Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane con pasta brisè senza burro e farine alternative e ripieno di verdure primaverili


Adoro le torte salate. Sono un modo semplice per unire pochi ingredienti  con poco sforzo e ottenere sempre un risultato diverso,  stuzzicante e veloce. E poi sono un ottimo modo per far mangiare la verdura ai bambini o alle persone che solitamente la snobbano. Il vero problema delle torte salate è che la gente normalmente compra la pasta sfoglia già pronta, ci mette dentro sette etti di ricotta, due etti di formaggio e/o prosciutto, la verdura e lo definisce un pasto sano. Perchè ehi c’è la verdura no? Fa niente se ci sono carboidrati raffinati e grassi idrogenati a sufficienza per una settimana. 

Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane senza burro

Quindi ripetiamolo insieme: torte salate, quiche etc fatte di pasta sfoglia o brisè tradizionali, sia comprate che fatte in casa non sono sane,  nè tanto meno adatte a una dieta. Questa era la notizia negativa, lo so ho spezzato molti cuori – in primis quello di mia madre – ma ora arriva quella positiva: la pasta brisè è facilissimamente adattabile e farla in casa è un attimo! Sostituite la farina raffinata con un mix di farine alternative, usate poco olio evo al posto del burro e tante spezie ed ecco che avrete un guscio meravigliosamente sano in grado di accogliere ripieni di vario tipo! 

Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane senza burro

E’ quello che ho fatto io per queste mini quiche vegetariane: ho usato un mix di farina di grano saraceno, farina integrale macinata a pietra, farina 1 e mais, per variare le proprietà nutrizionali ma anche per avere una texture più ricca e saporita. Poi ho deciso di farcirle con le verdure primaverili che avevo sottomano, e ho completato con una versione “light” del ripieno della quiche lorraine, che solitamente è a base di panna, sostituita qui da latte e yogurt greco.

Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane senza burro

Detto fatto, le mini quiche vegetariane sono pronte in pochissimo tempo e sono perfette non solo come antipasto divertente ad una cena, ma anche da portare a un picnic vegetariano, oppure come pranzo al sacco. Nulla vi vieta ovviamente di farne una versione più sbrigativa, utilizzando un solo stampo grande! Considerate sempre che essendo un pasto vegetariano è ricco di carboidrati e relativamente povero di proteine, tenetene conto! 

Se invece volete una ricetta di una galette più invernale ma molto gustosa, trovate la ricetta qui

Mini quiche vegetariane senza burro
Serves 6
Per la base
  1. 60 gr di farina tipi 1
  2. 60 gr di farina integrale macinata a pietra
  3. 40 gr di farina di grano saraceno integrale
  4. 40 gr di farina di mais fioretto
  5. mezzo cucchiaino di sale
  6. mezzo cucchiaino di bicarbonato
  7. mezzo cucchiaino di senape gialle in polvere
  8. un cucchiaino di spezie miste (per me le "spezie napoletane" di tiger)
  9. 30 ml di olio evo
  10. 100 ml di acqua fredda
Per il ripieno
  1. verdure primaverili miste cotte al vapore (punte di aspragi, piselli, agretti, zucchine novelle etc)
  2. qualche fiore di zucca crudo
  3. 1 uovo
  4. 120 gr di yogurt greco (per me 0%)
  5. 120 ml di latte ps
  6. due cucchiai di parmigiano grattuggiato
  7. sale e pepe
  8. un pizzico di paprika affumicata
  9. un pizzico di noce moscata
Attrezzatura
  1. 6 stampini per mini crostatine con il fondo amovibile
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. In un mixer inserite tutti gli ingredienti della pasta brisè e date una frullata veloce a impulsi poi rovesciate su un piano in legno e impastate compattando velocemente fino a ottenere un panetto morbido e liscio
  2. Coprite con pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigo per 30 min circa
  3. Preparate il ripieno mescolando uova, yogurt, latte, parmigiano e spezie
  4. Accendete il forno a 190°
  5. Fate con la carta da forno dei dischi della grandezza dei fondi amovibili degli stampini e posizionateli dentro gli stampini
  6. Riprendete la vostra pasta brisè e dividetela in 6 pezzi poi stendete ognuno il più sottile possibile e foderatevi uno stampino per mini crostatine avendo cura di rifinire correttamente i bordi lasciandoli un filino più spessi, punzecchiate il forno con una forchetta
  7. Aggiungete sopra l'impasto steso un pezzo di carta da forno e delle biglie in ceramica per la cottura in biancio (o dei legumi secchi)
  8. Cuocete per 5 minuti
  9. Togliete i legumi e la carta da forno e proseguite per altri 5 minuti
  10. Tirate fuori dal forno le crostatine e versatevi sopra due cucchiai di ripieno poi aggiungete le verdure e completate con altro ripieno fino a riempire la crostatina
  11. Fate cuocere circa 15 minuti, il ripieno si gonfierà e si sgonfierà, sfornate quanto saranno colorate in superficie
  12. Servite tiepidi
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Mini quiche vegetariane senza burro

Mini quiche vegetariane senza burro

Dip di carciofi e crackers di quinoa

Dip di carciofi con crackers di quinoa [HEALHTY EASTER]

HEALTHY EASTER | Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa e semi, uno stuzzichino perfetto | Vegani, senza glutine, senza latticini!

Ed eccoci subito alla seconda tappa della rubrica Healthy Easter con un antipasto che può fungere anche da aperitivo.  Vi preannuncio che – ad eccezione degli hot cross bun che ho pubblicato qui la settimana scorsa – tutte i prossimi post taggati Healthy Easter non sono solo sani, ricchi di verdura e fibre e senza zucchero, ma anche senza lattosio e senza glutine! Quindi se avete invitato amici o parenti intolleranti prendete carta e penna (o preparatevi al “salva su pinterest”!) perchè questo semplicissimo dip di carciofi – in cui intingere dei croccanti crackers di quinoa e semini misti – fa per loro 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Io ve lo dico questi crackers di quinoa sono una rivelazione. Mi sono ispirata a tante ricette varie trovate su internet per comporre un impasto che venisse come lo volevo io, ossia: supercroccante. C’è un motivo specifico. Una mia amica, di cui ho parlato già altre volte, soffre di una malattia rara del connettivo, nello specifico del tessuto adiposo, chiamata lipedema. E’ una patologia difficile da diagnosticare perchè molti medici non la conoscono e altrettanto difficile da curare perchè in realtà non c’è terapia, bisogna mettere in atto una serie di strategie, massaggi, bendaggi, attività fisica mirata e dieta specifica. E questa dieta esclude il glutine, che peggiora l’infiammazione alla base della patologia. Tutto questo per dire che la mia amica, costretta a una dieta senza glutine (ma senza nemmeno tutti i surrogati per celiaci di crackers, pizze etc, che non sono adatti spesso a chi soffre di lipedema) qualche giorno fa mi ha detto: mi manca un sacco il croccante.

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Sì perchè agli impasti è il glutine che conferisce croccantezza e solitamente, il cibo senza glutine, soprattutto se casalingo e in versione sana (quindi povero di amidi, senza zuccheto etc) manca spesso di quel “crunchy” che tanto ci piace. Quindi ho pensato di cercare di creare una ricetta lipedema friendly che però ricordasse il croccante del glutine. Detto fatto: crackers di quinoa presenti all’appello! Semplicissimi non presentano nessuna difficoltà particolare, l’unico difetto: diventano una droga! 

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

Per il dip di carciofi invece mi sono un po’ ispirata a questa ricetta di Naturalmente Buono,  l’avevo vista tempo fa e ho pensato… chissà se si può fare anche con i carciofi freschi! Ebbene sì! Ho usato meno cannellini e più carciofi per avere una versione più leggera ma altrettanto godibile,  tant’è che in realtà questo dip di carciofi potrebbe essere un’alternativa fantastica all’hummus quando si sta cercando di risparmiare un po’ di carboidrati! Lo za’atar che ho aggiunto è un mix di spezie mediorientale meraviglioso a base di timo, sesamo e sale, a cui spesso si aggiungono altre quali maggiorana e origano, sumac e santoreggia. Io ho trovato un mix già fatto non ricordo dove, ma potete facilmente farvelo in casa, è utilissimo per dare un tocco in più a tantissimi piatti

Dip ai carciofi con crackers di quinoa
Per i crackers
  1. 70 gr di quinoa tricolore
  2. 50 gr di quinoa rossa
  3. 30 gr di miglio in chicchi
  4. 320 ml di acqua
  5. 30 gr di semi di zucca
  6. 30 gr di semi di sesamo
  7. 10 gr di semi di chia
  8. 20 gr di farina di ceci
  9. 2 cucchiai di olio evo
  10. Paprika affumicata o piccante (o altre spezie a piacere)
  11. Sale
Per il dip ai carciofi
  1. 3 carciofi belli ciccioni
  2. 120 gr di cannellini già cotti
  3. una manciata di foglie di basilico
  4. qualche ramo di timo fresco
  5. un cucchiaio pieno di zaatar
  6. un paio di cucchiaiate di pinoli
  7. un paio di cucchiaiate di tapenade di olive
  8. uno spicchio d'aglio
  9. la scorza e il succo di mezzo limone
  10. due cucchiai di olio evo
  11. sale e pepe
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Per i Crakers
  1. Preriscaldate il forno a 180°
  2. Unite le due quinoa e il miglio in un pentolino, sciacquate accuratamente i chicchi sotto acqua corrente, scolateli e aggiungete 230 ml di acqua bollente o brodo.
  3. Fate cuocere per circa 15 min o fino a che non sia assorbito il liquido e i chicchi non saranno cotti
  4. Nel frattempo unite i vari semi e fateli tostare qualche minuto in padella.
  5. Frullate metà dei cereali cotti per assorbimento insieme all'olio e poi unite tutti gli ingredienti insieme in una ciotola eccetto il sale.
  6. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, non deve essere nè liquido nè troppo duro, ovviamente non sarà impastabile
  7. Stendete il composto su un foglio di carta da forno, poi aggiungete sopra un altro foglio e con un mattarello appiattitelo il più possibile fino a ottenere lo spessore di massimo un paio di millimetri.
  8. Togliete il foglio superiore di carta da forno e con una rotella per pizza o un coltello incidete dei tagli con la forma che preferite.
  9. Cospargete di sale in superficie (meglio se sale grosso macinato fresco)
  10. Infornate per 20 minuti o fino a doratura.
Per il dip di carciofi
  1. Pulite i carciofi e tagliateli in quarti poi bolliteli in acqua bollente e succo di limone finchè i rebbi della forchetta non li attraversi facilmente
  2. Una volta cotti scolateli e tamponateli
  3. Nel frullatore frullate i carciofi da soli poi toglieteli e teneteli da parte
  4. Aggiungete tutto il resto degli ingredienti nel frullatore vuoto anche se sporco e frullate nuovamente, poi aggiungete nuovamente i carciofi
  5. (Io ho fatto così perchè il mio frullatore non era in grado di frullare uniformemente tutto quanto, se il vostro è migliore del mio frullate pure tutto insieme)
  6. Conservate in un contenitore ermetico
Notes
  1. Più i crackers saranno sottili più saranno croccanti.
  2. Perchè il dip sia veramente gf controllate che nel vostro za'atar non vi sia grano, nel caso omettetelo
  3. Perchè il dip sia veramente vegano controllate che nella tapenade non vi siano acciughe, come spesso accade, in quel caso sostituite con olive nere kalamata o taggiasche.
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
Salva la ricetta su pinterest

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa, vegan, gluten free,  diaryfree #artichokesdip #quinoacrakers #springfood

Dip di carciofi e cannellini con crackers di quinoa

 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Preparatevi, perchè questa ricetta sarà la ricetta jolly delle feste con gli amici per i prossimi anni: il gravlax di salmone, ossia il salmone marinato a secco, senza fumo, fatto in casa, con l’aggiunta della barbabietola! Che cos’è il gravlax? Il gravlax è la risposta svedese al nostro salmone affumicato, cioè un filetto di salmone che verrà messo a riposare sotto strati di aromi sale e zucchero, fino a perdere tutti i suoi succhi e diventare una sorta di affettato. Viene solitamente servito con crostini, capperi, panna acida, senape e chi più ne ha più ne metta.

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Ecco l’idea geniale però sta nell’aggiunta, alla marinatura a secco del gravlax, della barbabietola fresca! Geniale perchè regala un colorito a mio parere meraviglioso, quasi non sembra fatto con ingredienti sani e naturali! Ovviamente l’idea non è mia (ci mancherebbe), in rete gira da un po’, non so di chi sia originariamente ma mi sento di linkare due ricette di gravlax di due chef super conosciuti: questa di Jamie Oliver, che è quella da cui ho tratto ispirazione io, e questo video del celeberrimo Gordon Ramsay, utile se volete capire al volo il procedimento (in realtà banale). 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

 

Metto le mani avanti: molti (lo so) si metteranno le mani tra i capelli quando leggeranno le tempistiche della ricetta. Sì ci vuole una settimana. Ma è tutta scena! Solo riposo in freezer o frigorifero! Di lavoro effettivo ci saranno si e no 20 minuti e tutte operazioni semplicissime. In realtà gran parte del tempo è dovuto alla necessità di abbattere il salmone prima di marinarlo, per scongiurare il rischio di aniskasis. Cosa sia l’aniskasis ormai penso lo sappiano tutti (no? Qui i dettagli, in sostanza è un parassita intestinale piuttosto brutto che si annida in alcuni pesci se consumati crudi), è diventato piuttosto conosciuto perchè legato al consumo di sushi, ma purtroppo non si limita alla cucina giapponese: anche il crudo “all’italiana” può nascondere insidie. Ma sapete cos’è il bello della microbiologia? Se la conosci non ne hai paura. Il rischio di aniskasis diventa nullo (perchè le larve muoiono) se il pesce è sottoposto a cottura o se viene “abbattuto” ossia congelato a ALMENO -20° per ALMENO 24h. I ristoratori e le pescherie abbattono il pesce in speciali macchinari adatti, ma se non trovate nessuno che ve lo venda abbattuto, potete provvedere in casa congelandolo per ALMENO 96 ore. Questo se avete il freezer che funziona bene e la temperatura è costante e molto bassa (io l’ho tenuto per 5 giorni nel freezer impostato a -19°, tanto per). Se avete dubbi evitate. Se trovate il salmone già abbattuto invece vi basterà preparare la marinata, dimenticarlo in frigo per 24/48 e via avrete il vostro gravlax! 

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Il vantaggio del salmone marinato a secco rispetto a quello affumicato è che risulta una preparazione più salubre perchè, come molti sanno, l’affumicatura non è esattamente il metodo più sano di preparare un ingrediente, dal momento che nel fumo (anche di legno) si producono alcune sostanze cancerogene, gli idrocarburi aromatici policilici. Inoltre per allungare la conservazione degli alimenti, a livello industriale vengono spesso aggiunti additivi come nitriti o nitrati anch’essi dannosi per la salute. Se siete degli amanti delle scamorza affumicata e dello speck vi rassicuro dicendo che oggi giorno la produzione di alimenti affumicati prevede dei metodi atti a ridurre al minimo la formazione di queste molecole, e in ogni caso tutto dipende dalla dose e dalla frequenza con cui consumate alimenti affumicati. Un tempo l’affumicatura svolgeva un ruolo fondamentale nella conservazione degli alimenti, insieme alla salatura, mentre ora è solo uno sfizio, una chicca per ottenere esaltare le qualità organolettiche di alcuni prodotti specifici. Insomma mangiamo affumicato perchè è buono non perchè altrimenti non sappiamo come conservare per l’inverno la renna che abbiamo appena cacciato (per fortuna). Il risultato da un punto di vista epidemiologico è una drastica riduzione del numero dei casi di tumori allo stomaco (a fronte ahimè invece di un aumento di quelli al colon, ma questa è un’altra storia e alla fine è anche per questo che noi ci mangiamo tutte le nostre belle verdure e fonti di calorie vegetali!). Questo non è per spaventarvi,  assolutamente, ma penso che una corretta informazione sia essenziale per decidere autonomamente riguardo la propria alimentazione: salmone affumicato sì (preferibilmente selvaggio) ma con parsimonia! Ecco quindi che il gravlax di salmone, che non prevede affumicatura, può essere una valida alternativa per gli amanti del genere come me! (E il salmone ottenuto potete usarlo in molteplici ricette che prevedono il salmone affumicato, come questa pasta)

Gravlax di salmone alla barbabietola, salmone affumicato senza fumo, salmone marinato a secco, perfetto antipasto per le festività per stupire gli amici!

Gravlax di salmone alla barbabietola

Gravlax di salmone alla barbabietola
Per "l'affumicatura"
  1. un filetto di salmone da mezzo chilo (vedi dettagli in note)
  2. una barbabietola di medie dimensioni o una e mezza se piccola
  3. 30 ml di gin
  4. un mazzetto di aneto
  5. qualche bacca di ginepro
  6. la scorza di un'arancia e di un limone naturali
  7. un pezzetto da due o tre cm di radice di kren o rafano (facoltativa)
  8. 50 gr di sale integrale marino (misto fino e grosso)
  9. 40 gr di zucchero muscovado
  10. Aggiunte a scelta: semi di finocchio, semi di coriandolo, dragoncello
Per servire
  1. Pane di segale
  2. yogurt greco o quark
  3. capperi
  4. cipolla rossa
  5. finocchio
  6. cetriolo
  7. ravanelli
  8. limone
  9. more
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Una settimana prima
  1. Date una sciacquata al salmone, asciugatelo e mettetelo in una busta di plastica a chiusura ermetica e lasciatelo in freezer almeno per 96 ore (controllate però che il vostro freezer funzioni correttamente!)
Tre giorni prima
  1. Scongelate poi il filetto di salmone per 12/24 in frigorifero
Due giorni prima
  1. Preparate la marinata grattuggiando la barbabietola e unendo i semi di ginepro tritati, il kren grattuggiato e le scorze, l'aneto tritato a coltello, il gin, il sale e lo zucchero
  2. Preparate una pirofila o qualcosa di simile di dimensioni adatte a contenere il salmone e foderatela di pellicola per alimenti spargete un sottile strato di marinata, appoggiatevi il salmone, poi ricopritelo uniformemente con il resto della marinata
  3. Chiudete il pacchettino ripiegando la pellicola sopra il filetto, appoggiatevi sopra un peso per schiacciarlo e rimettete in frigorifero per 36/48 ore
Al momento di servire
  1. Sciogliete il pacchetto di salmone e togliete la marinata, eventualmente date una sciacquata e asciugate con cura il filetto
  2. Iniziate ad affettarlo con un coltello affilato a partire dalla parte della testa (il lato più spesso) facendo delle fettine sottili e facendo scivolare il coltello sulla pelle per sollevarle
  3. Tostate il pane di segale, affettate e preparate tutti gli altri ingredienti
  4. Allestite un'insalata o un tagliere con i vari elementi e sorprendete i vostri ospiti
Notes
  1. Il filetto di salmone deve essere non troppo sottile (meglio la parte centrale del pesce o verso la testa, la parte della coda è troppo fibrosa) senza spine e con la pelle ancora attaccata, e deve essere disteso, cioè non devono essere tranci; la cosa migliore è farselo preparare dal pescivendolo
  2. Se trovate il salmone selvaggio ancora meglio!
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
aperitivo natalizio

Un aperitivo Natalizio con gli amici!

Natale si avvicina e nella fitta rete di impegni in calendario non manca mai la serata con gli amici storici, per lo scambio di auguri

Quest’anno, al posto della classica – ma impegnativa – cena seduti, perchè non proporre un ricco aperitivo natalizio di finger food


Suggerimenti con pesce, carne e formaggi insieme così ognuno scelga i propri bocconcini per festeggiare Natale in compagnia. 

Idee non certo dietetiche (ma se non si sgarra a Natale quando?) ma con qualche tip, magari da riciclare in altre occasioni, e tanti amici perchè alla fine l’importante è stare insieme

Dove? Ma su Estetica & Donna ovviamente! 

http://www.esteticaedonna.it/antipasti-aperitivi-menu-natale-2014/

Qualche assaggio visivo

aperitivo natalizio

aperitivo natalizio

Un grazie ai miei ospiti per la pazienza e l’aiuto fornitami, con particolare menzione a Matteo Pelladoni e lo chef de partie Tommaso Savino.

E auguri a tutti!

 

aperitivo natalizio

aperitivo natalizio

Galette integrale di porcini e spinaci

Galette integrale di porcini e spinaci

Non rinunciate al piacere della torta salata perchè siete a dieta! Scegliete la galette integrale di porcini e spinaci.

Una crosta leggera ma croccante che racchiude un ripieno delizioso con ricotta, porcini e spinaci. Perfetta per il pranzo, ma anche per il brunch o un picnic!


 

Galette integrale ai porcini e spinaci

Galette integrale ai porcini e spinaci

Finalmente è arrivato l’autunno. Anche se fa caldino io già sbavo di fronte all’idea del mio ormai prossimo accoccolarmi sul divano con la copertina di pile e in mano la mia tazza preferita di tè oolong aromatizzato alla torta al cioccolato (giuroh!) Io ve lo dico, aspettatevi tantissime ricette con la zucca (perchè qui nel mantovano è una specie di istituzione popolare più che un ingrediente, e a ben ragione!) tante zuppe (perchè la zuppa e la vellutata sta all’autunno come l’insalata mista sta all’estate) e tante cosine con i funghi, che sono uno dei miei ingredienti preferiti al mondo. Cominciamo quindi con questa galette integrale di porcini e spinaci, vegetariana, con una crosta incrdibilmente croccante considerata la scarsa quantità di grassi, che fa una bellissima figura sul tavolo imbandito per la cena con amici in montagna subito dopo la passeggiata a raccogliere castagne.

La galette è una torta francese a base di pasta brisè stesa su una teglia e come rimboccata sul ripieno. E’ un classico della cucina rustica e può essere sia dolce – solitamente con un ripieno di frangipane e fette di frutta come prugne o pesche – sia salata. In pratica è la nostra torta salata.  

C’è una folta schiera di persone là fuori – sì, dico proprio a te – che ritiene le torte salate un piatto sano perchè beh, c’è la verdura dentro e (solitamente) non c’è la carne. Mi duole tantissimo dirvi che siete fuori strada. E no, il problema non è il ripieno perchè la ricotta può essere un’ottima fonte proteica se di bu0na qualità, e se si dosano bene i condimenti siamo a cavallo, il problema è invece la crosta perchè le torte salate nostrane, sia comprate al supermercato o in rosticceria, sia homemade sono fatte con la pasta brisè o la pasta sfoglia. I rotoli da banco frigo prefatti sono comodissimi, lo so anch’io, ma contengono le peggio cose e quantità di grassi di dubbia origine da far impallidire Homer Simpson.

 Galette integrale di porcini e spinaci

La pasta brisè  homemade è piuttosto facile, mentre fare in casa la pasta sfoglia è onestamente laborioso; in entrambi i casi ad ogni modo si usa (tanto) burro e farina bianca, con un guadagno in salute e in leggerezza non poi così notevoli. Dunque sì a pasta brisè fatta in casa per le occasioni speciali (qui trovate un’idea alleggerita che avevo provato lo scorso Natale, sempre guarda caso coi funghi), ma ancora meglio sì a questa crosta leggera, con pochi grassi,con fiocchi d’avena e semi di lino per ottenere una consistenza incredibilmente croccante. La crosta di questa galette integrale ai porcini è talmente semplice e perfetta che può essere tranquillamente adottata per le torte salate all’italiana nella cucina di tutti i giorni.

Galette integrale di porcini e spinaci

Sul ripieno sono rimasta sul facile e classico, ricotta, porcini e spinaci. Pochi porcini per ovvie questioni di rapporto qualità/prezzo, qualche fungo secco che insomma si deve sempre tenere in dispensa, e gli spinaci li ho sbollentati prima, per una questione di abitudine e perchè così tanti spinaci occupano meno volume. Insomma easy peasy. Si mangia come una pizza e ha un profumo favoloso mentre cuoce, va mangiata tiepida e potete servirla come antipasto, come piatto unico o come primo a seconda di quanti commensali se la divideranno e di cosa cucinerete da accompagnamento.

I porcini non sono assolutamente necessari, potete usare qualsiesi fungo anche coltivato, anche gli champignons da supermercato, ricordatevi perchè se è vero che più è alta la qualità di un ingrediente meno ne sarà necessario, è vero anche il contrario: tenetene conto. 

L’idea l’ho tratta da qui ma sia il ripieno sia la crosta sono molto rivisitati. 


 

GALLERY 

Galette integrale ai funghi e spinaci
Serves 4
Per la crosta aromatica integrale
  1. 120 gr di farina 00 integrale
  2. 80 gr di occhi d'avena
  3. 2 cucchiai di semi di lino dorati
  4. 2 cucchiai di olio evo
  5. 80/100 ml di acqua fredda
  6. 1/2 cucchiaino di bicarbonato sale e pepe
  7. timo e erba cipollina secchi
  8. qualche fungo secco
Per il ripieno
  1. 200 gr di ricotta di buona qualità
  2. funghi porcini (o altri) in quantità desiderata funghi porcini liofilizzati (o secchi)
  3. un paio di manciata di foglie di spinaci fresche
  4. 1 uovo
  5. due cucchiai di parmigiano grattuggiato
  6. un pizzico di noce moscata
  7. 2 cucchiai di pinoli
  8. sale e pepe
  9. uno spicchio d'aglio
  10. timo maggiorana e erba cipollina secchi
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Preparate l'impasto
  1. Nel mixer tritate semi di lino e occhi d'avena no ad ottenere dei grani ni ma non troppo sottili poi aggiungete spezie, sale, farina e bicarbonato e frullate un paio di secondi per mescolare
  2. Aggiungete l'olio al mixer e tritate no ad ottenere come delle briciole
  3. Aggiungete l'acqua poco alla volta e tritate no a che l'impasto si staccherà dai bordi e andrà a formare una palla
  4. Tirate fuori dal mixer l'impasto e date una lavorata veloce per compattarlo bene
  5. Copritelo e lasciatelo riposare una mezzora in frigo mentre preparate il ripieno
Per il ripieno
  1. Lavate e pulite gli spinaci freschi togliendo il gambo centrale e sbollentateli per qualche minuto in una pentola con un dito d'acqua, no a farli afflosciare.
  2. Tritate i gambi dei porcini a dadini sottili poi fateli trifolare in un padellino antiaderente in un cucchiaio d'olio con mezzo spicchio d'aglio tritato ne e le erbe aromatiche
  3. Mentre i gambi rosolano aggiungete anche i funghi secchi (precedentemente ammollati se si tratta di funghi essiccati, direttamente in pentola se liofiizzati) e fate cuocere 5/10 minuti mescolando e salando verso ne cottura
  4. Mescolate la ricotta con l'uovo, il parmigiano e il composto di funghi appena cotto, poi salate, pepate, aggiungete un pizzico di noce moscata e un po' di erba cipollina e timo
  5. Grigliate su una piastra bollente e leggermente unta le cappelle dei porcini fino a caramellarli
Assemblate La Galette
  1. Accendete il forno a 180°
  2. Riprendete l'impasto e armandovi di pazienza stendetelo in una sfoglia sottile di forma più o meno rotonda ma con i bordi non netti e precisi
  3. Spalmate la galette con la crema di ricotta lasciando liberi 2,5 cm di bordi
  4. Aggiungete i porcini grigliati e gli spinaci e poi richiudete con cautela i bordi verso l'interno
  5. Completate con un lo d'olio, macinata di pepe fresco e qualche rametto di timo fresco o secco
  6. Infornate a 180 per circa 30/40 min
  7. Verso ne cottura tostate in un pentolino i pinoli e poi cospargetevi la galette, rimettendola in forno per gli ultimi 10 minuti circa
  8. Servite tiepida
Notes
  1. Potete ovviamente sostituire i porcini con qualsiasi altro tipo di fungo, ma non tutti si prestano a essere grigliati, quindi nel caso trifolateli in padella e prevedetene una quantità maggiore
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

MANGIO.quindi.SONO

Fritters di zucchine e piselli

  Fritters di zucchine e piselli: metà pancakes, metà frittelle

 Un modo interessante e nuovo per consumare più verdura, facile e saziante!


 

Fritters di zucchine e piselli

Oggi poche parole per una ricetta di concept tipicamente anglosassone, che sfrutti la possibilità di combinare verdure diverse in un bocconcino sfizioso e leggero. Nei fritters di zucchine e piselli l’abbinamento è un classico, rivisitato in chiave finger food se vogliamo. Il risultato è una frittellina fatta di ingredienti freschi, facilmente reperibili e poco costosi, che ricorda molto le nostre classiche frittelle ma che in pratica richiede zero o quasi grassi in cottura e nell’impasto, perché cotta in modo molto simile ai pancakes, su piastra unta e rovente. 

salsina menta e yogurt 

La salsina di abbinamento è superfacile ma ci sta veramente veramente bene, sopratutto il contrasto tra il suo acido e freddo e il dolce e bollente dei fritters; ero un po’ dubbiosa l’ammetto, perché io non amo molto la menta in generale e men che mai nei piatti salati, ma ho pensato che se non si prova non si può mai sapere e devo dire che la combinazione (che poi menta/zucchine/piselli è un classico della gastronomia: ho scoperto l’acqua calda!) funziona bene. A patto di non mettere otto chili di menta nello yogurt ovviamente: bilanciare sempre gli ingredienti è il segreto della riuscita di ogni piatto. 

La ricetta di questi fritters di zucchine e piselli è un mixing tra questa ricetta di cui mi piaceva l’idea dei piselli parzialmente schiacciati e la salsa, e quest’altra ricetta di cui invece mi piaceva l’idea delle zucchine, perché so che sono di stagione e chi le coltiva ormai le mangia anche a colazione, quindi credo che ogni idea per consumarle sia ben accetta.

Per quanto riguarda i piselli la stagione sta finendo quindi se volete utilizzarli freschi affrettatevi! Io spesso ne compro un bel po’ freschi quando è stagione, quando ho tempo mi metto a sgranarli e poi li congelo per utilizzarli al bisogno, come in questa ricetta, ma tutto sommato anche i piselli surgelati del banco freezer andranno bene: le verdure surgelate certo perdono molto del gusto e della freschezza di quelle sul banco del fruttivendolo ma dal punto di vista nutrizionale (e talvolta economico) sono una scelta più che dignitosa!

Come avete visto in entrambe le ricette è presente la feta come complemento di gusto e consistenze ed è sicuramente un’ottima idea, perché si sposa benissimo, io però ho preferito evitarla per tenermi più bassa di calorie e grassi. Anche una ricotta stagionata nostrana (o magari un cuore di formaggio più filante) ci starebbe credo molto molto bene, se provate fatemi sapere come è andata!

Fritters e tacchino!

Noi ce li siamo pappati come cena, intingendoli nella salsa e accompagnandoli da un affettato magro di tacchino: le proteine dei fritters  di zucchine e piselli non sono bassissime, considerando poi che sono low fat e vegetariani, ma per le nostre esigenze sicuramente troppo scarse, quindi abbiamo dovuto integrare. 

Voi potete servirle comodamente come antipasto o stuzzichino ad una cena informale tra amici facendo girare il vassoio, sono gustose e leggere, saziano ma senza  risultare affatto pesanti; credo che anche i bambini apprezzeranno questi fritters di zucchini e piselli perché sembrano frittelle (tanto amate dai bimbi) ma non lo sono!

L’unica accortezza che vi consiglio è di servirli subito appena fatti, perché sono belli gonfi e alti, soffici come appunto pancakes, se aspettate (come purtroppo ho dovuto fare io) si appiattiranno e perderanno molto appeal (ma non il gusto!!)

(In virtù di ciò perdonate le terribili foto finali)


 GALLERY 

 

Fritters Di Zucchine E Piselli
Serves 18
Per I Fritters
  1. 6 zucchine di medie dimensioni
  2. 250 gr di piselli
  3. 2 uova
  4. un cucchiaio abbondante di formaggio fresco tipo robiola, oppure ricotta
  5. due cucchiai di parmigiano
  6. due cipollotti
  7. due cucchiai di farina 00 (o di ceci per la versione gf)
  8. mezzo cucchiaino di cumino
  9. mezzo cucchiaino di erba cipollina secca
  10. un cucchiaio di senape
  11. un cucchiaino di bicarbonato
  12. sale e pepe
  13. poco olio per la cottura
Per La Salsa
  1. uno yogurt bianco magro
  2. un cucchiaio di succo di limone
  3. qualche foglia di menta fresca
  4. sale e pepe
  5. un filo d'olio
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Grattuggiate con una grattuggia a fori medio piccoli le zucchine lavate e salatele
  2. Mettetele a scolare in uno scolapasta o in un colino per un'oretta
  3. Nel frattempo fate bollire i piselli in brodo o acqua salata leggermente fino ad ottenerli teneri mal al dente
  4. Frullate grossolanamente i piselli bolliti in modo da ottenere un composto rustico e disomogeneo e non una purea uniforme
  5. Strizzate il più possibile le zucchine grattuggiate per eliminare quanta più acqua possibile
  6. In una ciotola unite zucchine, piselli, uova, formaggio morbido, parmigiano, cipollotti tritati, senape, gli aromi, sale e pepe
  7. Mescolate per ottenere un composto uniforme e poi aggiungete farina quanto basta per ottenere un impasto umido e morbido ma non liquido, aggiungete poi il bicarbonato e mescolate accuratamente
  8. Preparate la salsa unendo allo yogurt la menta tritata, l'olio, il sale e il pepe e il succo di limone
  9. Riscaldate una padella antiaderente come quella che usereste per crepes o pancakes e ungetela con poche gocce d'olio
  10. Quando è bollente fateci cadere tre cucchiaiate abbondanti di impasto, ben distanziate tra loro
  11. Attendete un minuto, il tempo che si cuociano bene e si stacchino dal fondo ma senza colorarsi troppo e girateli con una spatola, attendete ancora un paio di minuti durante i quali si gonfieranno e disponeteli sul piatto di portata
  12. Continuate no ad esaurimento impasto e servite caldi accompagnati dalla salsina
Notes
  1. Possono essere tenuti in caldo in forno per qualche minuto come i pancakes, ma serviti subito sono decisamente più buoni
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

 

MANGIO.quindi.SONO

Gyoza, ravioli giapponesi alleggeriti

Come rifare a casa propria i Gyoza, i favolosi ravioli jappo style

Versione molto poco rivisitata a riprova della salubrità della cucina orientale: Gyoza per tutti!


Gyoza in chiusura

Il sushi è decisamente tra i miei cibi-droga preferiti.  Sono piuttosto consapevole che gran parte del mio amore per il sushi è dovuto a questioni emotive, molto più che organolettiche. Un po’ perchè me l’ha fatto scoprire il mio fidanzato quando ci siamo conosciuti, un po’ perchè mi piace molto l’atmosfera rilassata ed elegante del mio ristorante preferito. Ma credo conti anche tantissimo l’aspetto estetico: il fatto che siano piccoli bocconcini da prendere con le bacchette, l’accostamento di colori stupendi, la cura dei particolari nell’assemblare i piatti, sono tutte cose che apprezzo quasi più del sapore.

Da qualche parte dentro di me c’è un’esteta.

So bene che la cucina giapponese non si esaurisce affatto nel sushi e che molti moltissimi piatti sublimi della loro tradizione nei nostri ristoranti non ci arrivano manco di striscio, però il sushi rimane nel mio cuore. Eppure il primo piatto che mangio ogni volta che vado a mangiare sushi… non è sushi! Ebbene sì sono i gyoza! Il ristorante dove vado solitamente a rifornirmi della mia dose periodica di gyoza li cucina per la verità in un altro modo. I loro gyoza hanno la forma di piccoli fagottini con un pisello al centro della chiusura, e sono ripieni di pesce e non di carne. No way che sarei riuscita a chiuderli come loro. Non ci ho nemmeno provato. 

Ho provato invece a chiudere i gyoza verticalmente a mano più o meno seguendo questo video (dal minuto 2.20 circa). Non ci sono riuscita. Mi venivano orridi e terribili, dunque mi sono arresa all’evidenza: avrei dovuto usare uno stampo. Così ho fatto, lasciando perdere la chiusura tradizionale (però non escludo di ritentare tra un po’ nell’impresa!)

Gyoza in preparazione

Per la ricetta della “sfoglia” dei gyoza invece ho usato essenzialmente questa è in inglese, ma potete leggere le mie indicazioni e guardare le sue figure, non è affatto difficile come impasto e lavorazione, a parte appunto la chiusura

Sul ripieno ammetto che mi sono buttata più su sapori cinesi che giapponesi, ma insomma l’importante è che fossero buonissimi!

La leggerezza di questi gyoza sta nella cottura, che non prevede la frittura ma la rosolatura in pochissimo olio e il completamento a vapore, ma anche nella pasta che non contiene grassi e nel ripieno che contiene verdure e carne magra.

Ricordatevi di usare una salsa di soia low sodium se avete problemi di pressione o di ritenzione idrica (o se semplicemente la preferite!)


 GALLELRY

 

 

 

 

Gyoza
Serves 40
Per l'impasto
  1. 220 gr di farina 00
  2. 180 gr di acqua in ebollizione
  3. un pizzico di sale
Per il ripieno
  1. 200 gr di macinato di maiale magro
  2. mezza verza
  3. un paio di cipollotti
  4. zenzero fresco
  5. 1 cucchiaio di salsa di soia
  6. 1 cucchiaino di olio di sesamo
  7. mezzo spicchio d'aglio
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Instructions
  1. Preparate l'impasto aggiungendo poco a poco l'acqua bollente alla farina setacciata e al sale, mescolando con una bacchetta di legno o una forchetta. Valutate attentamente quanta acqua serve al vostro impasto per compattarsi, nel caso rimanete un po' indietro con i liquidi e
  2. aggiungete mentre impastate
  3. Poi con le mani impastate fino a formare una palla, facendo attenzione a non scottarvi
  4. Lasciate riposare per un'ora l'impasto in una ciotola coperta da un canovaccio umido
  5. Nel frattempo preparate il ripieno: tagliate a listarelle la verza, togliendo il cuore più duro e sbollentatela per qualche minuto, poi scolatela togliendo più acqua possibile
  6. Mescolate la carne con la verza, i cipollotti tagliati ni, un cucchiaino di zenzero grattuggiato, l'aglio tritato, la salsa di soia e l'olio.
  7. Trascorso il tempo di riposo riprendete l'impasto e lavoratelo per cinque minuti no ad ottentere una palla morbida e compatta.
  8. Formate un cilindro di 4 cmq di diametro circa e poi con un coltello seghettato tagliatelo a metà, poi tagliate a metà ogni metà e così via no ad ottenere dei piccoli dischetti di pasta
  9. Infarinateli accuratamente e con il mattarello stendeteli sottili ma non esageratamente
  10. Usando un coppapasta o l'apposito stampino ritagliate dei dischi di 4 o 5 cm di diametro e appoggiateli sulla formina
  11. Inumidite i bordi, appoggiate un cucchiaino di ripieno nel centro e ripiegate la formina a sigillare i bordi. Proseguite no a esaurimento dei ritagli di impasto e del ripieno
  12. Prendete una larga padella antiaderente e versatevi sopra qualche goccia d'olio (io ho usato la mia oliera spray con olio evo) e fate scaldare
  13. Quando è bollente aggiungete i gyoza adagiandoli su un lato in numero tale da non sovraffollare la pentola e lasciate abbrustolire a fiamma vivace; se vi piace la brasatura su entrambi i lati girate i ravioli
  14. Quando sono abbrustoliti correttamente versatevi mezzo bicchiere d'acqua e coprire, lasciando cuocere per qualche minuto, scuotendo la padella di tanto in tanto
  15. Se necessario aggiungete acqua e toglieteli dalla padella quando toccando il centro vi sembra che l'impasto e il ripieno siano cotti
  16. Servite con della salsa di soia d'accompagnamento
Notes
  1. I ravioli sono congelabili da crudi, andranno poi cotti senza scongelarli
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/

  MANGIO quindi SONO

Non chiamateli falafel!


 Polpettine speziate con legumi secchi, pane pita e pseudo-babaganoush

Come alleggerire i falafel, un fritto della tradizione mediorientale senza perdere gioia per gli occhi e per il palato

13042014-DSC_0478

Finti falafel pronti per essere addentati

Quando ci si mette a dieta, o comunque si inizia un percorso di regolarizzazione dell’alimentazione in un senso più sano, sono molti i cibi a cui in un modo o nell’altro bisogna rinunciare. Essenzialmente i dolci e i fritti. Soprattutto i fritti non si possono “porzionare” vanno relegati ai cheat meals, i pasti “fuori dieta”. Quindi le pietanze da centellinare sono molte e le voglie altrettante, per questo ormai la mia mente lavora costantemente alla febbrile ricerca della versione light, sana, alleggerita, insomma inseribile nella mia alimentazione di tutti i giorni di molte ricette grasse, ipercaloriche e iperlipidiche.  

Credo essenzialmente che quando ho dichiarato ad alta voce di voler provare a fare una versione non fritta dei falafel qualcuno sia svenuto da qualche parte nel mondo del medioriente. Eh sì perchè va bene alleggerire ma la tradizione è la tradizione, è ciò che ci ha nutrito durante l’infanzia, ciò che ci ricorda (spesso9 nostra nonna, insomma  qualcosa di caldo e confortevole, giustamente da difendere e da valorizzare.

D’altra parte molte ricette nate dallo stravolgimento di un’idea della tradizione risultano riuscitissime (ad esempio il finto pollo fritto, ormai un must della mia cucina infrasettimanale!)

E quindi? Quindi non chiamiamoli falafel! Chiamiamole “polpettine speziate di legumi secchi” Ovviamente fortemente ispirati alla ricetta tradizionale dei falafel, rivelatami gentilmente da un mio amico di origini siriane (grazie Jacques, e scusa per l’abominio del non-fritto, spero che nessun tuo parente lo scopra mai). Comunque sia i falafel sono un piatto della tradizione mediorientale e come tutti i piatti della tradizione richiedono ingredienti poveri ma tempi di preparazione e riposo lunghi, è una ricetta cioè che richiede una cosa che noi spesso non abbiamo: tempo e pazienza. Quindi non vi mentirò: non è una ricetta veloce, e non è nemmeno tanto semplice, perchè richiede la manualità in una serie di gesti a cui noi occidentali non siamo molto abituati. L’impasto è molto diverso da quello delle polpette di carne e richiede un’attenzione e un trattamento diverso, quindi è chiaro che le prime volte è veramente difficile riuscire a formare le giuste formine con le mani, ma pian piano e con qualche trucchetto ce la si fa. Io lo confesso non sono stata contenta del mio primo tentativo, ho dovuto provarci un’altra volta per ottenere una ricetta presentabile, d’altra parte sbagliando si impara. Inizialmente pensavo di mettere un’albume nell’impasto per essere sicura non si sfaldassero in forno (orrore! falafel NON vegani!) ma in questo modo l’impasto veniva decisamente strano, bagnato, liquido come. La seconda volta invece ho voluto seguire la saggezza delle nonne mediorientali: niente albume = consistenza perfetta.

Crosticina dorata. Interno non mappazzonoso. Ci piacciono!

Anche la salsina è una versione easy e adattata del babaganoush, sempre appartenente alla medesima cucina tradizionale. Io ho voluto darle un gusto italiano aggiungendo il basilico perchè in generale non amo molto il prezzemolo a crudo, ma potete usare le erbe che più vi piacciono.

E’ una ricetta tutto sommato economica perchè l’unico ingrediente un po’ particolare e strano in realtà è la tahine, che costicchia (penso dai 4 ai 6 euro a barattolo), ma ce ne vuole solo un cucchiaio e se amate questo genere di sapori ci sono molte altre ricette in cui impiegarla con successo.

Quando ho pensato di proporli in una versione al forno anziché fritti il mio amico si è mostrato (giustamente) scettico, ebbene: sono venuti. E’ scontato dire che NON sono come quelli fritti. Nemmeno lontanamente eh. Quelli fritti sono friabili, con una spessisima crosta croccante e saporita, questi invece sono un po’ pastosi e anche se a fatica sono riuscita a ottenere una crosticina di tutto rispetto, ripeto non c’è paragone. Però per essere delle polpettine speziate e non dei falafel sono veramente buoni. Sani, perchè poveri di grassi e ricchi di proteine, costituiscono un validissimo pasto completo e possono diventare una fantastica cena con amici, basterà mettere i falafel in centro al tavolo, con il pita e la salsa a parte e chiedere ai commensali di sbizzarrirsi nel creare i propri panini ripieni con le verdure che offrirete

Per il pane pita devo dire che avevo delle forti remore perchè le mie capacità di panificatrice rasentano lo zero, ma come sempre la scienza mi è venuta in soccorso. Ho utilizzato infatti la ricetta di Dario Bressanini (qui la spiegazione nel dettaglio) che come sempre è una garanzia. Ebbene sì, si gonfiano davvero! Ho provato a fotografarle mentre cuocevano con scarsi risultati, non vi resta che provarci per darmi ragione!


 GALLERY

  

Polpette Speziate Di Legumi Con Pane Pita E Salsa Alle Melanzane
Serves 2
Ingredients
  1. 80 gr di ceci secchi
  2. 80 gr di piselli secchi
  3. 1 cucchiaio di cumino
  4. 1 cucchiaio di paprika
  5. 1 cucchiaino di garam masala
  6. prezzemolo e/o coriandolo secchi o freschi a piacere
  7. 1 scalogno e mezzo (o mezza cipolla dorata)
  8. mezzo spicchio d'aglio
  9. farina 00 qb
  10. un cucchiaino di bicarbonato
Per i pita
  1. 100 gr farina manitoba circa
  2. 80 ml di acqua frizzante ghiacciata circa (o birra!)
  3. un pizzico di sale
Per accompagnare
  1. 1 melanzana
  2. un cucchiaio abbondante di tahine
  3. mezzo cipollotto
  4. un po' di basilico o prezzemolo fresco tritato
  5. 1 cucchiaio di olio evo
  6. qualche cucchiaio di succo di limone
  7. 1 melograno
  8. 1 yogurt bianco magro
  9. 1 pomodoro
Add ingredients to shopping list
If you don’t have Buy Me a Pie! app installed you’ll see the list with ingredients right after downloading it
Per il falafel
  1. Due sere prima prima mettete a bagno in abbondante acqua con un pizzico di bicarbonato ceci e piselli
  2. Passate 24h ore scolate i legumi e asciugateli il più possibile, poi metteteli in un mixer assieme alle spezie, l'aglio, lo scalogno e le erbe, salate
  3. e tritate a lungo no ad ottenere un composto il più pastoso e ne possibile
  4. Lasciate riposare l'impasto per circa 15 ore in frigo, trascorse le quali aggiungete il bicarbonato (potreste a questo punto sentire la necessità di aggiungere un cucchiaio o due di farina)
  5. Con pazienza usando le mani bagnate formate delle piccole polpettine della forma che vi è più congeniale e una volta formate passatele nella farina
  6. Poggiate le polpettine su una teglia foderata di carta da forno, spennellate delicatamente con un po' di olio evo (oppure usate un'oliera a spray, molto più comodo!)
  7. Infornate in forno preriscaldato a 180° per circa 10/15 min poi alzate a 200° per qualche minuto per fare dorare
Per il pita
  1. In una ciotola unite alla farina e il sale un po' di acqua alla volta (mi raccomando ghiacciata! perché la bassa temperatura impedisce la dispersione dell'anidride carbonica) no a ottenere un impasto doso e liscio ma morbido (potreste necessitare di più o meno acqua)
  2. Impastate per 10 minuti e poi lasciate a riposare per 30 minuti in una ciotola coperta
  3. Trascorsa mezz'ora riprendete l'impasto in due porzioni e fatene di ciascuna una pallina il più omogenea possibile (senza tagli o pieghe)
  4. Stendete ogni pallina su un foglio di carta da forno con un mattarello in modo da ottenere un disco rotondo sottile ma non troppo (più è sottile più "cresce" facilmente in forno, ma più è difficile da staccare dalla carta) facendo attenzione a non fare i bordi troppo spessi o non creare buchi.
  5. Lasciate riposare ancora 10 minuti e nel frattempo accendete il forno impostando la temperatura sia sopra sia sotto massima e mettendo una placca di alluminio a scaldare in un ripiano verso il basso
  6. Quando il forno ha raggiunto la temperatura sollevate con cautela un disco di impasto e posizionatelo direttamente sulla teglia
  7. Chiudete immediatamente il forno e guardate con emozione il vostro pita sollevarsi magicamente (ci vorranno pochi minuti); quando è ben dorato in superficie toglietelo e procedete con il secondo disco
Per la salsa di accompagnamento (anche il giorno prima)
  1. Cuocete la melanzana lavata, intera ma punzecchiata con uno stuzzicadente in forno a 180° finchè non diventa cotta, morbida e arrostita
  2. Lasciatela raffreddare e poi spelatela buttando via la pelle
  3. Unite alla polpa il sale, la tahine, il cipollotto, il basilico e il limone
  4. Mescolate e mettete in una ciotola da portata versandoci sopra un lo d'olio evo
  5. Assemblate
  6. Portate in tavola la salsa, i falafel, il pomodoro tagliato, il melograno sgranato, i pita caldi e lo yogurt condito con sale olio pepe e limone e lasciate che i vostri ospiti compongano da soli il piatto!
Notes
  1. Ovviamente il tag vegan si riferisce alla ricetta omettendo lo yogurt
  2. Potete ovviamente cambiare la verdura d'accompagnamento a piacere: un bel cetriolo fresco ad esempio ci starebbe molto bene!
Print
Mangio quindi Sono https://www.mangioquindisono.it/
 

 Valori nutrizionali

 MANGIO quindi SONO