Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso: un twist sorprendente per un comfort food vegano adatto alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera


Col miso non è stato amore a prima vista. Anzi l’ho snobbato notevolmente per diversi anni, pensandolo solo in riferimento alla celebre zuppa di miso servita nei ristoranti “giapponesi” gestiti da cinesi sparsi per il nord Italia, che diciamocelo, sembra più che altro acqua sporca, e che con il vero miso niente ha a che fare. Poi una volta al supermercato ho visto un barattolo di miso di riso biologico e ho detto ehi proviamolo!. E’ rimasto nel frigorifero per mesi chiuso finchè non l’ho aperto per farci non so più quale ricetta non so più di quale blog. Beh me ne sono innamorata mano a mano! Il miso è un condimento straordinario che sta bene praticamente con tutto! Abbinato alla tahine? Eccerto. Con il miele sui cavoletti? Perchè no. A glassare un filetto di salmone? La morte sua. Insomma la pasta di miso ormai per me è come il prezzemolo, anzi meglio perchè il prezzemolo mica mi piace tanto. 

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Ne facevo fuori un vasetto ogni 6 mesi circa, finchè non ho pubblicato questa ricetta, del ramen al miso con il trucco per far venire quel brodino da fine del mondo. Ricetta che nessuno avrà letto, e che tanto meno qualcuno avrà provata a fare, ma che ha subito scalato la mia classifica personale di ricette da inserire nei menù settimanali. L’ho proposto come piatto forte nella cena per pochi intimi a capodanno, e ora lo rifaccio per me e mio marito – con leggere modifiche ogni volta – più o meno due volte al mese. 

Motivo per cui faccio fuori un vasetto di miso praticamente ogni due mesi anzichè ogni sei! E motivo per cui, essendo il miso un ingrediente non facilissimo da trovare, quando lo trovo lo compro “per scorta”. In pratica è diventato un mai più senza quasi come l’olio evo o le uova! Avendolo sempre nella dispensa ( o meglio nel frigo perchè una volta aperto meglio non lasciarlo fuori) lo aggiunto spesso a salsine, come condimento per spaghetti di riso o pesce vario. Insomma va davvero su tutto.

Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Motivo per cui quando ho visto le bellissime foto che accompagnavano la ricetta della crema di piselli e broccoli al miso di Monique, di Nourish Everyday, sapevo sarebbe diventata una ricetta di quelle da fare e rifare.  Io ho cambiato leggermente il procedimento ma per il resto la ricetta è sempre quella e io l’ho letteralmente adorata. In pratica ho leccato il fondo della ciotola di questa crema di piselli e broccoli al miso! 

Ovviamente il tag veg e dairyfree sottointendono l’uso di uno yogurt vegetale al posto di quello vaccino per la guarnizione

Crema di piselli e broccoli al miso
Serves 2
Ingredients
  1. un broccolo medio grande
  2. 250 gr di piselli freschi
  3. due manciate di spinaci freschi novelli
  4. brodo vegetale
  5. olio evo
  6. una cipolla bianca o due scalogni
  7. uno spicchio d'aglio
  8. 10/20 gr di zenzero fresco grattuggiato
  9. due cucchiaiate di miso
Per decorare
  1. yogurt o yogurt veg
  2. semi di zucca o di girasole
  3. qualche pisello / mandorle a lamelle tostate / germogli / erba cipollina fresca tritata / etc
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Instructions
  1. Cuocete al vapore per 5 minuti il broccolo tagliato in cime
  2. Cuocete al vapore i piselli freschi per 8 minuti, tenetene poi qualcuno da parte
  3. Scaldate in una pentola a bordi alti un cucchiaio di olio con la cipolla tritata, l'aglio e lo zenzero
  4. Aggiungete broccoli e piselli, fate insaporire e aggiungete due o tre tazze di brodo
  5. Portate a bollore e poi aggiungete gli spinaci, fate cuocere per due o tre minuti poi aggiungete il miso
  6. Frullate con un frullatore a immersione
  7. Servite caldo decorando con piselli avanzati, semini, yogurt un filo d'olio e una macinata di pepe
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Crema di piselli e broccoli al miso

Crema di piselli e broccoli al miso

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco [Healthy Easter]

Healthy Easter: finalmente il dolce, e che dolce! 

Fresche, bellissime e deliziose queste coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco sono golose e adatte a tutti perchè senza glutine e latticini


Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

E alla fine arriva il dolce! Dopo gli hot cross bun alla carota, il dip di carciofi e i crackers di quinoa, e il piatto forte a base di costolette d’agnello e insalata di asparagi, arriva un dolce a mio parere sbalorditivo perchè buonissimo, bellissimo  pur essendo – udite udite – non solo senza zucchero, ma anche senza glutine e latticini! Giuro! Non è vegano perchè ci sono uova ma se qualcuno volesse cimentarsi in una versione senza uova mi faccia sapere! Queste bellissime coppe di crema senza zucchero sono formate da strati alternati di una sorta di pan di spagna fatto con farine alternative, curd all’arancia rossa con il solito ingrediente segreto e fragole fresche.

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

L’ingrediente segreto sono 20 gr di barbabietola, sembrano un dettaglio inutile ma vedete quel delizioso colore rosa della crema? Ecco non è assolutamente un filtro o colorante artificiale, è merito del mix tra arancia e barbabietola! E la notizia migliore è che… non si sente per niente! Il sapore terroso della barbabietola infatti sta nelle fibre che, dopo aver rilasciato colore e sostanze nutritive per infusione, sono state filtrate. Io lo trovo geniale. L’idea non è propriamente mia l’ho solo riadattata da questa ricetta (se non conoscete Dessert with Benefit andate subito a sgolosare perchè i suoi dolci super sani sono sempre una meraviglia, è un’ispirazione continua questa ragazza!) 

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

Per quanto riguarda il sostituto dello zucchero ho usato lo xilitolo nonostante nella ricetta originale sia presente l’eritritolo, il risultato è stato eccellente in ogni caso, il che mi fa pensare che probabilmente anche la stevia andrebbe bene, anche se non posso ovviamente garantirlo. Non amate i dolcificanti? Usate tranquillamente miele o sciroppo d’acero

Sì lo so, a Pasqua mangeremo tutti colombe fragranti e uova di cioccolato finissimo, chi lo vuole questo dolce sano? Però se progettate una cenetta tra amiche nelle prossime settimane di questo inizio primavera queste coppe di crema senza zucchero vi faranno fare una sporchissima figura con poco impegno e soprattutto senza nessuno sgarro da qualunque dieta! 

Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco

 

Coppe di crema all'arancia, fragole e cocco senza zucchero
Serves 2
Ingredients
  1. Per il curd all'arancia rossa
  2. 75 ml di succo d'arancia rossa o tarocca
  3. le zeste di un'arancia
  4. 20 gr di barbabietola CRUDA grattuggiata e strizzata dell'acqua in eccesso
  5. 30 gr di amido di mais
  6. 50 gr di xilitolo (o eritritolo)
  7. 125 gr di latte di cocco denso in lattina
  8. 125 gr di bevanda al latte di cocco (tipo Alpro)
  9. 1 tuorlo
  10. un pizzico di sale
  11. vaniglia
Per il "pan di spagna"
  1. 40 gr di farina di cocco
  2. 40 gr di farina di tapioca
  3. 30 gr di farina di grano saraceno
  4. 120 ml di latte di mandorle senza zucchero
  5. 3 uova + 50 ml di albume
  6. 1 cucchiaino di lievito
  7. vaniglia
  8. un pizzico di sale
Per assemblare
  1. fragole
  2. scaglie di cocco
  3. foglioline di menta
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Per il pan di spagna
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Mescolate gli ingredienti secchi in una ciotola, e in un'altra gli ingredienti umidi
  3. Uniteli mescolando accuratamente
  4. Foderate uno stampo quadrato preferibilmente (ma anche rotondo va bene) di carta da forno e spennellatela di olio di cocco
  5. Versate il composto nella teglia e cuocete per circa 20 minuti o comunque facendo la prova stecchino
  6. A fine cottura spennellate nuovamente di olio di cocco e fate colorire per altri 5 min
  7. Lasciate raffreddare il pan di spagna, una volta freddo sformatelo e tagliatelo a cubetti
  8. (Se volete cubetti più croccanti fateli passare sotto il grill per qualche minuto)
Per il curd
  1. Unite la barbabietola al succo e alle zeste d'arancia, fate scaldare a bagnomaria su fuoco medio
  2. Nel frattempo mischiate lo xilitolo con il sale e l'amido di mais
  3. A parte mescolate i due latti di cocco con la vaniglia e il tuorlo, poi versate sopra gli ingredienti secchi mescolando con una frusta senza sbattere ma in modo da non formare grumi
  4. Versate il composto nella ciotola con i succhi a bagnomaria e lasciate che si riscaldi mescolando di tanto in tanto
  5. Dopo qualche minuto passate il composto al colino per togliere le fibre della barbabietola e le zeste e ottenere un risultato poi vellutato
  6. Rimettete a bagnomaria e fate cuocere mescolando continuamente per diversi minuti, dopo un po' inizierà ad addensarsi man mano, quando ha raggiunto la consistenza desiderata spegnete mescolate ancora e trasferite in un vaso a chiusura ermetica
  7. Lasciate raffreddare e poi mettete in frigo
Assemblate
  1. In coppe o bicchierini alternate stradi di cubetti a fragole tagliate a pezzetti e cucchiaiate di crema, guarnite con cocco, fragole e menta, servite freddo
Notes
  1. Nella cottura del curd dovete avere pazienza, sembra che non inizi mai a solidificarsi ma dopo diversi minuti inizia ad addensarsi sulle pareti, mescolate ogni tot e aspettate!
  2. Potete preparare le coppe in anticipo anche già guarnite, si mantengono in frigo per diverse ore
  3. In alternativa potete preparare fino a due giorni prima crema e pandi spagna, anche se quest'ultimo perderà un po' di fragranza
  4. Con queste dosi otterrete un vasetto di crema e un sacco di cubetti di pan di spagna, potete farcirci due coppe grandi o tre piccoline ma vi avanzerà del pan di spagna
  5. In alternativa con doppa dose della crema potete ottenere con le stesse dosi di pan di spagna 4 o 5 coppe
  6. Per quanto riguarda il latte di cocco potete usare tranquillamente 250 gr di latte di cocco il lattina "light" (che vuol dire semplicemente con minor parte grassa, è il corrispettivo del latte parzialmente scremato vaccino per capirci), io non l'avevo e ho ovviato così
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Coppe di crema senza zucchero all'arancia, fragole e cocco: senza latticini e senza zucchero #glutenfree #sugarfree #dairyfree #fragole #spring

Coppe di crema senza zucchero all’arancia, fragole e cocco: senza latticini e senza glutine

 

Dip di carciofi e crackers di quinoa

Dip di carciofi con crackers di quinoa [HEALHTY EASTER]

HEALTHY EASTER | Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa e semi, uno stuzzichino perfetto | Vegani, senza glutine, senza latticini!

Ed eccoci subito alla seconda tappa della rubrica Healthy Easter con un antipasto che può fungere anche da aperitivo.  Vi preannuncio che – ad eccezione degli hot cross bun che ho pubblicato qui la settimana scorsa – tutte i prossimi post taggati Healthy Easter non sono solo sani, ricchi di verdura e fibre e senza zucchero, ma anche senza lattosio e senza glutine! Quindi se avete invitato amici o parenti intolleranti prendete carta e penna (o preparatevi al “salva su pinterest”!) perchè questo semplicissimo dip di carciofi – in cui intingere dei croccanti crackers di quinoa e semini misti – fa per loro 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Io ve lo dico questi crackers di quinoa sono una rivelazione. Mi sono ispirata a tante ricette varie trovate su internet per comporre un impasto che venisse come lo volevo io, ossia: supercroccante. C’è un motivo specifico. Una mia amica, di cui ho parlato già altre volte, soffre di una malattia rara del connettivo, nello specifico del tessuto adiposo, chiamata lipedema. E’ una patologia difficile da diagnosticare perchè molti medici non la conoscono e altrettanto difficile da curare perchè in realtà non c’è terapia, bisogna mettere in atto una serie di strategie, massaggi, bendaggi, attività fisica mirata e dieta specifica. E questa dieta esclude il glutine, che peggiora l’infiammazione alla base della patologia. Tutto questo per dire che la mia amica, costretta a una dieta senza glutine (ma senza nemmeno tutti i surrogati per celiaci di crackers, pizze etc, che non sono adatti spesso a chi soffre di lipedema) qualche giorno fa mi ha detto: mi manca un sacco il croccante.

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Sì perchè agli impasti è il glutine che conferisce croccantezza e solitamente, il cibo senza glutine, soprattutto se casalingo e in versione sana (quindi povero di amidi, senza zuccheto etc) manca spesso di quel “crunchy” che tanto ci piace. Quindi ho pensato di cercare di creare una ricetta lipedema friendly che però ricordasse il croccante del glutine. Detto fatto: crackers di quinoa presenti all’appello! Semplicissimi non presentano nessuna difficoltà particolare, l’unico difetto: diventano una droga! 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Per il dip di carciofi invece mi sono un po’ ispirata a questa ricetta di Naturalmente Buono,  l’avevo vista tempo fa e ho pensato… chissà se si può fare anche con i carciofi freschi! Ebbene sì! Ho usato meno cannellini e più carciofi per avere una versione più leggera ma altrettanto godibile,  tant’è che in realtà questo dip di carciofi potrebbe essere un’alternativa fantastica all’hummus quando si sta cercando di risparmiare un po’ di carboidrati! Lo za’atar che ho aggiunto è un mix di spezie mediorientale meraviglioso a base di timo, sesamo e sale, a cui spesso si aggiungono altre quali maggiorana e origano, sumac e santoreggia. Io ho trovato un mix già fatto non ricordo dove, ma potete facilmente farvelo in casa, è utilissimo per dare un tocco in più a tantissimi piatti

Dip ai carciofi con crackers di quinoa
Per i crackers
  1. 70 gr di quinoa tricolore
  2. 50 gr di quinoa rossa
  3. 30 gr di miglio in chicchi
  4. 320 ml di acqua
  5. 30 gr di semi di zucca
  6. 30 gr di semi di sesamo
  7. 10 gr di semi di chia
  8. 20 gr di farina di ceci
  9. 2 cucchiai di olio evo
  10. Paprika affumicata o piccante (o altre spezie a piacere)
  11. Sale
Per il dip ai carciofi
  1. 3 carciofi belli ciccioni
  2. 120 gr di cannellini già cotti
  3. una manciata di foglie di basilico
  4. qualche ramo di timo fresco
  5. un cucchiaio pieno di zaatar
  6. un paio di cucchiaiate di pinoli
  7. un paio di cucchiaiate di tapenade di olive
  8. uno spicchio d'aglio
  9. la scorza e il succo di mezzo limone
  10. due cucchiai di olio evo
  11. sale e pepe
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Per i Crakers
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Unite le due quinoa e il miglio in un pentolino, sciacquate accuratamente i chicchi sotto acqua corrente, scolateli e aggiungete 230 ml di acqua bollente o brodo.
  3. Fate cuocere per circa 15 min o fino a che non sia assorbito il liquido e i chicchi non saranno cotti
  4. Nel frattempo unite i vari semi e fateli tostare qualche minuto in padella.
  5. Frullate metà dei cereali cotti per assorbimento insieme all'olio e poi unite tutti gli ingredienti insieme in una ciotola eccetto il sale.
  6. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, non deve essere nè liquido nè troppo duro, ovviamente non sarà impastabile
  7. Stendete il composto su un foglio di carta da forno, poi aggiungete sopra un altro foglio e con un mattarello appiattitelo il più possibile fino a ottenere lo spessore di massimo un paio di millimetri.
  8. Togliete il foglio superiore di carta da forno e con una rotella per pizza o un coltello incidete dei tagli con la forma che preferite.
  9. Cospargete di sale in superficie (meglio se sale grosso macinato fresco)
  10. Infornate per 20 minuti o fino a doratura.
Per il dip di carciofi
  1. Pulite i carciofi e tagliateli in quarti poi bolliteli in acqua bollente e succo di limone finchè i rebbi della forchetta non li attraversi facilmente
  2. Una volta cotti scolateli e tamponateli
  3. Nel frullatore frullate i carciofi da soli poi toglieteli e teneteli da parte
  4. Aggiungete tutto il resto degli ingredienti nel frullatore vuoto anche se sporco e frullate nuovamente, poi aggiungete nuovamente i carciofi
  5. (Io ho fatto così perchè il mio frullatore non era in grado di frullare uniformemente tutto quanto, se il vostro è migliore del mio frullate pure tutto insieme)
  6. Conservate in un contenitore ermetico
Notes
  1. Più i crackers saranno sottili più saranno croccanti.
  2. Perchè il dip sia veramente gf controllate che nel vostro za'atar non vi sia grano, nel caso omettetelo
  3. Perchè il dip sia veramente vegano controllate che nella tapenade non vi siano acciughe, come spesso accade, in quel caso sostituite con olive nere kalamata o taggiasche.
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Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa, vegan, gluten free,  diaryfree #artichokesdip #quinoacrakers #springfood

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

 

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Chiariamo subito che non sono qui per decantare le lodi di una dieta low carb. Affatto. La quantità ideale di carboidrati che ognuno di noi dovrebbe assumere è una questione personale, soggettiva, e deve essere valutata insieme a un professionista dell’alimentazione, sia esso dietista o nutrizionista.  Indipendentemente da ciò, tuttavia, uno degli approcci dietistici più in voga negli ultimi anni è quello del “carb cycling” che consiste nel distribuire i carboidrati in maniera non uniforme, durante la giornata o durante la settimana. Al contrario di molte mode nel campo alimentare, in questo caso si tratta di una pratica che basa su solide motivazioni biochimiche: non sono nè i carboidrati nè i grassi a far ingrassare, ma la combinazione tra essi. (Non sapete di cosa sto parlando? Male! Andate a leggere questo articolo di Project Invictus, o ancora meglio leggetevi il loro libro!). Motivo per cui sia l’approccio “low fat” sia l’approccio “low carb” possono essere ritenuti validi purchè altamente personalizzati. Ovviamente sono scelte personali o comunque da compiere con il proprio dietista, non è certo obbligatorio seguire una carb cycling! Io ultimamente sto provando un approccio simile ma semplificato, cioè concentrare i carboidrati in uno dei due pasti principali, e spostando gran parte dei grassi nell’altro, nel quale invece i carboidrati amidacei siano limitati, rimanendo ovviamente abbondanti le verdure.

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Ed ecco che nei pasti a carboidrati ridotti capita a proposito questo couscous di cavolfiore, cioè fatto di cavolfiore tritatoche io qui ho condito con ingredienti tipici mediterranei, ma che voi potete condire diversamente, facilissimo e velocissimo da fare,  che si presta perfettamente a essere un jolly per pasti o eventuali giorni low carb. 

Che il cavolfiore fosse un alleato geniale per la low carb ormai lo sappiamo già tutti, pinterest è invaso da varie idee, e già io vi avevo proposto la mia finta pizza di cavolfiore (ricetta qui) che è stata un vero e proprio successo, quindi vi consiglio strenuamente di dare una chance a questo couscous di cavolfiore, non ve ne pentirete! 

Ovviamente vedete anche voi che non si può pensarlo come piatto unico, mancando la quota proteica necessaria (soprattutto in un pasto low carb), più che altro è un contorno stuzzicante per un secondo di carne – ci vedrei bene degli spiedini di pollo alla marocchina magari, o del pesce, per rimanere nel mediterraneo! – o un primo saziante che “inganni” l’occhio. Ma, perchè no, potete servirlo anche come antipasto a buffet insieme ad altre pietanze più carboidratiche. 

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

In molte ricette online si trovano istruzioni per conservare il couscous di cavolfiore cotto in contenitori ermetici in frigo per diversi giorni, mi permetto invece di sconsigliare questa opzione, perchè perde moltissimo in sapore e consistenza, piuttosto invece conservatelo fino a 24 h tritato e non cotto e cuocetelo al momento.

Io ho provato due cotture diverse, sia saltato in padella sia al vapore, entrambe più che valide; il couscous di cavolfiore che vedete in foto è stato saltato in padella perchè visivamente più accattivante, ma le prossime volte sicuramente lo farò nell’altra versione perchè più digeribile e leggera!  

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)

 

Couscous di cavolfiore alla mediterranea (low carb)
Serves 2
Ingredients
  1. una testa grande di cavolfiore
  2. una manciata di olive taggiasche
  3. mezza cipolla rossa di Tropea
  4. una manciata di foglie di basilico
  5. una manciata di pomodorini essiccati
  6. mandorle a lamelle
  7. limone
  8. sale pepe e olio evo
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Instructions
  1. Pulite il cavolfiore e tagliate le cime.
  2. Frullate poche cime di cavolfiore alla volta in un tritatutto usando la funzione pulse o comunque azionando per pochi secondi ad alta velocità e poi facendo una pausa, fino a ottenere un cavolfiore ben tritato ma non a purea
  3. Scaldate due cucchiai d'olio in una tegame largo insieme a uno spicchio d'aglio
  4. Aggiungete il cous cous di cavolfiore, salate e pepate, cuocete per 3 minuti, togliete dal fuoco
  5. Tagliate olive, basilico, cipolla e pomodorini e aggiungeteli al couscous di cavolfiore
  6. Tostate le lamelle di mandorle per un minuto e aggiungetele
  7. Completate con una spruzzata di limone (facoltativo)
Notes
  1. Cottura alternativa: al vapore per 3 minuti, scolandolo poi e condendolo successivamente
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Couscous di cavolfiore: un’idea low carb, vegan, paleo, senza glutine nè latticini, facile e veloce

 

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Ebbene sì, due ricette su pasta di seguito. Eh, capita. Giuro che non mangio solo quella! A parte gli scherzi, solitamente pubblico meno post sulla pasta e più su insalate e altro perchè penso sia più difficile rendere gustoso il pollo o la quinoa, rispetto alla pasta, che, diciamocelo, se è di qualità è buona anche solo con un sughetto al pomodoro fresco e basilico! Però ho pensato di pubblicare questa rivisitazione della classicissima pasta con le sarde, arricchita con la verza di stagione, per parlare non tanto della pasta quanto del condimento.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

 

Quindi basta parlare di carboidrati e parliamo di grassi, nello specifico dei grassi del pesce azzurro. Pesce azzurro che qui sul blog è un po’ trascurato perchè ho un marito che al riguardo ha dei gusti da principino, non mangia pesce con le lische, non mangia pesce azzurro, insomma va a finire che me lo mangio quando sono da sola e se cucino solo per me spesso faccio cose molto basiche come pesce e broccoli al vapore (che a me piacciono un sacco!). Ma ho pensato si dovesse rimediare, perchè voglio assolutamente inserire più pesce azzurro sia qui sul blog che nella mia dieta.

Che il pesce azzurro faccia bene alla salute e in particolar modo a quella cardiovascolare, penso lo sappiano ormai tutti. Vorrei spendere due parole sul perchè però questa pasta con le sarde sia positiva per nostra salute.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Il termine pesce azzurro mette in crisi un sacco di persone perchè è un termine che indica semplicemente la colorazione tendenzialmente azzurra, con striature argentee e/o verdastre del ventre del pesce, insomma una definizione più da pescatori che da chef o nutrizionisti! Altre caratteristiche sono la forma allungata del corpo del pesce, l’alimentazione basata su altri organismi animali,  l’ecosostenibilità della pesca (dettaglio su cui non mi soffermo perchè non sono particolarmente esperta, ma su cui ci sarebbe molto da dire, trovate qui molti dettagli) ma soprattutto due caratteristiche  che a noi interessano molto: l’alto contenuto di omega 3 e le piccole dimensioni.

Le dimensioni ridotte delle varie speci di pesce azzurro significano che sulla nostra tavola arriveranno meno metalli pesanti, perchè purtroppo uno dei problemi dei pesci di grossa taglia (e in primis del mio amato tonno) è proprio che nelle loro carni, e soprattutto nel loro grasso, si concentra il mercurio, sotto forma di metilmercurio per la precisione, un composto organico neurotossico. Indendiamoci non è certo quel singolo pasto a base di tonno che vi mangiate quando andate a cena al giapponese che vi ucciderà, è più una questione di dose e di accumulo.  Io non ho escluso assolutamente il tonno e i pesci di grossa taglia dalla mia alimentazione (qui la poke bowl di sushi ahi ad esempio), ma negli anni ho cercato di distribuire i pasti in maniera tale da alternali a altri fonti proteiche tra cui ad esempio il pesce azzurro.

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

La seconda importante questione riguarda appunto il contenuto di grassi di tipo omega. Gli omega 6 e 3 sono dei derivati rispettivamente da due acidi grassi polinsaturi l’acido linoleico LA (18:2) e l’acido alfa linoleico o ALA (18:3), che sono acidi grassi definiti “essenziali”  perchè sono molecole che il nostro corpo non è in grado di crearsi da solo, dobbiamo necessariamente ingerirli con la dieta. Non voglio annoiarvi con question idi biochimica delle quali nemmeno io sono particolarmente esperta, ma da queste righe è già chiarissimo quanto l’apporto di omega 3 e 6 sia fondamentale per la salute.

Quello di cui ci si dimentica spesso invece è che quello che conta non è tanto il quantitativo di omega 3 e 6 assunti, quanto il rapporto tra essi. Sì perchè gli omega 3 e gli omega 6 non sono uguali: grossomodo possiamo dire che tutti gli omega 3 hanno funzione antinfiammatoria e di abbassamento dei trigliceridi ematici, mentre alcuni omega 6  hanno al contrario funzione proinfiammatoria (quelli contenuti nei grassi vegetali industriali), e altri proteggono nei confronti dell’ipercolesterolemia (quelli contenuti nella frutta secca e in alcuni cereali in chicco integrali).  Il problema è che la nostra alimentazione è fortemente sbilanciata (per questioni anche culturali e di disponibilità) nei confronti degli omega 6, dunque il rapporto omega 3 : omega 6 nella popolazione occidentale si stima essere mediamente 10:1, a fronte di un ipotetico ottimale di 4:1!!

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza

Per questo assumere omega 3 è sempre una buona scelta soprattutto in persone che debbano seguire una dieta antinfiammatoria (per patologie autoimmuni, diabete, aterosclerosi, lipedema, problemi di fertilità etc), non a caso uno dei (pochi) integratori alimentari che ha senso assumere sono proprio le pastiglie di omega 3. 

Riassumendo: i grassi omega sono uber fighi per il nostro organismo, ma nell’assunzione degli omega 6 dobbiamo preoccuparci di assumere maggiormente quelli “buoni” (ma senza esagerare! anche un eccesso di grassi polinsaturi è negativo per il nostro organismo!) e in ogni caso cerchiamo di assumere una maggior quantità di omega 3 tramite appunto il pesce azzurro, di piccola taglia, e pescato. E questo ci riporta alla mia proposta di pasta con le sarde! Tanto lo so che lo spiegone interessa meno e siete più interessati alla ricetta, per cui eccola qui! 

Se non siete pratici con il pesce e il pesce azzurro nello specifico e la pulizia dei pesci vi mette timore, vi consiglio di andare dal vostro pescivendolo di fiducia e farvi preparare le sarde già sfilettate in modo che dovrete solo cuocere. La mia pescivendola mi ha giurato e spergiurato che pulire le sarde è facilissimo e velocissimo, ma io non le ho creduto e quindi le ho ordinate già pulite! 

Pasta con le sarde e verza
Serves 2
Ingredients
  1. 120/150 gr di linquine o altro formatolungo integrale
  2. 300 gr di filetti di sarde o altro pesce azzurro simile
  3. mezza verza grande o una piccola (meglio la varietà di verona, più tenera)
  4. una manciata di pinoli
  5. una manciata di uvetta
  6. aneto fresco o finocchietto
  7. due o tre scalogni
  8. pepe rosa
  9. limone
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Instructions
  1. Tagliate a listarelle la verza e sbollentatela per 2 o 3 minuti per ammorbidirla, trasferitela con un mestolo forato in una bacinella piena d'acqua e ghiaccio per bloccare la cottura, poi scolate la verza e fatela asciugare su carta assorbente
  2. Fate rinvenire l'uvetta per 5 min in acqua calda
  3. Fate scaldare l'acqua per la pasta
  4. In un tegame possibilmente antiaderente fate tostare per qualche minuto i pinoli, poi toglieteli e teneteli da parte
  5. Nello stesso tegame mettete mezzo bicchiere d'acqua un filo d'olio evo, lo scalogno tritato e l'uvetta, fate cuocere a fuoco medio fino a che l'acqua non sia quasi completamente evaporata, aggiungete i pinoli nuovamente
  6. Aggiungete i filetti di sarda con delicatezza, facendoli cuocere prima da un lato per un paio di minuti e poi, sempre con delicatezza girandoli, altri due minuti dall'altro.
  7. Aggiungete la verza e fate insaporire
  8. Nell'acqua della pasta sbollentate il finocchietto o aneto poi tritatelo finemente e aggiungetelo al sugo
  9. Cuocete la pasta nell'acqua salata fino a ottenerla al dente poi con una pinza trasferitela nel tegame del sugo e fatela saltare per qualche secondo
  10. Completate con poco pepe rosa e una spruzzata di limone
  11. Servite caldo
Notes
  1. Non esagerate col pepe rosa (come ho fatto io), tende a coprire gli altri sapori!
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Salva la ricetta su pinterest! 

Pasta con le sarde e verza

Pasta con le sarde e verza rivisitata in chiave alleggerita

 

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Oggi un post diverso dal solito perchè è una collaborazione, con la mia amica Marta di Marta’s Plants, un coloratissimo blog di cucina vegana, andate a dare un’occhiata! 

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Abbiamo cucinato insieme un piatto rivisitato della cucina asiatica, in particolare cinese, i Gua Bao, soffici panini cotti al vapore e ripieni di una farcitura super colorata e saporita. Lei ne ha fatto una versione vegana, io invece vi propongo i bao in versione onnivora ripieni di carne sfilacciata, cotta nella slow cooker fino a essere così tenera da sfaldarsi. La ricetta originale dei bao prevederebbe il maiale, ma, in un’ottica di alleggerimento diciamo, io ho usato il petto di pollo e devo dire che è stata una piacevole scoperta!

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Bao ripieni di pollo sfilacciato

Per la ricetta dei bao e delle verdure al suo interno andate sul blog di Marta, qui

Bao ripieni di pollo sfilacciato
Serves 8
Ingredients
  1. 8 bao
  2. bok choy stufati
  3. cavolo e carota all'agro
  4. germogli
  5. arachidi
  6. coriandolo
Per il pollo
  1. 1 petto di pollo intero senza pelle
  2. 2 cucchiaini di 5 spezie cinesi
  3. 2 cucchiaini di zucchero di cocco o integrale
  4. 4 cucchai di salsa di soia
  5. 4 cuccchiai d'acqua
  6. 2 cucchiai di salsa sriracha
  7. 1 cucchiaio di aceto di riso
  8. uno spicchio d'aglio tritato
  9. circa 2 cm di radice di zenzero grattuggiato
  10. 1 cipolla
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Preparate la carne il giorno prima
  1. Mettete insieme tutti gli ingredienti della marinata e unitevi la cipolla tritata
  2. Disponete il petto di pollo sul fondo della slow cooker
  3. Versatevi sopra uniformemente la marinata
  4. Accendete su "high" e cuocete per circa 4/5 ore (dipende dallo spessore del petto di pollo che usate)
  5. Una volta che il petto di pollo sarà cotto risulterà tenero tanto che si sfilaccerà facilmente, a questo punto estraetelo dalla slow cooker, sfilacciatelo con due forchette e tanta delicatezza, poi rimettetelo nella slow cooker con ancora tutti i liquidi e la marinata al suo interno
  6. cuocete su low per un'altra ora, ora e mezza finchè il pollo non assorba tutti i sapori.
Per i bao
  1. Farcite i bao con i vari alimenti e servite caldo!
Notes
  1. Il mix di 5 spezie cinesi è praticamente impossibile da reperire in italia, è invece facilissimo prepararsi il proprio mix di spezie personali: unite parti uguali di chiodi di garofano, anice stellato, semi di finocchietto, pepe di sichuan e cannella in un mortaio e pestate fino a ottenere un mix uniforme!
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MANGIO.quindi.SONO

Torta ai mandarini

Torta ai mandarini senza glutine

Non sono una grandissima amante degli agrumi come frutti, non mangerei mai due arance per merenda per capirci, pena un’acidità di stomaco a livelli estremi, ma trovo siano estremamente versatili in cucina: il limone regala una svolta a qualsiesi salsa per la marinatura, il lime è quel tocco in più su un piatto in stile un po’ tex mex e la scorza d’arancia trasforma un’anonima torta. Per non parlare degli agrumi meno conosciuti, come i kumquat, che si sono rivelati un fantastico topping per il porridge arancia/cioccolato che ho postato su instagram qualche tempo fa (non mi seguite ancora? Ecco il mio profilo); o ancora il keffir lime che insieme al lemon grass è stata la migliore scoperta del mio recente viaggio in Indonesia. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

E i mandarini? L’avete mai provata voi una torta ai mandarini bolliti?  Io avevo letto qualcosa tempo fa ma poi mi ero completamente dimenticata di provare, ma dovevo rimediare, perchè insomma, è un’idea geniale! Ovviamente in questo caso è fondamentale che i mandarini non siano stati trattati con pesticidi, non è necessario che siano biologiche, purchè siano “puliti”, dal momento che andremo a mangiare il frutto intero senza sbucciarlo.

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Questa torta ai mandarini senza glutine è anche priva di lattosio, non sono stati usati oli o burri, anche vista la già abbondante presenza di mandorle, e gli ingredienti sono pochissimi e tutti semplicissimi! E’ un po’ una fusione tra due ricette diverse in inglese, questa – da cui ho preso l’idea di bollire i mandarini e usare farina di mandorle – e quest’altra – da cui invece ho tratto ispirazione per la glassa e l’uso della farina per polenta, tanto cara alla tradizione nord italica. 

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

Penso si possa tranquillamente fare in versione arancia, con le medesime modalità! 

Torta ai mandarini senza glutine
Serves 8
Ingredients
  1. 3 o 4 mandarini senza conservanti e pesticidi
  2. 2 uova
  3. 120 gr di miele
  4. 150 gr di farina di mais integrale per polenta
  5. 120 gr di farina di mandorle o nocciole (per me un misto)
  6. 1 cucchiaino di acqua di rose alimentare (facoltativo)
  7. 1 cucchiaino di lievito per dolci
  8. 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Per la glassa (facoltativa)
  1. miele cristallizzato
  2. succo di mandarino
  3. 1 cucchiaino di acqua di rose
  4. pistacchi e scorza di mandarino
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Instructions
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Portate a bollore un tegame pieno d'acqua, poi immergetevi i mandarini e fateli bollire per 15 min
  3. Scolateli lasciateli raffreddare quanto basta per maneggiarli, tagliatli in quattro e togliete eventuali semi, poi metteteli in un mixer e tritateli con ancora la buccia fino a ottenere una purea uniforme
  4. In una ciotola capiente iniziate a montare le uova aggiungendo il miele a filo, continuate a montare per una decina di minuti fino ad avere un composto spumoso
  5. Aggiungete 300 gr di purea di mandarino, poi le farine a cucchiaiate mescolando con una spatola dal basso all'alto tra una cucchiaiata e l'altra, cercando di smontare il meno possibile.
  6. Aggiungete l'acqua di rose, il lievito e il bicarbonato
  7. Versate l'impasto in uno stampo in silicone da 20 cm (oppure in una teglia tonda ricoperta di carta da forno bagnata e strizzata) e infornate per circa 40/50 min (fate la prova stecchino)
  8. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare prima di capovolgere lo stampo e staccarlo
  9. Preparate la glassa unendo gli ingredienti e fatela colare sulla torta raffreddata
Notes
  1. Penso venga benissimo anche con l'arancia, stesso procedimento
  2. L'acqua di rose è opzionale, se la usate non abusatene altrimenti la vostra torta saprà di... profumo!
  3. Non riducete il miele, serve a dare consistenza alla torta
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La prossima foto, usata anche su instagram, è ispirata dallo stile delle foto della meravigliosa Monique di Miel e Ricotta, se siete appassionati di food photography DOVETE seguirla assolutamente (anche qui)

Torta ai mandarini senza glutine

Torta ai mandarini senza glutine

MANGIOquindiSONO

Barrette al cocco e tè matcha

Barrette al cocco e tè matcha

Nonostante  io sia onnivora trovo sempre molto interessanti (e fantasiose) le ricette veg, tanto che ne salvo sempre moltissime su pinterest, ma poi spesso va a finire che non le concretizzo mai. Questo perchè purtroppo la maggior parte delle ricette veg non è “macro friendly” ossia ha una quantità di carboidrati e/o di grassi esagerata rispetto alle mie esigenze, a fronte di una quota proteica troppo bassa. Ripeto le MIE esigenze. Non dico in generale ma semplicemente per quello che serve a me.  

Il perchè è molto semplice: tutte le fonti di proteine veg (a parte il seitan) hanno anche tanti grassi e/o tanti carboidrati. Legumi? Più carbo che proteine. Tofu? Grassi.  Frutta secca? Altri grassi. Soprattutto la frutta secca è un problema notevole nei dolci veg, che hanno tutti un ottimo aspetto, super godurioso, ma poi 400 gr di anacardi, il corrispettivo di più o meno di 2400 kcal di grassi!!!  Grassi buoni, salutari, monoinsaturi, ma comunque sempre troppi.

Ed ecco perchè tra le mille ricette veg e crudiste accattivanti che ho sempre visto in giro, non ne ho mai provata nessuna: non si adattava alle mie necessità nutrizionali. Finchè non ho visto questa ricetta per barrette al cocco e tè matcha e ho pensato che dovevo assolutamente provare a farla, a costo di modificarla pesantemente. E così ho fatto. Come si fa a bilanciare una ricetta molto ricca di calorie provenienti dai grassi? Si aggiungono carboidati. I carboidrati hanno meno calorie per gr dei grassi (4 contro 9 kcal/gr) per cui scegliendo carboidrati molto “volumetrici” ho potuto aumentare il numero di porzioni e ottenere dei macro davvero interessanti! Rimangono delle barrette al cocco NON proteiche, avrei potuto aggiungere delle whey per ovviare al problema ma volevo creare una ricetta più “plant based” possibile, magari la prossima volta ci provo!

Barrette al cocco e tè matcha

Barrette al cocco e tè matcha

Come carboidrati ho scelto la quinoa soffiata (che per una grammatura esigua aggiunge un sacco di volume), i fiocchi d’avena e il grano saraceno in chicchi. Dal momento che era la prima volta che mi cimentavo in barrette crudiste mi sono documentata circa la possibilità di mangiare grano saraceno e avena a crudo e ho scoperto che i fiocchi d’avena dei muslei per essere digeribili vengono preventivamente tostati (qui più info) mentre per il grano saraceno pare che l’unico digeribile a crudo sia quello decorticato, che è appunto quello che ho usato (qui). Sappiate però che alcune persone trovano comunque questi alimenti poco digeribili a crudo, e si gonfiano dopo averli consumati nonostante le precauzioni. 

Quindi queste barrette al cocco e tè matcha sono: vegane, crudiste, senza latticini, senza glutine (se usate avena gf), senza lievito, senza uova e senza zucchero. Senza zucchero per davvero, non come quelle ricette che hanno il tag senza zucchero e poi dentro hanno due etti di sciroppo d’acero (sì sono polemica!). Hanno solo gli zuccheri dei datteri, ma anche qui, in maniera limitata perchè abbiamo 1 solo misero gr di zucchero per barretta! Il risultato è ovviamente un gusto solo lievemente dolce, perfetto se siete abituati a questo genere di snack, altrimenti se il vostro sweet tooth richiede più zucchero provate ad aumentare i datteri o aggiungere del miele.

Ovviamente non dovete aspettarvi una consistenza super crunchy, perchè con questi ingredienti e questi macro è pressochè impossibile, e ricordatevi di conservarle in freezer o almeno in frigo perchè stiano insieme e siano “mordibili”. Se non vi piace il matcha no problem! Fate la versione al cioccolato e arancia! Ancora più golosa!

Cercate barrette senza zucchero che abbiano più proteine e non vi interessa che siano veg? Provate le mie alla banana e cioccolato! La ricetta è questa

 

Barrette al cocco e tè matcha
Serves 20
Ingredients
  1. 100 gr di grano saraceno decorticato
  2. 100 gr di fiocchi d'avena
  3. 60 gr di quinoa soffiata
  4. 100 gr di anacardi
  5. 40 gr di cocco in scaglie
  6. 150 gr di datteri carnosi (di bam o di medjoul - peso al netto dei noccioli)
  7. 10/15 gr di polvere di matcha
  8. 80 ml di latte di anacardi senza zuccheri aggiunti
  9. i semi di mezza stecca di vaniglia
  10. un pizzico di sale
  11. la scorza e il succo di un lime
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Instructions
  1. Fate bollire gli anacardi in un tegame con una tazza d'acqua per 5 minuti (o in alternativa ammollateli per una notte)
  2. Fate tostare l'avena in padella per qualche minuto fino a colorarla senza bruciarla
  3. Frullate gli anacardi il meglio possibile e teneteli da parte
  4. Frullate i datteri denocciolati insieme alla vaniglia, il latte e il sale
  5. Unite nel frullatore gli ancardi frullati e metà delle scaglie di cocco e frullate nuovamente fino a ottenere un composto il più possibile omogeneo
  6. Unite l'avena, la quinoa e il grano saraceno in una ciotola e rovesciatevi dentro il composto frullato, impastate con una spatola per mescolare uniformemente
  7. Aggiungete il matcha e il lime
  8. Preparate una teglia rivestendola di carta da forno e rovesciate il composto dentro, spalmate uniformemente fino a ottenere un cm circa di spessore
  9. Cospargete con il cocco rimanente e coprite con un'altro foglio di carta da forno
  10. Mettete in frigo per almeno 6 ore, possibilmente utilizzando dei pesi per schiacciare uniformemente le barrette
  11. Passate le 6 ore trasferite la teglia in freezer per circa 20 min
  12. Tagliate in 16 barrette e confezionatele singolarmente
  13. Conservate in freezer e di volta in volta prelevate la vostra barretta 10/20 min prima di consumarla
Notes
  1. Se non vi piace il matcha potete sostituirlo con il cacao e utilizzare arancia al posto di lime
  2. Se il grano saraceno usato a crudo vi crea problemi e non vi convince, potete sostituirlo con fiocchi di grano saraceno tostato!
Calories
110 cal
Fat
4 g
Protein
3 g
Carbs
15 g
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Moscow Mule di Natale

Moscow mule di Natale (virgin & not virgin)

E’ la vigilia di Natale, quindi sarete tutti indaffarati con gli ultimi acquisti o i preparativi del cenone con amici e parenti, per cui arriverò al dunque. Oggi vi propongo un cocktail molto in voga in questo periodo, il moscow mule, in versione Natalizia! E colgo l’occasione, oltre che per augurare a tutti voi buone feste, per qualche piccola riflessione estemporanea riguardo il tema Natale e cibo.

Leggo in giro di molti post su come limitare le abbuffate Natalizie, come “limitare i danni”, pagine di bodybuilder che capeggiano “niente scuse noi ci alleniamo anche a Natale” e ragazze nel panico che decidono di stare a regime anche il giorno di Natale  e Capodanno. Ora. Voi lo sapete benissimo che un giorno di stacco dalla dieta e dal vostro programma di allenamento, non vi farà magicamente perdere tutto quello che avete ottenuto. Lo sapete benissimo.  Quindi non fatevi prendere dalla smania, prendete queste giornate come un’occasione per stare con chi amate, in pigrizia, con le coccole sotto il piumone, dormendo fino a tardi, giocando a palla di neve con i vostri figli, insomma che sia una festa! 

La mia palestra i giorni festivi chiude, e io non ci penso manco per niente a “inventarmi” un allenamento casalingo da fare la mattina di Natale. La mattina di Natale starò con mio marito e ci berremo un bel caffè scartando i regali. Poi il 27 si torna in palestra senza che il mondo esploda. Banalmente. E anche per il cibo vi dico come la penso: se tutto l’anno stiamo attenti a quello che mangiamo, cuciniamo in maniera sana, con ingredienti di qualità, controlliamo la quantità di carboidrati e grassi, abbondiamo di vegetali, ecco non vedo nessun motivo per cui io a Natale non debba mangiare i crostini di pane caldo col burro e il salmone affumicato! Anche se sono in un pasto i grassi di due giorni normali il corpo è adattabile, non vi accadrà assolutamente niente (a parte forse una certa difficoltà a digerire, tipica di chi solitamente mangia sano).

E vi dirò di più: io sono una di quelle che la vigilia passa ore e ore a cucinare una cena per i propri invitati, una di quelle che pensa al menù in anticipo, che si fa 40 minuti di macchina per andare a prendere il pesce dal pescivendolo migliore della zona, una di quelle che lo fa perchè al cibo ci tiene, ma lo fa anche per fare felice i proprio ospiti, per fare loro un regalo. Cucinare è un atto di amore, ricordatelo sempre. Detto tutto ciò, capite bene che presentarvi a cena dalla nonna (che magari ha 90 anni e ha passato mezza giornata a preparare agnoli e tortelli perchè sa che sono quelli che piacciono a voi) con la vostra scatolina di cibo… ecco io se fossi la nonna un pochino me la prenderei! Non è cattiveria, non è che loro non vi capiscono,  è che per una volta vogliono viziarvi. Lasciateglielo fare! Solo per oggi e domani, non accadrà niente. Mercoledì tornerete a mangiare pesce in bianco e verdura al vapore. Se vi sentite in ansia perchè sapete che mangiare una determinata categoria di alimenti (glutine, insaccati, latticini etc) vi farà star male, andate dalla nonna, parlatene, e vedrete che troverà un modo per adattare il suo menù alle vostre necessità.

Moscow Mule di Natale

E in ultimo vorrei dire la mia riguardo l’alcol. Non sono una grande bevitrice, penso che l’ultima volta che ho bevuto tanto sia stata al mio matrimonio (a Maggio NDR); al di la di qualche simile occasione, mi limito a uno o due bicchieri di vino a settimana (o un cocktail quando voglio fare la milanese giovane aehm). Non penso che ubriacarsi sia necessario per festeggiare e divertirsi preferisco puntare sulla qualità che sulla quantità, decisamente, però è anche vero che il vino fa parte della nostra tradizione enogastronomica in maniera estremamente radicata (eno-gastronomica), e non è un fatto solo goliardico ma anche e soprattutto legato a un’identità culturale e ignorarlo sarebbe rinnegare una delle tradizioni produttive che ci invidiano in tutto il mondo.

Detto ciò, non bisogna esagerare, mi pare chiaro, anche perchè l’alcol è un cancerogeno di Classe I, ed esistono forti evidenze scientifiche che sia connesso a numerosi tumori del tratto gastrointesinale, oltre a laringe e pancreas. La dose consigliata dall’AIRC è di 20 g di alcol massimo al giorno per gli uomini e 10 g per le donne (più info qui) Aggiungo però che secondo me non conta solo la dose al giorno ma anche la frequenza: bevete uno o due bicchieri in serenità ma non fatelo tutti i giorni anche perchè il fegato ne soffre, anche indipendentemente dal rischio tumorale correlato.  Però se c’è un’occasione in cui brindare pare tutto sommato lecito, è proprio Natale o Capodanno direi! Magari con questo moscow mule natalizio! 

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale

Ora, il caso vuole che io abbia numerose amiche astemie, se anche voi frequentate astemi (o donne incinta, o guidatori designati, o semplicemente bambini) sapete che non è sempre bello brindare in compagnia con un lussuoso e invitante cocktail in mano mentre loro alzano timidamente la loro acqua, quindi io ormai ho preso l’abitudine a scegliere cockatil che possono essere facilmente “virginizzati” cioè proposti in versione non alcolica, e sembrare molto simili. Un esempio? Il mojito, che eliminando il rum diventa una semplicissima ma rinfrescnte bevanda analcolica! Ecco questo mio moscow mule in versione natalizia al melograno nasce un po’ con questa idea: festeggiare e brindare insieme con un cocktail che sa di Natale! E poi la versione virgin di questo moscow mule alla melagrana diventerà una perfetta e sana bibita per altre occasioni! 

Bene ho finito e vi lascio con la ricetta.

E ovviamente, brindando con il Moscow Mule, Buon Natale! 

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale

Moscow Mule di Natale
Serves 1
Per lo sciroppo di zenzero
  1. 300 ml di acqua
  2. 100 gr di zenzero in radice fresco
  3. 90 ml di sciroppo d'agave
Versione Not Virgin
  1. 40 ml di vodka
  2. 60 ml di succo di melograno
  3. 40 ml di ginger beer
  4. 1 cucchiaio di succo di lime
  5. 2 cucchiai di sciroppo di zenzero
Versione virgin
  1. 80 ml di succo frizzante di sambuco
  2. 60 ml di succo di melograno
  3. 1 cucchiaio di succo di lime
  4. 3 cucchiai di sciroppo di zenzero
Per entrambe le versioni
  1. ghiaccio
  2. lime
  3. semi di melograno
  4. foglioline di menta per decorare
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Per lo sciroppo
  1. Frullate in un mixer gli ingredienti fino a ottenere un composto uniforme e trasferitelo in un tegame e portate a bollore a fuoco medio.
  2. Fate bollire per 10 minuti e poi filtrate in un colino, riportate nel tegame e fate sobbollire e asciugare ancora per circa 20 minuti
  3. Lasciate raffreddare
Per i cocktail
  1. Mettete lo sciroppo sul fondo del bicchiere, aggiungete il ghiaccio e il resto degli ingredienti, mescolate poi decorate con melograno, lime e menta
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Biscotti zenzero e thaina

Biscotti allo zenzero e tahina

A Natale si fanno i biscotti. Non si transige. Non esiste dieta che tenga, non esiste intolleranza che possa intromettersi tra me e il forno. Possibilmente biscotti alla cannella o biscotti allo zenzero, perchè si sa, fanno subito Natale! Intendiamoci, faccio anche (e molto volentieri) biscotti di pasta frolla classica, o al cioccolato, insomma biscotti “normali”, ma ormai lo sapete, mi piacciono le sfide e trovare ricette più sane dei classici natalizi è ovviamente uno dei miei hobby preferiti (lo so, mi diverto con poco!).

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

Due anni fa avevo proposto questi biscotti, in versione clean e in versione “dirty” (con il cioccolato bianco che è uno dei miei dirty pleasure!), quest’anno invece ho voluto provare una ricetta di biscotti allo zenzero, anzi tre volte allo zenzero perchè contengono zenzero fresco, in polvere e essiccato. Mi sono ispirata, fortemente, a questa ricetta che avevo visto anni fa su un altro sito; l’originale è vegana ma io ho deciso di aggiungere un uovo per cui rimangono senza latticini perchè come fonte di grasso al posto del burro c’è… la tahina! Non l’avevo mai usata nei dolci e devo dire è stata una sorpresa! Ha dato un sapore e una consistenza davvero particolare a questi biscotti allo zenzero, penso farò altri esperimenti con la pasta di sesamo nel prossimo futuro.  La cosa bella? Sono senza glutine ma non si sente! Ho usato farina di grano saraceno come diceva la ricetta originale, ma penso potrebbe essere sostituita anche con altre farine o un mix. Come risultato ho ottenuto dei biscotti allo zenzero croccanti fuori e morbidi dentro (finalmente!

Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina

La melassa è indispensabile alla riuscita perchè è la caratteristica principale dei biscottini natalizi in stile pan pepato, non omettetela! La potete trovare facilmente (così come la tahina) nei negozi biologici, ma ormai anche in molti supermercati ben forniti. 

Non siete amanti dello zenzero? (Nemmeno io lo ero fino a poco tempo fa ma ehm a forza di qualche moscow mule mi sa che mi sono abituata!) Nessun problema, potete usare del cacao e della scorza di arancia nell’impasto e arancia candita come decorazione, oppure provateli alla cannella! Insomma usate la ricetta come base e sperimentate vari gusti e fatemi sapere! 

Biscotti allo zenzero e tahina
Serves 20
Ingredients
  1. 130 gr di farina di grano saraceno
  2. 1 uovo
  3. 30 gr di melassa di zucchero di canna
  4. 15 gr di zucchero di cocco
  5. 25 ml di sciroppo d'acero
  6. 55 gr di tahina (preferibilmente chiara)
  7. 30 gr di olio di cocco
  8. mezzo cucchiaino di lievito
  9. mezzo cucchiaino di bicarbonato
  10. un pizzico di sale
  11. una punta di cucchiaino di spezie per pumpkin pie (o mix di spezie per panpepato)
  12. uno o due cucchiaini di zenzero in polvere
  13. 2 o 3 cm di radice di zenzero fresca
  14. qualche pezzetto di zenzero disidratato (non candito possibilmente)
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Instructions
  1. Mescolate tutti gli ingredienti secchi ad eccezione dello zenzero candito
  2. Aggiungete tutti gli ingredienti umidi e mescolare con una spatola fino a ottenere un composto uniforme.
  3. Fate riposare in frigo per almeno 2 ore
  4. Accendete il forno a 180°
  5. Con un cucchiaino prelevate 18/20 gr di composto e rotolatelo tra le mani fino a formare una pallina, continuate fino a esaurimento dell'impasto
  6. Disponete le palline ben distanziate su una placca ricoperta di carta fa forno
  7. Guarnite ogni pallina con uno o due pezzettini di zenzero
  8. Infornate per 10/12 minuti (quando sfornate vi sembreranno indietro di cottura, è normale si induriscono mentre raffreddano)
  9. Servite
Notes
  1. Possono essere personalizzati per fare biscottini al cioccolato e arancia, cannella etc
  2. Conservate i biscotti per un paio di giorni in una scatola di latta
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Biscotti allo zenzero e tahina

Biscotti allo zenzero e tahina