Due bicchieri di frappè al cioccolato da 100 kcal, iperproteico, senza glutine, senza zucchero, low carb, low fat

Frappè al cioccolato da 100 kcal!!

Amici, questo sarà un post di poche parole e tanti fatti, perchè questo frappè al cioccolato da 100 kcal (ok 114, ma insomma) ci ha salvato ben tre estati di fila.  

Allora partiamo subito dai motivi per cui è La Ricetta Definitiva:

  • è iperproteico -> è un dolce che vi sazia a lungo, ottimo come spuntino ma anche come post cena e prenanna
  • è senza zucchero (se non aggiungete miele etc)
  • è low carb ma anche abbastanza low fat -> adatto anche a chi fa carb cyling tutti i giorni!
  • ha solo 4 ingredienti (più il ghiaccio) 
  • si prepara in 2 minuti netti
  • ma soprattutto è delizioso! 
3 bicchieri di frappè al cioccolato da 100 kcal, iperproteico, senza glutine, senza zucchero, low carb, low fat

Frappè al cioccolato da 100 kcal, iperproteico, senza glutine, senza zucchero, low carb, low fat

Soffermiamoci in particolar modo sull’ultimo punto. Questo frappè al cioccolato da 100 kcal è così delizioso che il marito è pronto a giurare che è più buono di quelli fatti con il gelato in gelateria. Perchè è cioccolatoso, sa di latte, dolce ma non troppo, e soprattutto è densissimo! Merito della gomma di xantano che si combina con le molecole del latte e delle whey e crea un reticolo che non è spumoso (cioè non è come la schiuma del cappuccino per capirci, che si smonta) ma è un composto denso e stabile. 

3 bicchieri di frappè al cioccolato da 100 kcal, iperproteico, senza glutine, senza zucchero, low carb, low fat

Forse le foto non rendono a sufficienza ma davvero la consistenza di questo frappè al cioccoalato ipreproteico è pressochè miracoloso, con 100 kcal vi sembrerò di mangiare un dolce super peccaminoso. E se non vi piace il cioccolato (orrore! Com’è è possibile? Siete rettiliani??) potete provarlo alla vaniglia, o anche al caffè. Oppure per una versione più nutriente ma più low fat, provatelo ai frutti di bosco sostituendo una parte del ghiaccio con frutta congelata e ditemi se non è tremila volte più buono del frappè alla fragola di McDonalds, che ha il doppio delle calorie, meno di un terzo delle proteine, e udite udite 45 cazzus di grammi di zucchero per porzione! Allucinante! 

3 bicchieri di frappè al cioccolato da 100 kcal, iperproteico, senza glutine, senza zucchero, low carb, low fat

Ovviamente non è proprio una mia invenzione, perchè di “fluff proteici” ne è pieno internet, ma sembrano relegati a chi fa body building in maniera intensiva e la popolazione “normale” femminile non sembra conoscere i miracoli dell’unione tra whey e xantano, quindi ho pensato fosse necessario condividere con voi la scoperta! 

PS: è ovviamente senza glutine e senza uova, ma non adatto ai vegani per la presenza delle whey (il latte si può sostituire con latte veg) che NON possono essere sostituite con proteine vegane perchè il risultato sarebbe diversissimo. Aggiungo anche che potrebbe non essere adatto a chi soffre di problematiche legate al malassorbimento e alla sindrome del leaky gut, perchè in alcune persone lo xantano provoca un aumento del gonfiore e dolore addominale. 

EDIT: siccome già qualcuno me l’ha chiesto, dove reperire la gomma di xantano e le whey, io le ho ho prese su MyProtein, ho visto però ora che lo xantano è fuori produzione! Un link alternativo potrebbe essere questo  

Frappè al cioccolato da 100 kcal
Serves 3
Ingredients
  1. 300 gr di ghiaccio
  2. 40 gr di whey gusto vaniglia naturale (o cioccolato o vaniglia o neutre)
  3. 30 gr di cacao amaro
  4. 100 ml di latte parzialmente scremato
  5. 5 gr di gomma di xantano
  6. dolcificante a piacere (se non volete usare dolcificanti artificiali anche miele, sciroppo d'acero etc)
Per decorare (facoltativo)
  1. cioccolato a scaglie e panna di cocco
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Instructions
  1. Mettete ghiaccio e whey in un frullatore potente e capiente e frullate a pulse fino a ottenere una sorta di "granita"
  2. Aggiungete il resto degli ingredienti e frullate nuovamente, questa volta più a lungo, per circa 1 minuto interrompendovi ogni tot
  3. Servite subito
Notes
  1. I macro sono calcolati senza topping
  2. Se volete potete usare anche latte di mandorla o di cocco light
  3. Potete aumentare le whey fino a 50 gr totali
  4. LO XANTANO E' FONDAMENTALE E INSOSTITUIBILE
Calories
114 cal
Fat
4 g
Protein
14 g
Carbs
5 g
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MANGIOquindiSONO

 

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba alla tahina e tofu

A quanto pare se non condivido una ricetta di ispirazione asiatica una o due volte al mese, non sono contenta. Dovete accettarmi per quella che sono, mi spiace! Tipo, questa insalata di soba, con taccole, edamame, tofu affumicato e una salsina alla tahina che, diciamocelo, è fenomenale, probabilmente farà storcere il naso ai puristi della cultura italiana (oltre che far rivoltare nella tomba ogni antenato giapponese di ogni giapponese vivente, ma questa è un’altra storia),  ma invece a me ha fatto innamorare.

Ingredienti per l'insalata di soba: taccole, avocado, tofu, melanzane perline, edamame

Ingredienti per l’insalata di soba: taccole, avocado, tofu, melanzane perline, edamame

Ultimamente trovo sempre più spesso commenti sotto post o foto di ristoranti orientali, o locali newyorkesi, che mi provocano per così dire un’orticaria metaforica, commenti che io trovo onestamente razzisti, perchè decantano la cucina italiana come l’unica valevole al mondo. Cose del tipo “ma mangiatevelo voi il pesce crudo, che schifo” o “io a New York piuttosto morirei di fame, come è buono il cibo italiano nessun altro”. Poi scopri che non hanno mai messo piede fuori dal loro piccolo cantuccio e mangiano negli stessi tre locali da quando sono nati. 

Preparazione dell'insalata di soba con cetrioli, esamame, tofu, taccole

Preparazione dell’insalata di soba con cetrioli, esamame, tofu, taccole

Sarò franca, a me questi commenti fanno imbestialire. Non perchè la cucina italiana non sia anche per me una delle cucine miglior al mondo, ma perchè commenti del genere sono scritti da persone piccole,  con mentalità quadratee prive dell’approccio di curiosità, di apertura mentale alla novità, che invece secondo me deve caratterizzare l’approccio alla cucina.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

C’è da dire che, per quanto la cucina italiana sia davvero eccellente, il motivo per cui noi Italiani la consideriamo quasi sempre la migliore al mondo è che… siamo italiani. La nostra nonna ci preparava la merenda da piccoli con l’uovo sbattuto con lo zucchero, i ravioli fatti in casa la domenica, la ricetta delle lasagne della zia ci fa piangere dalla gioia. Insomma è una questione emotiva e culturale, è il cibo della nostra infanzia, è il cibo del nostro amore.  Sono pronta a scommettere che sensazioni simili li prova anche il nostro coetaneo Gapponese ripensando al ramen con il brodo della nonna, e alla granita mangiata d’estate con gli amici di infanzia guardando i fuochi d’artificio.  

Perchè il cibo è prima di tutto emozione, cultura, amore.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Questo per dire che niente avrà il mio amore eterno e imperituro quanto la pizza alla mozzarella di bufala, ma che la cucina per me non si esaurisce affatto in quella pizza, anzi. Dire che a New York si mangia male denota solo un’ignoranza abissale, perché alcune dei piatti più sorprendenti e deliziosi al mondo che ho mangiato le ho mangiate proprio a NYC, e tra l’altro non perché la cucina americana sia due spanne sopra ma perché New York nel suo essere cosmopolita mi ha permesso di assaggiare il noodle koreani così come il ramen fatto in casa e i panini cubani.  Idem a Bali durante la Luna di Miele: quello che abbiamo mangiato in un ristorante  fusion giapponese-caraibico, con vista magica sulle terrazze di riso è stato indimenticabile, una vera esperienza, la cena forse migliore della nostra vita.  E non era la pizza di mammà.

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Con questo non voglio denigrare affatto il cibo italiano, che per la sua semplicità, per i suoi ingredienti genuini e la sua tradizione è davvero imparagonabile. Ma per dire che imparare dalle altre culture, prendere un sapore, un odore, un metodo di cottura e importarli nella nostra cucina, non sminuisce la nostra tradizione, ma la arricchisce. Non siate supponenti e arroganti nell’approcciarvi alla cucina: sperimentate cose nuove, e poi solo poi, se non vi piace quello che provate tornate alla pasta al pomodoro. 

Ed è il motivo per cui qui sul blog trovate moltissime ricette di ispirazione orientale (qui il curry di capesante,  qui invece la mia popolare poke bowl di sushi ahi, e il mio preferito, il ramen con il trucco per farlo venire più buono che al ristorante): adoro mangiare cose “diverse”. Non lasciatevi imrpessionare dalla lista degli ingredienti, si tratta sempre di ricette semplicissime, semplicerrime, davvero, in pratica spesso dovete solo cuocere e mescolare. E tahine, mirin, miso e altro ormai si trovano in qualsiesi supermercato ben fornito. 

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Insalata di soba fredda con salsa alla tahina, tofu affumicato, melanzane e avocado

Un preambolo me ne rendo conto lunghissimo, per dire che dovreste provare questa insalata di soba con questa deliziosa salsa alla tahina, con un sacco di ingredienti ma che si prepara in pochissimo, si mangia fredda (e col caldo che arriva è una manna!) e tra l’altro è vegana e se controllate gli ingredienti dei soba e del mirin pure gluten free! Provatela perchè è deliziosa, ma soprattutto per dimostrare a vostri stessi che sapete aprirvi a idee nuove, in una sorta di resilienza alimentare. 

 

Insalata di soba alla tahina e tofu
Serves 3
Ingredients
  1. 150 gr di soba
  2. 200 gr di taccole
  3. 250 gr di melanzne perline
  4. mezzo avocado
  5. 100 gr di edamame bolliti
  6. un paio di cetrioli
  7. 150 gr di tofu affumicato
Per la salsa
  1. 40 gr di tahina
  2. 60 ml di salsa di soia tamari
  3. 10 gr di miele o sciroppo d'acero
  4. 1 cucchiaio di sriracha o salsa piccante
  5. 1 cucchiaio di mirin
  6. mezzo limone spremuto
  7. mezzo cucchiaino di aglio essiccato
Per guardire
  1. cipolotto, semi di sesamo etc
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Instructions
  1. Mischiate tutti gli ingredienti della salsa
  2. Lessate le taccole tagliate a tocchetti in abbondante acqua salata per 15 minuti
  3. Tagliate a fettine o dadini il tofu, poi fatelo marinare in un paio di cucchiai della salsa per 20 minuti
  4. In un wok o un tegame largo scaldate 1 cucchiaio di olio di semi di sesamo o evo, e fate rosolare per un minuto per lato
  5. Togliete il tofu dal wok e tenetelo da parte, gettate poi le melanzane tagliate a tocchetti nella pentola e fate saltare per 5 minuti.
  6. Cuocete i soba in acqua bollente per 3 minuti o seguendo le istruzioni sulla confezione.
  7. Scolate i soba e raffreddateli velocemente in una bacinella con acqua e ghiaccio
  8. Unite i soba agli edamame, alle taccole e ai cetrioli tagliati a fettine, poi condite con la salsa alla tahine
  9. Impiattate aggiungendo l'avocado a fettine, le melanzane e il tofu
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Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Mojito al sakè e fiori di sambuco

Questo mojito al sakè e fiori di sambuco richiede un ampio preambolo. Se non siete interessati scrollate pure alla ricetta direttamente!

Voglio il segreto di chi col caldo perde l’appetito, posso dirlo? O quelle che dicono con sofferenza che d’estate pranzerebbero solo con la frutta. Sì, sì certo anch’io pranzerei con tante ciliegie e anguria. Dopo una fiorentina di un chilo e mezzo però. Ecco io faccio parte invece di quella categoria di persone che mangerebbe anche a 40°, ma d’altra parte io ho fame anche con la gastroenterite quindi non mi sorprendo di niente.  Anzi d’estate per me stare a dieta o seguire cmq un’alimentazione controllata risulta mille volte più difficile, perchè ho zero voglia di cucinare ma tanta voglia di mangiare. Quindi anzichè mettermi a preparare le verdurine bollite e la fettina di carne alla piastra con tante spezie io vorrei cenare con un piatto enorme di riso freddo. Mangiarmi un a coppa di gelato che comprende il fabbisogno di zuccheri di tre giorni.  Portare in tavola una panzanella con tanta mozzarella di bufala da non poter più mangiare grassi per una settimana. Insomma non ho mai meno fame, ho solo meno voglia di cucinare le solite cose noiose e invece la mia voglia di cibo vira verso cose sì fredde, sì veloci, ma assolutamente non più dietetiche. (Pensavate che la caprese fosse un piatto light?? Illusi.) 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Mojito al sakè

E tra l’altro d’estate alla mia sofferenza si aggiunge un altro increscioso problema. E no, non parlo solo del sudore. Parlo del fatto che se in inverno la mia voglia di alcol è pressochè inesistente, tanto che posso stare senza bere vino o superalcolici per uno o due mesi senza nemmeno accorgermene, d’estate le cose cambiano. Io non sono in generale una grande bevitrice (ve ne avevo già parlato qui) anzi bevo talmente poco e talmente poco di frequente che un gin tonic a stomaco vuoto può farmi uscire di testa molto facilmente. D’inverno capita se usciamo a cena fuori di bere uno o due bicchieri di vino ogni tanto, e non disdegno certo bere qualcosa se si sta festeggiando, ma ecco non è una cosa a cui penso molto. Dico sempre che se devo sgarrare preferisco farlo con il cibo che con l’alcol. Tranne d’estate.

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Non so bene cosa succeda d’estate, se è per il caldo, se è perchè sono tutti in vacanza in posti soleggiati e ventilati tranne noi che marciamo nella pianura padana anche in pieno agosto, ma d’estate mi viene una voglia irrefrenabile di bere. Vino bianco ghiacciato, ma anche cocktail super rinfrescanti con tanta menta e limone, e addirittura capita che guardi con cupidigia una bottiglia di corona, io che la birra proprio la detesto di solito.  Insomma mi ritrovo il mercoledì sera tornando a casa a fissare con invidia la gente seduta fuori dai bar nei dehors a fare aperitivo con quel fantastico martini bianco. 

Cerco di cedere il meno possibile a questa voglia, perchè l’alcol non è sicuramente un alimento sano, tutt’altro, però l’estate è, sia per me che per mio marito, il periodo dell’anno più stressante e caotico, in cui è veramente difficile seguire palestra, lavoro, dieta, impegni vari, senza impazzire.  Quindi ogni tanto cedo, anzi cediamo al richiamo di un cocktail ghiacciato. 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Tutto questo preambolo per dirvi che sono costantemente alla ricerca di ricette per cocktail che siano facili (non mi metto certo a misurare e shakerare tremila ingredienti per potermi bere qualcosa a casa il venerdì sera) e veloci, ma possibilmente leggeri. Leggeri nel senso di poco calorici, senza tanto zucchero come spesso capita, ma anche dissetanti e ovviamente molto molto molto freschi.  E così è nato questo mojito al sakè e fiori di sambuco. 

Nel nostro ristorante giapponese preferito abbiamo spesso provato il loro mojito sakè al frutto della passione che, diciamocelo, è il modo migliore per iniziare una cena di sushi e così mi è venuta l’idea di provarlo a casa.  Il primo tentativo non era andato a buon fine, il cocktail non era ben bilanciato, e ho capito che nel mojito al sakè che avevo in mente il rum non c’entrava niente. Ottima notizia perchè il rum non è esattamente un superalcolico “eatclean friendly” con i suoi 40° di gradazione alcolica e le sue 230 kcal/100 ml. Invece il sakè è più vicino al vino concettualmente che ai superalcolici, infatti ha “solo” 130 kcal/100 ml e una gradazione alcolica di 15/17°.  Poi la scoperta è stata l’aggiunta della bevanda ai fiori di sambuco, fresca e delicata, fruttata, che si sposa alla perfezione con il gusto leggermente fermentato e secco del sakè! 

Due bicchieri di mojito al sakè con succo di fiori di sambuco

Non chiedetemi quale sakè scegliere perchè davvero non ho l’esperienza per poterlo dire, io ne trovo sempre una o due marche soltanto nei dintorni quindi quelle ho usato (di necessità virtù) ma leggendo ho scoperto che alcuni sakè sono fatti apposta per essere serviti freddi e sicuramente potrebbero essere una buona scelta! Per la bevanda ai fiori di sambuco invece ho scelto quella che vedete in foto,  che ho trovato, al modico costo di un rene e mezzo fegato nuovo, all’Iper, ed è poco dolce, frizzante e con buoni ingredienti. Una valida alternativa, ma più dolcificata, si trova nella boutique gastronomica di Ikea.  Se avete dietro casa campi pieni di fiori di sambuco potete provare a cimentarvi nel farvi la vostra bibita ai fiori di sambuco con la ricetta della mia amica Marta che trovate qui.

Mojito al sakè e fiori di sambuco
Serves 2
Ingredients
  1. una manciata di foglie di menta fresca (possibilmente appena staccate dalla piantina)
  2. due lime
  3. 150 ml di sakè
  4. 1 cucchiaio di xilitolo
  5. una lattina di bibita leggermente frizzante ai fiori di sambuco dolcificata naturalmente
  6. ghiaccio qb
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Instructions
  1. In un bicchiere mettete 6 foglie di menta fresca, lo xilitolo e mezzo lime e pestateli bene con il pestello
  2. Aggiungete un cucchiaio di succo di lime, riempite poi il bicchiere di ghiaccio
  3. Aggiungete 60/80 ml di sakè a seconda di quanto volete alcolico il vostro mojito
  4. Completate con la bevanda al sambuco fino a riempire il bicchiere e mescolate
Notes
  1. Se non vi interessa abbassare la quantità di zucchero potete usare tranquillamente zucchero di canna (possibilmente chiaro) al posto dello xilitolo
  2. Se non trovate la bevanda ai fiori di sambuco potete usare un paio di cucchiai di sciroppo di fiori di sambuco e soda
  3. Se volete rendere analcolico questo cocktail una possibilità è sostituire il sakè con tè verde freddo per mantenere il sentore orientale del cocktail.
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Due panini con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive visti di profilo

Veg burger di quinoa, patata dolce e fave

Io adoro i burger. Esattamente come le polpette, mi piace l’idea di assemblare ingredienti diversi per ottenere una consistenza interessante da abbinare a salsine e contorni vari! E parlo di burger di carne come di pesce, esattamente come di burger veg!  Ho la fortuna – me ne rendo conto – di avere una macellaia super pro e al passo coi tempi perchè posso comprare (o eventualmente ordinare) svizzere di pollo, carne rossa, vitello o quello che voglio, con la sicurezza e la certezza di avere solo quello che chiedo, carne di qualità allevata localmente, niente conservanti e niente grassi in eccesso. Quindi sul nostro menù settimanale compare almeno una (ammetto anche due!) volte a settimana la voce “burger” seguita da ingredienti sempre diversi.  Quasi mai ci abbino un panino vero e proprio, solitamente mi limito alla verdura e magari a delle patate al forno, ma per questi veg burger di quinoa, patata dolce e fave, ho voluto fare un’eccezione.

ngredienti veg burger di quinoa, patata dolce e fave

Brace yourself perchè ci saranno un saaaaco di carboidrati, io vi avviso. Sì perchè la quinoa, per quanto sia uno pseudocereale, ricca di fibre, con un buon contenuto di proteine, rimane un carboidrato. Idem la patata dolce. E sì, idem per le fave perchè sono un legume, e per quanto metà della popolazione si ostini a pensare che i legumi sono mera fonte di proteine, i legumi in genere forniscono 2/3 delle loro calorie sotto forma di… carboidrati! Se ci aggiungiamo il pane direi che questi veg burger di quinoa sono da considerarsi un carb load a tutti gli effetti, che ne dite?? Ma non c’è niente di male, ogni tanto concedersi qualche carboidrato di qualità in più, tutto sta nella quantità totale nella giornata, anzi addirittura quello che conta è il bilancio settimanale, che sarà mai 150 gr di patata dolce in un’intera settimana??

veg burger di quinoa, patata dolce, fave prima della cottura

A parte gli scherzi, noi abbiamo gustato i nostri veg burger di quinoa anche senza pane, e sono veramente un’ottima alternativa ai burger vegani che si possono comprare al supermercato che hanno sempre ingredienti, per essere cortesi, ambigui,  oltre che una marea di grassi di dubbia origine. Come spesso ripeto però, attenzione a non considerarli proteine solo perchè sono chiamati burger: per composizione nutrizionale sono più simili a un piatto di pasta che a una bistecca! Ma d’altra parte per la gran parte dei cibi vegan è così: il mondo vegetale è per lo più composto da carboidrati (frutta, verdura, cereali) e da grassi (frutta oleosa, semi vari etc) e in minima parte da proteine (legumi appunto, ma sempre in presenza di carboidrati o di grassi nel caso della soia). Al contrario il mondo animale offre quasi sempre l’associazione proteine-grassi in proporzioine variabile, e quasi mai carboidrati (eccezione fatta per il miele). Potranno vendervi la dieta vegana come ricca di proteine, e sicuramente lo può essere comodamente, ma non sarà mai povera di carboidrati. Non è un problema per la maggior parte delle persone, che tollerano facilmente i carboidrati “buoni” ma io ci tengo sempre a ricordare che non tutti abbiamo le stesse necessità nutrizionali: io ad esempio ho una scarsa tolleranza ai carboidrati e un fabbisogno proteico alto, e spesso la dieta vegana è incompatibile con queste due necessità. Quindi mangio piatti vegani – con grande entusiasmo e gusto tra l’altro – ma non penso seguirò mai la dieta vegana (ma mai dire mai!).

Pila di veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Pila di veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Detto ciò, tutti preamboli noiosi che non interessano a nessuno, parliamo invece di quanto sia deliziosa quella salsina! Una bomba davvero, ma l’idea non è assolutamente mia e non me ne voglio prendere il merito! E’ invece di Francesca di The Bluebird Kitchen, un blog di cucina, lifesyle & design che ho scoperto quest’anno e adoro letteralmente, ha anche un bellissimo canale youtube! Insomma qualche tempo fa avevo letto sul suo profilo ig la risposta di Francesca a un commento in cui si chiedeva come usare il tofu: frullalo con olive nere e capperi per avere un patè delizioso! Mi si è accesa la lampadina mentre cercavo la salsina giusta per questi veg burger di quinoa: è lei!  Ed è stata effettivamente una rivelazione, a momenti ero lì lì per lecccarla dalla ciotola! Dovete assolutamente provarla! 

Panino con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive

Dopo tutto ciò avete ancora voglia di burger? Ecco altre possibilità: 

Manca all’appello un buon burger di manzo di eccellente qualità, che dite, rimediamo prossimamente? 

Due panini con veg burger di quinoa, patata dolce, fave con salsa tofu e olive visti di profilo

Veg burger di quinoa, patata dolce e fave con salsa al tofu e olive nere
Serves 6
Ingredients
  1. 60 gr di quinoa tricolore
  2. 180 gr circa di patata dolce grattuggiata con la grattuggia a trama grossa
  3. 200 gr di erbette (per me colorate) tagliate e già cotte e raffreddate
  4. 150 gr di fave fresche o surgelate già sgusciate
  5. 2 cucchiai di farina di ceci
  6. 1 spicchio d'aglio
  7. uno scalogno
  8. un cucchiaio di cipolla essiccata
  9. una piccola manciata di foglie di prezzemolo/basilico/menta a piacere
  10. 1 cucchiaio di garam masala
  11. sale e pepe
Per la crosta
  1. 20 gr semi di sesamo
  2. 20 gr semi di zucca
  3. 20 gr semi di lino
  4. 20 gr pistacchi tritati
Per la salsa
  1. 120 gr di tofu
  2. 75 gr di olive nere
  3. qualche cappero
  4. sale pepe e un filo d'olio
  5. acqua qb
  6. Per il panino (facoltativo): cetrioli, pomodori, verdura cruda e cotta, pane integrale
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Instructions
  1. Cuocete la quinoa per assorbimento: scaldate un cucchiaio d'acqua con un cucchiaio d'olio evo e la cipolla, buttateci dentro la quinoa BEN SCIACQUATA e fatela tostare poi aggiungete brodo vegetale (o acqua salat) in peso pari al doppio del peso della quinoa e cuocete fino a completo assorbimento.
  2. Grattuggiate la patata dolce sbucciata e salatela, poi lasciatela a scolare per circa 20 minuti, compressandola con le mani per far uscire l'acqua in eccesso
  3. Fate bollire le fave sgusciate (senza pellicina esterna) per 10 minuti e scolatele, lasciandole raffreddare
  4. Unite tutti gli ingredienti dei burger tranne la patata dolce e frullatene circa la metà grossolanamente, unite la parte frullata a quella non frullata e aggiungete le patate dolci
  5. Accendete il forno a 180°
  6. Dividete il composto in 6 polpette e compressatele bene con le mani a formare i burger
  7. Tritate gli ingredienti della crosta e poi spargeteli leggermente su entrambi i lati dei burger
  8. Disponeteli su una placca rivestita di carta da forno e infornate per 10 minuti per lato
  9. Poi alzate a 220° e fate dorare per un paio di minuti
  10. Servite caldi
Per la salsa
  1. Frullate il tutto in un mixer fino a ottenere un composto cremoso e della consistenza desiderata, aggiustando con l'acqua.
Notes
  1. Al posto delle fave potete usare piselli o edamame, al posto della quinoa tricolore quella normale
  2. Le dosi sono per 6 burger, senza panino solo con verdura e salsa, equivalgono o a 2/3 porzioni, con il panino invece 4/6 persone a seconda della fame e delle esigenze nutrizionali
  3. I burger si possono congelare sia cotti sia crudi (ma meglio cotti)
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Calamari ripieni di piselli e orzo su letto di spinaci freschi

Calamari ripieni di piselli e orzo

Settimana scorsa non ho pubblicato nessun post qui sul blog! E’ stata una settimana piena di impegni per cui non ho avuto tempo di mettermi giù con calma a scrivere la ricetta di questi calamari ripieni, anche se l’avevo già appuntata da un bel po’. (Però su instagram ho postato due meraviglie, ossia la mia rivisitazione di questi brownies gluten e grain free alla tahine, e  di questa sorta di pizza di patata dolce e zucchina con uovo e asparagi).

Il ripieno per i calamari: piselli, tentacoli, orzo e limone

Il ripieno per i calamari: piselli, tentacoli, orzo e limone

In realtà questa ricetta era in cantiere da diversi anni, perchè nel 2016 avevo pubblicato su instagram e su facebook una foto – imbarazzante, ma meno imbarazzante di tante altre fatte nel medesimo periodo, a voler essere onesti! – di calamari ripieni “alternativi” e diverse persone si erano dimostrate interessate alla ricetta, che però necessitava qualche miglioria. Però era ormai finita la stagione dei piselli freschi, e ho rimandato all’anno successivo. Nella primavera 2017 poi, ehm mi sono sposata, quindi ho pubblicato davvero poco e avuto zero tempo, ed ecco tornati a noi! 

Calamari ripieni di piselli e orzo su letto di spinaci freschi

Io adoro qualsiasi cosa ripiena: zucchine ripiene? Spesso sul menù settimanale insieme a peperoni o melanzane ripiene.  Petto di tacchino ripieno? Eccolo.  Maiale ripieno di prugne? Lo trovate quiSpesso si pensa che qualcosa di “ripieno” sia necessariamente unto, pesante, troppo ricco di ingredienti e calorie per essere considerato sano, figurati comparire in una dieta dimagrante. Ma non c’è nulla di più errato! Dipende tutto da cosa si fa ripieno, da cosa ci si mette nel ripieno, e ovviamente da come si cuoce il tutto perchè anche la lattuga ripiena di carote se fritta non può essere molto salutare.  

Calamari ripieni tagliati a fette su letto di spinaci freschi

Un esempio su tutti? Verdure al forno ripiene di carne magra! Così come pomodori ripieni di riso venere e tonno. Insomma basta usare una verdura, una fonte di proteine e una fonte salubre di carboidrati, e avrete un piatto unico delizioso, bilanciato, sporcando poco o niente la cucina, che potrete addirittura preparare in anticipo. E il surplus è che è un ottimo modo per far mangiare le verdure ai bambini o agli adulti capricciosi che solitamente la snobbano!

Se cercate online ricette di calamari ripieni troverete ovviamente ogni ben di Dio, ma si tratta quasi sempre di ricette strapiene di parmigiano, pan grattato e ben povere di fibre e vitamine! Io invece ho deciso di proporvi una ricetta davvero semplice, con pochi ingredienti facili da reperire, tra cui spiccano l’orzo e i piselli, entrambi messi nel ripieno già cotti, con il vantaggio di non gonfiarsi nè ritrarsi in cottura. Ecco perchè questi calamari ripieni di piselli e orzo sono così furbi: al taglio il ripieno rimane compatto, senza risultare però secco! Il trucco sta nel frullare una parte del ripieno, lasciando la rimanente piacevolmente rustica alla consistenza! 

Calamari ripieni tagliati a fette su letto di spinaci freschi

 

Calamari ripieni di piselli e orzo
Serves 2
Ingredients
  1. 4 calamari belli grossi e ciccioni o 6/8 più piccini
  2. 150 gr di piselli freschi già sgranati
  3. 150 gr di orzo bollito (peso a crudo 80 gr)
  4. la scorza e il succo di mezzo limone
  5. 1 albume
  6. 1 cucchiaio di olio evo
  7. uno spicchio d'aglio
  8. due o tre cipollotti
  9. abbondante prezzemolo fresco
  10. facoltativo: peperoncino fresco sminuzzato
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Instructions
  1. Lessate i piselli per 10 minuti in acqua bollente
  2. Accendete il forno impostando su statico a 150°
  3. Pulite i calamari (o fate come me e fateveli pulire dal pescivendolo) e separate i tentatcoli dal corpo
  4. Sciacquate e bucherellate i calamari
  5. In una padella fate scaldare l'olio insieme a due o tre cucchiai d'acqua, l'aglio e il cipollotto tritati e il prezzemolo tritato
  6. Quando sfrigola bene aggiungete i tentatoli a pezzetti e fate saltare e stufare per bene per 5 minuti
  7. Sfumate con il succo di limone, aggiungete i piselli e regolate di sale e pepe
  8. Aggiungete anche l'orzo e fate insaporire il tutto
  9. A fine cottura trasferite il ripieno in una terrina e lasciate raffreddare
  10. Frullate grossolanamente un terzo del composto in un mixer e unitelo nuovamente ai rimanenti 2/3
  11. Aggiungete la scorza di limone e l'albume
  12. Farcite i calamari pressando bene il ripieno, lasciando però uno o due centimetri di vuoto finale
  13. Disponete su una placca da forno e infornate coperto da un foglio di alluminio per 25 minuti
  14. Trascorso il tempo, spruzzate un po' di olio evo sulla superficie dei calamari, accendete il grill a 190° e fate andare per 5 minuti
  15. Servite caldi insieme a un'insalatina mista
Notes
  1. Al posto dei piselli potete usare le fave e al posto dell'orzo il farro
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Wrap di lattuga con pollo, insalata di cetrioli e pomodori, avocado e salsa greca, low carb

Wrap di lattuga con pollo alla greca | low carb

Arriva l’estate, la sento, è nell’aria. Io non amo molto l’estate in realtà. Anzi no, bugia, io detesto l’estate, in maniera molto aperta. Anzi ci odiamo a vicenda, dai. Fa caldo, si suda, tutti sono in ferie tranne noi, i miei fornitori chiudono gettandomi nel panico (“Cosa vorrebbe dire che ad agosto chiudi? Cioè tutto il mese? E io come faccio? Ma guarda che le carote viola sono un genere di prima necessità, non puoi mica chiudere!”), i miei capelli diventano uno schifo unico, la palestra fa orari ridotti e costringermi ad andarci diventa ancora più difficile. Poi l’ho già detto che si suda? Insomma sono tempi duri. Soprattutto perché a pranzo d’estate ho voglia di mangiarmi l’intera confezione di gelato o una caprese con 3 etti di mozzarella di bufala mica il pollo alla piastra. Ed ecco che, almeno su quest’ultimo problema, entrano in gioco come ancora di salvezza questi wrap di lattuga con pollo alla greca.

Wrap di lattuga con pollo alla greca, insalata di cetrioli e pomodori, avocado e ceci

Oddio, i greci spero mi perdoneranno perchè tra ceci e avocado mi sa che di Grecia qui non c’è tantissimo, però tra le verdure, il pollo e la salsina è come avere una sorta di pita gyros e insalata tzatziki scomposti, con contenuto di carboidrati veramente esiguo, quindi per me è un win win. Mentre lo mangio posso fare la poveraccia e fare finta di essere in un barettino a Santorini a godermi il mare anzichè annegante nel sudore dell’afa della pianura Padana. Meglio che niente.

Wrap di lattuga con pollo, insalata di cetrioli e pomodori, avocado e salsa greca, low carb

Insomma questi wrap di lattuga con pollo sono a metà tra un tacos e un’insalata, sono super facili da fare e super personalizzabili, quindi spero entreranno a buon diritto nel pool di ricette “mai più senza” per sopravvivere d’estate.

Wrap di lattuga con pollo, insalata di cetrioli e pomodori, avocado e salsa greca, low carb

Se siete in super low carb strettissima omettete i ceci, se siete oltre che in low carb moderata anche in low fat (pat pat sulla schiena, conosco la sofferenza) togliete l’avocado. Io ho usato il pollo bollito e poi saltato in padella perchè detesto il sapore del pollo alla piastra, ma se a voi piace e lo trovate comodo, perchè no? 

Wrap di lattuga con pollo, insalata di cetrioli e pomodori, avocado e salsa greca, low carb

Basta sproloquiare ed ecco la ricetta, io torno e sognare l’Alaska e paesaggi gelidi e innevati

Se vi dovesse servire un’altra ricetta estiva a prova di low carb, provate questi zoodle ai gamberi con pesto di avocado  oppure questo petto di tacchino ripieno di pomodorini secchi

Wrap di lattuga con pollo alla greca
Serves 8
Ingredients
  1. 350 gr di petto di pollo anche in un'unico pezzo
  2. 100 gr di ceci già cotti
  3. un limone
  4. mix di spezie per gyros (paprika affumicata, origano/timo/maggiorana essiccati, aglio e cipolla essiccati, curcuma, coriandolo, peperoncino, pimento, finocchietto)
  5. uno o due cetrioli
  6. una manciata di pomodori
  7. mezzo avocado
  8. 1 cespo di lattuga a foglie grandi e integre
Per la salsa
  1. 150 gr di yogur bianco intero
  2. 1 cucchiaio d'olio evo
  3. 1 cucchiaio di aceto di vino
  4. la punta di un cucchiaino di aglio liofilizzato
  5. 1 cucchiaino di cipolla liofilizzata
  6. 1 cucchiaino di erba cipollina fresca tritata o essiccata
  7. 1 cuccchiaino di aneto fresco tritato o essiccato
  8. sale e pepe
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Instructions
  1. Preparate la salsa unendo tutti gli ingredienti
Preparate il pollo
  1. Tagliate il petto a fettine sottili, scaldate un tegame con due o tre cm di acqua, portate a bollore e aggiungete scorza e succo di limone, fate bollire le fettine di pollo per 10 minuti circa
  2. Scolatele e fate raffreddare, poi tagliate a striscie sottili
  3. In una padella antiaderente scaldate le spezie insieme a un cucchiaio d'olio e fate saltare i ceci insieme alle striscioline di pollo, fate raffreddare
  4. Tagliate i cetrioli a fettine, i pomodorini a metà e l'avocado a dadini
  5. Staccate con delicatezza 8 tra le foglie più belle dal cespo di lattuga, lavatele accuratamente e lasciatele asciugare su uno strofinaccio pulito
  6. Una volta asciutte farcitele con le verdure, il pollo e i ceci e completate con la salsa
Notes
  1. Con queste dosi vengono fuori circa 8 wrap, che bastano circa per 2 persone.
  2. Se siete in low carb rigida omettete i ceci
Calories
110 cal
Fat
5 g
Protein
12 g
Carbs
3 g
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Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Panna cotta alleggerita ai kumquat canditi

Ormai tutti lo sanno da queste parti: i dolci al cucchiaio sono i miei preferiti. Tenetevi le torte farcite e glassate e datemi una creme brulè con la crosticina spessa da spezzare con un tac (Ameliè insegna!). Chi vuole quelle torte secche da credenza quando si può avere una meravigliosa pavlova con meringa e panna montata? Per non parlare di quello che, chissà perchè poi, è uno dei miei dolci in assoluto preferiti al mondo: il bonnet, il budino piemontese al cioccolato e amaretti.

Aspettando la panna cotta: kumquat, fiori e frutto della passione

Aspettando la panna cotta: kumquat, fiori e frutto della passione

E poi io il dessert lo penso sempre come a qualcosa per concludere una cena già soddisfacente, quando invito amici da noi, non deve saziare,  deve deliziare, insomma dopo una cena magari abbondante si ha voglia di qualcosa di leggero, palatabile fresco. Quindi un gelato, un budino, una crema, un affogato al caffè. Ecco sì questi sono i miei dolci preferiti! 

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi e menta

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, e menta

Che poi se ci pensiamo, sono anche i dolci più facili e veloci da fare e soprattutto, sono le ricette più facili da alleggerire! Spesso è facile sostituire o diminuire la dose di zucchero perchè in questi dolci quasi sempre serve al sapore e non alla consistenza (al contrario ad esempio nella pasta frolla o nei biscotti in cui lo zucchero è difficilmente eliminabile, pena una consistenza terribile), e altrettanto spesso basta sostituire la panna onnipresente con latte anche veg o yogurt e in un colpo si dimezzano grassi e calorie!

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi e menta

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi e menta

E infatti è così che è nata questa panna cotta allaggerita, fatta “senza panna” ma con latte e yogurt, sapientemente aromatizzati, e condita non con caramello e cioccolato, bensì con dei kumquat canditi e la polpa del frutto della passione. 

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Una panna cotta alleggerita, sì, ma estremamente godibile, perfetta per un fine pasto fresco che cambi sapore in bocca, ben bilanciato tra l’aspro dei kumquat, il dolce della vaniglia e la piccantezza per così dire dello zenzero. Per una versione più estiva si potrebbe pensare anche a caramellare allo stesso modo delle ciliegie o delle pesche, e in pochi minuti avrete una panna cotta alleggerita alla frutta che nulla ha da invidiare a quella originale

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Panna cotta ai kumquat canditi e frutto della passione
Serves 10
Ingredients
  1. 300 ml di latte vaccino
  2. 300 gr di yogurt skyr
  3. 50 gr di miele millefiori
  4. 12 gr di gelatina in fogli
  5. i semi di mezzo stecco di vaniglia
  6. un pezzo di radice di zenzero
Per i kumquat
  1. 200 gr di kumquat
  2. 2 cucchiai di miele
  3. 100 ml di acqua
Per decorare
  1. un passion fruit
  2. menta fresca
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Per i kumquat
  1. Tagliate i Kumquat a fettine o a metà e sbollentateli per 10 minuti in acqua bollente
  2. Metteteli poi insieme all'acqua e al miele in un tegame e portate a bollire a fuoco medio
  3. Continuate a far sobbollire per circa 15/20 minuti eventualmente aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua se si dovesse restringere, fino a ottenere un'aspetto caramellato
  4. Lasciate raffreddare completamente.
Per la panna cotta
  1. In un pentolino riscaldate il latte con i semi di vaniglia, il miele e la radice di zenzero grattuggiata, portate quasi a bollore poi spegnete
  2. Nel frattempo ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda
  3. Filtrate il latte per togliere lo zenzero, stemperate la gelatina in una piccola quantità di latte caldo poi unite gelatine e latte, aggiungete poi lo yogurt e mescolate con attenzione
  4. Trasferite la panna cotta negli stampini che preferite e lasciate raffreddare
  5. Mettete poi in frigo per almeno 6 ore
  6. Servite la panna cotta rovesciando gli stampini, senza farla scaldare troppo fuori dal frigo, con i kumquat canditi, l'interno del frutto della passione e foglioline di menta,
Notes
  1. La panna cotta necessita del freddo per "stare insieme" quindi non tenetela fuori frigo troppo a lungo prima di servirla altrimenti tornerà liquida!
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MANGIOquindiSONO

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Panna cotta alleggerita senza panna con kumquat canditi, frutto della passione e menta

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con contorno di insalata israeliana, crema di melanzane arrostite e salsa alla tahina, LOW CARB

Polpettine di manzo speziate Mediorientali con tre contorni | Low Carb

Polpette! Io adoro polpette e burger, siano vegetariani o di carne li trovo uno dei pasti più soddisfacenti. Forse perchè la consistenza della carne non la amo molto (quella del pollo poi!!) e le polpette la mascherano bene, forse perchè si possono mangiare con le mani e intingere in una salsina, o  forse perchè mettendoci dentro le verdure diventano un modo per far mangiare vegetali ai più reticenti. O forse c’entra anche il fatto che si possono preparare in anticipo la mattina prima di andare al lavoro e alla sera si mettono in forno a cuocere, ci si cambia con calma mentre cuociono e subito si gusta una cena sana, bilanciata con impegno quasi zero. 

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con contorno di insalata israeliana, crema di melanzane arrostite e salsa alla thaina, LOW CARB

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con contorno di insalata israeliana, crema di melanzane arrostite e salsa alla thaina, LOW CARB

Al blog mancava una ricetta di polpette e dovevo rimediare assolutamente perché so che molte delle ragazze che mi seguono amano le polpette quanto me e sono sempre alla ricerca di nuove idee per polpette leggere e veloci ma stuzzicanti. Così ho pensato di inaugurare la categoria polpette con una versione di polpettine di manzo speziate in versione mediorientale, perchè adoro mixare sapori etnici nei miei pasti.  Mi sono ispirata alle kofta, polpette di manzo, cipolla e spezie, tipiche della cucina araba, ma simili anche alle kibbeh, che si differenziano perchè nell’impasto viene usato l’agnello e viene aggiunto il bulgur (una specie di couscous a base di grano spezzato tipico della cucina mediorientale e turca).

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con contorno di insalata israeliana, crema di melanzane arrostite e salsa alla tahina, LOW CARB

Nella cucina mediorientale si usa un sacco uno dei miei ingredienti preferiti, la tahina, a base di semi di sesamo, quindi non poteva mancare in questa ricetta. Io l’ho usata per creare una salsina sicuramente non tradizionale, ma utilissima e versatile, noi la usiamo spesso per rendere interessanti un sacco di preparazioni diverse, dal maiale al pollo, fino a i ceci! Semplicissima da fare, cambia il sapore del pasto, segnatevela! Potete anche allungarla maggiormente con acqua per usarla proprio come maionese! Gli altri due contorni in cui intingere le polpettine di manzo speziate sono l’insalata israeliana, a base di pomodoro e cetriolo, e una specie di babaganoush in versione super veloce, praticamente è solo melanzana frullata con poco altro! 

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con contorno di insalata israeliana, crema di melanzane arrostite e salsa alla tahina, LOW CARB

Noi ci siamo innamorati di questa ricetta di polpettine di manzo speziate in stile mediorientale perchè unite ai vari contorni sembra di avere un banchetto in corso! E’ questo che adoro della cucina mediorientale: la convivialità! Che poi è così simile alla cucina italiana da questo punto di vista: tanti sapori, tante erbe aromatiche, tante verdure, tanti piatti da assaggiare e condividere, da mettere sulla tavola e ognuno ne prende un po’. 

E sapete il plus qual è? E’ tutto completamente senza carboidrati! O meglio, senza altri carboidrati a parte quello della verdura (sì, la verdura sono carboirdati, facciamocene una ragione); quindi è una cena, un banchetto mediorientale, adatto anche a chi segue un regime piuttosto rigido, o per i giorni low carb di un’eventuale carb cyling! Non so voi ma io sono sempre in cerca di qualche ricetta low carb che posso mangiare senza sgarrare dalla dieta, ma che posso offrire anche agli amici senza che si accorgano che si tratta di piatti dietetici e queste polpette di manzo speziate sono perfette! 

Polpettine di manzo speziate in stile mediorientale, con crema di melanzane arrostite e salsa alla tahina, LOW CARB

Non seguite un regime low carb o non vi interessa il contenuto di carboidrati? Nessun problema anzi! Perchè non aggiungete delle pita fatte in casa, da mangiare ancora calde? Qui trovate la ricetta. E magari potete preparare anche una bella ciotola di hummus che ci starebbe benissimo! 

Siete interessati alla cucina mediorientale? Fate bene perchè è deliziosa, quindi vi consiglio questo libro di Yotam Ottolenghi, è sulla mia lista dei desideri da anni ed è una Bibbia al riguardo. 

 

Polpettine di manzo speziate mediorientali con tre contorni
Serves 2
Prep Time
15 min
Cook Time
20 min
Total Time
35 min
Prep Time
15 min
Cook Time
20 min
Total Time
35 min
Per le polpette
  1. 300 gr di macinato di manzo magro
  2. 1 uovo
  3. 1/2 cipolla rossa tritata fine
  4. 1 spicchio d'aglio tritato fine
  5. una manciata di foglie di basilico
  6. una manciata di foglie di prezzemolo
  7. qualche foglia di menta fresca
  8. mezzo cucchiaino di cumino
  9. mezzo cucchiaino di peperongino non troppo forte (per me chipotle)
  10. un cucchiaino di za'atar (o di sumac)
  11. un cucchiaino di paprika affumicata
  12. un cucchiaino di zucchero di cocco
  13. 20 gr di pinoli
Per la salsa
  1. 100 gr di yogurt greco
  2. 2 cucchiai di tahine
  3. 1 cucchiaio di miele
  4. 1 cucchiaio di olio evo
Per l'insalata israeliana
  1. 2 cetrioli
  2. 4 pomodori sodi
  3. mezza cipolla rossa
  4. mezzo cucchiaino di aglio essiccato
  5. una manciata di foglie di prezzemolo
  6. succo di limone
  7. olio evo
  8. sale e pepe
Per la melanzana
  1. una grossa melanzana o due più piccole
  2. un filo d'olio evo
  3. sale e pepe
  4. basilico e aglio
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Per le polpette
  1. Preriscaldate il forno
  2. Tritate insieme tutti le erbe aromatiche con cipolla e aglio
  3. Mischiate tutti gli ingredienti e formate delle polpettine rotonde o a forma allungata
  4. Disponetele su una teglia ricoperta di carta da forno e infornate per circa 20 min
  5. 5 minuti prima di finire la cottura aumentate la temperatura a 200° e spruzzatele con l'oliera spray
Per la salsa
  1. Unite tutti gli ingredienti e allungate con l'acqua necessaria a ottenere la consistenza desiderata
Per la melanzana
  1. Arrostite a 180° la melanzana intera bucherellata finchè non risulti completamente tenera all'interno
  2. Poi eliminate un po' la buccia ma non completamente, tagliatela a filetti grossolani e mettetela in un colino schiacciando la polpa per eliminare l'acqua in eccesso
  3. Frullate con un filo d'olio, il basilico e il sale e il pepe fino a una consistenza uniforme
Per l'insalata israeliana
  1. Tagliate i pomodori, la cipolla e i cetrioli a pezzetti fini e uniformi
  2. Condite con sale, olio, prezzemolo tritato, aglio essiccato, succo di limone e un filo d'olio
Assemblate
  1. Servite le varie componenti del piatto insieme
Notes
  1. Il macinato di manzo deve essere di ottima qualità e non troppo grasso, io chiedo al macellaio il taglio che voglio e me lo faccio macinare sotto gli occhi.
  2. Consiglio di arrostire la melanzana e le polpette insieme, mentre cuociono preparare salsa e insalata, e alla fine frullare la melanzana
  3. Se desiderate potete rendere la salsina più liquida, adatta a essere distribuita sopra le polpette
  4. Se vi piace e lo trovate, potete sostituire il manzo con macinato di agnello.
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Frappè al tè matcha e cioccolato senza frutta e zucchero, iperproteico, senza glutine

Frappè al tè matcha e cioccolato | low sugar

Sono molto fiera della ricetta di oggi e delle foto annesse: questo frappè al tè matcha e cioccolato è una meraviglia ed è… senza frutta! Ormai il mondo delle ricette salutistiche ha un protagonista che risulta imprescindibile, tutti i blog healthy oriented (compreso il mio) ne ha almeno una ricetta, sto parlando del nanaicecream o nicecream.  Il gelato a base di banana congelata, senza zuccheri aggiunti, latticini, grassi insomma il dolce perfetto, vero? E invece ultimamente io lo sto snobbando un po’. Innanzitutto a furia di mangiare banane (nicecream, banana bread, barrette alla banana) si diventa insofferenti al loro sapore, che diciamocelo, prevale su ogni altro; in secondo luogo con gli anni lo trovo sempre più difficile da digerire.   

E se queste ultime due cose sono semplicemente problemi miei, me ne rendo conto perfettamente, c’è un’altra questione di cui è necessario parlare: il fruttosio. Ora, le persone normali, senza nessun problema, possono mangiare quantità di frutta discrete senza avere nessun problema, anzi la salute ovviamente ne beneficia: le banane in particolare sono ricche di potassio, di calcio, fosforo, rame e ferro, oltre che di varie vitamine e provitamine.  Il fruttosio però, che è lo zucchero contenuto – in quantità variabile – dalla frutta, ha alcune caratteristiche particolari che lo rendono problematico per alcune persone: al contrario del glucosio, infatti, non è captato dai recettori delle cellule muscolari (GLUT4) ma solo dal fegato, al quale spetta il compito di utilizzarlo. Se masticate biochimica potrebbe sembrarvi un’ottima cosa perchè vuol dire che il fruttosio ha un indice glicemico molto basso e non stimola la produzione di insulina, epic win? In realtà no perchè la grande fregatura è che non stimola nemmeno la grielina, che è l’ormone che dice al nostro corpo: ehi hai mangiato, va tutto bene, ora puoi smettere di avere fame. Quindi il fruttosio non stimola il senso di sazietà.  E se noi facciamo uno spuntino a metà pomeriggio, quello che vogliamo – oltre a supplire la voglia di dolce momentanea – è proprio spezzare la fame per arrivare a cena.  Not so funny.

Frappè al tè matcha e cioccolato senza frutta e zucchero, iperproteico, senza glutine

Ora, per la maggior parte delle persone questo non è un gran dramma,  infatti se alla frutta si associa una piccola fonte di proteine e di grassi lo spuntino migliora il suo profilo nutrizionale  e siamo tutti contenti. Purtroppo però non è così facile per tutti: un numero sempre maggiore di persone soffre di problematiche  legate al malassorbimento intestinale – come la IBD (Sindrome del Colon Irritabile) – o legate all’insulinoresistenza – come anche la PCOS (Sindrome dell’ovaio policistico)-  e fa veramente fatica a mangiare quantitativi di frutta anche modesti, a causa dell’intolleranza agli zuccheri e al fruttosio in particolare, che  tende molto a fermentare, tant’è che anche persone sane possono provare sensazioni di fastidio addominale dopo aver assunto grandi quantitativi di fruttosio in un pasto solo o sopra i 50 gr  al giorno.

Tutto questo ambaradan di chimica e fisiologia per dire che se voi il nicecream lo mangiare, lo amate, e ve lo godete senza avere nessun problema, potete  continuare a farlo in tranquillità, ma se invece, come me, avete poi problemi di gonfiore intestinale, e se mangiare grossi quantitativi di frutta vi aumenta lo sbrano in maniera incredibile, ecco potreste voler considerare qualche alternativa.

Frappè al tè matcha e cioccolato senza frutta e zucchero, iperproteico, senza glutine

Attenzione quindi, non sto demonizzando il nicecream, o affermando che si dovrebbe smettere di mangiarlo! Assolutamente no! W il nana ice-cream che  mi ha fatto superare almeno due estati senza impazzire! Con questo frappè al tè matcha e cioccolato solo dando un’alternativa a coloro che non possono (o vogliono) mangiare così tanta frutta in un pasto solo, o a cui non piace la banana molto banalmente, e vogliono avere un treat fresco per l’estate nel proprio arsenale di ricette!

Io ho provato il gusto matcha – vaniglia con guarnizione al cioccolato, ma se vi sembrano troppi grassi potete omettere le guarnizioni e aggiungere il cacao a metà del composto, da alternare a quello al matcha, per farne una versione a strati! Ma un’alternativa a mio parere vincente potrebbe essere anche sostituire la vaniglia con la menta per farne una versione ancora più fresca! Ci proverò sicuramente! 

Tutto questo discorso sullo zucchero e sulla frutta, è stato ispirato da alcuni post della fantastica Lee From America, e da questa sua ricetta.   Il mio frappè al tè matcha e cioccolato è completamente diversa, ma da lei ho preso l’idea di usare l’accoppiata zucchina congelata – avocado al posto della frutta 

Frappè al tè matcha e cioccolato senza frutta e zucchero, iperproteico, senza glutine

In ultimo aggiungo che il mio sito vuole essere uno strumento di ricerca di ricette  inclusivo, nel senso che voglio poter offrire scelte per diversi approcci alimentari e diverse diete, quindi così come trovate ricette low carb, trovate anche ricette low fat, così come vegane o senza glutine: oggi propongo una ricetta “senza frutta” ma non vuol dire che il blog sia “senza frutta” anzi, ho in mente ancora un paio di cose con le fragole e non vedo l’ora arrivi l’estate! 

Frappè al tè matcha cioccolato
Serves 2
Per il frappè
  1. 150 gr di ghiaccio
  2. 120 gr di zucchina precedentemente cotta al vapore e congelata a tocchetti
  3. 50 gr di avocado
  4. 20 gr di spinacini freschi crudi (o un cubetto di spinaci surgelati cotti e raffreddati)
  5. 10 gr di tè matcha
  6. 1 scoop di whey insapore o gusto vaniglia o proteine vegane
  7. 120 ml di latte di mandorla senza zucchero
  8. essenza o semi di vaniglia
  9. la punta di un cucchiaino di gomma di xantano (facoltativa ma consigliata)
  10. facoltativo: stevia o altro dolcificante se volete un frappè più dolce
Per la guarnizione
  1. 15 gr di olio di cocco extravergine spremuto a freddo
  2. 15 gr di cacao amaro
  3. Facoltativo: stevia o altro dolcificante se volete un frosting più dolce
  4. Facoltativo: granella di fave di cacao
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Instructions
  1. Sciogliete il matcha in un goccio di acqua calda per evitare grumi.
  2. In un frullatore potente e capiente a sufficienza mettete ghiaccio e zucchine congelate
  3. Date una prima frullata per polverizzare gli ingredienti poi aggiungete il resto degli ingredienti del frappè ad eccezione dello xantano e frullate nuovamente per amalgamare, nel caso regolate di liquidi.
  4. Quando il composto è uniforme aggiungete lo xantano e continuate a frullare ad alta velocità per circa un minutoi (anche in funzione pulse volendo)
  5. Preparate la guarnizione sciogliendo l'olio di cocco se solido, poi stemperateci dentro il cacao e la stevia
  6. Mettete un cucchiaino di olio di cocco al cacao sul fondo, poi versate il frullato e aggiungete un altro cucchiaino di guarnizione e completate con la granella di cacao
Notes
  1. Come al solito, se avete un frullatore potente potete mettere tutti gli ingredienti insieme in una volta sola.
  2. I valori sotto si riferiscono al frappè con le guarnizioni (anche la granella di fave di cacao)
  3. Per il frappè senza guarnizioni i valori saranno: 140 kcal, 7 fat, 15 pro, 9 cho
  4. DA NOTARE: solo 3 gr di zucchero per porzione!
Calories
266 cal
Fat
18 g
Protein
17 g
Carbs
12 g
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Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Healthy Naked Cake fragole & limone – 100° post per 4 anni di Mangio Quindi Sono

Questa settimana è decisamente una settimana ricca dal punto di vista personale. Martedì abbiamo avuto una notizia che, incrociando le dita potrebbe trasformarsi in un cambiamento entusiasmante nel giro di pochi giorni (No, non sono incinta, tranquilli, l’evoluzione della specie è salva); e domani io e mio marito festeggeremo anche il nostro primo anniversario di Matrimonio! Incredibile che sia già passato un anno! E poi ecco, oggi la sorpresa che vi avevo preannunciato qualche giorno fa

Questa settimana tre post sul blog perchè ci tenevo a festeggiare adeguatamente il compleanno del blog! Oggi Mangio Quindi Sono compie 4 anni, perchè l’11 maggio 2014 pubblicai le mie prime 4 ricette! E per una – beh ammetto non del tutto fortuita – coincidenza, questo è anche il 100° post!  Si potrebbe, giustamente, obiettare che 100 post in 4 anni sono veramente miseri, ma io penso non sia affatto così, considerando soprattutto che ben 40 post sono stati pubblicati nell’ultimo anno, il che ben riflette l’evoluzione che ha avuto Mangio Quindi Sono nel tempo.

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Quando il blog è nato, si trattava di un gioco, nulla più, di supporto alla mia attività di Food Advisor presso il portale Estetica & Donna.  Nel 2013/2014 avevo iniziato ad approcciarmi all’alimentazione sana (anche se la prima dieta con una nutrizionista risale al 2011, ma questa è un’altra storia), e avevo iniziato a postare qualche foto sul mio profilo personale dei piatti che tentavo di rendere più sani ma non noiosi. Se ci ripenso ora mi viene tenerezza, perchè erano piatti davvero scontati e banali, e le foto erano imbarazzanti, nonostante usassi comunque la reflex (o almeno facevo finta). Non esisteva pinterest, o meglio esisteva, o meglio io non loo conoscevo nè lo usavo, e trovare ricette low carb, o veg o semplicemente sane non era così semplice come è oggi. Chi è a dieta da tanto tempo lo sa bene: è necessario avere inventiva e fantasia perchè altrimenti si rischia di mangiare sempre le stesse cose e cadere nella noia con facilità. Quindi potremmo dire che Mangio Quindi Sono è nato per fare di necessità virtù, ossia per condividere i trucchi che scoprivo, inventavo o traducevo dall’inglese per mangiare sano ma in maniera gustosa e interessante. 

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Nel tempo ho dedicato al blog energie e risorse variabili, finchè nel 2016 penso ci sia stata la svolta quando ho iniziato a voler migliorare le mie foto, o meglio ho iniziato a pensare che forse tutte quelle sigle che c’erano sulla macchina fotografica e che io ignoravo completamente potevano essermi d’aiuto.  Ho fatto un corso di fotografia di base di qualche settimana, in una scuola di Mantova, che mi è stato utilissimo per capire quando essenzialmente non sapessi una beneamata cippa.  Il vero cambiamento  anzi rivelazione, l’ha fatto invece il corso Dazzero di Monique Firenze, che io considero non solo la mia insegnante ma la Mia Insegnante.  E’ stata un’epifania. Monique ti fa innamorare della Food Photography. Ti fa provare la sindrome di Stendhal di fronte alle foto. Li ho capito che volevo essere in grado di fotografare e rendere giustizia a ciò che preparavo: ho iniziato a mangiare quello che fotografavo anziché fotografare quello che mangiavo. Penso sia stato questo il punto di svolta del blog perchè ho iniziato a dedicarmici molto di più, ecco perchè solo 100 post di cui 40 nell’ultimo anno.

Non so bene quale sarà il destino di Mangio Quindi Sono ora, ho tante idee, tanti progetti, spero di riuscire a metterli in pratica tutti, però voglio che sia un punto di partenza non un punto di arrivo! 

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Ho deciso di festeggiare questo compleanno con una torta perchè alla fine è quello che si fa per i compleanni, no? E volevo una torta speciale, di quelle che stupiscono, una torta a strati, anzi una Naked Cake, ossia una torta a  strati, in cui il pan di Spagna sia alternato a una farcitura golosa, ma senza la glassa esterna e le decorazioni in pasta di zucchero. Però, siccome mi piacciono le sfide, volevo che fosse una torta che celebrasse la filosofia di Mangio Quindi Sono: ricette sane, alleggerite, a basso contenuto di zucchero, ricche di sapore grazie a aromi (vaniglia e limone), belle da vedere, anzi da mangiare prima con gli occhi, e magari con il solito ingrediente segreto

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Queste Healthy Naked Cake è un piccolo miracolo  – voglio prenderlo come segno propiziatorio positivo per i prossimi progetti di Mangio Quindi Sono –  perchè è completamente senza zucchero, senza burro, senza olio e senza panna. E ci sono le zucchine nel pan di Spagna,  ok l’ho detto. Ma non si sentono. Giuro!   Il pan di Spagna è soffice e non necessita di alcuna bagna, ma rimane consistente al taglio, mentre il mix di due farciture diverse risulta vincente al gusto, che, lasciatemelo dire anche se sono di parte, è una bomba. Nessuno immaginerebbe gli ingredienti perchè la torta è bellissia, il taglio è incredibilmente più facile di quanto non possa sembrare, le fette si servono facilmente e ogni forchettata è un mix di sapori dolci e aspri ben bilanciati 

Parliamo  nel dettaglio di come è nata un Healthy Naked Cake così miracolosa.

Sapevo già fin dall’inizio quali sarebbero stati i gusti della torta perchè la primavera vuol dire fragole e le fragole chiamano subito il limone. E il limone ama la vaniglia. E sapevo anche che non volevo usare zucchero ma non ero sicura di quale sarebbe stato il sostituto designato, poi ho pensato al mio curd rosa abbinato al pan di Spagna senza glutine (qui) e ho detto: proviamo lo xilitolo! Ero molto dubbiosa della riuscita e invece ha funzionato alla perfezione. Per la torta di base ho usato la ricotta per avere una consistenza soffice e non secca senza dover aggiungere grassi e ho incorporato le zucchine grattuggiate perchè so bene che rendono gli impasti morbidi; il curd al limone è fatto esattamente come quello rosa all’arancia rossa citato sopra, il frosting invece è quello che mi ha creato più problemi.

Dopo numerose ricerche mi ero convinta infatti che la farcitura più facile da alleggerire fosse quella al cream cheese, purtroppo però ho dovuto buttare le prime due versioni perchè a meno di non utilizzare 300 gr di xilitolo (che tanto bene non fanno di sicuro) non sarebbe mai venuta di consistenza ottimale per farcire una torta. Ma il terzo tentativo è andato a buon fine! Ricordatevi solo che più la farcitura è fredda più è deliziosa e facile da lavorare.

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Se cercate consigli su come farcire facilmente una torta a strati temo questo non sia il posto giusto in cui cercare, perchè io ne ho farcite circa 4 in tutte la mia vita e sono tuttora convinta che siano riuscite solo perchè qualche santo ci ha buttato un occhio. O forse era Mercurio a favore, chissà.  Gli unici consigli che mi sento di darvi è di comprare un tagliatorte con filo d’acciaio (tipo questo), sembra un attrezzo superfluo, ma vi risparmia lacrime di sudore e di rimpianto, fidatevi di me; farcite poi la torta direttamente sull’alzatina o sul piatto di portata, ovviamente, e usate farcia ben fredda avendo cura di dividerla tra gli strati in maniera equa, per non arrivare alla fine senza avere abbastanza farcitura per la parte esterna. 

Questo è quanto.  Aggiungo solo che questo è un post molto importante per me, ci ho lavorato a lungo, sia nella progettazione che nella realizzazione, e sono molto fiera di questa Healthy Naked Cake, nemmeno io pensavo sarebbe venuta fuori così bella e buona considerando l’intento di alleggerirla e renderla più sana! 

Healthy Naked Cake fragole e limone: torta a strati senza zucchero, burro, olio, panna

Se siete qui per la prima volta, capitati per caso fortuito, vi segnalo i 5 post preferiti dei miei lettori:

  • QUI: la mia – cattivissima – recensione sulla dieta del Supermetabolismo 
  • QUI: barrette all’avena, banana e cioccolato, veg, gf, senza zucchero e super semplici
  • QUI: il segreto per avere una pizza di cavolfiore (low carb e gf) perfetta, con la base super croccante
  • QUI: brownies al cioccolato da 100 kcal l’uno, senza burro, zucchero e glutine o farina, con un ingrediente segreto che nessuno indovinerà all’assaggio
  • QUI: l’alternativa low carb agli spaghetti, i noodle di zucchine, conditi con pesto di avocado e gamberi

Invece queste sono le mie ricette preferite, quelle a cui io personalmente tengo di più, indipendentemente dal successo avuto, quelle che rifaccio più spesso anch’io:

  • QUI: la ricetta definitiva con il barbatrucco per un miso ramen casalingo espresso, io vi giuro che è più buono di quello che vi serviranno nella maggior parte dei ristoranti cino giapponesi dispersi per l’Italia 
  • QUI: i waffle iperproteici al cioccolato e… zucchine! Ricetta super adattabile fatta e rifatta sia in casa Mangio Quindi Sono che da tanti miei amici e followers
  • QUI: il gravlax, il salmone affumicato a freddo fatto in casa,  con la barbabietola, una delle mie ricette preferite perchè con pochissima fatica potete fare un mega figurone a feste e cene con amici! 

 

 

Healthy Naked Cake fragole e limone
Serves 7
Per il pan di spagna
  1. una tortiera di 15 cm di diametro con fondo removibile
  2. 100 gr di mandorle a farina
  3. 200 gr di farina integrale di grano
  4. 1 cucchiaino di lievito
  5. 1 cucchiaino di bicarbonato
  6. 3 uova
  7. 100 gr di xilitolo
  8. 250 gr di ricotta
  9. 200 gr di zucchine (2 o tre zucchine circa)
  10. i semi di mezza stecca di vaniglia
  11. il succo e la scorza di un limone naturale
  12. un pizzico di sale
Per il frosting al formaggio
  1. 325 gr di quark non magro
  2. 1 lattina di latte di cocco non light tenuta in frigo da almeno 24h
  3. 2 cucchai di xilitolo
  4. 2 cucchiai di latte
  5. mezza stecca di vaniglia
Per il curd al limone
  1. 250 ml di latte anche ps
  2. 30 gr di amido di mais
  3. 50 gr di xilitolo
  4. il succo e la scorza di un limone
  5. 1 tuorlo
Per decorare
  1. fragole e fiori freschi
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Per il pan di spagna
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Grattuggiate le zucchine e strizzatele benissimo
  3. Mischiate in una ciotola le due farine, il lievito, il bicarbonato e il sale e tenete da parte
  4. Separate i tuorli dagli albumi e tenete gli albumi da parte, montate cinvece i tuorli con lo xilitolo con una frusta elettrica finchè non diventino chiari e spumosi.
  5. Aggiungete la ricotta, il succo e le zeste del limone, la vaniglia e le zucchine e mescolate accuratamente
  6. Unite gli ingredienti secchi a quelli umidi.
  7. Montate a neve gli albumi e facendo attenzione a non smontarli uniteli al composto
  8. Pesate il composto e dividetelo esattamente in due.
  9. Foderate la tortiera con carta da forno sulla base e imburrate e infarinate leggermente i bordi
  10. Versate metà impasto nella tortiera e cuocete per 30 min
  11. Lasciate raffreddare completamente e aprite la tortiera ed estraete la torta.
  12. Fate lo stesso con l'impasto rimanente e formate una seconda torta.
  13. Lasciatele raffreddare entrambe completamente
Per il frosting
  1. Trasferite il quark in una ciotola abbastanza ampia e lavoratelo leggermente con una forchetta per ammorbidirlo
  2. Aprite la latte di cocco e estraete la parte superiore più densa e ricca di grassi, lavorate anch'essa in una terrina a parte
  3. Iniziate a montare con le fruste il quark con la vaniglia e lo xilitolo per qualche istante, aggiungendo nel frattempo i due cucchiai di latte.
  4. Aggiungete la panna di cocco e montate ad alta velocità per un minuto fino ad ottenere una composto liscio e omogeneo
  5. Fate rassodare in frigo per almeno un paio d'ore.
Per il curd
  1. Mischiate lo xilitolo con il sale e l'amido di mais
  2. A parte mescolate i due latti di cocco con la vaniglia, il succo e le zeste di limone e il tuorlo, poi versate sopra gli ingredienti secchi mescolando con una frusta senza sbattere ma in modo da non formare grumi
  3. Mettete un tegame d'acqua sul fuoco e portate a sobbollire a fuoco medio-alto, inserite la bacinella nel tegame per cuocere il curd a bagnomaria
  4. Aspettate circa 10/15 minuti che si riscaldi e inizi ad addensarsi sul fondo.
  5. A questo punto passatelo al setaccio per togliere le zeste e rimettetelo a bagnomaria a fuoco medio cuocendo per circa 10 minuti finchè non si addensi e assuma la consistenza della crema pasticcera
  6. Lasciate raffreddare e poi conservate in frigo
Per assemblare
  1. Utilizzando l'apposito attrezzo dividete le due torte a metà con delicatezza
  2. Tagliate due terzi delle fragole a dadini
  3. Trasferite il frosting ben freddo in una sac a poche anche usa e getta
  4. Posizionate sull'alzata o sul piatto da portata un primo strato di pan di spagna e con l'ausilio della sac a poche farcitelo con il frosting muovendovi in cerchi concentrici
  5. Disponete le fragole a dadini sparpagliate sul frosting e aggiungete a cucchiaiate un terzo del curd
  6. Proseguite con gli altri strati di pan di spagna farcendoli in ugual modo
  7. Finito di assemblare con l'ultimo strado di pan di spagna completate con l'ultima dose di frosting e decorate con fragole tagliate a metà e fiori
  8. Riponete in frigorifero per circa 1 h prima di tagliarla e servirla
Notes
  1. Vi consiglio di preparare pan di spagna, frosting e curd la sera prima, e invece tagliare e farcire il giorno dopo.
  2. Una volta farcita la torta è molto più stabile di quanto non possa sembrare ma vi sconsiglio di lasciarla in frigo per più di qualche ora prima di servirla se volete una fragranza ottimale, quindi non farcitela con troppo anticipo
  3. Se non volete usare lo xilitolo potete usare zucchero di cocco
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