Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Super basic, super simple: la vellutata di asparagi e porri aromatizzata allo zafferano

Cuoci, frulli e servi, niente più! 


Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

 

Non che abbia smesso di cucinare in questo periodo, chiaramente, nè tanto meno ho interrotto lo stile di vita sano a base di palestra e alimentazione clean e controllata, semplicemente ho cucinato ricette pluricollaudate o molto basiche, e quando capitava di provare cose un po’ più interessanti banalmente non avevo il tempo materiale per scattare delle fotografie degne di essere pubblicate!

Ora però che siamo tornati alla normalità possiamo tornare anche a fotografare, quindi ecco la prima ricetta da donna non più nubile che vi propongo! Una cosa semplicissima, banale in pratica, però cavoli è sorprendentemente deliziosa e sana: una vellutata di asparagi e porro con quel quid in più dato dallo zafferano! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

L’idea non è propriamente mia, anzi non lo è del tutto! Stavo cercando ispirazioni per i pasti della settimana su Pinterest e ho trovato queste foto  e mi sono detta: la voglio! Detto fatto! Ho solo modificato leggermente la ricetta, omettendo le patate, usando latticini (perchè il latte di cocco che avevo era purtroppo andato a male!) e cambiando metodo di cottura per “alleggerirla” di grassi.

 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Mi è capitato diverse volte che qualche lettore si spaventasse degli ingredienti strani che trovava nelle ricette e, pur desiderando provare a cimentarsi, veniva scoraggiato da sumac, vitafiber o olio di cocco, ebbene questa ricetta è per voi amici! Niente paura, niente ingredienti strani, cuoci e frulla! Enjoy

Ho deciso di cuocere al forno il porro per estrapolarne il sapore caramellizzandone leggermente gli zuccheri, attenzione però a non esagerare! Deve rimanere colorato e tenero non scuro e secco! 

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano

Questa tra l’altro è una ricetta molto versatile perchè (oltre a essere già GF) è facilmente rendibile vegana e senza latticini! Con queste dosi ne vengono tre bei piattoni da servire come primo settimanale abbinato  a un secondo proteico, oppure quattro piatti un po’ meno pieni, ottimi come entrè in una serata nel weekend tra amici!

Vellutata di asparagi e porri allo zafferano
Serves 3
Ingredients
  1. 2 porri
  2. 1 mazzo di asparagi
  3. 100 ml di latte
  4. 1 cucchiaio di fecola di patate
  5. zafferano qb
  6. olio evo
  7. timo secco o fresco
  8. brodo vegetale
Per guarnire (facoltativo)
  1. olio evo
  2. scaglie di parmigiano
  3. yogurt bianco
  4. pesto o basilico
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Instructions
  1. Accendete il forno a 150°
  2. Pulite i porri e tagliateli a tocchetti, disponeteli su una teglia con carta da forno.
  3. Spruzzateli con olio, sale, pepe e timo e infornateli per 20/25 min o finchè non risultano teneri
  4. Pulite gli asparagi e tagliateli a pezzetti tenendo da parte due terzi delle punte.
  5. Mettete a cuocere in un tegame coperti di brodo vegetale, a fuoco medio per 15 min.
  6. Fate cuocere le punte degli asparagi spennellate di olio e condite con sale e pepe fino a che siano croccanti e dorate (circa 10 min a 180°)
  7. Fate sciogliere lo zafferano in mezzo bicchiere di acqua calda.
  8. Aggiungete i porri agli asparagi nel tegame, unite lo zafferano e il latte, aggiungendo se necessario del brodo.
  9. Setacciate un cucchiaio di fecola nel brodo e fate cuocere per 5 minuti
  10. Frullate con un frullatore a immersione o in un frullatore a vaso fino a ottenere una crema dalla consistenza vellutata
  11. Regolate la consistenza a seconda dei vostri gusti: se la volete più liquida aggiungete brodo o latte, se la volete più compatta lasciatela sul fuoco per qualche ulteriore minuto
  12. Impiattate con un filo d'olio, una cucchiaiata di yogurt, le punte di asparago arrostite e qualche scaglia di parmigiano
Notes
  1. Per renderla veg e senza latticini usate latte vegetale (meglio se di cocco) e yogurt di cocco, omettete le scaglie di parmigiano.
  2. Per renderla paleo utilizzate il suggerimento sopra e sostituite la fecola con una patata che farete cuocere insieme agli asparagi, a tocchetti.
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Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

La filosofia dietro un’insalata mista

Insalata di topinambur e cavolo rosso, riso integrale & uva nera

(by The Green Kitchen)

Una volta ho visto una puntata di un programma televisivo con Jamie Oliver in cui iniziava a preparare un’insalata tagliando due pomodori e aprendo una busta di lattughino o qualcosa di simile, poi metteva tutto in una ciotola e diceva con serietà: “Ecco un’insalata!” Poi scoppiava a ridere e diceva che chiaramente quello che c’era nel piatto non poteva definirsi un’insalata e che era il motivo per cui milioni di britannici affermano di odiare le insalate. Mi è rimasto in mente perchè questa filosofia, sulla base della quale si sviluppava poi il tema della puntata con ricette di insalate miste goduriose e super saporite, è anche la MIA filosofia di insalata. Cioè piatto unico, assemblato con cura, con ingredienti scelti per sapore, consistenza e colore, non necessariamente uniti a crudo, con condimenti speciali, ricchi di sapore e poveri di “schifezze”.  Questo genere di approccio si ritrova in moltissimi progetti (blog, libri, trasmissioni televisive ma anche ristoranti e bistrot!) all’estero, sia nel Nord Europa, sia in alcune zone un po’ hipster degli USA, sia in Nuova Zelanda e Australia.  Ora si sta diffondendo sempre di più anche in Italia e a questo tengo particolarmente perchè è proprio il mio modo di pensare: trasformare un piatto da dieta, triste, e poco appetibile nell’immaginario comune, in una vera sorpresa! Ma arriviamo all’insalata di topinambur e cavolo rosso.

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Quando ho visto che The Green Kitchen, il primo libro di ricette scritto dalla fantastica coppia di The Green Kitchen Stories era stato tradotto in italiano, ho capito che doeveva aessere mio. E’ un libro molto bello e molto alla “nordica” nel gusto e nell’impostazione; consiglio sicuramente la lettura (anche se non concordo con tutto quello che viene scritto nella parte introduttiva), e soprattutto la visione delle bellissime foto.  Proprio in questo libro la filosofia di Jamie riguardo alle insalate trova diverse dimostrazioni pratiche, ma quella che mi ha più colpito di ricetta è stata proprio questa insalata di topinambur e cavolo rosso; nella versione originaria per la verità il titolo è “Insalata di riso selvaggio, topinambur & uva” purtroppo però dopo aver avuto un shock alla vista del costo al chilo del riso selvaggio mi sono sentita costretta a optare per il riso integrale, meno esotico ma altrettanto saziante e salubre! 

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Ho poi aggiunto le uova di quaglia per avere una quota proteica e, ammettiamolo, per mere questioni estetiche. Chiaramente le normali uova di gallina possibilmente cresciute all’aperto faranno lo stesso al caso vostro. Volendo anche delle lenticchie ci starebbero bene!

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rossov

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Insalata di topinambur e cavolo rosso

Come potete vedere dai valori nutrizionali questa insalata di topinambur e cavolo rosso è da considerarsi un piatto unico (se usate le dosi che ho indicato), ricca di carboidrati complessi e di grassi (anche se buoni) e relativamente povera di proteine. E’ questo il problema che ho quasi sempre con le ricette vegane o vegetariane: per aggiungere proteine si va sempre ad aggiungere anche grassi e/o carboidrati e per le mie necessità alimentari attuali non è sempre una buona scelta. Ma non è un problema sicuramente insormontabile per me che sono onnivora! Quando voglio godermi un pasto veggie come questo, semplicemente progetto l’altro pasto della giornata in maniera tale che sia leggermente scarico di grassi e carbo e più “forte” in proteine. Altra possibilità è invece usare l’insalata come “side” ossia contorno a un secondo proteico, adeguando chiaramente le quantità. Un’ottima idea ad esempio in una serata tra amici, che prevede più portate sul tavolo! 

NB il tag vegano si riferisce chiaramente alla versione priva di uova! 

 

Insalata di topinambur e cavolo rosso
Serves 2
Ingredients
  1. 100 gr di riso integrale (selvaggio o non)
  2. 300 gr di topinambur
  3. 200 gr di cavolo rosso
  4. 200 gr di uva nera
  5. 10 uova di quaglia
  6. spinaci novelli freschi
  7. granella di mandorle per guarnire (opzionale)
  8. timo/erba cipollina freschi o essiccati
Per il condimento
  1. senape di digione
  2. olio evo
  3. tamari
  4. succo e scorza di limone
  5. pepe macinato fresco
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Instructions
  1. Lavate accuratamente il topinambur strofinandolo con un guanto apposta per levare lo strato esterno della buccia (o sbucciatelo) e tagliatelo a rondelle
  2. Disponete le fette di topinambur su una teglia da forno, aggiungete timo, sale, pepe e un filo d'olio e mettetelo in forno a 200° per circa 30 min o finchè non risulta morbido
  3. Fate bollire il riso in abbondante acqua salata secondo le indicazioni di cottura sulla confezione fino ad averlo al dente.
  4. Lavate gli spinaci novelli e asciugateli, tagliate finemente il cavolo rosso, lavate l'uva e tagliate i chicchi a metà per il lungo.
  5. Cuocete le uova di quaglia per qualche minuto in acqua bollente
  6. Preparate il condimento emulsionando la senape con l'olio, il tamari e il limone. Aggiustate di sale e pepe.
  7. Unite le varie componenti dell'insalata nel piatto di portata e condite con la salsa ottenuta
Calories
555 cal
Fat
17 g
Protein
16 g
Carbs
86 g
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 MANGIOquindiSONO

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro tarda estiva

Insalata di pasta di farro con sgombro e verdure grigliate: l’estate  (che è finita) in un barattolo

Abbinamenti easy per un piatto freddo pret a porter 


Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Pubblico questa ricetta con un ritardo francamente imbarazzante, lo ammetto. Era un’idea che avevo avuto ormai mi sa a fine luglio (sigh), riuscita talmente bene che ho pensato di fare uno shooting speciale per condividerla. Poi si sono susseguiti una serie di impegni tali per cui le foto sono rimaste non editate nella macchina fotografica fino a poco fa. E ora la pubblico diciamo proprio in extremis dato che l‘autunno è già iniziato, e dalle mie parti ormai l’aria si è rinfrescata ed è diventata già piacevolmente frizzantina. Poi insomma così è già pronta per l’anno prossimo, no?

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Dicevamo ecco shooting speciale per questa insalata di pasta di farro, perchè dovete sapere che, pur ritenendomi io una persona estremamente fortunata nell’avere una cucina bellissima, grande, moderna e accessoriata, sono anche colpita dall’onta di abitare in campagna in appartamento (cioè un controsenso) e dunque dal non avere alcun tipo di giardino. Che d’estate non è proprio il massimo. 

Insalata di pasta di farro

Insalata di pasta di farro

Per fortuna ho invece una buona amica che abita in una cascina ristrutturata dotata, da due anni a questa parte, non solo di un vasto giardino ma anche di una piscina! Giardino + piscina + estate = picnic! Così mi sono fatta invitare da lei per un pomeriggio all’aperto, promettendole in cambio un lauto pasto, ed ecco questi meravigliosi scatti di questa insalata di pasta di farro. (Se volete essere anche voi ospiti nella sua meravigliosa cascina sappiate che parte di essa è di recente diventata un bellissimo agriturismo con diversi appartamenti, potete trovare maggiori informazioni qui: Agriturismo Corte Speranza)

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Questo è uno di quei piatti easy peasy, quei piatti cioè che non richiedono (come mio solito) ingredienti strani da reperire in covi del KGB, ma ingredienti semplici, di stagione, uno di quei piatti in cui la differenza sta nell’idea degli abbinamenti, nata per caso e poi: “Ma dai, cavoli è venuta deliziosa!!”. Quindi per una volta non avete nessuna scusa per non provarla! 

Questa insalata di pasta di farro  è un inno all’estate (ormai finita) e alla semplicità della cucina italiana; può essere servita tranquillamente a una cena tra amici come piatto principale, nessuno lo schiferà come “dietetico”, oppure essere un perfetto pasto bilanciato durante la settimana, anche come schiscetta al lavoro. E se come me prevedete un pic nic in montagna o in piscina, potrete tranquillamente impacchettarlo “in a jar” e vi farà fare un figurone!

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Due parole sulla scelta della proteina: lo sgombro è un pesce azzurro dotato di straordinarie caratteristiche nutrizionali perchè altamente proteico ma anche ricco di omega 3, magnesio, fosforo e vitamian D. Sempre meglio fresco e intero, da cuocere al forno, ma quando non si può o non si ha voglia anche i filetti già pronti possono fare al caso vostro, in alcuni banchi pesce di alcuni supermercati si possono trovare al naturale, appena cotti, o altrimenti anche la scelta in barattolo non è da escludere. In quest’ultimo caso sceglietelo in filetti interi e non sminuzzati e conservati in olio d’oliva possibilmente extravergine e di qualità.  Mi preme sottolineare inoltre come scegliere sgombro in barattolo, sebbene non sia certo come consumare pesce fresco, rappresenta un’opzione senza dubbio preferibile al tonno in scatola, suo cugino nelle tavole italiane per praticità. Essendo infatti un pesce di taglia notevolmente più piccola lo sgombro contiene meno metalli pesanti, inoltre viene più frequentemente pescato nei nostri mari e ha un costo decisamente inferiore in pescheria rispetto al tonno. 


 

Insalata di pasta di farro
Ingredients
  1. peperoni rossi e gialli
  2. zucchine
  3. sgombro cotto al vapore (o sott'olio d'oliva)
  4. olive taggiasche
  5. pasta corta di farro integrale
  6. tanto basilico
  7. una manciatina di pinoli
  8. olio evo
  9. sale
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Instructions
  1. Lavate i peperoni e infilateli ancora interi ma punzecchiati in forno in una teglia capiente, tenendoli a 180° finchè non saranno belli arrostiti, con la pelle che si stacca e la polpa morbida ma consistente
  2. Una volta cotti metteteli in un sacchetto di carta come quelli dei fruttivendoli e lasciateli raffreddare
  3. Una volta raffreddati privateli della pelle che verrà ora via facilmente e tagliateli a listarelle
  4. Tagliate le zucchine in fette sottili, salatele leggermente e lasciatele scolare dell'acqua residua, procedete poi a grigliarle normalmente
  5. Lavate e lasciate asciugare un bel po' di foglie di basilico poi mettele nel mortaio e lavoratele con un paio di cucchiaio d'olio evo, sale e pinoli fino a ottenere un pesto leggero
  6. Cuocete la pasta di farro in abbondante acqua leggermente salata, tenendola al dente
  7. Condite la pasta con il pesto, unite le verdure, le olive e infine lo sgombro scolato e fatto a pezzetti
  8. Lasciate raffreddare e servite con eventualmente un ulteriore filo d'olio
Notes
  1. Ho volutamente evitato di inserire le dosi perchè in una ricetta simile sono "a piacere", il che vuol dire anche che dipende da quanta pasta e proteine mangiate solitamente (e se sono previsti anche antipasti o altri piatti nel caso si tratti di una cena tra amici).
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 MANGIOquindiSONO

Zoodle con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Un piatto low carb, pieno di fibra e grassi buoni: zoodles con gamberi marinati e grigliati, conditi con un pesto al basilico e avocado senza parmigiano

L’estate in un piatto, e la convinzione che bisogna sempre pensare fuori dagli schemi

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Le zucchine sono uno di quegli ortaggi che compro tutto l’anno, nonostante la stagione sia prettamente estiva. Un po’ perché sono l’ancora di salvezza della cena, quando la voglia di cucinare è zero – pulite, tagliate, e in padella in 5 minuti netti – e poi perché piacciono un po’ a tutti soprattutto ai bambini, sono la classica verdura per chi non ama le verdure insomma, e in casa le verdure che hanno un “NO” appiccicato sopra sono parecchie (come i cavoletti e cavoli che in stagione prontamente compro solo per me!)

Ecco perché la prima volta che ho provato gli zoodles è stato diversi mesi fa, in tempi non sospetti. 

Mi avevano regalato da poco uno spiralizzatore e non vedevo l’ora di provarlo quindi mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo e ho provato a fare qualche esperimento, che devo dire è riuscito alla grande, anche perché il pesto di basilico homemade è sempre una certezza. Chiaro è che quando si compra e si consuma verdura fuori stagione (che ricordiamoci, non è un crimine di guerra) dobbiamo sapere, e essere consapevoli che 1) la pagheremo il triplo, 2) saprà ben di poco, 3) sarà stata coltivata all’estero o in serra.  

Ma adesso la stagione delle zucchine è arrivata dunque facciamo il pieno di zoodle!!! 

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Per ottenere gli zoodles avete diverse opzioni:

a)  Questo costa pochi euro al mercato ma fa spaghetti dritti, corti, è poco maneggevole e ha uno scarto non indifferente, costituito di solito dalla buccia che non si riesce più a scavare (ed è facile tagliarsi)

b) Questo è molto simile a quello che ho io (ma di una marca francese), fa spaghetti lunghi perché è come se temperasse la zucchina, anzi troppo lunghi, per cui risultano difficili da maneggiare, vi consiglio nel caso di interrompere ogni tot la spiralizzazione per troncare lo zoodle. Ha un discreto scarto, rappresentato dal cuore della zucchina, ma è molto facile da maneggiare.

c) Questo non l’ho mai provato ma pare sia molto comodo, c’è anche da dire che mi sembra un’attrezzatura fin troppo complessa per fare dei semplici zoodle. Il vantaggio è che si possono spiralizzare anche ortaggi rotondi e grossi e non solo lunghi.

Parlando di cottura: gli zoodle si mangiano crudi, lo so benissimo. 

Io lo dico, ma che nessuno si scandalizzi che i miei siano cotti perché a me l’idea di mangiare zucchine crude così tout court non mi andava giù (su certe cose sono schizzinosa) quindi ho escogitato un protocollo per cuocerli poco, in modo da trattenere vitamine e croccantezza

Qual è il senso degli zoodles? Mangiare un piatto che sembri pasta ma non lo sia, cioè un piatto low carb ma visivamente ingannatore, appagante per il gusto e che sazi a lungo mantenendo contenute le calorie, e non ultimo ricco di fibra. Insomma in pieno stile Mangio Quindi Sono: zoodle per il corpo, per gli occhi e per l’anima.

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Zoodles con gamberi e pesto di avocado

Chiariamo a questo proposito però due cose.

Non è come mangiare pasta. Chiaramente non lo è: siamo italiani, gli spaghetti sono spaghetti, una roba low calories non può essere come un piatto di spaghetti allo scoglio, è chiaro. Sono un compromesso, come sempre, un trucco per andare avanti quando magari la pasta non la si può mangiare troppo spesso ma la voglia c’è.

E qui veniamo al secondo punto: la pasta NON è il male. I carboidrati amidacei NON sono il male, l’ho sempre sostenuto e continuo a farlo.  Ma i carboidrati non sono solo pasta e pane, sono anche riso, farro, miglio, couscous, legumi (sì, amici, contengono carboidrati sempre e comunque), patate… E anche verdura e frutta. Ebbene sì, verdura e frutta sono carboidrati, lo so, allucinante. Uno può non mangiare pasta e pane e mangiarsi oltre 200 gr di carboidrati al giorno dalle fonti di cui sopra e vi assicuro che non gli succederà niente di male (anzi, variare le fonti di carboidrati nella dieta è sempre un’ottima idea!).

Purtroppo però non tutti possiamo mangiare carboidrati amidacei nelle stesse quantità e con la stessa frequenza. Ognuno di noi ha un proprio assetto metabolico, una propria secrezione ormonale, non tutti i pancreas funzionano in maniera altrettanto ottimale, etc dunque non esiste un fabbisogno di carboidrati standard uguale per tutti! Io non posso dirvi quanti carboidrati mangiare, non mi compete, dovete capire da soli il vostro livello di confort, quello che vi permette di dimagrire, essere in salute e avere le forze per allenarvi se lo fate, dunque sperimentate, provate e capite il vostro corpo.

Detto questo preambolo sicuramente noioso, il punto è che talvolta abbiamo la necessità di fare un pasto low carb (se si segue una dieta particolare, se siamo infortunati e non possiamo allenarci per lungo periodo, se prevediamo di andare a fare una cena a base  di pizza e tris di risotti alla sera per dire) e questo piatto risponde a questa esigenza egregiamente. Non è che non ci siano carboidrati, è solo che si tratta eminentemente di fibre! E’ chiaro però che, così come mangiare solo frutta a pranzo è deleterio (e insufficiente) mangiare un piatto di sola verdura non vi porterà da nessuna parte, quindi mi sento di sconsigliare spassionatamente un condimento di sole verdure per gli zoodles:  usate invece qualche fonte di grassi buoni e una o più fonti di proteine (in abbondanza: una fetta di salmone affumicato da 30 gr NON è una porzione adeguata a fare da condimento agli zoodles!) e otterrete un piatto che nonostante il basso contenuto di carboidrati amidacei vi farà arrivare energici al pasto successivo!

Il mio compagno ha detto che avrebbe preferito questi zoodles a una temperatura più calda, per mimare ulteriormente il piatto di pasta, io invece lo preferisco a temperatura di frigorifero quasi, perchè credo che il sapore dell’avocado venga così esaltato. A voi la scelta!


GALLERY

Zoodles ai gamberi e pesto di avocado
Serves 2
Ingredients
  1. 10 zucchine di medie dimensioni, fresche
  2. 350 gr di gamberi freschi crudi già puliti (peso al netto degli scarti) peperoncino secco o fresco a piacere
  3. 1 cucchiaino di pasta di miso (fac)
  4. 1 cucchiaio di mirin (fac)
  5. 1 cucchiaino di miele
  6. 2 cucchiai di salsa di soia low sodium
  7. 1 lime
  8. 1/2 avocado
  9. basilico in abbondanza
  10. 2 cucchiai di pinoli
  11. 3 cucchiaini di olio evo
  12. 1 limone
  13. sale e pepe
  14. Spiralizzatore
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Instructions
  1. Lavate le zucchine, tagliate via le estremità e spiralizzatele
  2. Conditele con sale e lasciate in uno scolapasta per 30 min a scolare l'acqua in eccesso
  3. Preparate la marinatura dei gamberi unendo miso, scorza e succo di lime, miele, salsa di soia, mirin e peperoncino
  4. Lasciate marinare i gamberi puliti e sciacquati nella salsina per 15 minuti
  5. Preparate il pesto di avocado frullando mezzo avocado, con un lo d'olio, sale e pepe, il basilico, i pinoli e il succo di limone, assaggiate, regolate i sapori e aggiungete qualche cucchiaio d'acqua per ottenere una consistenza sof ce, spumosa, ma non troppo solida
  6. Grigliate i gamberi su una piastra ben calda per mezzo minuto o un minuto per lato, giusto il tempo di renderli rosa senza stracuocerli
  7. Cuocete al vapore gli zoodle per 1 minuto netto, non di più, poi fateli raffreddare nello scolapasta nuovamente
  8. Condite gli zoodle con il pesto e i gamberi e impiattate
Notes
  1. Il miso e il mirin sono condimenti giapponesi che potete acquistare nei negozi etnici a prezzi non esagerati, potete ometterli nella marinatura e usare tranquillamente solo lime, salsa di soia, miele e peperoncino, ma se li trovate in giro vi consiglio di prenderli perchè sono un'ottimo condimento low cal per aggiungere un gusto in più a molti dei vostri piatti!
  2. NON omettete la salatura delle zucchine, serve a renderle dolci e fargli perdere l'acqua in eccesso Se vi piacciono usate gli zoodle crudi
  3. Gli avanzi delle zucchine spiralizzate potete congelarli per aggiungerli a zuppe, minestroni o frittate
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 MANGIO.quindi.SONO

Sushirrito! Texmex o Giapponese?

Sushirrito: metà burrito, metà sushi!

La fusione tra cucina messicana e ingredienti giapponesi


Sushirrito di salmone al miso

Sushirrito di salmone al miso

Il sushirrito è indubbiamente uno degli ultimi food trend più interessanti e apprezzati oltreoceano. Immaginate un burrito, la classica piadina messicana ripiena solitamente di fagioli, chili di carne speziata, formaggio, avocado e salse, poi reinterpretatelo in chiave nipponica con l’alga al posto della tortilla, il riso al posto dei fagioli e il pesce al posto della carne (ma non necessariamente). Ecco a voi il sushirrito, un wrap di alga con un ripieno fusion ispirato alla cucina giapponese, sicuramente molto più adatto all’estate degli ingredienti (seppur ghiottissimi) texmex.

 

La brillante idea l’ha avuta Peter Yen in California,  e in breve tempo il suo locale Sushirrito, aperto nel 2011 assieme a Ty Mahler, ha spopolato in tutta la baia di San Francisco, aprendo diverse succursali di cui una anche a Palo Alto che è diventata tappa fissa per gli studenti di Stantford e gli informatici e ingegneri della Silicon Valley. L’idea di Peter era di fondere i due cibi preferiti degli abitanti della zona, burrito e sushi, creando un cibo di strada che permettesse alla gente di gustarsi la leggerezza e il colore del sushi senza il tedio di una lunga (e costosa) cena seduti, ma senza nemmeno prostrarsi alla tristezza del sushi prefatto da banco frigo, carente di qualità. Ecco che nasce il sushirrito, wrap di sushi fatti al momento, di qualità, da mangiare per strada senza troppe cerimonie! Idea vincente! 

E a mio parere incarna benissimo la mia idea di “alleggerimento” di un piatto della tradizione (anche se non di italica tradizione si tratta) quindi appena l’ho addocchiato in rete sapevo sarebbe diventato mio presto. 

Sushirrito veg

Ho riflettutto a lungo se taggare come cheat questo post perchè, voglio dire, il riso del sushi è bianco, è condito con lo zucchero, c’è l’aggiunta (facoltativa) della maionese, insomma cose che non si sposano molto con il mio concetto di clean eating, però poi ho pensato: perchè? Perchè il sushirrito non deve poter essere pensato come sano? Il ripieno è colorato e ricco di verdure e pesce fresco, la maionese la faccio homemade, e il riso è condito con lo zucchero è vero, ma si tratta di quantitativi veramente limitati (che comunque per i più puristi possono essere sostituiti con adeguate dosi di dolcificante) e poi tutto ha un limite: considerare il sushi (pesce crudo scondito e riso bollito di fatto) come cheating sfocia decisamente nell’ortoressia per me!

Sushirrito

Sushirrito

Non escludo – anzi per la verità ho già qualche idea al riguardo – di fare in futuro qualche versione  di sushirrito ulteriormente più sana, dietetica e clean, ma per ora questo mi sembra già un’alternativa super estiva rispetto al classico burrito!

Non è una preparazione facilissima, nè breve, io vi avviso, perchè il riso per il sushi richiede alcuni passaggi attenti, per ottenere la consistenza giusta a essere lavorato, ma d’altra parte una volta cotto e condito il riso per il sushi il ripieno è liberissimo e potrete sceglierne anche di più facili rispetto ai miei che sono solo una suggestione.

Sushirrito: ingredienti

Sushirrito: ingredienti

Io vi propongo tre versioni di sushirrito: pesce crudo, pesce cotto, e veg, per coprire un po’ i gusti e le necessità di tutti quanti.

Perfetta idea tra l’altro come cena tra amici, da preparare con largo anticipo e tagliare al momento! Magari in giardino o a bordo piscina, con un mojito al sakè o al tè verde a fare da beveraggio: successo assicurato. 

Il mio preferito è stato di gran lunga quello con mais, tonno crudo piccante e avocado

Praticamente tutte le bellissime foto che vedete in questo post sono state scattate da Marta Giaccone, fotografa, qui trovate il suo sito per vedere i suoi ultimi progetti, ma se siete interessati alla cucina vegana vi consiglio anche di seguirla su instagram qui

 


GALLERY

Riso per sushi
Ingredients
  1. 500 gr di riso per sushi (a grano corto)
  2. 600 ml di acqua fredda
  3. un bicchierino di mirin
  4. 50 ml di aceto di riso
  5. 2 cucchiai di zucchero
  6. pizzico di sale
  7. alga kombu
  8. Attrezzatura
  9. Ciotola non in metallo
  10. Tegame non antiaderente con coperchio preferibilmente in vetro
  11. Hangiri tradizionale
  12. Shamoji tradizionale
  13. Ventaglio o altro per sventolare
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Instructions
  1. Mettete il riso in una ciotola ampia non d'acciaio e copritelo di acqua fredda, poi mescolate il riso con le mani più volte facendo strofinare i chicchi tra loro
  2. Sciacquate il riso con acqua fredda almeno due o tre volte finchè l'acqua non risulti limpida, segno che il riso ha perso gran parte del suo amido
  3. Lasciate il riso a bagno per circa mezz'ora
  4. Scolate il riso e lasciatelo sgocciolare per circa un quarto d'ora
  5. Mettetelo in un tegame largo ma non troppo insieme a un pezzettino di alga kombu, il mirin e 600 ml di acqua (il 20% in più del peso del riso a crudo), chiudete con un coperchio preferibilmente trasparente e accendete a fuoco medio.
  6. Portate a bollore senza mai togliere il coperchio, poi proseguire la cottura a fuoco ridotto per altri 12 minuti finchè l'acqua non si è assorbita completamente.
  7. Spegnete, togliete l'alga e lasciate coperto a riposare per altri 15 minuti ma inserendo uno strofinaccio pulito tra pentola e coperchio.
  8. Preparate in una ciotola il condimento scaldando aceto di riso, sale e zucchero, mescolando fino a far sciogliere il tutto
  9. Trasferite il riso cotto nell'hangiri, il tradizionale recipiente in legno giapponese, precedentemente bagnato con acqua fredda e tamponato
  10. Versateci sopra il condimento e poi con una mano mescolate delicatamente il riso con la spatola in legno e con l'altra sventagliatelo in modo da far raffreddare il riso ed evaporare velocemente l'aceto
  11. Una volta raggiunta la temperatura ambiente coprite l'hangiri con il riso con un un canovaccio pulito e inumidito mentre attendete di utilizzarlo
Notes
  1. Il riso si attaccherà inevitabilmente al fondo della pentola, va bene, è giusto così, ma quel riso non può essere utilizzato per il sushi
  2. Al posto dell'hangiri potete utilizzare una larga ciotola non in metallo
  3. Al posto dello shamoji potete utilizzare una spatola in legno
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Sushirrito al tonno piccante
Serves 3
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. circa 150 gr di tonno fresco precedentemente abbattuto
  4. una pannocchia di mais già cotta
  5. avocado
  6. cetriolo
  7. songino
  8. Maionese homemade (per la ricetta veg vedi sotto)
  9. Harissa
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Instructions
  1. Tagliate il tonno in modo da ottenere delle fettine lunghe e spesse circa 1 cm
  2. Tagliate l'avocado a fettine
  3. Spelate il cetriolo e tagliatelo a fettine per il lungo, non troppo sottili
  4. Lavate e asciugate il songino
  5. Scottate sulla piastra la pannocchia per abbrustolirne l'esterno, poi posizionandola in verticale sul tagliere, tagliate i chicchi via dal fusto.
  6. Mescolate la maionese all'harissa fino ad ottenere il grado di piccantezza desiderato
  7. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  8. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  9. Disponete il ripieno nel centro del riso: delle fette di tonno, qualche fettina di avocado e cetriolo, dei pezzi di pannocchia grigliata e infine una manciatina di songino fresco
  10. Condite poi con una spruzzata di salsa piccante.
  11. Inumidite il borso superiore dell'alga e iniziate ad arrotolare il sushirrito con delicatezza dal basso verso l'alto, aiutandovi con la stuoietta e fermandovi a compattare il ripieno di tanto in tanto stringendo il sushirrito con la stuoietta
  12. Chiudete il sushirrito facendo aderire l'alga bagnata poi impaccettatelo prima in carta da forno o per alimenti e poi in fogli di alluminio, ben stretti.
  13. Conservate in frigo fino al momento di servire i sushirrito tagliati a metà.
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Sushirrito di salmone al miso
Ingredients
  1. 3 alghe nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. un filetto di salmone da circa 200 gr
  4. un cucchiaio di miso
  5. un cucchiaio di sciroppo d'acero o miele
  6. un cucchiaio di salsa di soia
  7. 6 gamberi
  8. 4 zucchine
  9. una mela
  10. semi di zucca
  11. lattuga fresca
  12. lime
  13. wasabi
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Instructions
  1. Spennellate il filetto di salmone con un composto di miso, salsa di soia e miele.
  2. Disponetelo su una teglia con carta da forno con la pelle verso il basso
  3. Infornatelo in forno preriscaldato a 200° per 8/10 min
  4. Lasciatelo raffreddare
  5. Infilate i gamberi in stecchini per il lungo, per evitare che si curvino mentre cuociono, e scottateli in acqua bollente per 2 minuti massimo
  6. Marinateli nel succo di lime, scorza di lime e salsa di soia
  7. Tagliate la mela a fettine sottili, posizionandole man mano in una ciotola con acqua e limone per evitare che si scuriscano
  8. Lavate e asciugate alcune foglie di insalata
  9. Tagliate le zucchine a fette sottili e grigliatele su una piastra ben calda, salate e lasciate raffreddare
  10. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  11. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  12. Spalmate una piccola quantità (a piacere) di wasabi sul riso, poi aggiungete le foglie di insalata, poi nel centro mettete due gamberi per il lungo, il salmone spezzettato, qualche fetta di zucchina grigliate e qualche fetta di mela, cospargete poi con semi di zucca.
  13. Proseguite poi come per gli altri sushirrito
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Veg Sushirrito
Ingredients
  1. 3 foglie di alga nori
  2. riso per sushi (vedi sopra)
  3. 5 zucchinette novelle
  4. tre carote
  5. mezzo mango non troppo maturo
  6. cavolo cappuccio viola
  7. coriandolo
  8. succo di lime
  9. 50 ml di latte di soia al naturale
  10. 100 ml di olio dal sapore leggero
  11. succo di limone
  12. salsa di soia
  13. mezzo cucchiaino di senape
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Instructions
  1. Preparate la maionese vegana mettendo 100 ml di olio, 50 ml di latte di soia, un pizzico di sale, succo di limone e senape nel bicchiere alto del mixer a immersione
  2. Inserite il mixer tenendolo sul fondo e azionatelo alla massima velocità
  3. Rimanete sul fondo a frullare per una ventina di secondi poi lentamente sollevate il frullatore, continuando a frullare fino a ottenere un composto ben montato
  4. Se troppo denso aggiungete ancora succo di limone, aggiungete poi la salsa di soia e regolate di sapore. Conservate in frigo fino all'uso.
  5. Tagliate le zucchinette, il cavolo rosso e le carote a fiammifero
  6. Tagliate il mango a fettine sottili
  7. Marinate le zucchinette in poco olio evo, sale e coriandolo tritato
  8. Disponete l'alga nori sulla stuoietta per il sushi, in modo che i bastoncini di bambù siano disposti orizzontalmente
  9. Con le mani inumidite prelevate piccole quantità di riso per il sushi e ricoprite l'alga lasciando un cm vuoto sul bordo superiore, senza lasciare buchi ma senza esagerare con il riso.
  10. Disponete il ripieno al centro del riso, spruzzate con il lime, aggiungete la maionese vegana e proseguite come per gli altri sushirrito
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MANGIOquindiSONO

Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Orzotto agli asparagi al formaggio di capra

Catturare l’essenza della primavera: orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Come sempre l’importanza di ingredienti semplici e di qualità, che fanno il piatto da soli


Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Orzotto agli asparagi mantecato al formaggio di capra

Adoro gli asparagi, sanno di primavera, di cielo azzurro e di giornate serene ma non calde, e quando siamo in stagione ne facciamo fuori circa 1,5 kg a settimana in due! Sono buonissimi al forno, con un uovo alla coque o in camicia (e magari una fettina di salmone affumicato, la morte loro!) oppure come condimento leggero per una pasta integrale e qualche legume. Un classico però rimane sempre il risotto con gli asparagi, mantecato con burro e parmigiano, cremoso, sapido al punto giusto, profumato. Dunque ho voluto reinterpretare questo piatto tipico della cucina italiana in primavera in un orzotto agli asparagi utilizzando l’orzo decorticato al posto del riso. 

Non che ci sia qualcosa di sbagliato nel mangiare riso! Anzi, è una fonte di carboidrati veramente ottima (soprattutto il riso basmati o il rosso il nero) ma ogni tanto è bene cambiare anche per sperimentare sapori e consistenza diverse e provare altri cereali in chicchi come miglio, orzo, farro etc, tutti parte della tradizione povera italiana. Ricordatevi sempre però che quando scegliete di comprare il farro o l’orzo dovete cercare la versione “decorticata” e non quella “perlata”, che in effetti è più difficile da trovare e richiede qualche cura maggiore nella preparazione. Le versioni decorticate infatti hanno una cottura piuttosto lunga, rimangono molto al dente (aspetto a mio parere del tutto positivo!) e pertanto è opportuno tenere i cereali a bagno in acqua per qualche ora, come si fa con i legumi secchi. 

Proprio per via della sua croccantezza residua anche da cotture prolungate mi sembrava interessante usare l’orzo decorticato in versione risottata, ma non ero sicura di poter ottenere la stessa cremosità del risotto tradizionale; dunque ho optato per aggiungere, a fine cottura, una crema di gambi all’orzotto agli asparagi, con qualche grammo di fecola a fare da legante,  trucco che unito alla mantecatura pregiata con il formaggio di capra ha reso questo piatto un gioco di consistenza interessantissimo! 

Gran parte degli ingredienti usati in questo orzotto agli asparagi  provengono dal mercato contadino che si tiene vicino dove abito il mercoledì mattina(ad eccezione dell’orzo e del limone che viene dal giardino dei genitori del mio compagno): produttori locali, alcune cose bio, ottimo rapporto qualità prezzo. Non sottovalutate i mercati come fonte di approvvigionamento di cibo e cercate sempre di instaurare un rapporto di con chi vi procura ciò che mangiate, perchè ne trarrete notevole beneficio.

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Per quanto riguarda il brodo mi sento di fare un inciso. Si sente tanto parlare (male) dei dadi da supermercato perchè contengono glutammato: ora, vi dirò chiaro e tondo che il glutammato non uccide, non fa venire il cancro, non rende sterili nè impotenti, ed è largamente presente nelle nostre diete senza nessun effetto, ad esempio il parmigiano reggiano ad esempio contiene dosi non indifferenti di glutammato! (qui ulteriori dettagli sulla questione glutammato). Detto ciò, non sono particolarmente favorevole all’uso prolungato e quotidiano dei dadi da cucina standard perchè comunque contengono tanto sale, e altri ingredienti che danno sapore ma “fittiziamente”. Certo sono comodi quando si è stremati da un, soli in casa e si ha solo le forze di accendere il fornello per far bollire l’acqua, e non è certo quest’occasione che compromette la vostra salute! E’ altrettanto chiaro che un brodo fatto in casa è assolutamente preferibile, e sicuramente tutt’altra cosa in termini di sapore e valore nutritivo, oltre che facile da preparare e congelabile. Però richiede tempo, che non sempre abbiamo, quindi un ottimo compromesso che ho sperimentato è comprare un dado con ingredienti semplici, in negozi specializzati (non necessariamente bio!) che abbia solo al suo interno verdure, aromi e spezie, sale. Vi assicuro che non vi darà alcun tipo di problema di ritenzione o gonfiore, cosa che molti lamentano con i brodi pronti tradizionali.  Invece se avete l’essiccatore vi consiglio di fare qualche tentativo di autoproduzione di dado liofilizzato d’estate quando ci sono tante belle verdure fresche! 

Se volete un’altra ricetta con le verdure primaverili vi consiglio i miei gnocchi di patate viola e verdure


 

GALLERY

Orzotto agli Asparagi mantecato con formaggio di Capra
Serves 2
Ingredients
  1. 140 gr di orzo decorticato
  2. 1 mazzo abbondante di asparagi
  3. 1 cipollotto
  4. un pezzo di formaggio di capra stagionato caprino fresco
  5. brodo
  6. vino bianco
  7. 1 cucchiaino di fecola di patate
  8. basilico fresco
  9. olio evo
  10. sale e e pepe
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Instructions
  1. Lasciate l'orzo decorticato in ammollo per qualche ora, poi scolatelo e fatelo asciugare su un canovaccio
  2. Pulite gli asparagi pelando il fondo con il pelapatate e toglieteli la parte brosa del gambo
  3. Tagliate le punte degli asparagi e metteteli da parte, poi tagliate a tocchetti il resto
  4. Preparate un brodo facendo bollire i fusti degli asparagi in abbondante acqua leggermente salata o in brodo vegetale leggero
  5. Nel frattempo iniziate a preparare l'orzotto versando in un tegame capace due cucchiai di olio evo, aggiungeteci il cipollotto tagliato nemente e fate stufare a fuoco medio, ricordandovi che non deve friggere
  6. Quando il cipollotto è appassito versate l'orzo e fatelo tostare, sfumate con poco vino bianco
  7. Quando il vino è evaporato iniziate a versare un mestolo di brodo alla volta portando l'orzo a cottura lentamente, ci vorranno circa 40
  8. minuti, ma assaggiate continuamente
  9. Quando gli asparagi sono cotti toglieteli dal brodo e teneteli da parte, eventualmente allungando il brodo con ulteriore acqua se non vi sembra suf ciente per l'orzotto
  10. A 10 minuti dalla ne della cottura aggiungete anche le punte degli asparagi direttamente nell'orzotto
  11. Quando l'orzotto è a cottura frullate le code degli asparagi con un minipimer e ottenetene una crema
  12. Aggiungete la crema all'orzo e spolverate con un cucchiaino di fecola di patate
  13. Grattuggiate il formaggio di capra stagionato e aggiungetene un'abbondante manciata sull'orzotto, spegnete, coprite con il coperchio e lasciate qualche minuto a mantecare
  14. Nel frattempo lavorate il caprino con il basilico tritato e un po' di pepe
  15. Impiattate l'orzotto e aggiungete una quenelle di caprino al basilico, completate poi con un lo di olio a crudo e una macinata di pepe fresco
Notes
  1. Se non amate i sapori forti del formaggio di capra potete optare per una mantecatura al parmigiano e una robiola per le quenelle.
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 MANGIO.quindi.SONO

Insalata autunnale

Insalata autunnale!

Un’insalata autunnale di zucca al forno, funghi arrostiti, ceci neri, farro, noci pecan e salsa alla tahine

Perché relegare le insalate alla stagione estiva? Provate questa insalata autunnale piena di nutrienti, da mangiare tiepida


Insalata autunnale

Insalata autunnale

Sulla genialata delle insalate come salva pranzo d’estate, purchè comprendano proteine e carboidrati giusti, ne avevamo già parlato diffusamente qui, qui e qui. Poi ho pensato, perchè non estendere anche alla stagione fredda l’idea di piatto unico in insalata? 

Basta usare verdure cotte e legumi, più adatte alla stagione, e il gioco è fatto: perfetto mood da insalata autunnale! 

Qui si usa a manetta il forno, vi avviso, ma molte cotture possono essere fatte in contemporanea, è un costo in termini energetici ma un grosso risparmio in termini di necessità di attenzioni e condimenti! Farro e ceci vengono bolliti e conditi solo dopo, zucca e funghi vengono invece arrostiti separatamente, ognuno con il suo condimento.

Insalata autunnale

Insalata autunnale

A unire il tutto una salsa super easy, adatta a ogni sapore presente in questa insalata autunnale, sapida ma dolce e acida allo stesso tempo. 

Questo piatto è stato (insieme a questa deliziosa mousse al cioccolato) il pranzo completamente vegan che ho cucinato insieme a una mia amica che segue un regime alimentare pescetariano – non mangia dunque carne, latticini e uova, ma mangia il pesce – ed è stato molto apprezzato. Io ho però aggiunto del quartirolo al mio piatto, formaggio simile alla feta e altrettanto delizioso, ma meno salato, ma l’ho fatto per mere questioni di gola, è assolutamente facoltativo! Si abbinava benissimo agli altri sapori, ma d’altra parte mi chiedo con cosa non starebbe bene il quartirolo… 

E’ un pranzo, piuttosto leggero, sicuramente saziante, ad alto contenuto di carboidrati e di fibre, ma  con un quantitativo di proteine medio; ricordiamo a questo proposito che i ceci NON sono una fonte di proteine pure, perchè per 100 gr forniscono ben 47 gr di carboidrati, e “solo” 20 gr di proteine. Niente di male, ma ricordiamocene nel comporre i nostri piatti! Prevedete una cena con un’adeguata quota di proteine dopo questo pranzo

La ricetta l’ho riadattata da questo sito che vi consiglio di visitare, le foto mi hanno come sempre, fatto innamorare

Le bellissime foto che vedete in questa ricetta invece per la maggior parte non sono mie, ma sono fatte da una mia amica di vecchia data, nonchè bravissima fotografa Marta Giaccone di cui potete sapere quello che c’è da sapere sul suo sito personale, vi consiglio il progetto Gemini, è il mio preferito. Dunque grazie mille Marta! 


GALLERY

Insalata autunnale
Serves 3
Ingredients
  1. Mezza zucca mantovana
  2. 300 gr di funghi
  3. 100 gr di ceci neri secchi
  4. 200 gr di farro
  5. una manciata di noci pecan
  6. rucola
  7. succo di mezzo limone
  8. due cucchiai di tahine
  9. due cucchiai di miele
  10. olio evo
  11. timo fresco o secco
  12. un cucchiaio di farina
  13. sale e pepe
  14. (quartirolo o feta, facoltativo)
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Instructions
  1. Mettete a bagno i ceci per 12 ore in anticipo
  2. Cuocete i ceci in acqua bollente salata per 60 minuti o anche più
  3. Pulite la zucca, e senza togliere la buccia tagliatela a fette sottili
  4. Disponetela su una teglia con carta da forno, conditela con un lo di olio evo, sale e rosmarino e infornate a 220° finchè non è croccante e brunita
  5. Contemporaneamente pulite i funghi e tagliateli a metà, conditeli con un lo d'olio, timo sale e pepe e infornate anch'essi per un quarto d'ora o nchè non sono cotti e profumati
  6. Cuocete il farro in abbondante acqua salata per 30 minuti o comunque nchè è cotto
  7. Tostate le noci pecan in una padella antiaderente per qualche minuto
  8. Quando i ceci neri sono cotti metteteli in un sacchetto di plastica per alimenti insieme a un po' di timo e di rosmarino e due cucchiai di farina, scuotete il sacchetto per condirli uniformemente e poi disponeteli su una teglia con carte da forno con sopra un cucchiaio o due d'olio, fate
  9. rotolare i ceci scuotendo la teglia no a che ogni ogni ceco è condito con un lo d'olio
  10. Infornate per 15 minuti finchè i ceci sono croccanti e dorati
  11. Preparate il condimento emulsionando due cucchiai di tahine, due cucchiai d'olio evo, sale, pepe, il succo del limone e il miele.
  12. Con metà della salsa condite il farro, mescolate bene, e disponete sul piatto da portata
  13. Disponetevi sopra i ceci neri, i funghi, la zucca, le noci pecan e poi fate colare la rimanente salsa
  14. Mescolate e nel caso aggiungete il quartirolo a dadini
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 MANGIO.quindi.SONO

Zuppa di fagioli neri e patate dolci

Zuppa di fagioli neri e patate dolci

Una zuppa di fagioli neri dai sapori dell’America Centrale con l’aggiunta delle patate dolci, per scaldare le sere autunnali

Pochi ingredienti, una cottura lenta e amorevole per fare un piatto (quasi) vegano completo di ogni macronutriente


Zuppa di fagioli neri e patate dolci

Zuppa di fagioli neri e patate dolci

 E’ ufficialmente iniziata la stagione delle zuppe. Oddio, qui fa ancora calduccio per la verità e pare quasi che l’autunno stenti ad arrivare,  ma io non rinuncio al comfort food tipico delle serate invernali e ho già incominciato a scodellare zuppe e vellutate al posto delle insalate miste estive. Magari le mangiamo tiepide e non bollenti dai!

Questa è una zuppa molto presente nei foodblog americani perchè utilizza due ingredienti, i fagioli neri e le patate dolci, molto presenti sulle loro tavole, anche se io l’ho reinterpretata un po’ in chiave tex mex / caraibico per dargli una sferzata di sapore.

Dei fagioli neri avevamo già parlato qui, ma come avevo annunciato per la zuppa ci vogliono tassativamente secchi da far rinvenire e cuocere a lungo perchè una zuppa di fagioli neri e patate dolci diventa una coccola solo se preparata con lentezza e lasciata sobbollire a lungo. Se non trovate o non volete usare le patate dolci potete ometterle o usare patate normali adeguando i tempi di cottura. 

Zuppa di fagioli neri e patate dolci

Zuppa di fagioli neri e patate dolci

La base di questa deliziosa zuppa di fagioli neri è una variante di quella che a New Orleans chiamano la “The Holy Trinity”, un soffritto di cipolla, peperone verde e sedano (da me sostituito con aglio) da lasciare imbrunire mentre la cucina si riempie di odori, e che, lasciatemelo dire fa davvero la differenza! Porta un tocco di cucina Cajun, una cucina passionale e piena di sapori, sulle vostre tavole.

E’ un piatto quasi vegano nel senso che io l’ho presentato con una cucchiaiata di yogurt greco (al posto della tradizionale ma ipercalorica panna acida) ma può essere tranquillamente omesso, quello che invece non è opzionale è il lime perchè rende i sapori ben distinguibili, come distaccati l’uno dall’altro e toglie l’eccessiva corposità data da fagioli e patate.

Io ho cucinato la zuppa di fagioli neri e patate dolci come unica portata infreasettimanale perchè da sola comprende proteine, grassi e carboidrati, e non è necessario aggiungere altro per rendere completo il pasto, ma voi potete offrirla anche come primo alternativo alla pasta prima di un secondo e contorno a una cena in famiglia o con amici.


 

GALLERY

Zuppa Di Fagioli Neri E Patate Dolci
Serves 2
Ingredients
  1. 100 gr di fagioli neri secchi
  2. 300/400 gr di patate dolci americane (quelle arancioni dentro)
  3. 2 cucchiai d'olio evo
  4. mezzo peperone verde
  5. mezza cipolla bianca
  6. uno spicchio d'aglio
  7. 1 cucchiaino di cumino raso
  8. 1 cucchiaino di paprika rasa
  9. timo fresco
  10. brodo vegetale
  11. lime
  12. yogurt greco (opzionale)
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Instructions
  1. Sciacquate più volte i fagioli neri e metteteli in ammollo per 4 o 5 ore
  2. Tritate nemente cipolla, aglio e peperone verde
  3. Soffriggeteli a fuoco medio nell'olio in un tegame largo e con i bordi alti
  4. Aggiungete le spezie e lasciate tostare e imbiondire
  5. Versate poi i fagioli neri, mescolateli un po' per far loro assorbire i sapori e bagnateli con due tazze di brodo vegetale
  6. Proseguite la cottura per 20/30 minuti a fuoco medio con la pentola semicoperta e nel caso aggiungete brodo
  7. Sbucciate le patate dolci e tagliatele a tocchetti poi aggiungetele alla zuppa
  8. Aggiungete ancora una o due tazze di brodo e portate a cottura, ci vorranno circa 15 minuti o più a seconda della consistenza desiderata
  9. Aggiustate di sale e pepe
  10. Scodellate la zuppa e spruzzatevi sopra un po' di succo di lime
  11. Decorate con una cucchiaiata di yogurt greco e una fetta di lime
Notes
  1. Lo yogurt greco è opzionale, mentre il lime no perchè serve all'equilibrio dei sapori Se preferite potete provare anche la versione senza patate dolci
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Spaghetti ai fichi & prosciutto di Parma

L’eccellenza italiana in un piatto unico che ha il sapore della tarda estate

Un piatto unico che coniuga dolce e salato: gli spaghetti ai fichi e prosciutto con granella di noci e letto di ricotta e foglie di basilico rosso


 Spaghetti ai fichi e prosciutto di Parma

Questo è un piatto che mi rappresenta molto.  Ha il sapore di casa, della tradizione italiana, ma senza essere vecchio e noioso; è fatto con ingredienti freschissimi e di ottima qualità che ne fanno la peculiarità ed è pure un piatto unico (la mia predilezione per i piatti unici credo sia ormai leggendaria). 

Ed è una pasta senza salsa di pomodoro.

Chi mi conosce bene lo sa: sono una talebana della salsa di pomodoro.  Esistono pochissimi piatti in cui la mia fissazione ne permette l’uso: la pasta semplice con sugo di passata (homemade is better, ma onestamente mica si può pretendere che tutte le mamme con figli, lavoro e genitori anziani da accudire si mettano a fare conserve, bisogna essere realisti) con aglio olio e basilico, oppure il ragù alla bolognese, oppure…. beh basta in realtà. Pesce condito con salsa al pomodoro? Obbrobrio. Carne alla pizzaiola? Chiamate l’esorcista. 

Non ci posso fare niente sono fatta così, preferisco i pomodori freschi in varietà diverse, crudi o cotti, o ancora meglio i sughi “bianchi” come questo. Anche la pizza la preferisco bianca, pensate.

In questi spaghetti ai fichi  il sapido del prosciutto di Parma, il crunchy delle noci, il caramello dei fichi e la cremosità della ricotta si sposano alla perfezione, davvero dovete provare per credere. Il tocco del basilico poi è una chiccheria.

Ingredienti spaghetti ai fichi

Parliamo degli ingredienti

Pasta integrale: ho proposto gli spaghetti ai fichi in due occasioni diverse a due commensali diversi, entrambi hanno apprezzato ma devo dire che la versione con la pasta integrale è più ben riuscita perchè la consistenza degli spaghetti integrali è azzeccatissima per il sugo.

Ricotta fresca: io ne ho voluta provare una biologica da un banco frigo da supermercato e devo dire che sono rimasta piacevolissimamente sorpresa, una signora ricotta! Sapore intenso e consistenza densa, per un prezzo assolutamente abbordabile, purtroppo però non ricordo più la marca (mea maxima culpa) provvederò a segnalarvela al più presto. Sale, pepe (macinati freschi) e parmigiano reggiano (altra eccellenza italiana) ne fanno un condimento perfetto anche da solo.

Prosciutto crudo di Parma: servono commenti? A vostra discrezione togliere o meno il grasso visibile dalla fetta.

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Basilico fresco: uno dei miei spacciatori di verdure preferiti mi ha proposto casualmente il basilico greco in versione rossa, che coltiva personalmente, beh come dire di no? E’ magnifico, ha un odore intensissimo di pesto e un colore che fa la gioia della (misera) parte di fotografa che c’è in me. Non è facile da trovare lo ammetto, per cui usate tranquillamente quello normale, ma se lo trovate non fatevelo scappare!

Fichi: i fichi sono un ingrediente che cerco sempre e che non trovo mai, non ricordo più le volte che li volevo per una ricetta e rimanevo frustrata non trovandoli, anche in stagione. Misteri. Quando li ho visti sul banco del fruttivendolo non ho nemmeno guardato il prezzo e li ho comprati, prima ancora di sapere cosa ci avrei fatto.

Nonostante la grande presenza di italianità in questi spaghetti ai fichi la ricetta da cui ho preso spunto è invece da un blog di norvegesi (almeno penso) che trovate qui

Se siete vegetariani un’idea facile per poter gustare questi spaghetti ai fichi è togliere il prosciutto e sbriciolare del formaggio di capra sul piatto finale: ottimo. 


 GALLERY 

Spaghetti Fichi & Prosciutto Di Parma
Serves 2
Ingredients
  1. 140 gr di spaghetti integrali
  2. 100 gr di prosciutto crudo di Parma di qualità in un'unica fetta
  3. 6 fichi
  4. 100 gr di ricotta fresca
  5. 25 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
  6. una decina di noci
  7. abbondanti foglie di basilico rosso e verde
  8. uno scalogno
  9. uno spicchio d'aglio
  10. mezzo bicchiere di vino
  11. un cucchiaio d'olio evo
  12. sale e pepe
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Instructions
  1. Lavate i fichi, tagliate il picciulo e affettateli in 6 spicchi ciascuno
  2. In una padella antiaderente larga fate soffriggere lo scalogno tritato fine con lo spicchio d'aglio intero
  3. Aggiungete a rosolare il prosciutto crudo a dadini a cui avrete o non avrete tolto il grasso a seconda delle necessità
  4. Quando la base è rosolata aggiungete i fichi e fate saltare delicatamente toccandoli il meno possibile per non romperli
  5. Al momento opportuno sfumate con il vino bianco e fate evaporare l'alcol a fuoco vivace
  6. Una volta che i fichi saranno caramellati e cotti ma non sfatti spegnete
  7. Cuocete gli spaghetti al dente in abbondante acqua salata
  8. Nel frattempo preparate una cremina con la ricotta, il parmigiano e abbondante sale e pepe, allungandola con qualche cucchiaio d'acqua di cottura della pasta
  9. Scolate la pasta e gettatela nella padella dei chi aggiungete il basilico e fatela saltare per qualche istante su fuoco medio,
  10. Preparate il piatto con uno specchio della crema alla ricotta, poi aggiungete gli spaghetti conditi e l'eventuale sugo rimanente
  11. Cospargete di granella di noci e decorate con qualche foglia di basilico
  12. Servite deliziosamente caldo
Notes
  1. Sostituite il prosciutto con una sbriciolata di feta a crudo sul piatto nale se volete rendere vegetariano il piatto
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Pasta fredda di mais con verdure arrosto

Guida pratica per sopravvivere all’estate: l’Insalata mista(pt 2)

Una pasta fredda di mais condita con tante verdure di stagione passate in padella e arrostite, tante erbe aromatiche e una dadolata di pesce al vapore

pasta fredda di mais e verdure arrostite


Seconda puntata del viaggio nelle insalata estive che salvano il pranzo o la cena e saziano a lungo. Questa volta si tratta di una pasta fredda di mais con un condimento molto leggero ma saporito, composto di pesce e verdure.  La particolarità di questa pasta, credo si sia capito, è quella di essere gluten free e dunque adatta agli amici celiaci

Si tratta per la verità di un piatto “su commissione”: un’amica che soffre di celiachia mi ha chiesto se la pasta di mais reggesse alla cottura e raffreddamento per diventare una pasta fredda estiva e le ho promesso che avrei fatto un tentativo. Ebbene tentativo decisamente riuscito, la pasta di mais in versione fredda ci è piaciuta anche se la consistenza chiaramente ne risente, ma potrebbe essere dovuto anche alla marca di pasta che ho usato. Qualche accortezza per non fare un pastrocchio mappazonoso:

– scolate la pasta al dente, ma proprio al dente

raffreddatela immediatamente in una bacinella di ghiaccio per fermare la cottura 

– usate condimenti gustosi, ricchi di spezie e erbe per aggiungere sapore

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Io ho scelto di condirla con delle verdure prima saltate in padella, per sviluppare la reazione di Maillard (andate subito qui se non sapete cosa sia) e poi completando la cottura arrostendole al forno, un metodo che ultimamente mi sta piacendo molto perchè richiede poco sforzo e le verdure mantengono bene la loro croccantezza e sapore. 

Per la componente proteica inizialmente avevo pensato al pesce spada ma dal pescivendolo mi sono fatta tentare da una bellissima coda di rospo freschissima e ho optato per quest’ultima. E’ un pesce pregiato, dal sapore dolce e delicato, la carne compatta e senza spine che però purtroppo ha un costo non indifferente; se prevedete di preparare questo piatto per degli ospiti e volete fare bella figura è un’ottima scelta così come il pesce spada, ma se volete abbassare l’impatto economico potete optare per del merluzzo, del salmone o del palombo.  La cottura al vapore è perfetta in questo caso perché permette di trattenere tutte le sostanze nutritive e il gusto del pesce nel filetto, mi raccomando quindi cuocerlo intero e tagliarlo a dadini solo da cotto.

Crema di verdure arrosto per la pasta fredda di mais

Per rendere più interessante il piatto ho pensato di frullare parte delle verdure per ottenere un condimento cremoso che contrastasse con la consistenza degli altri ingredienti, ottima idea per condire la pasta senza panna! (un po’ come ho fatto per le lasagne agli asparagi in questa ricetta!)

L”idea è vagamente tratta da una ricetta di un vecchio numero di Sale&Pepe, ma ampiamente rimaneggiata.


 

GALLERY

Pasta Fredda Di Mais Con Verdure Arrosto
Serves 2
Ingredients
  1. 140 gr di pasta di mais formato ziti o pennette o sedanini
  2. 350 gr di coda di rospo in un unico filetto
  3. una manciata di pomodori ramati o datterino
  4. una manciata di fagiolini
  5. una cipolla rossa di tropea
  6. una melanzana
  7. due zucchine
  8. due carote
  9. tre cucchiai d'olio evo
  10. succo di limone
  11. sale e pepe
  12. erbe secche o fresche a piacere (per me origano, basilico, timo, maggiorana)
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Instructions
  1. Pulite e tagliate tutte le verdure a dadini o listarelle di dimensioni simili
  2. In un tegame scaldate un cucchiaio d'olio evo e le erbe che avete scelto
  3. Rosolate tutte le verdure tranne i pomodori, salandole e facendole saltare
  4. Dopo circa 10 minuti (prima che brucino o si attacchino) spegnete il fuoco e disponete le verdure su una teglia ricoperta da carta da forno assieme ai pomodori conditi anch'essi con le erbe
  5. Infornate a 200° per circa 15 min, finché sono cotte e arrostite per bene, e i pomodori raggrinziti
  6. Nel frattempo cuocete la coda di rospo in un cestello per la cottura a vapore per circa 15/20 min
  7. Una volta cotto togliete la spina centrale e spolpatela no a ottenere una dadolata di pesce
  8. Condite il pesce con un battuto fatto di un cucchiaio d'olio evo, limone, sale, pepe macinato fresco e origano e fate raffreddare
  9. Cuocete la pasta di mais molto al dente in acqua salata
  10. Scolatela, conditela con l'ultimo cucchiaio d'olio e tenete la bacinella con la pasta immersa in una ciotola più grande piena di ghiaccio per farla raffreddare immediatamente
  11. Frullate un terzo delle verdure arrosto (tranne i pomodori) allungando con acqua o brodo a piacere e condite la pasta con questa cremina
  12. Unite il resto della verdura e mescolate, poi aggiungete la dadolata di pesce e qualche foglia di basilico fresco sminuzzata con le mani
  13. Tenete in frigo no al momento di servire e godetevi la vostra pasta fredda di mais guten free!
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