prodotti dolciari industriali è più calorica perchè più “densa di nutrienti”. Ogni tanto si può fare eh, ci mancherebbe, ma io non mi sentirei in tutta onestà di dire che fare colazione o merenda un giorno si e un giorno no con i biscotti della nonna possa considerarsi un’abitudine sana, ecco. 

Biscotti all'avena e cioccolato pronti per la cottura in forno

Poi se si segue un regime dietetico controllato è ancora peggio perchè non è tanto quante kcal contengono i biscotti a creare problemi quanto il fatto che in deficit calorico, come dico io “ogni caloria conta” nel senso che tutto quello che mangiamo deve saziarci, deve essere cibo che ci sostenta e i biscotti industriali o artigianali non saziano nemmeno se ne mangi una vagonata.

Recentemente volevo comprare un pacchetto di biscotti al supermercato, diciamo per le emergenze, cercando quello “meno peggio” e sono praticamente rimasta davanti allo scaffale dedicato per 20 minuti a leggere ingredienti e tabelle.  Da una parte abbiamo i famigerati pavesini, che hanno solo 100 kcal a pacchetto! Incredibile! Sì peccato che contengono 50 gr di zucchero per 100 gr, praticamente illegali.  Abbiamo poi quelli senza uova, senza latte e senza burro. Ma con oli idrogenati e zucchero a non finire. Poi quelli che preferisco, i biscotti “biologici allo zucchero di canna” che dai, praticamente è come mangiarsi le gocciole solo che spendi il doppio. Ci sono quelli senza zucchero, ma con dolcificanti artificali. Quelli integrali ma con il burro. Quelli senza burro ma con tre volte le calorie di quelli normali. Insomma, è inutile, non esiste in commercio un biscotto “meno peggio”

Biscotti all'avena e cioccolato appena sfonati, senza zuccheri raffinati, senza burro e senza glutine, perfetti insieme al lette freddo

Però un biscotto “meno peggio” si può fare in casa! Sono anni che sperimento ricette e questa volta penso di aver trovato La Ricetta. Ovviamente parliamo di biscotti al cioccolato. Perchè esistono altri tipi di biscotti? Ah si quelli al triplo zenzero e tahine che avevo postato qui

Volevo che i miei biscotti all’avena e cioccolato fossero un po’ meno zuccherini di quelli originali (low in sugar) anche se non necessariamente senza zucchero, volevo anche che non avessero il burro, e che in generale non avessero 400 gr di burro di cocco / anacardi / latte di cocco etc, volevo anche che fossero sazianti, cioè che non alzassero i livelli di glicemia eccessivamente aumentando il senso di fame,  quindi che avessero un moderato apporto proteico. Come bonus ho pensato di farli senza glutine perchè così anche la mia amica che non può mangiarlo avrebbe potuto provare la ricetta.

Biscotti all'avena e cioccolato senza zuccheri raffinati, senza burro e senza glutine, perfetti insieme al lette freddo

Ma soprattutto volevo che questi biscotti all’avena e cioccolato fossero croccantini. Non mi aspettavo venissero friabili perchè so che senza chili di burro e zucchero non sarebbero mai venuti fuori dei biscotti friabili ma puntavo sulla croccantezza.

Ebbene missione riuscita! Sono croccantini, hanno (poco) sciroppo d’acero come dolcificante, hanno (poco) burro di cocco e farina di mandorle (ma bilanciata dall‘avena e la farina di riso!) come grassi e sono straordinariamente sazianti grazie alla farina di soia: ho fatto merenda con due biscottini all’avena e cioccolato – lo ammetto, pucciati nel latte freddo – e mi hanno saziato e tenuto impegnato lo stomaco e il palato felice per diverse ore! Ovviamente non sono biscotti light, perchè come abbiamo detto i biscotti light (nel senso di dietetici, low calorie per capirci) non esistono, sono solo biscotti buonissimi, più sani e le cui calorie sono “spese meglio” rispetto alle gocciole! 

biscotti all'avena e cioccolato senza zuccheri raffinati, senza burro e senza glutine, perfetti insieme al lette freddo

 

Biscotti all'avena e cioccolato
Serves 25
Ingredients
  1. 100 gr di avena senza glutine
  2. 50 gr di mandorle tritate
  3. 50 gr di farina di soia
  4. 30 gr di farina di cocco
  5. 30 gr di farina di riso
  6. 2 uova
  7. 50 ml di sciroppo d'acero
  8. 50 gr di burro di cocco
  9. 60 gr di cioccolato fondente in pepite o pezzetti
  10. un cucchiaino di bicarbonato
  11. i semi di mezza stecca di vaniglia
  12. fleur du sal o sale grosso macinato a fresco
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola a esclusione del sale
  3. Formate delle palline di circa 20 gr l'una
  4. Sciacciatele modellandone i lati con cura con le mani per compattare le crepe che si formeranno
  5. Disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno e spargete un po' di sale macinato fresco sopra
  6. Infornate per 15 minuti
  7. Lasciate raffreddare
Notes
  1. L'impasto sarà un po' difficile da lavorare, dovete avere pazienza, tenderà a sfaldarsi ma usando dita e pal mo della mano dovreste riuscire a ottenere dei biscotti di una forma sensata
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Curry verde di capesante e bok choy - senza glutine e latticini

Curry Verde di Capesante e Bok Choy

A voi piace il curry? E per curry non intendo la miscela di spezie ma proprio la portata in sè! A noi un sacco, il mio pollo al curry è leggendario, è uno dei primi piatti che ho imparato a cucinare per mio marito e ora, anche se ho nel mio arsenale ricette ben più impegnative e deliziose, ogni tanto me lo chiede ancora. Noi ci scherziamo su spesso dicendo che, alla fin fine, uno dei due principali motivi per cui mi ha sposato è il mio pollo al curry.  L’altro è che lo faccio giocare alla play o al pc ai videogiochi nel weekend senza battere ciglio. Non di solo pollo al curry vive l’uomo, d’altra parte. 

 
Curry verde di capesante e bok choy

Curry verde di capesante e bok choy

Con il nome curry si intende in realtà una miscela di spezie, dalla composizione variabile, e la cosa buffa è che il curry nell’immaginario della maggior parte delle persone è un piatto tipicamente indiano, invece in realtà fa parte della cultura enogastronomica di svariate popolazioni del sud est asiatico, declinato in chiave diversa. In India vi sono diverse miscele di “masala” (garam masala, tandoori masala etc),  poi abbiamo il curry rosso e verde, tipici dell’Indonesia e della Thailandia, e ancora il Giappone ha il “suo” curry, così come anche l’isola Mauritious. Insomma ce c’è davvero per tutti i gusti e ogni miscela ha le sue specifiche caratteristiche, anzi ogni famiglia ha la sua ricetta segreta per la miscela di curry perfetta. Un po’ come il ragù. 

Curry verde di capesante e bok choy

Curry verde di capesante e bok choy

La cosa più importante da sapere in ogni caso riguardo il curry è che in realtà non è una polvere ma una pasta! Cioè, chi di curry se ne intende, non usa la miscela secca di spezie ma quella umida, in cui troviamo impastati tra di loro vari ingredienti a fresco: di base nel curry thailandese le spezie usate sono zenzero, peperoncino, aglio, scalogno, coriandolo, lemongrass, galangal, keffir, cumino, lemongrass. Nella variante gialla vi è aggiunta la curcuma e in quella rossa una maggiore quantità di peperoncino, mentre nel nostro curry verde di capesante, troviamo nella miscela anche basilico thailandese e peperoncini verdi. 

Quando siamo stati in luna di miele in Thailandia e Bali abbiamo mangiato un discreto quantitativo di curry di vario genere e ovviamente cucinati da chi li cucina da tutta la vita, con ingredienti freschi e locali, ed è tutta un’altra faccenda. E tutt’altra piccantezza: a Kata abbiamo mangiato in un minuscolo e bellissimo ristorante thai gestito da un italiano (ma in cucina erano locali di sicuro) e mio marito ha voluto fare lo spavaldo ordinando il terzo grado di piccantezza. E’ uscito piangendo. Io invece mi sono goduta incredibilmente il mio curry verde di frutti di mare servito nella noce di cocco fresca leggerissimamente piccante.

I sapori che si possono trovare nel sudestasiatico sono impossibili da riprodurre qui, e tanti ingredienti sono difficili da trovare come la citronella e il keffir lime, ma se li trovate potete preparare un curry che vi trasporterà almeno con l’olfatto e il gusto dall’altra parte del mondo, come questo curry verde di capesante ha fatto con noi! 

Curry verde di capesante e bok choy

Curry verde di capesante e bok choy

Io ho deciso di accompagnare il mio curry verde di capesante con spaghetti di riso, sottili, all’orientale, ma in versione “brown rice” quindi integrale, volendo però potreste farne una zuppa tenendo il sugo molto liquido o comunque un pasto low carb. Anche con del basmati al vapore sono sicura che il curry verde di capesante sarà apprezzatissimo! 

Volete un’altra portata per fare un pranzo thai completo? Provate la mia zuppa di zucca in stile thai o anche un tataki di manzo fusion, o ancora un burger di tacchino dai sapori thai

Curry Verde di Capesante
Serves 2
Ingredients
  1. 400 gr di capesante già pulite
  2. 4 o 5 cavoli cinesi (bok choy) o coste
  3. due o tre zucchine
  4. mezza lattina di latte di cocco full fat o light
  5. un lime
  6. un pezzo di citronella
  7. uno spicchio d'aglio
  8. un pezzo di radice di zenzero fresca
  9. due o tre cipollotti
  10. due o tre foglie di keffir lime
  11. due cucchiaini di pasta di curry verde
  12. olio evo o di sesamo spremuto a freddo
Per servire
  1. spaghetti di riso integrale (brown rice noodle) o riso basmati, cotti secondo le indicazioni sulla confezione
  2. Per guarnire (secondo i vostri gusti)
  3. cocco a scaglie tostato, anacardi o arachidi tostate non salate, peperoncino, cipollotto tagliato, fettine di peperoncino fresco, fetta di lime, foglie di coriandolo fresco
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. In un tegame o wok scaldate l'aglio schiacciato, lo zenzero tritato, le foglie di keffir lime, il cipollotto tritato e la citronella aperta a metà con uno o due cucchiai d'olio
  2. Quando sfrigola aggiungete le capesante e fatele dorare su ogni lato per qualche minuto fino a cottura (non stracuocetele o Gordon Ramsey apparirà per insultarvi)
  3. Nel frattempo fate saltare con un po' d'aglio, olio e peperoncino le zucchine tagliate a rondelle e i bok choy tagliati a spicchi, fateli cuocere fino a ottenere una consistenza croccante, non portateli a fine cottura.
  4. Togliete le capesante dal tegame e tenetele in caldo avvolte dalla stagnola
  5. Aggiungete nel tegame invece il curry verde e fatelo riscaldare e rilasciare sapore.
  6. Aggiungete il latte di cocco e portate a bollore, poi aggiungete la verdura e dopo un paio di minuti le capesante.
  7. Fate restringere il brodo a piacimento, prima di servire togliete le foglie di keffir lime e la citronella
  8. Servite con le guarnizioni e gli spaghetti di riso, spruzzate di lime e gustate
Notes
  1. Il curry verde in pasta si può trovare nel reparto etnico dei supermercati più forniti oppure nei minimarket asiatici, così come keffir lime e citronella
  2. Se usate il latte di cocco full fat otterrete un curry super cremoso e invitante ma decisamente denso di calorie da grassi, se invece usate il latte di cocco light il curry risulterà meno corposo ma più leggero, a voi la scelta!
  3. Al posto delle capesante potete usare anche gamberi o pollo, ma anche tofu per una versione veg!
  4. Come verdure potete aggiungere o sostituire anche spinaci freschi, zucca etc
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

Salva la ricetta su pinterest

Curry verde di capesante e bok choy - senza glutine e latticini

Curry verde di capesante e bok choy – senza glutine e latticini

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso: un twist sorprendente per un comfort food vegano adatto alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera


Col miso non è stato amore a prima vista. Anzi l’ho snobbato notevolmente per diversi anni, pensandolo solo in riferimento alla celebre zuppa di miso servita nei ristoranti “giapponesi” gestiti da cinesi sparsi per il nord Italia, che diciamocelo, sembra più che altro acqua sporca, e che con il vero miso niente ha a che fare. Poi una volta al supermercato ho visto un barattolo di miso di riso biologico e ho detto ehi proviamolo!. E’ rimasto nel frigorifero per mesi chiuso finchè non l’ho aperto per farci non so più quale ricetta non so più di quale blog. Beh me ne sono innamorata mano a mano! Il miso è un condimento straordinario che sta bene praticamente con tutto! Abbinato alla tahine? Eccerto. Con il miele sui cavoletti? Perchè no. A glassare un filetto di salmone? La morte sua. Insomma la pasta di miso ormai per me è come il prezzemolo, anzi meglio perchè il prezzemolo mica mi piace tanto. 

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Ne facevo fuori un vasetto ogni 6 mesi circa, finchè non ho pubblicato questa ricetta, del ramen al miso con il trucco per far venire quel brodino da fine del mondo. Ricetta che nessuno avrà letto, e che tanto meno qualcuno avrà provata a fare, ma che ha subito scalato la mia classifica personale di ricette da inserire nei menù settimanali. L’ho proposto come piatto forte nella cena per pochi intimi a capodanno, e ora lo rifaccio per me e mio marito – con leggere modifiche ogni volta – più o meno due volte al mese. 

Motivo per cui faccio fuori un vasetto di miso praticamente ogni due mesi anzichè ogni sei! E motivo per cui, essendo il miso un ingrediente non facilissimo da trovare, quando lo trovo lo compro “per scorta”. In pratica è diventato un mai più senza quasi come l’olio evo o le uova! Avendolo sempre nella dispensa ( o meglio nel frigo perchè una volta aperto meglio non lasciarlo fuori) lo aggiunto spesso a salsine, come condimento per spaghetti di riso o pesce vario. Insomma va davvero su tutto.

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Motivo per cui quando ho visto le bellissime foto che accompagnavano la ricetta della crema di piselli e broccoli al miso di Monique, di Nourish Everyday, sapevo sarebbe diventata una ricetta di quelle da fare e rifare.  Io ho cambiato leggermente il procedimento ma per il resto la ricetta è sempre quella e io l’ho letteralmente adorata. In pratica ho leccato il fondo della ciotola di questa crema di piselli e broccoli al miso! 

Ovviamente il tag veg e dairyfree sottointendono l’uso di uno yogurt vegetale al posto di quello vaccino per la guarnizione

Crema di piselli e broccoli al miso
Serves 2
Ingredients
  1. un broccolo medio grande
  2. 250 gr di piselli freschi
  3. due manciate di spinaci freschi novelli
  4. brodo vegetale
  5. olio evo
  6. una cipolla bianca o due scalogni
  7. uno spicchio d'aglio
  8. 10/20 gr di zenzero fresco grattuggiato
  9. due cucchiaiate di miso
Per decorare
  1. yogurt o yogurt veg
  2. semi di zucca o di girasole
  3. qualche pisello / mandorle a lamelle tostate / germogli / erba cipollina fresca tritata / etc
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Cuocete al vapore per 5 minuti il broccolo tagliato in cime
  2. Cuocete al vapore i piselli freschi per 8 minuti, tenetene poi qualcuno da parte
  3. Scaldate in una pentola a bordi alti un cucchiaio di olio con la cipolla tritata, l'aglio e lo zenzero
  4. Aggiungete broccoli e piselli, fate insaporire e aggiungete due o tre tazze di brodo
  5. Portate a bollore e poi aggiungete gli spinaci, fate cuocere per due o tre minuti poi aggiungete il miso
  6. Frullate con un frullatore a immersione
  7. Servite caldo decorando con piselli avanzati, semini, yogurt un filo d'olio e una macinata di pepe
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Salva la ricetta su pinterest! 

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco [Healthy Easter]

Healthy Easter: finalmente il dolce, e che dolce! 

Fresche, bellissime e deliziose queste coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco sono golose e adatte a tutti perchè senza glutine e latticini


Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

E alla fine arriva il dolce! Dopo gli hot cross bun alla carota, il dip di carciofi e i crackers di quinoa, e il piatto forte a base di costolette d’agnello e insalata di asparagi, arriva un dolce a mio parere sbalorditivo perchè buonissimo, bellissimo  pur essendo – udite udite – non solo senza zucchero, ma anche senza glutine e latticini! Giuro! Non è vegano perchè ci sono uova ma se qualcuno volesse cimentarsi in una versione senza uova mi faccia sapere! Queste bellissime coppe di crema senza zucchero sono formate da strati alternati di una sorta di pan di spagna fatto con farine alternative, curd all’arancia rossa con il solito ingrediente segreto e fragole fresche.

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

L’ingrediente segreto sono 20 gr di barbabietola, sembrano un dettaglio inutile ma vedete quel delizioso colore rosa della crema? Ecco non è assolutamente un filtro o colorante artificiale, è merito del mix tra arancia e barbabietola! E la notizia migliore è che… non si sente per niente! Il sapore terroso della barbabietola infatti sta nelle fibre che, dopo aver rilasciato colore e sostanze nutritive per infusione, sono state filtrate. Io lo trovo geniale. L’idea non è propriamente mia l’ho solo riadattata da questa ricetta (se non conoscete Dessert with Benefit andate subito a sgolosare perchè i suoi dolci super sani sono sempre una meraviglia, è un’ispirazione continua questa ragazza!) 

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

Per quanto riguarda il sostituto dello zucchero ho usato lo xilitolo nonostante nella ricetta originale sia presente l’eritritolo, il risultato è stato eccellente in ogni caso, il che mi fa pensare che probabilmente anche la stevia andrebbe bene, anche se non posso ovviamente garantirlo. Non amate i dolcificanti? Usate tranquillamente miele o sciroppo d’acero

Sì lo so, a Pasqua mangeremo tutti colombe fragranti e uova di cioccolato finissimo, chi lo vuole questo dolce sano? Però se progettate una cenetta tra amiche nelle prossime settimane di questo inizio primavera queste coppe di crema senza zucchero vi faranno fare una sporchissima figura con poco impegno e soprattutto senza nessuno sgarro da qualunque dieta! 

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

 

Coppe di crema all'arancia, fragole e cocco senza zucchero
Serves 2
Ingredients
  1. Per il curd all'arancia rossa
  2. 75 ml di succo d'arancia rossa o tarocca
  3. le zeste di un'arancia
  4. 20 gr di barbabietola CRUDA grattuggiata e strizzata dell'acqua in eccesso
  5. 30 gr di amido di mais
  6. 50 gr di xilitolo (o eritritolo)
  7. 125 gr di latte di cocco denso in lattina
  8. 125 gr di bevanda al latte di cocco (tipo Alpro)
  9. 1 tuorlo
  10. un pizzico di sale
  11. vaniglia
Per il "pan di spagna"
  1. 40 gr di farina di cocco
  2. 40 gr di farina di tapioca
  3. 30 gr di farina di grano saraceno
  4. 120 ml di latte di mandorle senza zucchero
  5. 3 uova + 50 ml di albume
  6. 1 cucchiaino di lievito
  7. vaniglia
  8. un pizzico di sale
Per assemblare
  1. fragole
  2. scaglie di cocco
  3. foglioline di menta
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Per il pan di spagna
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola, e in un'altra gli ingredienti umidi
  3. Uniteli mescolando accuratamente
  4. Foderate uno stampo quadrato preferibilmente (ma anche rotondo va bene) di carta da forno e spennellatela di olio di cocco
  5. Versate il composto nella teglia e cuocete per circa 20 minuti o comunque facendo la prova stecchino
  6. A fine cottura spennellate nuovamente di olio di cocco e fate colorire per altri 5 min
  7. Lasciate raffreddare il pan di spagna, una volta freddo sformatelo e tagliatelo a cubetti
  8. (Se volete cubetti più croccanti fateli passare sotto il grill per qualche minuto)
Per il curd
  1. Unite la barbabietola al succo e alle zeste d'arancia, fate scaldare a bagnomaria su fuoco medio
  2. Nel frattempo mischiate lo xilitolo con il sale e l'amido di mais
  3. A parte mescolate i due latti di cocco con la vaniglia e il tuorlo, poi versate sopra gli ingredienti secchi mescolando con una frusta senza sbattere ma in modo da non formare grumi
  4. Versate il composto nella ciotola con i succhi a bagnomaria e lasciate che si riscaldi mescolando di tanto in tanto
  5. Dopo qualche minuto passate il composto al colino per togliere le fibre della barbabietola e le zeste e ottenere un risultato poi vellutato
  6. Rimettete a bagnomaria e fate cuocere mescolando continuamente per diversi minuti, dopo un po' inizierà ad addensarsi man mano, quando ha raggiunto la consistenza desiderata spegnete mescolate ancora e trasferite in un vaso a chiusura ermetica
  7. Lasciate raffreddare e poi mettete in frigo
Assemblate
  1. In coppe o bicchierini alternate stradi di cubetti a fragole tagliate a pezzetti e cucchiaiate di crema, guarnite con cocco, fragole e menta, servite freddo
Notes
  1. Nella cottura del curd dovete avere pazienza, sembra che non inizi mai a solidificarsi ma dopo diversi minuti inizia ad addensarsi sulle pareti, mescolate ogni tot e aspettate!
  2. Potete preparare le coppe in anticipo anche già guarnite, si mantengono in frigo per diverse ore
  3. In alternativa potete preparare fino a due giorni prima crema e pandi spagna, anche se quest'ultimo perderà un po' di fragranza
  4. Con queste dosi otterrete un vasetto di crema e un sacco di cubetti di pan di spagna, potete farcirci due coppe grandi o tre piccoline ma vi avanzerà del pan di spagna
  5. In alternativa con doppa dose della crema potete ottenere con le stesse dosi di pan di spagna 4 o 5 coppe
  6. Per quanto riguarda il latte di cocco potete usare tranquillamente 250 gr di latte di cocco il lattina "light" (che vuol dire semplicemente con minor parte grassa, è il corrispettivo del latte parzialmente scremato vaccino per capirci), io non l'avevo e ho ovviato così
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Salva la ricetta su pinterest

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco: senza latticini e senza zucchero #glutenfree #sugarfree #dairyfree #fragole #spring

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco: senza latticini e senza glutine

 

Dip di carciofi e crackers di quinoa

Dip di carciofi con crackers di quinoa [HEALHTY EASTER]

HEALTHY EASTER | Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa e semi, uno stuzzichino perfetto | Vegani, senza glutine, senza latticini!

Ed eccoci subito alla seconda tappa della rubrica Healthy Easter con un antipasto che può fungere anche da aperitivo.  Vi preannuncio che – ad eccezione degli hot cross bun che ho pubblicato qui la settimana scorsa – tutte i prossimi post taggati Healthy Easter non sono solo sani, ricchi di verdura e fibre e senza zucchero, ma anche senza lattosio e senza glutine! Quindi se avete invitato amici o parenti intolleranti prendete carta e penna (o preparatevi al “salva su pinterest”!) perchè questo semplicissimo dip di carciofi – in cui intingere dei croccanti crackers di quinoa e semini misti – fa per loro 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Io ve lo dico questi crackers di quinoa sono una rivelazione. Mi sono ispirata a tante ricette varie trovate su internet per comporre un impasto che venisse come lo volevo io, ossia: supercroccante. C’è un motivo specifico. Una mia amica, di cui ho parlato già altre volte, soffre di una malattia rara del connettivo, nello specifico del tessuto adiposo, chiamata lipedema. E’ una patologia difficile da diagnosticare perchè molti medici non la conoscono e altrettanto difficile da curare perchè in realtà non c’è terapia, bisogna mettere in atto una serie di strategie, massaggi, bendaggi, attività fisica mirata e dieta specifica. E questa dieta esclude il glutine, che peggiora l’infiammazione alla base della patologia. Tutto questo per dire che la mia amica, costretta a una dieta senza glutine (ma senza nemmeno tutti i surrogati per celiaci di crackers, pizze etc, che non sono adatti spesso a chi soffre di lipedema) qualche giorno fa mi ha detto: mi manca un sacco il croccante.

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Sì perchè agli impasti è il glutine che conferisce croccantezza e solitamente, il cibo senza glutine, soprattutto se casalingo e in versione sana (quindi povero di amidi, senza zuccheto etc) manca spesso di quel “crunchy” che tanto ci piace. Quindi ho pensato di cercare di creare una ricetta lipedema friendly che però ricordasse il croccante del glutine. Detto fatto: crackers di quinoa presenti all’appello! Semplicissimi non presentano nessuna difficoltà particolare, l’unico difetto: diventano una droga! 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Per il dip di carciofi invece mi sono un po’ ispirata a questa ricetta di Naturalmente Buono,  l’avevo vista tempo fa e ho pensato… chissà se si può fare anche con i carciofi freschi! Ebbene sì! Ho usato meno cannellini e più carciofi per avere una versione più leggera ma altrettanto godibile,  tant’è che in realtà questo dip di carciofi potrebbe essere un’alternativa fantastica all’hummus quando si sta cercando di risparmiare un po’ di carboidrati! Lo za’atar che ho aggiunto è un mix di spezie mediorientale meraviglioso a base di timo, sesamo e sale, a cui spesso si aggiungono altre quali maggiorana e origano, sumac e santoreggia. Io ho trovato un mix già fatto non ricordo dove, ma potete facilmente farvelo in casa, è utilissimo per dare un tocco in più a tantissimi piatti

Dip ai carciofi con crackers di quinoa
Per i crackers
  1. 70 gr di quinoa tricolore
  2. 50 gr di quinoa rossa
  3. 30 gr di miglio in chicchi
  4. 320 ml di acqua
  5. 30 gr di semi di zucca
  6. 30 gr di semi di sesamo
  7. 10 gr di semi di chia
  8. 20 gr di farina di ceci
  9. 2 cucchiai di olio evo
  10. Paprika affumicata o piccante (o altre spezie a piacere)
  11. Sale
Per il dip ai carciofi
  1. 3 carciofi belli ciccioni
  2. 120 gr di cannellini già cotti
  3. una manciata di foglie di basilico
  4. qualche ramo di timo fresco
  5. un cucchiaio pieno di zaatar
  6. un paio di cucchiaiate di pinoli
  7. un paio di cucchiaiate di tapenade di olive
  8. uno spicchio d'aglio
  9. la scorza e il succo di mezzo limone
  10. due cucchiai di olio evo
  11. sale e pepe
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Per i Crakers
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Unite le due quinoa e il miglio in un pentolino, sciacquate accuratamente i chicchi sotto acqua corrente, scolateli e aggiungete 230 ml di acqua bollente o brodo.
  3. Fate cuocere per circa 15 min o fino a che non sia assorbito il liquido e i chicchi non saranno cotti
  4. Nel frattempo unite i vari semi e fateli tostare qualche minuto in padella.
  5. Frullate metà dei cereali cotti per assorbimento insieme all'olio e poi unite tutti gli ingredienti insieme in una ciotola eccetto il sale.
  6. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, non deve essere nè liquido nè troppo duro, ovviamente non sarà impastabile
  7. Stendete il composto su un foglio di carta da forno, poi aggiungete sopra un altro foglio e con un mattarello appiattitelo il più possibile fino a ottenere lo spessore di massimo un paio di millimetri.
  8. Togliete il foglio superiore di carta da forno e con una rotella per pizza o un coltello incidete dei tagli con la forma che preferite.
  9. Cospargete di sale in superficie (meglio se sale grosso macinato fresco)
  10. Infornate per 20 minuti o fino a doratura.
Per il dip di carciofi
  1. Pulite i carciofi e tagliateli in quarti poi bolliteli in acqua bollente e succo di limone finchè i rebbi della forchetta non li attraversi facilmente
  2. Una volta cotti scolateli e tamponateli
  3. Nel frullatore frullate i carciofi da soli poi toglieteli e teneteli da parte
  4. Aggiungete tutto il resto degli ingredienti nel frullatore vuoto anche se sporco e frullate nuovamente, poi aggiungete nuovamente i carciofi
  5. (Io ho fatto così perchè il mio frullatore non era in grado di frullare uniformemente tutto quanto, se il vostro è migliore del mio frullate pure tutto insieme)
  6. Conservate in un contenitore ermetico
Notes
  1. Più i crackers saranno sottili più saranno croccanti.
  2. Perchè il dip sia veramente gf controllate che nel vostro za'atar non vi sia grano, nel caso omettetelo
  3. Perchè il dip sia veramente vegano controllate che nella tapenade non vi siano acciughe, come spesso accade, in quel caso sostituite con olive nere kalamata o taggiasche.
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Salva la ricetta su pinterest

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa, vegan, gluten free,  diaryfree #artichokesdip #quinoacrakers #springfood

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa